15 agosto 2004 – Progettare un giardino parte II


Progetto di un giardino

Dopo aver fatto alcune considerazioni generiche sul modo di progettare un giardino, vediamo ora di entrare un po’ nel dettaglio, e dare informazioni più circostanziate. I giardini con cui ci ritroviamo a fare i conti non sono quegli ameni parchi inglesi, né tantomeno i prati quadrati antistanti la casa e bordati da aiuole, tipici della provincia americana. I nostri sono giardinetti di città, con forme bizzarre, ritagli di spazio, spesso molto piccoli o dalle dimensioni problematiche. In questo caso bisogna procedere per gradi, individuando le zone in cui è necessario avere spazio per passare e quelle in cui ci si può permettere di piantare qualcosa. Laddove è impossibile rubare spazi ai passaggi perché troppo stretti, è indispensabile movimentare lo spazio con una pavimentazione disuguale, o meglio con un tipo di pavimentazione che sia di per se stessa un elemento decorativo, come un mosaico.
Anche nei punti più stretti è spesso possibile lasciare una striscia o un quadrato libero dalla pavimentazione di fianco ad un muro di recinzione. Potete piantare dei rampicanti “leggeri” come clematis o gelsomini in modo da coprire il muro anche solo parzialmente. Alla base possono essere piantate delle erbette striscianti, come la menta o i Geranium. Tingete i muri di bianco, saranno più luminosi e daranno risalto al verde del fogliame.
Se avete un giardino lungo e stretto è un errore quello di svilupparlo in lunghezza, bisogna invece dividere lo spazio con delle “quinte” (archetti fioriti, muretti, piccole recinzioni, staccionate, pergole) in modo da dare l’illusione che il giardino sia composto da diversi ambienti separati tra di loro solo visivamente. In tal modo l’occhio non potrà cogliere con un solo sguardo l’intero perimetro del giardino, che sembrerà quindi più grande.
Se invece un giardino è quadrato e piccolo, sarà meglio svilupparlo sul suo lato più lungo, cioè la diagonale, in modo che appaia più grande. Create dei leggeri dislivelli con la pavimentazione e fate crescere le piante ai bordi. Utilissimo nel caso di giardini piccoli è lo stratagemma di condurre lo sguardo verso un punto focale ben preciso, come una panchina sotto un pergolato, un grosso orcio con dentro un arbusto, una statua, una fontana, una meridiana. Per far ciò è necessario usare degli elementi ripetuti, in fila, equidistanti l’uno dall’altro. Vanno bene dei vasi lungo un vialetto, una serie di archi o di colonnine, una siepe di arbusti.
Un giardino triangolare, come spesso se ne trovano , dovrà essere diviso in modo che la parte a punta risulti nascosta da un muro o una siepe. All’interno si potrà creare una zona appartata, come un piccolo “hortus conclusus” o un giardino segreto, con magari una panchina posizionata sotto un pergolato di rose, ed un piccolo albero che smorzi la “punta” del triangolo. Un visciolo sarà perfetto. Altrimenti potete riservare questa zona a tutte quelle attività meno eleganti , come la compostiera, i bidoni dell’immondizia, la raccolta di ramaglie dopo la potatura o il deposito degli attrezzi. Oppure ancora potreste farvi una serretta, se avete la mania delle piante tropicali. Od ancora perché no un bell’orticello?
Nel programmare tutto questo tenete bene a mente quali saranno le zone più assolate e quelle più umide, e scegliete le piante adatte. Non pensate che il tutto risulterà gradevole sin dal primo anno di impianto, ad un giardino occorrono svariati anni prima che si capisca come lo si deve far funzionare, e molti altri per riuscire a realizzarne tutte le sue potenzialità. E’ bene armarsi di pazienza e di un buon numero di libri che ci aiutino nell’impresa. Uno ottimo è “Il mio piccolo giardino” , edizioni Edagricole, di John Brookes, uno dei più famosi e conosciuti giardinieri contemporanei. Anche se il volume è un po’ datato ed in esso si raccolgono moltissime suggestioni degli anni ’70, troverete una gran quantità di utilissime informazioni ed idee interessanti.

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