La lista dei miei amori (quelli veri)

Partendo in ordine cronologico il mio primo amore è stato
Rio Kabuto (Koji Kabuto),
ma solo nella serie di Mazinga Z e non in Goldrake, in cui il suo nome era stato tradotto in “Alcor” (in Goldrake tutti i personaggi hanno nomi di stelle e pianeti, “Alcor” è una stella binaria della costellazione dell’Orsa Maggiore).

Successivamente venne
Alex Stardust (Ryusuke Domon)
della seconda serie di Star Blazers, quando morì, nell’ultima puntata, io e mia sorella piangemmo per tre ore filate, senza sosta: io per Alex, che si era sacrificato per aprire un cacchio di megacannone che avrebbe ridato vita alla terra, e lei per quello gnoccolone di Conan Wayne, che flirtava con la principessa di turno, e da lei fu portato in una sorta di dimensione alternativa. E così il mio Alex era morto morto, mentre quello di mia sorella era solo mezzo morto. Che sfiga.

Nominando
André Grandier
sono sicura di non essere la sola, qui e altrove, ad avere il cuore spezzato. Ma vieni qui, vieni da me, non vedi che ti aspetto adorante? Lascia perdere quella rompiscatole biondastra con la voce gracchiante. Ma guardala bene: non ha seno, non ha fianchi, è un palo vestito, ché la vuoi, ci sono io qui per te! Calpestami, usami come zerbino, ma io ti adorerò sempre.
Macchè, lui voleva quella e solo quella. E sappiamo bene come è finita: il 14 Luglio per molti non è il giorno della Presa della Bastiglia, ma della morte di André e Oscar (Oscar veramente ce la saremmo tolta volentieri dai piedi anche tempo prima, dandole fuoco, seppellendola viva, scorticandola, facendola passare sotto un rullo compressore…insomma, in modo che non ne rimanesse traccia).

Poi sono stati i lunghi anni di
Naoto Date, Uomo Tigre
personaggio che amo ancora oggi disperatamente. La sua tenerezza è quello che mi fa sciogliere in una pozza di melassa. Mi urta così tanto i nervi il fatto che quella idiota di Ruriko non l’abbia fatto suo, subito, per poi soffrire le pene dell’inferno nel vederlo massacrarsi sul ring, che vorrei picchiarla io stessa. Certo, all’epoca queste cose erano censuratissime. Ad ogni buon conto io spesso me ne vado a dormire sognando Naoto e riscrivendo mentalmente una sceneggiatura per un film sull’Uomo Tigre.

Allargando gli orizzonti dai cartoni ai film e ai telefilm mi sono innamorata di
Spock.
Come si può non innamorarsene? la sua delicatezza dei gesti, la sua figura slanciata, la profondità della sua mente, il suo rigore, la sua impermeabilità e i suoi inattesi slanci di generosità. Spock è ancor oggi il personaggio più amato da tutti i trekkies del mondo. Logico, eppure vulnerabile. Come per Data desiderarne l’affetto romantico è una strada che conduce al dolore. Ma tra Kirk e Spock io non ho mai avuto dubbi.

Innamorarsi di
Therem Hart Rem Ir Estraven
è facile quanto sbattere le palpebre. La mano sinistra delle tenebre è uno dei tre romanzi che non ho mai avuto il coraggio di rileggere per paura di non trovarvi più quell’emozione, quella sorpresa, quell’ingordigia della lettura di quando ero ragazza. Spesso ho pensato di rileggerlo, ma mi sono sempre trattenuta. Eppure, se lo rileggessi adesso, quante sfumature potrei cogliere in più? E se fossero in meno? Che tormento. Therem è fatto per essere amato.

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Beleg Arcoforte, Beleg Cúthalion
è uno dei personaggi del Silmarillion di Tolkien, il miglior amico di Tùrin, su cui gravava una maledizione gettata non ricordo come e perchè, ma che lo condusse a distruggere ciò che più amava. Tra i morti che Tùrin ha seminato c’è anche Beleg. Era una notte buia e tempestosa e quel cretino di Tùrin non si è accorto che la scura figura che avanzava non era un nemico, ma il suo caro e fedele Beleg, e così l’ha fatto fuori. Io volevo fare fuori Tùrin, e anche Tolkien, cacchio, perchè a Beleg mi ci ero proprio affezionata. Il prototipo atipico dell’elfo: saggio, misterioso, amichevole, prodigo, valente, pietoso. Dopo averlo fatto fuori per sbaglio (oops, scusa, fatto male?) Tùrin s’è messo a piangere come un vitello, e anche io, a dirla tutta, e ha composto un canto per la morte dell’amico Beleg, Laer cu Beleg, che però non ci ripaga di questo dolore. Evvabene, lo dico in modo sardonico perchè di tempo ne è passato, ma quando è morto Beleg io volevo qualcuno da strozzare.

