Ailanthus altissima

Mi chiedo perchè certi nomi così eleganti vengano dati a piante che nel tempo si procurano così cattiva fama. L’Albero del Paradiso non è neanche brutto, ma certo che è diventato un pericolo mortale per ecosistemi delicati. A quel che ne so è il flagello più terribile dell’Isola di Montecristo, che cela al suo interno tesori ben più grandi di quelli letterari, e che solo recentemente e parzialmente è stata aperta alle visite.
L’Ailanthus viene piantato spesso come albero da viale, per la sua resistenza all’inquinamento, alla mancanza d’acqua, agli sbalzi termici, agli insetti, e a ogni altro flagello concepibile dalla natura e dalla mente dell’uomo, in questo caso le potature selvagge che le amministrazioni comunali amano tanto.
Un Ailanthus scalvato e poi “ricresciuto” è non solo brutto, ma ridicolo. Un vero e proprio scopazzo con quelle foglie lunghe e pennate che ha. Un vero e proprio piumino per la polvere… sembra proprio uno Swiffer un po’ usato, stropicciato, lasso, con le samare che fanno la parte dei biocchi di polvere.
Non so se mi sentirei di piantare un Ailanthus, in tutta coscienza non so se me la sentirei, come non me la sentirei di piantare una Pueraria lobata.
Però lasciato un po’ a se stesso, con chioma libera di allargarsi (e il nostro amico ne ha, ne ha, oh, se ne ha)non è male. E’ molto mediterraneo, specie se piantato vicino a un pino marittimo. Una pianta di vocazione ben caratterizzata, ma potenzialmente mortale.