Grazie Erena (Dandini)

E’ noto che i blogger non hanno la dote della modestia: appena raggiungono un qualche risultato (la vetta della classifica wikio, la citazione su qualche rivista), si sperticano in autocelebrazioni e sbrodolamenti vari.

Questo blog non fa eccezione.

Vi allego quindi l’assolutamente inattesa menzione sul libro di Serena Dandini Dai diamanti non nasce niente. Non credevo che Serena Dandini potesse essere una visitatrice di questo blog. Sarà lei che continua a leggere l’articolo sulle gerbere?

'Dai diamanti non nasce niente' cita questo blog

Comunque sia non posso che esserle molto grata e magari chiederle di farmi andare a lavorare in Rai, così esco da questo paese e finirà l’incubo dell’iniezione quindicinale a mia zia.

Vorrei però rimarcare che mi chiamo Lidia e non Livia. Absit iniuria, sono nomi entrambi orrendi e isterici.
Da piccola avrei voluto chiamarmi Anita, come la fidanzata dei cartoni di Mandrake e poi -crescendo- un nome a piacere tra Rosaria, Venusia, Lara, Sashiko. Poi crescendo ancora, o meglio, andando ad invecchiare, mi sarebbero piaciuti nomi più esotici, come Kel’Eyr, B’Elanna, Las, T’Plana-Hat, Dax.

Ora mi piacerebbe molto chiamarmi Corrado.
Lo trovo un nome regale. E poi mi ricorda un personaggio dei racconti di Twain.

Grazie Serena, ma come tu dovresti rammentarti di ringraziare il signore per la lettera “esse”, io lo ringrazio per la lettera “di”.

48 pensieri su “Grazie Erena (Dandini)

  1. Ciao Lidia, in effetti io il tuo blog l’ho conosciuto cosi leggendo lo splendido libro di Serena, ma ora svetta nelle liste dei Preferiti, grazie a tutte e due da una neofita giardiniera

    Patty

    • Sì, l’ho notato. Gli editor sono stati attenti. Comunque era solo uno spunto scherzare con Erena (se mi legge ancora) e tirare fuori un pezzo di Guzzanti.
      Oggi è la prima volta che devo approvare tre commenti nuovi. Cavolo, questo libro ha funzionato!

  2. imperdonabili (adorabili) divi della tv….
    e poi che sarebbe l’ecopasionario?
    e cosa il giardino o la vecchia signora inglese annoiata…
    aiutatemi a capire
    stamattina affogavo tra le spighe alta dell’avena selvatica mentre cercavo di guidare un trattorista nella fresatura e cosa fosse un frutteto…

    • nel linguaggio giornalistico l’ecopasionario è uno che va a incatenarsi agli alberi perchè non li abbattano, tanto per capirci, un tipo vegetarianissimo, che promuove iniziative di riqualificazione delle aree deturpate, uno che rompe ai consigli comunali, che va sempre dall’assessore all’ambiente e gira per gli urban center della sua zona. Però “ecopasionario” è un termine che ha un leggero tono ironico.
      Il giardino della vecchia signora annoiata è quello con i fiori in ogni stagione, con gli accostamenti di colori, con i fiori da taglio. Anche qui c’è un tono derisorio, immaginati ‘sta signora che taglia il filino d’erba fuori posto nel prato, oppure che con le forbicette va a scapocchiare i fiori fioriti, che spruzza sempre contro gli insetti, insomma, un giardino hobbistico.

  3. ah…..dimenticavo che il sole caldo e l’umidità svaporante dal terreno mi hanno messo una gran fame e un gran mal di testa,,,,
    così come l’odore delle piante di origano falciate dall’aratro….

    • Sì, capisco. A me l’odore dell’origano falciato mi piace perchè mi capita poche volte di sentirlo “veramente”. Da noi è pianta di montagna, e sulla costa lo trovi solo al mercato, essiccato in mazzetti.
      Comunque, parola mia, te ne mancano di venerdì pure a te…sei nel posto giusto!

  4. sono certo nel posto giusto…per morire o forse solo nel momento sbagliato
    ma ognuno di noi deve ritagliarsi un posto nella storia e nella provvidenza divina (terrena o terrona visto che siamo sulle colline baresi)
    è probabile che l’origano che tu intendi e che nasce sulle montagne calabresi non sia proprio la stessa specie del nostro, che forse è o. onytes…
    per te il “giardino hobbistico” è giardino?

