13 settembre 1999

La Luna si allontana di 3,8 cm l’anno. Arriverà il momento in cui sarà “hurled into outer space”.
Avverrà tra miliardi di anni, ma sono più che certa che accadrà un 13 settembre. Giovedì. All’ora del té.

Q

q_star_trekQ, ti prego, portami via da qui.

Via dall’odioso nulla, dalla pozza nera dell’assenza di speranza. Portami a dormire tra le nebulose, a dormire come dorme un bambino non nato, sospesa nel vuoto eternamente silenzioso, rotolando secondo tutte le eclittiche possibili, il buio illuminato da una vicina T-Tauri e nebule di idrogeno ionizzato. Fammi dormire un sonno eonico accanto ai Pilastri della Creazione, non voglio neanche sentire il mio cuore battere, nella camera anecoica del cosmo.

Fuori dal tempo, fuori da tutto.

Pillars_of_Creation

Quando avrò riposato queste membra stanche dell’inerzia a cui sono costrette, e disincagliato il veliero della creazione dalle secche dell’apatia, fammi volare, veloce, velocissima, più veloce della luce se si può, altrimenti mi accontento di una buona approssimazione.
Attraverso Wolf 359, Cor Caroli V, Veridiano VII, Indri VIII, fammi bucare i wormholes, e cavitare nel tempo, sfilacciare il subspazio. Fammi raggiungere in un batter di ciglia l’altro braccio della galassia, e ancora oltre, verso Andromeda, Triangolo, Rosetta, Sombrero.
Fammi sfondare di forza e a testa bassa la Grande Muraglia, sconquassare i filamenti, respirare plasma, spostare le stelle dove non ce ne sono, affiancare una cometa mentre passa vicino alla sua stella ed essere fiamma accanto a lei, accompagnare i pianeti nelle loro precessioni, finché non saranno ingoiati dalle loro stelle diventate supergiganti rosse.
E voglio vedere dentro gli atomi e dentro i quanti, i fotoni , i muoni e i gluoni, e i quark top e bottom, i charmes-strange a spin semi-intero.

pleiadi

Ora schiocco le dita e in me fluirà la Natura delle Cose, la conoscenza dell’universo, e queste sciocche incongruità su cui ci arrovelliamo diventeranno per me materia di gioco. Voglio che l’universo sia il mio campo di gara. Scattare da una regione H II a una protostella, farmi investire da una supernova e sentire gli atomi di ferro che si formano attorno a me, sui polpastrelli delle dita: vederle irraggiare radiazioni. Essere presente ad una fusione tra galassie, con esplosioni cosmiche silenziose che abbacinano lo spazio, alla morte dei soli, al principio del tempo. Mettermi in faccia ad una gigante azzurra per coprire con la mia ombra un’enorme stella di neutroni, o per contro portare un fazzoletto ad una nana marrone, la stella più caccolosa che c’è, piccola come un topo, di un colore schernito.
Su piangi sulla mia spalla, non è colpa tua. Non sei brillante come Deneb, né Sirio, né Vega, ma fai impazzire gli astronomi, non ti basta? Oh be a fine girl, kiss me right now, right now, sweetheart.

OBAFGKMRNS meaning - what does OBAFGKMRNS stand for?

Giocare a nascondino tra gli anelli di un pianeta gassoso e rivelarmi in pieno come sagoma scura contro un pallido satellite rosa. Sostare tra gli ammassi di corpuscoli e planetoidi, dove si formano strane luminescenze, bianchi opachi, azzurri, malva, cremisi, bruni mischiati ai rossi. E se il suono potesse propagarsi darei vita ad assonanze insolite, trilli, tintinnii , vibrazioni, tonfi, collisioni, ritmi concitati, traffico spericolato.

Infilarmi proprio al centro di una protostella ed esserne il nucleo che inizia a bruciare elio, vivere la sua vita in tre battiti di tacco di scarpette di vernice rossa, e vederne il collasso gravitazionale, la morte, veloce, fulminea, immancabile, ovvia, naturale, consequenziale, scontata, per qualunque cosa sia fatta di materia.
Voglio volare sopra ad altri pianeti abitati, senza fermarmi: sono timida. Voglio solo darci uno sguardino e a ruotarci attorno come se dovessi avvolgerli con uno spago.
Mi apposterò vicino alla pulsar più precisa per regolare bene il mio orologio: garantito dal Ministero dei Pesi e delle Misure. Il mio orologio andrà meglio di quello di Ginevra. Ginevra dove? La Terra? Sol III, un piccolo pianeta di un sistema di una stella di tipo G, della fascia centrale del diagramma Herztsprung-Russel.

Una stella comune, una stella banale, piccina, si sa, ma chi sa se ce l’ha una grande città.

