Povera Siderno Pagliaccia

Tra feste, Madonna, spazzatura, traffico e maleducazione

Renegade

Ci vorrebbe la penna di un Richard Bachman, o se preferite, di uno Stephen King, per descrivere cos’è Siderno durante agosto. Agosto, mese d’ “alta stagione”, infettato dall’afa, dal mare sporco di liquami, dal traffico impazzito, dalla maleducazione sfrenata che tocca la scelleratezza. In spiaggia radio e musica a tutto volume, cosce scosciate e culi in vetrina, tette e muscoli si contendono il rito sessuale del prendere il sole. Feste in costume per la gioventù locale che paga per potere avere la sua occasione di copula, di inzupparsi di alcolici, vomitare per strada e ricominciare daccapo. Moto e motorini che schizzano tra le auto come schegge impazzite di un proiettile esploso in mille pezzi. Carcasse di animali a putrefarsi ai lati delle strade, lezzi che paiono provenire dalla Geenna che si levano dalle discariche di pattume che si raccolgono quotidianamente agli angoli di ogni strada e in prossimità dei cassonetti. Per il colmo del ridicolo gli insufficienti bidoncini della raccolta differenziata stanno in fila come pietosi soldatini con le loro diverse e inutili divise colorate, traboccanti di ogni ripugnante rifiuto.

hop, hop, hop, un altro saltello e sei di là!

Siderno, che ti sei vantata di aver distribuito gelsomini dorati alla tua intellighenzia, fatta di vacuità, di nullità, di esclusività, di vanità, di pellicce e di grembiulini bianchi, di labari abbrunati e di nasi all’insù.
Ti sei vantata di essere il centro della Locride, il polo economico e culturale di una zona immiserita e abbandonata. Hai tenuto finché la mafia ha tenuto. Ora ti prepari a diventare un immondezzaio che giace torpido nella calura estiva, a vivere l’indifferenza dei tuoi cittadini, peraltro impotenti.

Ma conservi l’asso nella manica, la tua carta annuale da giocare, la mascherata della festa di Portosalvo, di cui rimane solo un vago sentore di ritualità religiosa, anche questa immersa nella volgarità, intrisa di cattolicismi sovrascritti al paganesimo come su un cluster, parate, marce a piedi scalzi, teatrini dei pupi che poi finiscono frattalizzati e ripetuti mille volte alle tv locali come la pubblicità del Dualetto o del Magic Bullet, privati ormai del loro valore simbolico e umano, divenuti solo mezzo per esternare una posizione sociale dietro cui si nascondono piccole vendette intra-curiali.

L’essenzialmente brutta statua di legno che raffigura il personaggio biblico di Maria, viene portata ballonzolante e pencolante in giro per tutto il paese come una turista. Tra i pochi sinceri fedeli si mescola il tipico rappresentante della specie cattolica: cilicio e un’ostia dopo l’altra, sangue di cristo, scambiatevi un segno di pace, e poi prevaricazioni, tradimenti, menzogne, insulti e bestemmie appena appena lontani dal sagrato.
Intanto la statua della Madonna ballonzola tra la folla, saranno il suo rollio e beccheggio una manifestazione della caduta dei valori etici ed umani, di cui – così si dice- la religione cristiana è massima rappresentante?
Ma la recita in mezzo alla folla non basta e così la statua viene condotta anche a mare, proprio da brava turista, a fare surf tra fedeli o presunti tali, fotografi e tv, a concludere il suo spettacolino annuale.

Panini, pasta al forno, porchetta, rigatoni, pollo e patate

E dopo l’orgia di bancarelle, di ombrelli, ventagli, profumi marca ‘mbusta, film piratati, piatti e pentole, scarpe, vestiti made in China, binocoli, zucchero filato, tappeti e cuscini, torroni e canditi, l’immane spettacolo si conclude con una serie di scorregge potentissime, dette fuochi artificiali, per i quali i soldi non mancano mai, anche se magari mancano per l’assistenza domiciliare o per sostenere le associazioni di volontariato. Non sia mai che Siderno perda il suo primato di lusso spendaccione terzomondista da poveracci!

Festa di Postosalvo, festa di Portosalvo! Ogni anno decreti la fine della stagione turistica, infliggendo colpi mortali a chi di questo turismo sciancato sopravvive. Ogni anno annunci l’inizio delle piogge, qualche volta ti sei tirata dietro un paio di alluvioni e qualche morto. Sei un metronomo, stabilisci la fine del casino per le strade, la riduzione del “turismo di prossimità” (leggi: l’invasione dei cafoni), il ritorno ad una compostezza simulata.
Sei sempre uguale a te stessa, ed anche se ogni anno ti estendi come le metastasi di un cancro, potremmo visitarti ad occhi chiusi: tanto sappiamo già cosa ci sarà e dove sarà. L’unica novità sarà il prezzo: di certo in salita. Sappiamo già che dovremo cercare di camminare di taglio per evitare le “catene umane” che avanzano come rompighiaccio, i passeggini spinti in avanti con ardore da Formula 1 da giovani madri impazzite per la piastra scongelante o il coltello multifunzione. Bambini addormentati in quei passeggini, trascinati di qua e di là come bambole di pezza, come uno dei tanti oggetti in vendita sulle bancarelle, o ancora sepolti da fiori finti, lustrini e scacciamosche, a volte ancora la loro culla utilizzata come carrello per infilarci l’ennesimo doppione dell’inutile oggetto che abbiamo comprato.
La strada olezzante di piscio umano, insozzata da liquidi di ignota provenienza, oli nerastri, chewing-gum e sputi, gelati sciolti, biscotti gettati, vomito di cane. Generatori di elettricità trapanano le orecchie per illuminare banchetti di perline finte e di anellini con sopra l’iniziale del proprio nome: ennesima manifestazione della celebrazione del proprio ego, alla cui fonte veniamo abbeverati come agnellini.

Stai su con la testa, non ti addormentare!


E quando è tutto finito, la mattina dopo, dopo la sbornia e il desiderio di possesso finalmente placato, i tuoi rigurgiti ed escrementi saranno testimonianza di quel che in effetti sei: un miserabile pasto di oscena nudità.