    • Non so che specie sia il nostro origano, veramente non ho mai indagato. Me lo ritrovo sempre “morto” sulla pizza, le poche volte che lo vedo da vivo non ho mai modo di fermarmi.
      Il giardino “hobbystico” è giardino? A volte sì e a volte no, esattamente come il giardino professionale, o il giardino “appassionato”. Il giardino hobbystico, al di là della varietà “giardino vecchia signora inglese annoiata che serve il tè delle cinque alle amiche” può dare risultati felicissimi, inattesi, del tutto originali, artistici e sorprendenti.

      • avevo una ferita in fondo al cuore, piangevo, piangevo….

        il NOSTRO origano è Origanum heracleoticum… il nome scientifico dice già molto, il nome comune poi non lascia dubbi ‘origano meridionale’, per distinguerlo dall’origano comune il cui nome scientifico è Origanum vulgare e viene usato al nord come succedaneo povero del più pregiato origano terrone

    • Su questa piattaforma no, ma credo neanche su altre, come Bizblog o Blogger.
      per “parassitare” devi caricare la foto su un sito di hosting, tipo photobucket o flickr, e nel messaggio inserire il link.

  5. tutto può essere lezioso dal giardino al piatto di spaghetti al pomodori se serviti e cupoletta e con tre foglie in croce di basilico, è l’inutile virtuosismo fine a se stesso che irrita. è come se un chirurgo ti ricucisse la pancia a punto palestrina. non serve è un di più che disturba. i vasi con le composizioni, la carta igienica a fiorellini, gli asciugamani stampati a fioroni.
    anche a me piacerebbe un infinito selvaggio a disposizione o anche un parco naturale di qualche ettaro dove passeggiare ed esclamare toh? ma questa è una ….. selvatica! ma che meraviglia la natura fa proprio tutto da sola! invece ho due terrazzi piccoli e un giardino al mare. e allora mi sfogo e spruzzo perchè se mi muoiono tre rose per me è proporzionale alla deforestazione in borneo. e taglio i fiori sfioriti nella speranza che ne spunti un altro a rallegrarmi.
    e in toscana l’origano non c’è ma ben mi ricordo quando in campagna andavamo per cigli a cogliere l’insalata e a marzo c’erano campi viola di anemoni e gialli di tromboncini.
    e sono stata al mare e mi sono massacrata a fare buchi per terra durissima! piena di radici! per metterci le gazzanie.
    tu sei ad altri livelli ma tutte queste categorizzazioni forse sono eccessive anche per un addetto ai lavori.
    giardino hobbystico/giardino professionale/ecc ecc.
    ti finisci il cervello sul sesso degli degli angeli prendi un pò le cose come sono. rispettale. io da brava fiorentina ho un gusto molto semplice lineare, dirò un’eresia ma fra un pittore seicentesco tutto contorsioni e sfumature e uno del duecento campiture piatte contorni delineati ma un mondo che indovina al di là, indovina quale preferisco. comunque ecco anche io che amo il rigore quà e là per casa ho infilato che sò uno specchio doratissimo e barocchissimo, una tappezzeria floreale insomma, metto quel che mi piace.
    ti devo lasciare di corsa ciao ciao

  6. pensate che l’anno scorso ho venduto circa centoventi mazzetti di origano!
    quest’anno ho dovuto sacrificarne parecchie piante per lasciar passare i mezzi che lavorano il terreno….
    comunque si tratta di origano coltivato e vi assicuro che è pianta esigente…..
    di fatti tradizionalmente veniva piantato lungo i muretti a secco che funzionavano da condensatori d’acqua….
    al di là delle provocazioni che adoro lanciare e del fatto che ci lavoro in agricoltura, il problema è l’ITALIA (soprattutto meridionale ma non esclusivamente)
    questo paese continua ad essere devastato dal cemento e dall’uso improprio del territorio e allora che senso ha parlare di giardino?

