5 pensieri riguardo “I giardini non si creano…

  1. Condivido al 100%! Non si può creare un giardino dal nulla e dargli un’anima. L’anima di un giardino è frutto di tutti coloro che in qualche modo ci hanno messo mano prima di noi.

    E per ereditare non è necessario un’ettaro di terreno, basta un metro quadrato.

  2. Io credo che chi ha un giardino “nuovo” debba pensare di farlo non per sè, ma per le generazioni che verranno. E in questo caso, attraverso il giardino, riusciremmo in parte a sfuggire all’ordine del tempo e all’oblio della morte.

  3. Forse bisognerebbe specificare “i bei giardini”.
    Io ho ricevuto un giardino assurdo che solo l’incuria ha migliorato.
    ( ho esagerato ma mi piace il paradosso)

  4. Uhm, argomento complesso.
    Allora, se devo essere sincera questa frase l’ho scritta in maniera provocatoria dopo aver letto l’articolo delle Stanze in fiore di Canalicchio, che ha come punto forte proprio il senso dell’eredità, della venustà della vetustà (e l’assonanza forse non è casuale).
    Diciamo che il giardino di “vera classe” è ereditato. Prendi i grandi giardini ottocenteschi: sorgono spesso vicino a squire mansion tudor o stuart o vattelappesca. Sissinghurst ne è un valido esempio (addirittura Virginia Woolf scrisse Orlando per idealizzare la storia della tenuta di Vita Sackville-West.
    Ho appena comprato un libro di Tony Lord su Hidcote Manor…ragazzi, che classe! Classe da vendere…ma non avrebvbe avuto lo stesso senso di composta bellezza, di “fascino antico” in un giardino di una casa moderna.

    Tuttavia ritengo che oltre alla speculazione modaiola si debba aggiungere una considerazione sulla quale ho riflettuto molto: i giardini non servono tanto ad articolare il nostro senso dello spazio, quanto quello del tempo. Le vecchie case (purchè ancora funzionali), i vecchi alberi, le vecchie pietre, i vecchi legni, contribuiscono a restituire questo senso.
    Benchè esistano giardini bellissimi che esteriorizzino un eterno presente o un fuggevole presente, la nostra cultura è più pronta ad abbracciare il senso della longevità, e io non mi sento di fare eccezione.

    inoltre credo che ci sia un’importante componente ecologica e sociale, e poichè penso sia nostro dovere lasciare buone eredità, dovremmo lasciare più giardini, com’essi siano.

  5. ..si modificano quelli ereditati,dai nonni dagli zii ,dai genitori e….dalla natura la migliore giardiniera che si possa avere..

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