I misteri del Giardino di Compton House

08/24/08
I misteri del giardino di Compton House
Filed under: Arte ed Estetica
Posted by: Lidia @ 2:37 pm

I misteri del giardino di Compton House è un film che mi ha lasciata molto impressionata. Non so ben spiegare perché. E’ un film molto raffinato, come tutte le cose di Peter Greenway, condotto sul filo di lana dell’estetica magistrale, un film che nasconde qualcosa, ma dissemina degli indizi all’interno di se stesso, proprio come gli indizi sparsi all’interno dei disegni di Mr. Neville.
Se non l’avete visto, vedetelo.

I misteri del Giardino di Compton House
Vorrei riportare una citazione, secondo me il momento culminante di tutto il film:
Mr. Neville, io credo che un uomo davvero intelligente può essere soltanto un mediocre pittore, perché dipingere richiede una certa cecità, un parziale rifiuto di accettare tutte le possibilità. Se è intelligente, l’uomo ne sa di più su quello che disegna di quello che vede, e nello spazio tra il conoscere e il vedere costui diventa “condizionato”, incapace di seguire un’idea con forza, temendo che chi capisce, coloro ai quali egli vuole piacere, lo troveranno in difetto se non ci mette non solo quello che lui sa, ma quello che sanno anche loro”.
In questa frase molto evanescente ed elaborata, sono nascosti molti concetti capitali dell’Arte in generale.
Fare arte è “vedere” con certi occhi, il che preclude il riuscire (o il volere, direi più propriamente) guardare altrove.
L’artista è molto monogamico.
Sull’ essere “condizionati” e il non sapere seguire un’idea con forza non sono d’accordo: questo è dell’artista mediocre.
Tuttavia c’è fortissimamente implicata in ogni forma d’arte contemporanea, e probabilmente nell’Arte in assoluto, un desiderio di essere valutati positivamente dai propri pari.
E’ una condizione sine qua non.

Il conformismo globalizzato

08/23/08
Il conformismo globalizzato
Filed under: Giardinaggio e natura
Posted by: Lidia @ 4:32 pm

Pechino ha scelto le rose rosse per i mazzi di fiori da consegnare agli atleti durante le premiazioni. Insieme sono riuscita a cogliere della Physostegia virginiana, per lo meno mi è parsa tale, avendola vista per un attimo.
E’ una bella pianta, ecco una foto tratta dal sito www.upload.wikimedia.org
Phytostegia virginiana

E’ un bel fiore, vero? Molto adatto ad essere usato nelle composizioni di fiori recisi, specie con le rose a fioritura tardo estiva.
Fiorisce proprio in estate ed arriva ad essere fiorita anche tardi in regioni miti.
A proposito della Physostegia vi allego un link dell’ottimo blog di Paolo Tasini, su cui potrete avere qualche informazione su come coltivarla (è molto facile, basta darle un po’ d’acqua)

Attraversogiardini.it

Peccato che la Cina abbia scelto di accompagnarlo proprio a delle comuni rose rosse vellutate, piuttosto grandi ed aperte, come da noi andavano di moda qualche anno fa. Anche se dicono che a loro il rosso gli porti fortuna credo che si sarebbe potuto scegliere un altro fiore rosso, non necessariamente una dozzinale rosa da taglio.
Tra l’altro la disposizione dei fiori nel mazzo, a fontana, era un po’ ridicola.
E’ una piccola cosa da cui si capisce come ancora i modelli estetici (giardinicoli e non solo) della Cina siano veramente distanti dai nostri, che da maturi sono diventati decadenti. Da loro fiori che non appartengono alla loro cultura, come la rosa rossa a stelo lungo (di cui per altro sono i maggiori produttori in Asia), sono ancora una novità.
La Cina sembra volere a tutti costi uniformarsi al nostro conformismo, eppure ci riesce solo a metà, cogliendo un vecchio conformismo (rosa rossa a stelo lungo), e non percependo i nuovi conformismi (girasoli, fogliame ampio e variegato).

La scomparsa delle api, di Sylvie Coyaud

08/23/08
La scomparsa delle api
Filed under: Giardinaggio e natura
Posted by: Lidia @ 12:03 am


La scomparsa delle api
di Sylvie Coyaud

Se siete arrivati a questa pagina vuol dire che conoscete il libro oppure vi interessa il problema della catastrofica diminuzione delle api negli Stati Uniti.
Questo libro prende le mosse da una “antica” predizione di Einstein, che diceva che dal giorno della scomparsa dell’ultima ape sulla Terra, l’Uomo avrebbe avuto non più di cinque anni di vita.
E’ già un libro di culto tra tutti gli ecologisti del mondo. Ora, è vero che gli “ismi” sono sempre sfuggenti e un po’ pericolosi, sia pure gli ecologismi. Gli ecologisti a tutti i costi, che mangiano vegan e poi usano le scarpe con la suola di cuoio, non hanno la mia simpatia. Chi si affatica a combattere afidi con sostanze ecocompatibili, e poi prende l’auto per arrivare da qui a là, manca completamente di onestà intellettuale.
Tuttavia è necessario informarsi sul problema, perchè ci riguarda molto da vicino.
Vi lascio un link di una scheda del volume:

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la_scomparsa_delle_alpi.php

2 Responses to “La scomparsa delle api”
1. ezio Says:
September 20th, 2008 at 4:08 pm e
Non ho capito ” se siete arrivati a questa pagina vuol dire che conoscete il libro” Vuol dire che ho letto tutto trattenendo il respiro e qui ne ho fatto uno profondissimo grazie Lidia

2. Lidia Says:
September 21st, 2008 at 12:27 pm e
Sì, in effetti l’attacco stavolta non mi è riuscito. E’ che mi è stato dato in gestione questo blog, che pensavo sarebbe stato pubblicizzato altrove, mentre invece è toccato a me doverne dare notizia. Pensavo quindi che con una comune ricerca su google, tra i molti risultati, uscisse fuori anche questa pagina.