  7. Il giardino servea far amare la natura anche a quelli che non vivono di agricoltura.
    Scusate se interompo il discorso sull’origano, sono contenta che qualcuno si accorga del tuo valore e mi domando anch’io cosa ci fai ancora lì ( vedi, se fossi figlia di un certo politico avresti già la cattedra all’università).
    Forse ti ha chamata Livia perchè pensa che tu sia la fidanzata di Montalbano, trasferita in incognito da Boccadasse……

    • più che a far amare a farne godere anche se in forma ristretta, liofilizzata.
      avevo notato il livia vs lidia ce ne è anche un altro di refuso ma non mi ricordo il tuo mi è saltato subito all’occhio. ma di questo libro ne ho già discusso abbastanza e mi son presa anche di bischera e in maniera maleducatina perciò basta. senti senofonte, mi sa che stai in un gran bel posto, beato te, le maggiori brutture sono comunque da addebitarsi agli anni del boom. a firenze interi quartieri sono inguardabili, è circondata dalla tristezza. persino i pochi palazzi del centro storico ricostruiti dopo la guerra sono orrendi. a noi piace molto l’origano se ti avanza mandacene un pò. quello che si compra è così vecchio che a volte sembra amaro può essere?
      lidia stai pure lì se ci stai bene ma sfrutta (brutta parola non mi viene altro) il tuo talento. e il cosiddetto bagaglio culturale. cosa hai studiato? dove? o è tutta farina del tuo sacco, non letture imposte ma libere? però mi sembri schizofrenica abbi pazienza, doctor jeckill e mr hyde.

      • per godere il giardino lo devi anche curare e per curarlo devi anche studiare le piante ( almeno un po’). Insomma con tutta la fatica che si fa si deve per forza amare! Poi il passo tra giardino privato e la natura universale non è così grande, se si vuole.
        saluti

        • non so cosa sia maschiata ma me la posso immaginare. ti dirò che (forse) speravo che qualcun altro facesse notare il modo a dir poco grossolano di aggredirmi., nessuno l’ha fatto, pace non sarà la fine del mondo io comunque non sono disposta a scendere a certi livelli (non volevo non volevo ma l’ho detto accidentaccio)

          violis sei tu che avevi pubblicata quelle bellissime foto prima e dopo con quella meraviglia di canone?
          se sei te ti applaudo di nuovo erano fantastiche!

  8. stamattina potatura di olivi centenari, abbandonati da anni, di fronte al mare di giovinazzo (ba): siete invidiosi vero?
    l’effetto finale è altro che giardino, superbo!
    io ho la faccia che brucia per il sole…..

  9. milli, io direi il passo contrario, è l’amore per la natura in generale che mi ha portata al giardino (che non ho). e ad accorgermi della mia profonda ignoranza e inesperienza.
    me la farò.
    e te senofonte vieni a parlare di olivi a una toscana?
    magari vieni fuori che è migliore il vostro olio!

    • ho messo caterina (ma sono stefania) in ricordo di una bestiola dispettosa che non sono mai riuscita a prendere in braccio ma che mi ha fatto piangere una settimana quando è morta. tant’è che mia madre ingelosita ha commentato ” non piangerai così per me”

    • Stefania, sto avendo insoliti problemi con i tuoi messaggi. Se non li vedi apparire subito è perchè worpress me li dà da riconoscere, come se fosse il tuo primo messaggio. Eppure ho controllato e la mail sempre uguale. E’ sicuramente una disfunzione di wordpress su cui controllerò, ma non ti scoraggiare se le tue risposte non compaiono subito.

  10. grazie lidia è che spippolo a vanvera, non ci capisco un cavolo di pc programmi ecc, ci ho provato ma niente dura come le pigne secche.
    però dovrebbero fare dei pc semplici per gli anziani che potrebbero viaggiare, leggere, comprare se hanno quattrini, insomma passerebbero meglio il tempo.

    • brutta bestia l’invidia. olivi morellini e leccini mi sembra, più uno di quei poveri cristi che vendevano in vaso per beneficenza. l’ho piantato avrà 15 anni ma ormai è segnato non ne vuol sapere di crescere.
      e comunque siamo più bravi perchè non si lasciano le olive a terra, si portano subito a frangere.
      pane toscano olio e sale una meraviglia.