Albert Quinn Ingalls
Quando le bambine della Casa nella Prateria erano diventate delle giovani donne, per proseguire la serie si iniziò a far incetta di attori giovanissimi per catturare tutte le fasce d’età. Il pubblico femminile adulto aveva occhi solo per Michael Landon (e come dargli torto?), ma per le ragazze iniziò una sorta di defilé di fascino maschile. Da Jonathan Gilbert che si trasformava da moccioso antipatico in adolescente niente male, fino a Mattew Laborteaux, che interpretava un orfano, Albert Quinn, sorellomunito, che veniva adottato dagli Ingalls. La foto che ho messo ve la dice lunga: Albert non piaceva solo a me e più o meno tutte le ragazzine della mia età hanno avuto una cotta per lui. Quando lo rivedo vorrei tornare ragazza e dargli un bacio. Per fortuna oggi lui oggi è più vecchio, brutto e grasso di me e non fo peccato.

Sherlock Holmes,
e basta la parola. Sono una veterotestamentaria, però. Oltre ai due romanzi di Meyer non ho letto le migliaia di apocrifi che circolano attorno alla figura di Holmes. Premetto che sono innamorata di Holmes, del personaggio. Sogno di essere intelligente come lui e di dargli battaglia. Ma Holmes è misogino e questo è tutto. Se fossi una bicicletta avrei certo più speranze.
Dietro ad Holmes è venuto Jeremy Brett, nella prima e nella seconda serie dei casi tratti dalle avventure scritte da Doyle. Dopo l’attore diventa una macchietta, bolso, una parodia di se stesso e un Holmes del tutto inefficace.

Kyle Reese
Quando ero ragazzetta un film come Terminator per me era sorprendente, affascinante, ammaliante. Kyle Reese è finito in un sacco di plastica nera con la zip. Non posso dimenticare le sue labbra semichiuse che vorrebbero gridare “Sarah!”. Oh, Kyle, alzati in piedi, soldato! Strappati di dosso quel sacco nero, corri via con la tua Sarah!
Invece niente. La zip si chiude e Kyle viene portato via. Per ironia della sorte lo stesso attore, che ha interpretato il caporale Dwayne Hicks, il personaggio preferito di uno dei miei film preferiti (Aliens. Scontro finale), viene ucciso anche lì (nel terzo, a dire il vero, nei primi tre minuti, bastardi schifosi!). Come se non fosse bastante me l’ammazzano anche in The abyss e dulcius in fundo, in The Rock. E’ cattiveria allo stato puro.

Rimanendo in tema Trek ho continuato ad amare “l’occhio alieno” successivo a Spock,
Data, il Tenente Comandante Data.
Impassibile, impossibile. Non certo bello, a detta dei suoi colleghi, ma ai miei occhi sì: bellissimo, raggiante del suo pallore sintetico. Buffo, a volte crudele, comprensivo, premuroso, toughtfully, come si dice in inglese. Data è tra i nuovi personaggi Trek il più amato, e il secondo in assoluto dopo Spock. La sua camminata sicura, spavalda, la sua forza fisica, nascosta dentro una calzamaglia e una figura lineare e flessuosa, la sua tenerezza mista all’ingenuità, gli occhi gialli, da gatto, le mani lunghe e leggere, il fatto che non potrà mai piangere per te, lo rendono irresistibile. Amo immensamente Data ancora oggi, ancora oggi sogno di essere bella come Dax e ballare con lui mentre va One more kiss, dear. Quanti sogni su quella canzone!

E ancora in Star Trek TNG, ho preso una sbandata per
Wesley Crusher,
un sacco più piccolo di me. Ero completamente cotta come una ragazzina. Il suo fascino adolescenziale e il suo carisma da pesce lesso mi hanno messa al tappeto. Avevo persino inventato un personaggio femminile che diventasse la sua fidanzata. Nell’ambiente Trek mi manderebbero al rogo, Wes è uno dei personaggi più odiati, assieme alla sua rossa mammina. Non è piaciuto il suo taglio da ragazzo-bene, il suo essere un piccolo genio (un geek), la sua recitazione a dire il vero un po’ scolastica. E quindi se lo dico è perchè è vero, perchè penso a Wesley Crusher anche adesso. Al Wesley che non ha molto a che fare con Wil Wheaton.

