Terrore e delirio a Siderno

La cosa forse più straordinaria e inquietante della vicenda che vi sto per raccontare è che gli eventi si sono svolti in pieno giorno.
Ovviamente nessuno si aspettava che nella pur tragicamente famosa cittadina di Siderno, si verificassero eventi simili a quelli che mi accingo a descrivervi.
Per tre minuti, 180 secondi, delle gocce d’acqua sono cadute dal cielo e uno nembostrato ha sorvolato la cittadina, soffermandosi sulla chiesa.
La nube era di insolite dimensioni e viaggiava controvento, eseguendo rapide manovre a zig zag e a esse. Dovunque passava rilasciava gocce di liquido chiaro e trasparente, inodore, insapore e incolore.
Mentre scrivo sono sommersa da rilievi scientifici che hanno appurato che il liquido si è rivelato essere acqua distillata in cui sono presenti dei patogeni altamente contagiosi che hanno prodotto gli effetti catastrofici di cui avrete già sicuramente avuto notizia da tutte le televisioni del mondo.
Sembra infatti che il gruppo di patogeni provochi una mutazione teratogena a livello di RNA messaggero e in seguito di DNA, trasformando di fatto i Sidernesi in Svizzeri.
La sequela di eventi che si sono svolti in rapida successione ha lasciato impotenti le Forze dell’Ordine, i politici, i giornalisti e i preti, classi notoriamente restie a qualsiasi trasformazione in senso positivo.
Orde di spazzini si sono rovesciate sulle strade ripulendole, mentre mezzi meccanici provvedevano alla rimozione dei cumuli di rifiuti di cui siamo stati invasi grazie all’ecomafia. La cittadinanza al volante ha improvvisamente iniziato a rispettare i segnali stradali e ha smesso di utilizzare il clacson, provocando un silenzio mortale per le strade. I cani passeggiavano al guinzaglio sulla spiaggia e le radioline erano spente. La gente si esprimeva nel modo più cortese immaginabile rivolgendosi reciprocamente saluti ed auguri, sorridendo. Qualcuno, su cui il virus deve avere agito in maniera particolarmente virulenta, ha anche preso la bicicletta per fare la spesa. Altri sono stati ricoverati perchè non volevano più fumare, e i bambini(soggetti molto sensibili) hanno smesso di gettare in strada le carte delle caramelle.
Il caso più eclatante è stato il fatto che la signora de Rossi abbia chiesto scusa alla signora De Bianchi, e la signora De Bianchi alla signora De Rossi. Questo ha gettato nel panico le cittadine vicine per ora fortunatamente non contaminate, protette da un cordone sanitario a quanto dicono impenetrabile.

Nessuno esclude che l’evento possa ripetersi perchè la minacciosa nube è ancora presente nel cielo di Siderno.
Confidando sulla nostra immutabilità conferitaci dal potere dell’Ordine dei Giornalisti, cercheremo, per quanto possibile, di aggiornarvi sugli eventi.

Per ora passo e chiudo.
La vostra corrispondente da Siderno

La mia recensione su “Paesaggio Critico” scritta da Lucilla!!!!

Sta QUI , ma siccome è difficile da trovare e per mio puro godimento, ve la riporto qui.
Di gran lunga la migliore che abbia mai avuto, grazie Lucilla!

Zitara L. Giardiniere per diletto 2008 Pendragon Edizioni, Bologna

Chi è Lidia Zitara? E’ una giovane controcorrente. Illusa e disillusa. Divisa tra passioni cocenti: filosofia, arte, disegno, letteratura, cinema, Star Trek, fotografia, giardini e giardinaggio e soprattutto la sua terra, la Calabria, nella quale, nonostante le indubbie difficoltà, si ostina a voler vivere. Diciamo che ha ricevuto un’eredità molto intensa, ma anche pesante: suo padre è stato Nicola Zitara, grande intellettuale e giornalista, fondatore nel 1968 dei mitici “Quaderni Calabresi”, una rivista mensile politica culturale che faceva da contro-canto ai “Quaderni Piacentini” di Braibanti e Belloccio. Roba fine, che quelli della mia generazione ben ricordano.
“Giardiniere per diletto” è un libro controcorrente, come la sua autrice. Da una parte c’è la sua volontà di riportare “il giardino” tra le grandi arti, come è stato in altri periodi storici, dall’altra è una critica feroce al giardino borghese, o meglio piccolo borghese, dei nostri giorni, quello sorretto dall’industria del giardinaggio, quello dei pratini all’inglese, del trittico d’alberi, della bordurina mista, delle piante alla moda, delle mostre di giardinaggio per signore con cappello fiorito in testa, della mercificazione e del consumismo, insomma. Il suo libro è un elogio (uffa! Ancora ‘sta parola!) alle piante di sempre: al malvone, al nasturzio, alla bella di notte, al Hibiscus siriacus cresciuto nella sua forma naturale, cioè a cespuglio, al pisello odoroso, alla violetta e alle rose. Quelle sì che sono la sua passione! E’ un inno ai piccoli giardini proletari, quelli fatti in vasi di fortuna sui balconi o raggruppati nelle stradine dei borghi, vicino alla porta di casa. Questo però non vuol dire che la ragazza non abbia esperienza botanica, anzi, conosce tutte le piante, soprattutto quelle spontanee che crescono nella sua bellissima terra, le censisce e le fotografa magnificamente bene. Da parte mia le ho consigliato di prendere dei semi di quegli endemismi pazzeschi che lei ha sotto casa, nei terreni abbandonati e lungo i cigli delle strade, quelli che vengono combattuti dalle amministrazioni comunali a forza di tagli prima dell’andata a seme e qui da me, a Roma, con i diserbanti. Bellissimo il suo pezzo sulle erbe della ferrovia. (Dio, ti prego, salva dalla furia umana almeno le erbe tra le rotaie!)
Pesta duro anche sulle amministrazioni comunali con i loro orrendi giardinetti pubblici, che sembrano creati apposta per non esercitare la loro funzione aggregativa, anzi paiono concepiti sotto il grido:”Se ti fermi qui, morirai fulminato!”. Divertente e angosciante il capitoletto sulla pista ciclabile voluta dal Comune della sua Sidereo: strettissima, costruita su una duna e con meta finale una fogna a cielo aperto.
Lidia gestisce il blog giardinaggioirregolare.wordpress.com

Trullallero!