      • olivi in Toscana, ma di che parli, di piante esotiche??? in Puglia ci sono 50 milioni di olivi (si hai letto bene !) l’olio pugliese è universalmente riconosciuto come il miglior extravergine sul mercato mondiale, chi ti ha detto che si raccolgono le olive da terra? quanto al pane pugliese poi, vuoi che nella regione che detiene il primato della produzione di grano duro non si sappia fare il pane? e col sale eh !

        dai sveglia !!! che tutto l’olio toscano viene comprato qui, forse fai finta di non saperlo…

    • il pane. lo sto mangiando è proprio buono forse non hai mangiato il vero pane toscano. che dura una settimana e poi ci fai la zuppa. lo sai che per miseria in certe valli alpine soprattutto val d’aosta facevano il pane anche solo una volta l’anno? per risparmiare legna, si riunivano le famiglie lavoravano anche 10/15 giorni e poi per qualche giorno pane fresco, il resto dell’anno bagnato. anche solo nell’acqua.
      invidia per cosa scusa?

      • Non sono ferrata sul pane, ma è notorio quanto dice Treccani. La macina toscana è stata importata nel meridione circa nel 1600 (ce l’ha spiegato l’assessore alla cultura della provincia di reggio, Gioffrè, con il suo -trattengo vomito- romanzo “Artemisia Sanchez”). Questo è avvenuto perlomeno in calabria, credo che invece la Puglia adottasse già questo sistema. La Puglia è il secondo produttore d’olio dopo la Spagna, e l’olio pugliese è universalmente conosciuto come quello di migliore qualità. L’olio ligure, al contrario, è troppo “dolce” e viene tagliato con olio pugliese o calabrese, che sono più amari (avete presente Bertolli “gentile”?). Gli oli toscani di produzione industriale contengono una considerevole quantità di oli meridionali. Certo, è diverso per le produzioni autonome familiari.
        Ad ogni modo non si tratta di battaglia tra Puglia e Toscana, quella sarà presto vinta, ma di protezione dell’olio e degli uliveti da parte della comunità europea, che tende a preferire le colture granarie, cui le terre meridionali, puglia a parte, sono poco vocate.

        • ti dico quello che so: la raccolta e frangitura immediata delle olive è stata introdotta di recente in puglia e l’olio è in effetti notevolmente migliorato. a gusto mio il nostro quando è nuovo, verde, è buono per il pane e la giratina sulla zuppa, ma troppo acuto per condire verdure. il pugliese non so come dire è pastoso (ti ricordi albanese sommelier?).
          comunque è questione di abitudini che ti formano il gusto. noi l’olio l’abbiamo sempre fatto ci si friggeva anche e infatti di olio sono avara perchè quello è e quello deve bastare per tutto l’anno.
          la protezione.
          ormai si tende a destinare vaste aree ad un unico scopo agricolo o minerario o industriale, legando così indissolubilmente meridiani e paralleli lontanissimi ma interdipendenti per la sopravvivenza. è una questione difficile sai? ad esempio il fagiolino kenyota, a parte che i coltivatori sono schiavizzati dalla imposizione di quantità da rispettare assolutamente pena la rescissione del contratto, ( quantità di raccolto che conoscono anche solo due giorni prima) insomma questo fagiolino aiuta sì le famiglie a vivere meglio di prima, ma l’impatto ecologico che ha fra trasporto aereo navale su strada ecc ecc non lo considera nessuno?
          e sempre queste famiglie, coltivano si i fagiolini ma non possono dedicarsi ad altro non ne hanno più il tempo addio bestiame o altro.
          non lo so, è un pò come il dilemma dei bambini sfruttati nelle fabbriche, ma se altrimenti rischiano la prostituzione? mandiamoli a scuola, giusto ma se la famiglia non ha risorse per mangiare?
          è troppo difficile mi ci potrei scervellare fino alla fine dei miei giorni.
          so solo che ho avuto un gran fortuna a nascere dove sono nata. non so se hai mai letto alberto salza o quel bellissimo libro l’altra metà del cielo, o o o o naturalmente non mi viene in mente.
          per amore di verità il fagiolino non è farina del mio sacco ma ora mi fa fatica andare di là a cercare il libro.
          saluto tutti e viva la fettunta!

