Un sms può salvare un cane abbandonato sull’autostrada

Ricevo e pubblico:

Dal 23 luglio un sms può salvare i cani
Parte il servizio ‘Io l’ho visto’ con il numero 334.1051030
(ANSA) – ROMA, 19 LUG
Per combattere l’abbandono estivo dei cani in autostrada, dal 23 luglio al 31 agosto sarà attivo il servizio ‘Io l’ho visto’. Basterà mandare un sms al 334.1051030 indicando le coordinate del cane nel modo più preciso possibile (ad esempio MI-BO, km 150, cane nero) per fare intervenire i team antiabbandono.
Il progetto è’ stato promosso da Prontofido con Radio 105, Radio Monte Carlo, Virgin Radio, Radio Bau e l’Associazione Aidaa. Nel 2009 ‘Io l’ho visto’ ha salvato 353 cani.

Forse trovate le risposte al mistero di Siderno

Il nostro blog continua a tenervi aggiornati sui misteriosi eventi occorsi a Siderno nel pomeriggio di ieri, che riassumiamo brevemente: una violenta manifestazione ha interessato la parte bassa della troposfera, con la presenza di forti rumori preceduti da emanazioni luminose di fonte ignota, della durata dei millesimi di secondo. Successivamente è caduta molta acqua dalla parte alta della troposfera, accompagnata da turbolenze ventose.
Dato che un fenomeno del genere non ha riscontro a Siderno, la cittadinanza ha reagito con panico e smarrimento. Prontamente sono intervenute le autorità sedando i comportamenti aberranti e hanno imposto uno stato di coprifuoco con arresto immediato per evitare eventuali azioni di saccheggio e pirateria.
Come abbiamo detto, un summit di scienziati si è riunito in stato di emergenza per trovare una spiegazioni a simili eventi, ipotizzando addirittura la prima delle sette profezie dell’apocalisse, o uno sfogo dall’Alto dei Cieli per la corruttela della cittadinanza e della politica, o altresì un evento di natura non terrestre, dunque aliena.
Tuttavia sembra che nessuna di queste ipotesi sia vera: a quanto pare un vecchio pescatore, ultraottantenne, chiamato ‘u Figghiu d’u Pruppu, si è recato alla locale Stazione dei Carabinieri sostenendo di aver più volte visto, da ragazzino, eventi del genere.
Ricorrendo all’intero corpus di leggende, mitologia, racconti popolari e canzoni dell’epoca megaellenica, si è infatti ricostruito che eventi del genere accadevano molti e molti anni fa, e che hanno anche un nome: “acquazzone estivo”.
La comunità degli scienziati è dubbiosa poichè il teste in questione è aduso all’alcol e alla menzogna. In ogni caso la sua versione è al vaglio degli inquirenti.
Tuttavia, se tale versione si rivelasse vera, si tratterebbe di un fenomeno innocuo che causa al più l’inzuppamento del bucato steso ad asciugare.
Noi, come organo di stampa, speriamo che le relazioni emanate dal summit di scienziati, di qualunque tipo siano, non siano insabbiate come spesso accade, e che ai sidernesi venga detta la verità sul loro destino.

Sette minuti di panico a Siderno: le autorità in allarme

Oramai la stampa locale ha già dato un titolo all’evento occorso nel pomeriggio di oggi: “I sette minuti che hanno terrorizzato Siderno”.
A parte gli allarmismi, di cui non vogliamo renderci complici, non possiamo non evidenziare come il turbolento evento troposferco abbia letteralmente sconvolto la piccola cittadina del basso Ionio. Migliaia le chiamate di soccorso alla Polizia e ai Vigili del Fuoco, la sede locale della Protezione Civile in allerta, anche se per ora non si contano nè danni nè feriti. Si teme che l’evento possa manifestarsi ancora in maniera più violenta, causando onde anomale e inondazioni.
La cittadinanza si sta preparando ad una nottata di paura, raccogliendo gli oggetti più preziosi e rifugiandosi sui piani alti degli edifici. I pochi che hanno a disposizione un bunker antiatomico costruito negli anni della guerra fredda, vi si sono rifugiati.
I supermarket e i negozi sono letteralmente presi d’assalto e le scorte di acqua e scatolame sono in via di esaurimento.
Altri hanno deciso di riunirsi a pregare per la loro anima: la locale chiesa matrice è stata trasformata in dormitorio e il parroco ha celebrato una messa straordinaria in suffragio dei defunti e praticato una sessione di confessioni lunga oltre le tre ore.
Per ora tutto è tranquillo ma si teme il peggio, la gente terrorizzata e sconvolta, reagisce con i suoi pochi mezzi a questa inattesa manifestazione.
Se e quando ne avremo la possibilità, vi aggiorneremo sugli eventi che hanno gettato nel panico un’intera cittadina.