Personaggi molto secondari nella mia vita romantico-narrativa, che mi sono piaciuti ma senza lasciare molte tracce se non teneri ricordi:
Faramir ( Il Signore degli Anelli)
Rinaldo (Donna di spade, uno dei tre libri che ho paura di rileggere)
Etienne Navarre (Ladyhawke)
Goemon Ishikawa (Lupin)
Starsky e Hutch
Yotaro Kid e Izaak Kodomofu (Bryger)
Babil Junior

Mentre non sono mai stata innamorata, nè particolarmente sensibile al fascino di:
Capitan Harlock
Actarus
Lupin
Batman, Spiderman e tutti i supereroi, vecchi e nuovi, compreso Ironman e Robert Downey Jr., che è da stroncare il cuore in Fur, altro che Holmes!
Il Capitano Kirk
Aragorn
Terence Granchester
Fersen
007
Luke Skywalker e Han Solo
Aran Banjo
Rocky Joe

E per ora non mi viene in mente nessun altro

21 pensieri su “La lista dei miei amori (quelli veri)

  1. Io che invece sono cresciuta con i cartoni della Warner bros. e di Hanna & Barbera, fra Braccobaldo e Yoghi non ho mai avuto dubbi: Yoghi. In seguito, ai tempi di Mazinga, ero già fidanzata con uno in carne ed ossa.

    • Anche a me piaceva Yogi, ma ero innamorata di Bubu: era della mia età. Ora non ho nessun umano a rompermi le scatole (ma come fate voi sposate?), ma un braccobaldo in carne e ossa, più un paio di amici suoi altrettanto demenziali e pelosi.

        • Che pazienza Dona! Penso che è una fortuna che questi personaggi siano solo di carta e celluloide, non avrei la pazienza di sopportare Holmes con il suo violino e il suo trinciato grosso, o Andrè con le sue sdolcinatezze. E’ come desiderare che i cani parlino, ma come!se la qualità migliore del cane è che non ti stressa con “portami a fare la spesa, vai a comprare il pane, manca il latte” eccetra eccetra eccetra.
          argh!

  2. Maaamma se commento non finisco più!
    Premesso che si vede che hai qualche anno meno di me e il tuo parco personaggi è spostato un pochino in avanti…
    Erano i primi cartoni giapponesi ed eravamo tutte innamorate di Antony, poi completamente offuscato dal tenebroso Terence, come si può resistere a Terence?
    Kirk per me è una scoperta tardiva e quando lo vedo baciare una Barbara Bouchet di manco vent’anni, bella come una dea, io non rosico (e dovrei!) perché lei è di una bellezza inconcepibile per una donna umana ma perché bacia LA BOCCA di Kirk, rosico da morire, oioi che dolore…
    Spock viene immediatamente dopo, bello a torso nudo anche. Spock un pochino più sex sarebbe perfetto.

    Ma Etienne Navarre di Lady Hawk? E…
    Dai libri: Uter Pendragon e Aragorn Ramingo e…

    • Per Anthony di Candy invece avevo un vero e proprio disgusto: credo che un barattolo di melassa da ingoiare col vetro non potesse essere più indigesto. Già odiavo lei e tutto il fumetto, non ho mai digerito Albert che poi è lo zio William. Insomma, avrei mandato tutto al macero. L’unica a starmi simpatica era l’odiosa Flanny, ma sì, e anche la sfortunata Susanna. E Kirk è troppo ridicolo con quella sua boccuccia di baci. Mi viene in mente una frase di Tootsie: “Bacia tutte le donne della serie, lo chiamano La Lingua”.

  3. …oh! A parte una infatuazione infantile e fetichista per Ran della serie Lamu, non ricordo nessun “amore vero” di questo genere. E adesso dopo una vita di immersione nei libri, ciò che più mi disturba è scoprire una totale assenza di attrazione/innamoramento per una figura letteraria. Come può essere? Nessuna elfa delle saghe di Tolkien o Terry Brooks? Nessuna figura latina Marquez, Bolaño o Allende. Nessuna beatnik o anche una dannata della letteratura americana o una donna di Bandini? Per non parlare delle varie Bovary e Karenina che addirittura le avrei volute ammazzare!!! Nemmeno una Nancy Drew dei gialli per ragazzi!!! Per fortuna che almeno la vita mi ha trattato bene…

  4. Divertente: anch’io da ragazzina non sopportavo le dame fedifraghe e compativo i “poveri” Bovary e Karenin. Poi lentamente sono passata dalla parte di Emma e di Anna. Almeno a loro era rimasta la fantasia, agli altri quattro maschi una certa ottusità e notevole crudeltà.

