Oro di Bogliasco

Io non viaggio mai. Ogni viaggio, anche da qui a Reggio Calabria, per me è un’avventura.
La presentazione del mio libro Giardiniere per diletto a Imola e Torino è stata più che avventurosa, soprattutto nella sua parte finale.
A Imola la presentazione è stata un successo, per me un bagno di folla. Ero emozionatissima e per fortuna Lidia senior e GardenGigi mi hanno tenuto su di corda. Mario Cacciari è stato gentilissimo e incoraggiante. C’era il garden club “Mignolo Verde” e la sua presidente Gabriella Assirelli, una persona simpatica e gentile.
A Torino l’evento è rimasto un po’ ai margini, e se non fosse stato per la navigata conoscenza dell’ambiente di Mimma Pallavicini, la mia relatrice, me la sarei vista davvero brutta.
Mimma mi ha organizzato la presentazione nonostante io mi sia proposta con brevissimo anticipo. Senza conoscermi si è data molto da fare per me, organizzando anche un aperitivo fuori programma. Le sono molto grata.
La parte migliore però- lo confesso- è stato l’incontro con gli amici del forum. A Imola ero ospite da Lidia (Sally Holmes) e ho incontrato Gigi (GardenGigi) Stefano (Acerobis), Gianni (Gianni.ravenna), l’orso Yoghi più buono del mondo.
A Torino invece “mi ha tenuta” Niknik962, siamo stati raggiunti da Maria Acquaria (Macquà) e poi abbiamo visto Sandra (Judetheobscure), che sembra un po’ Maria Amelia Monti, poi c’erano i famigerati Lukus e Vincenzo, c’era Kookaburra, e confesso che mi ha intenerito vedere Genepy. Abbiamo incontrato anche Jardinero, e al banco dell’ADIPA c’era Ortica e poi è arrivato Mex che ci ha insegnato come costruire un giardino nel piatto. Quando hanno detto che Mex parlava del giardino nel piatto, ho pensato tenesse una conferenza sulle piante eduli.

Le mie peripezie: alla stazione di Imola mi accorgo di avere dimenticato la giacca, tanto che sono dovuti andare a prendermela. Ad Imola, da Lidia senior, ho dimenticato anche il caricabatterie, perciò ho usato quello da auto di Nik, ma ci ho lasciato attaccato anche il cellulare.
Nik per fortuna se n’è accorto ed ha attivato una rete di Lidia-salvataggio: ha chiamato Trem per farmi recuperare alla stazione di Milano. Lì abbiamo chiacchierato e mangiato dall’indiano, poi abbiamo fatto un giretto e infine ci siamo salutati. Io ho passato un po’ di tempo alla libreria Hoepli, dove mi sono vista vicino a Clément e alle sorelle Boland, ma ero così stanca che non riuscivo neanche ad entusiasmarmi.
Per tutto il tempo mi sono portata dietro l’edera che mi regalato Nik, l’ ‘Oro di Bogliasco’. Non ho perso quello che mi ero messa in tasca, e che pensavo che avrei perso: i pochi spiccioli per il caffè, dei semini di bella di notte e i ferretti per i capelli. Non ho perso niente di queste cose. Telefono, giacca e caricabatterie sì: ho seminato pezzi di me stessa in tutta Italia.

Il viaggio di ritorno è stato un incubo: meno male che avevo caricato centinaia di file audio in un pen drive, perchè il treno ha fatto due ore e mezza di ritardo. Il tratto da Battipaglia a Lamezia non finiva più.
Infine, eccomi qui, a casa, alla mia solita routine e al mio Mukarovsky.
Anche se il mio mondo è un filo paranoide, sono pur contenta di essere tornata a casa, dal mio paesaggio: Torino è molto bella, ma Milano e il suo hinterland mi hanno annoiata tremendamente, tanto che ho iniziato un libro a Vercelli e l’ho finito a Sapri. Era quello di Michela Pasquali I giardini di Manhattan. Storie di Guerrila gardens.

Pezzi di me

Pezzi di me