Insoliti fenomeni a Siderno

Poco fa è accaduto un evento strano: il cielo si è rabbuiato, si sono sentiti dei rumori fragorosi accompagnati da luci intermittenti. Dopo un po’ delle grosse gocce d’acqua hanno iniziato a cadere dal cielo.
Il violento fenomeno, che ha interessato la troposfera per all’incirca sette minuti, è di origine ignota, di certo non si tratta di un evento naturale conosciuto.
Studiosi sidernesi si sono riuniti in un vertice per studiare gli accadimenti e poter concludere se si tratti del primo di una serie di segnali catastrofici che annuncino l’apocalisse, se sia una manifestazione divina di qualche natura, o se l’origine sia aliena.
Nella speranza che non sia il preludio della fine, e se saremo ancora vivi, scriveremo sull’evolversi della situazione.

A fari spenti nella notte

Ieri sera ho fatto un tratto di strada medio-lungo con i fari spenti. Almeno credo, non ne sono neanche sicura. So solo che quando ho girato la manopola per spegnerli, non erano accesi. O li avevo spenti qualche secondo prima di tirare il freno a mano?
Non credo, e non è la prima volta che mi capita.
In un mese ho ammaccato due auto facendo retromarcia, e ora questo.
Mi capita sempre più spesso, sempre più spesso. Andavo fiera della mia organizzazione di automobilista: mai partita coi fari spenti, mai lasciato i fari accesi, mai lasciato la chiave girata, mai lasciata ferma l’auto senza freno a mano. Ricordo l’irritazione che mi pervase, qualche anno fa, quando mi accorsi di avere viaggiato in paese coi fari spenti. Era forse la seconda volta che mi capitava in vita mia. Ora ho smesso di contare.
Ma dannazione, chi mi vedeva non poteva segnalare? Un’auto coi fari spenti è una cosa tragicamente pericolosa, specie per i pedoni. Non potevano segnalarmi?

Mi sono fermata a prendere una pizzetta e sono ripartita a fari spenti.

Essì che prima avevo incontrato i Carabinieri (in quel momento avevo i fari accesi, però) e mi erano venuti in mente pensieri di sicurezza automobilistica, di regolarizzazione col fisco.
Una volta ripartita, dopo la pizzetta, pensavo: ma quello fermo in mezza alla strada…non potevano farlo accostare? era pericoloso (intanto avevo i fari spenti). Meno male che ho messo la freccia: sono un’automobilista rigorosa (intanto avevo i fari spenti). Tanto, anche se mi fermavano, io sono tutta in regola (intanto avevo i fari spenti), assicurazione, bollo e tutto…giusto quella tassa dell’ACI, ma di quella i Carabinieri non si accorgono (intanto avevo i fari spenti).

Insomma, tutto il tragitto di ritorno dalla pizzetta in poi a pensare alle regole, ai regolamenti, a com’è bello sentirsi onesti, rispettare una norma giusta…come mi sentivo in regola mentre tornavo a casa…

Intanto avevo i fari spenti…

Tristissimi giardini

Non c’è niente da fare, con certi libri non si può lottare. Ho fatto quest’ora per finire Tristissimi giardini, e non ho sonno per niente.
Il libro mi ha annullata, cancellata come una sabbiatrice scrosta la vecchia vernice, m’ha lasciata impotente, la testa che gira a vuoto.
Una recensione? per dirla con parole non disprezzate dall’autore, non è cazzo mio.

Buttiamo giù appena qualche impressione a caldo.
Sin dalla prima frase si avverte una spigolosità della scrittura, che rallenta la lettura e costringe a tornare più volte sullo stesso periodo. Ma una volta trovato il ritmo si procede, anche sulle frasi a volte lunghissime, più vicine al linguaggio del pensiero che a quello della saggistica.
Non sapevo bene a che pensavo quando l’ho comprato: ho capito subito che non era una trattazione legata esclusivamente al tema dei giardini, ma che era una descrizione del Nord-Est. Boh, dicevo, ne parlano tutti così male, soprattutto quando si tratta di giardini, che forse questo ne parlerà bene. Sarà un po’ come il Kansas di Prateria.
In effetti il libro mi ha molto ricordato Prateria, perchè è o aspira ad esserlo, una mappa in profondità.

A pagina 8 ho dovuto mandare un messaggio ad Alessandro, a pagina 11 telefonargli.

Ad ogni frase saltavo su dalla poltrona e più volte ho dovuto rileggere per confermare quanto i miei sensi stavano acquisendo: ma ho letto giusto? ha scritto proprio questo?
In un mondo in cui la comunicazione è diventata forma, nel senso peggiore del termine, in cui questa forma è patinata e levigata come le modelle di Dior ritoccate con strumento toppa a Photoshop, una prosa caustica e provocatoria è un bene rarissimo, un regalo dell’Alto dei Cieli. E’ come una zappa che lavora la terra, è lavoro della mente, è raggionare.
Sorge spontaneo un impeto di ringraziamento all’autore, che vende, ma almeno vende idee genuine, rrrobba bbuona, rrrobba frisca.
Che potenza di ironia, il Witz tedesco, l’arguzia, la capacità di afferrare il lettore e sostenerlo a braccia per portarlo con sè, anche quando è riluttante.
Una scrittura leggera quando deve essere leggera, dolorosa quando deve essere dolorosa. Un libro attraverso cui si intravede un carattere irascibile e lunatico, ma chi l’ha detto che chi scrive saggistica debba essere per forza saggio e soprattutto, sereno, anche ad una certa età?

