Giorno: 17 ottobre 2009

“Riqualificare” la villetta di Locri

Quando i politici non sanno che fare, allora “riqualificano” qualcosa. Come se andassero a cercare il Santo Graal.
In queste settimane c’è un certo dibattito sulla futura “riqualificazione” (termine torbido, inconcludente, doppiogiochista) della villetta antistante il Municipio di Locri.
Dovete sapere che il Municipio stesso è stato “riqualificato” ed ora sembra una torta glassata alla maracuja. Sempre meglio di quello di Siderno, che dopo essere stato passato sotto “riqualificazione”,sembra una torta ai frutti di bosco.
Insomma, davanti al comune c’è questa villetta, dove tutti gli studenti, da cinquant’anni a questa parte sono andati a sbaciucchiarsi dopo aver salato la scuola.
E’ una villetta molto brutta. Cionondimeno è la più bella del circondario. Questo vi dice qualcosa?
E’ sovraffollata di piante perlopiù insignificanti, come pini, pittosfori, melangoli, acacie, bossi, lantanas, oleandri. Io non ci ho mai passeggiato con grande piacere, ma almeno ci ho potuto passeggiare. I viali, infatti, sono un po’ a zigozago e per le nostre povere risorse è diventata, senza averne velleità, una sorta di “stroll garden”.
Le piante poi, furono regalate all’amministrazione dalla comunità locrese, ecco perchè sono piuttosto varie e scompagnate, overpiantate.

Villetta di Locri lato Nord
Villetta di Locri lato Nord

La Villetta di Locri ha ormai acquisito una sua dignità storica. Non ha bisogno di riqualificazione, se non l’eliminazione delle thuie, che effettivamente disturbano, e di di un paio di pini che si danno fastidio tra loro. Le altre piante possono essere espiantate e ripiantate altrove, qualora ce ne fosse bisogno.

Adesso cosa succede? Che un progettino mal scritto, di dubbia credibilità, propone la creazione di un giardino all’italiana, con siepi di bosso, parterre e vasche centrali.
Insomma, come se il fazzolettino di terra davanti al municipio fosse Vaux-le-Vicomte.

Che si può dire senza sembrare banali e queruli? Nulla se non che tanto il comune farà quel che ha deciso di fare senza che l’opinione pubblica possa fiatare. Nient’altro che dire che se si doveva dar da mangiare alla solita comunella dei mafiosi ammanicati con le istituzioni, si sarebbe potuto scegliere un posto dove gli alberi NON ci fossero.

Poi parlano male di noi. A me viene in mente che un motivo forse c’è.

Villetta di Locri, lato Sud
Villetta di Locri, lato Sud

Torino-Milano, andata e ritorno

Sub specie provincialis: Torino batte Milano un sacco a zero.
Torino è una vera gran signora, una dama dell’Ottocento con i guanti lunghi, la crinolina e le scarpette di raso. Il parco del Valentino è in bellissima posizione, vicino al Po, che è di quel colore verde opaco che hanno i fiumi delle città, attorniato da una cinta di collinette, su cui la foschia si attarda facendo galleggiare alberi e castelli.
I suoi porticati e le strade larghe e alberate ne fanno una madama generosa, che ama la vita notturna ma che non indulge nelle trasgressioni.
Milano, se la bevi ti strozzi. La Galleria, sì, ma è corta, persino più corta del Lungomare di Siderno. La periferia, anche quella non degradata, è costellata da reti arancio da cantiere, lavori in corso e transenne. Andando dall’indiano sembrava di camminare per Reggio Calabria.
La stazione, poi, non ne parliamo: su e giù per le scale mobili alla ricerca di una cabina telefonica, i panini del bar sapevano di cartone e una biro costa settanta centesimi, la gente che ti dà indicazioni frettolose e incomplete. Il meglio è stato il colore rosato del tramonto che si depositava sugli specchi del grattacielo Pirelli.
Alla fine bisogna ben dire: viva Roma!