Antonimina 2

Una brutta giornata, un bel ricordo (reloaded)

mimihawagara3Oggi è martedì 15, sera inoltrata.
Oggi mi hanno fatto ricordare di un personaggio che ha reso la mia infanzia più movimentata di quanto molti potrebbero pensare.
Da piccoletta guardavo sempre il wrestling in tv. All’epoca lo chiamavamo “catch” e i lottatori erano giapponesi. C’erano Tiger Mask, Antonio Inoki, Tastumi Fujinami.
Era tutt’altra cosa rispetto al wrestling americano fatto di schiaffoni, muscoli lubrificati, omaccioni pettinati con la coda di Barbie e calzemaglie colorate.
Era uno sport serio.

mimi hagiwara

Lo vedevamo con il commentissimo di Tony Fusaro.
Era davvero un pezzo che non ripensavo a Mimi Hagiwara, soprannominata proprio da Fusaro “la Farfallina Bianca” poichè vestiva sempre un semplice body bianco, senza nessuna decorazione. Mimi Hagiwara era un po’ la Chris Evert del catch, era bella, aveva i capelli lunghi e li lasciava liberi. Era un vantaggio per le altre lottatrici, ma lei correva il rischio perchè saliva sul ring e combatteva non solo con lo spirito del lottatore, ma anche con quel senso dell’estetica del combattimento che solo i giapponesi possiedono.

Di lei si diceva “appena alza una gamba l’avversaria è già a terra” . Era delicata e fortissima, agile e tenace.

mimi hagiwara1

Grazie Mimi, grazie per le tue gambe, i tuoi capelli, il tuo body bianco, e anche per aver lanciato qualche arbitro fuori dal ring.

I miss you Mimma

Aspetto Cittanova Floreale come l’acqua nel deserto, non tanto per le piante, quanto per poter parlare di giardini e del mondo dei giardinieri. Domenica 1 è stata una giornata indimenticabile (in senso negativo). Sicuramente una delle giornate più significative della mia vita.
Sono uscita di casa con pochi spiccioli, nella speranza di un po’ di brodo caldo per l’anima, la speranza di ritagliarmi uno spazio per me, in cui poter essere me stessa.
Più che l’idea consolatoria di portarmi a casa qualche creatura di selvaggia o domestica bellezza, cercavo Mimma Pallavicini.
Quando mi hanno detto che non c’era per “un problema” mi è subito venuta in mente la celebre frase di Senna “I miss you, Alain”.
In effetti quel che volevo da Cittanova Floreale quest’anno sarebbe stato monopolizzare Mimma per lamentarmi sullo stato della cultura giardinicola attuale.
Forse volevo vedere quante volte sarei riuscita a ripetere “che schifo, che schifo”. Mi immaginavo abbandonata su una panchina, seduta con Mimma, a ripetere “che schifo, che schifo”.
I giardini di oggi fanno schifo, ma veramente. I libri tutti da buttare, anche i miei. L’establishment diventato sempre più aggressivo, prescrittivo. La fotografia che sta sbranando il giardino. L’aridità, la falsità, l’ottusità, la pubblicità.

Che schifo, che schifo. L’orrore, l’orrore.

I miss you, Mimma.
Forse avresti trovato qualcosa da dirmi. Peccato che non c’eri.

Libster Award da “(forse).si.può(ri)fare!”

Non mi aspettavo mai l’inclusione di Giardinaggio Irregolare in una classifica di “Liebster Awards”. Continua a leggere

Etologia del pubblico dei convegni sidernesi

Ho scritto “etologia”, e per assonanza, non posso fare a meno di pensare alla parola “scatologia” (non “escatologia”, che forse non ci starebbe neppure male).
E buon per chi non deve prendere il dizionario. Continua a leggere

MIR di primavera

Earth_&_Mir_(STS-71)Erano notti limpide e si vedevano bene le stelle. La luce rossa della MIR, messa in orbita a spirale attorno alla Terra, passava ogni venti minuti o meno sulle nostre teste. Dava la percezione dello spazio vuoto, della gravità, del moto.
La MIR andava in disarmo nel 2001, per dare spazio alla Stazione Spaziale Internazionale. Veniva posta in una rotta di collisione con la Terra, che la faceva orbitare in spire sempre più ravvicinate, fino all’impatto nel mare delle Fiji, da cui si disse che lo schianto fu spettacolare.

Eravamo andata a vederla orbitare nei giorni passati: era dannatamente veloce, vicina, rossa.

Io ti ricordo, MIR. Sei stata un sogno di pace e bellezza.

James Doohan

james doohan_moviemarket Oggi avrebbe compiuto il suo novantacinquesimo compleanno James Doohan, a tutti noto come “Scotty” in Star Trek The Old Serie.

Memorabile l’interpretazione nel quarto film Rotta verso la terra.

“Computer? Computer?”
“Forse usando questo” gli porgono un mouse, lui lo porta accanto alla bocca e dice con voce suadente: “Saaalve computer!”

Decolliamo e nuclearizziamo

aliens scontro finale (33)