  11. di professione faccio l’olivicoltore bio….
    anch’io preferisco l’olio dolce della cima di bitonto….
    mai sentiro parlare?
    comunque viva l’Italia sempre…..
    tempo fa assaggiai un olio calabrese molto buono e dolce…..nell’alto ionio cosentino….la ricchezza varietale olivicola è enorme….e non si può fare di tutta un’erba un fascio….
    in terra di bari, dove vivo, l’olivicoltura è tutto…..e forse anche di più….

  12. curioso questo blog, si comincia a parlare della Dandini , di giardinaggio vip e si finisce a parlare di agricoltura, protezione delle produzioni locali e dei cibi della tradizione.
    Non ne sono sicura, forse anche questi argomenti saranno presto di “moda” nei salotti giusti e lo sapremo quando la Dandini scriverà un libro anche su questi argomenti.
    (lo dico con tutta la leggerezza possibile)

  13. senofonte ne saprai ben più di me allora, e io apprezzo e invidio quelli che sanno. anche da noi è una coltura importante che subì una bella batosta una ventina d’anni fa per una gelata che fece strage. non conosco l’olio di bitonto il fatto di averlo fa sì che si consumi solo quello. e poi ci ho fatto caso non solo nella grande distribuzione ma anche nei negozi si commercializza solo olio toscano o presunto tale.
    e per quanto riguarda i cibi della tradizione se non a casa e non in tutte, è ormai impossibili trovarli.
    stò sushi sta diventando un incubo ho predicato per anni(e alla fine ce l’ho fatta) a mia figlia) di non mangiare certo pesce perchè in via d’estinzione, crudo perchè pericoloso. non sono vegetariana proprio ma certi cibi non li tocco più proprio non li tocco nel senso che nemmeno li cucino. pesce in primis, ma come si fa a mangiare un gambero dell’oceano indiano? si dovrebbe mettere in una teca e mostrarlo come rarità. pollo dalle carni di vari colori dal bianchiccio al giallino al rosato. frutti esotici perchè? preferirei una pera che sapesse di pera. insomma ogni anno e libro che passa restringo le mie vedute culinarie è più forte di me provo repulsione. la carne, ho un figlio che non ne fa a meno, la strapago dal mio macellaio, ma almeno so da dove viene, piemonte, perchè in toscana ormai non c’è più un allevamento.
    basta mi faccio sempre prendere la mano.

  14. i cibi della tradizione bisogna farseli , concordo, anche perchè non si possono lasciar scegliere gli ingredienti dall’industria. L’importante è aver voglia di impararli da qualche “vecchio” e faticare in cucina.
    Comunque tranquilla, non tutti si ingozzano di sushi dalla mattina alla sera.

    • aggiungo che la sensibilità verso i cibi esotici e in via di estinzione ben si sposa con la filosofia del km zero auspicata dagli agricoltori, da non trascurare.

      • ottima cosa ma ora siamo km zero costo mille – ho anche contattato i gruppi acquisto solidale, una amica ne fa parte da anni e si trova benissimo, io ci ho provato ma mi deprime l’idea di stilare una lista della spesa che copra quattro mesi.
        speriamo che la filosofia si evolva in pratica, che si capisca che mangiare è un atto responsabile, che si smetta di dire ma che vuoi lo fanno tutti che cambierà uno in più o in meno?
        cambia cambia piano ma cambia.

  15. ciao Lidia
    sono passata da te con la speranza di leggere le tue osservazioni sul libro della Dandini e trovare un riscontro alle mie sensazioni…
    Mi pare che oltre alla giusta e meritata soddisfazione di ritrovare il tuo nome nei suoi scritti, tu non abbia espresso alcun altra considerazione.
    Tuttavia ho letto con piacere gli interessanti e vivaci commenti
    simonetta

    • Sì, in effetti la linea di commenti ha preso una deriva imprevedibile. Ma un blog è diverso da un forum e io lascio fare.
      Non ho inserito commenti sul libro di Erena perchè non l’ho letto. Per ora lo tengo come un santino, e se passa qualcuno da casa dico “eh, sai, la Dandini mi ha citatata!”. E poi, anche se fosse, vuoi parlar male di una persona che ti ha fatto un favore tanto grande? Non è piaggeria, ma semplice buona educazione.

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