    • Sono d’accordo solo in parte. Va bene per Emma, scapestrata, sognatrice, romantica e con un Chares buono ma che lascia un po’ a desiderare, ma non per Anna. Assolutamente!! Capisco che Karenin sia di nuovo un Charles Bovary, ma Vronsky non era come il suo primo marito. Anna ha avuto tutto ciò che Emma ha sempre sognato. Era solo una folle insoddisfatta, ottenebrata dalla morfina. E questo è quello che Tolstoi (..che aveva già letto Flaubert) ha voluto raccontare. Il segreto della felicità, impossibile da raggiungere per Anna, ma che (Kitty..e…) Levin alla fine del libro ha saputo scoprire non con sui libri di filosofia, ma semplicemente parlando con un semplice uomo del campo.

  5. E’ lo stesso pensiero che ho avuto io stilando la lista: tra i tanti personaggi di libri bellissimi, letti da ragazza con l’ingenuità della fanciullezza, o da grande con il desiderio che qualcuno compisse per me le azioni che avrei voluto compiere io, nessuno mi ha lasciato la sensazione della “cotta”. neanche Holden Caulfield o Dean Moriarty. Solo Holmes ed Estraven e qualcun altro.
    Addirittura insensibile a Mr. Darcy.
    Non a caso i personaggi letterari che ho inserito sono letture di gioventù poi ripetute negli anni. Quando leggi un libro da “grande” sono diverse le cose che cogli, l’accuratezza nella descrizione, la funzionalità di un personaggio alla trama del romanzo, lo spessore psicologico. Paradossalmente sono prorpio i personaggi con meno spessore caratteriale, cioè quelli dei fumetti e dei cartoni, a lasciare più il segno perchè li vedi “così e solo così”.

    Faccio un esempio: mi piacciono molto Fred e Rosamond Vincy (Middlemarch). A distanza di tanti anni dalla lettura li ricordo come se avessi condiviso con loro parte della mia vita. Ma non sono innamorata di Fred, per quanto sia molto amabile, perchè Eliot che ne racconta anche i difetti, la parte umana, quella “vera”, che inevitabilmente viene scartata da fumetti e manga, perlomeno da quelli della mia generazione.

    Non sono innamorata di Philip Wakem nè di Stephen Guest. ma ricordo con esattezza alcune frasi del romanzo: “Succede a me quello che credevo essere il destino dell’orso bianco alla fiera”, e :”Vengo con te ai Faggi Rossi, ad incontrare Philip Wakem”.

    Amabile, memorabile, due cose diverse, l’una non migliore dell’altra e viceversa.

  6. sui personaggi del mondo trek sono pienamente (visto che sono trekker) io amo senza ombra di dubbio Spock e Data.
    Wesley, anche se sarò impiccata dagli altri trekker, è comunque a pari merito con Spock e Data.
    Sugli altri non posso fare un commento decente perché non ho avuto modo di conoscerli a fondo.
    brava il tuo articolo è bellissimo

  7. dimmi cara, hai mai visto il Doctor Who? quella specie di alieno british, che viaggia nel tempo e nello spazio, ogni tanto si rigenera ( quando l’attore in carica si stufa) e non muore mai?
    L’hanno scoperto i miei figli e non è male, non è volgare nè troppo violento, molto humour. Gli ultimi dottori non sono bellissimi ma piacciono per questo, credo.

    • be’, be’, be’, Doctor Who è un mito di infanzia. In Italia fu mandata solo la serie col dottore riccio e la sciarpona, ma ci ha comunque imprintizzati abbastanza. I dottori “famosi” contemporanei hanno avuto un successone, specie David Tennant (scartato per il ruolo di Frodo, illo tempore). Io preferisco la serie pasticciata e arruffona con Matt Smith e Amy Pond, ma senza romanticismi. Mi sarebbe piaciuto vedere un po’ più la storia d’amore tra il Dottore e River, nell’ultima stagione, invece nisba. Ora ce n’è un altro, e si sta facendo un gran casino sul cinquantesimo anniversario, ma ti dico la verità, non ho tutto questo tempo per stare dietro alla tv.

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