Non spiegarmi le cose, fammele vedere, ti crederò più facilmente: è questo che fa Trevisan, inquadrando il Veneto partendo dalla lingua e dal territorio. Una descrizione impietosa, agghiacciante, raggelante, che fa passare la voglia di emigrare anche ad una meridionale disoccupata.
Tra vistosi calci nel sedere ai cliché della cultura veneta (Rigoni-Stern, Palladio, Scapin, Menghello) e della sua società (gli extracomunitari, la periferia, i rapporti di vicinato), una polemica teatrale con Paolini, la sfacciata dimostrazione del pensiero acritico e strumentale della politica che fa (o meglio non fa) cultura, l’autore trova lo spazio per raccontare il suo rapporto personale con la città, il giardino della madre, la sua moto, la lingua italiana e dialettale, la filosofia, i fantasmi del suo passato.

Un libro decisivo.

Siderno-Milano sulla soglia dei Portici

Mi sono sdilinquita il cervello per capire cosa c’è dietro questa maxi operazione di Polizia-Carabinieri che ha portato all’arresto di 300 persone tra la Calabria e Milano.
Partendo dal presupposto -credo largamente condivisibile- che non esistano al momento forze politiche e governative improntate alla legalità e al desiderio di giustizia, questi arresti prendono tutto un altro aspetto che quello a cui volgono i media, sia locali che nazionali.

La domanda che mi ha torturato è questa: chi è più forte della ‘ndrangheta? Non certo la Magistratura. Non certo le persone oneste. Se è così (com’è così), c’è evidentemente una forza-forte più potente delle cosche mafiose calabresi, che -come ho avuto modo di ripetere molte volte su questo blog- incassano con la droga e le armi quanto una finanziaria e hanno ramificazioni in tutto il mondo, soprattutto con il Canada e l’Australia, lungo le rotte tradizionali dell’emigrazione.

Perchè questi arresti? Cosa si voleva dimostrare e a chi?
Queste le domande.

Bene, per trovare delle risposte soddisfacenti ho dovuto ragionare a quattro teste.
Partiamo dalla base: la mafia sidernese e calabrese raccoglie danaro tramite traffico di droga, riciclaggio di danaro sporco, traffico di armi. Poi parzialmente lo reinveste sul luogo anche per una forma di esternazione di potere e di garanzia di successo politico. Ma la parte più cospicua (centinaia di miliardi) viene spostata fuori dal territorio calabrese, dove attraverso meccanismi finanziari non sempre complicati, viene collocata per finanziare altre attività lucrose, specie nel settore edile (che si pronuncia edìle, non èdile – giornalisti ignoranti). Ad esempio si acquista l’appalto per un ponte a Trezzano sul Naviglio per 15 miliardi, quando il costo è 5, lucrando la differenza.
Fin qui è facile, poi non so più se ragiono correttamente.

Ovviamente c’è una parte di imprenditoria edile a cui questo dà fastidio. Una parte di imprenditoria che evidentemente deve essere ben collegata politicamente, tanto da far scattare qualche molla.
Una imprenditoria strettamente capitalistica-liberista, che vuole giocare con le sue regole e che non apprezza gli intrusi.
E’ questa l’imprenditoria -che chiameremo “il capitale”- che è più forte della ‘ndrangheta, perchè gioca con le regole dell’alta finanza, che al momento sono le uniche valide nel gioco nazionale e globale.
“Il capitale” decide che il danaro portato in Lombardia deve essere utilizzato secondo le sue regole, e non quelle della ‘ndrangheta. Le mani sull’Expo ce le mettiamo noi, non tu.

Quindi è successo che un PM come la Boccassini viene a Siderno e piglia a schiaffi pubblicamente ‘u ‘Ntoni du Commissu, che quando saluta lo fa con degnazione.
Se vuoi giocare, giochi con le nostre regole, altrimenti ti faccio prendere a schiaffi.

Ma la Boccassini, Gratteri, Pignatone, si sono fermati al contorno di verdure miste, lasciando il pesce spada nel piatto. Non sono entrati dove dovevano farlo e prendere i pesci più grossi, quelli sono rimasti dov’erano, a dettare le regole del mercato e della politica.
Oggi io vado al supermarket e compro un pacco di pasta, X va a lavorare in cantiere, Y continua a tenere aperto il negozio.
A Siderno non è cambiato niente, salvo che ‘u ‘Ntoni du Commissu ha perso un po’ del suo prestigio.
Domani sarà tutto dimenticato.