Climatologia da salotto



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Inserito originariamente da Lidia Zitara

Breve punto sulla situazione climatica di questo freddissimo inverno. Non ho termometri, barometri e non seguo molto le previsioni meteo, perciò non so darvi le misure precise delle minime e delle massime toccate qui a Siderno. Posso dire che ho dovuto comprare due cappottini per i miei due cuccioli, e che non glieli tolgo neanche di giorno. Il bassotto lo porto in casa quando fa freddo, perchè non ha sottopelo.
Questo inverno ho dormito in casa, al contrario degli altri anni, per lasciare spazio ai cani e agli stendini dei panni, perciò mi manca l’impatto col freddo di mattina, a crudo, appena alzata.
Fatto questo preambolo all’unico scopo di far capire che quanto scrivo è frutto unicamente di osservazione e non di studio, ho notato tante cose che mi hanno indotta a pensare che nonostante il freddo molte piante abbiano subito meno danni dell’inverno precedente, decisamente meno rigido. Uno dei miei barometri sono le foglie del nasturzio: quando anneriscono e si afflosciano è segno che c’è stato un brusco abbassamento della temperatura. Quest’anno non è avvenuto, forse a causa dell’escursione termica non elevatissima. Probabilmente la temperatura è diminuita gradualmente nel corso delle settimane consentendo alle piante di “abituarsi”.
Secondo: le foglie dell’hibiscus. Stanno benone, seppure in altri giardini, ma soprattutto per la specie syriacus, più rustica, e per esemplari piantati in zone esposte, il fogliame abbia subito un forte appassimento e un ingiallimento, con bruciature diffuse.

Silent Christmas

Fiori d'inverno

Era da tempo, quanto non so esattamente, che non sentivo un silenzio così puro, originario, ab aeterno, quasi innaturale. Sentivo il cinguettio degli uccelli, leggero, rilassato, non frenetico come di mattina presto, e i miei cani buoni vicino a me ad aspettare la loro colazione.
Non è il senso di quello che c’era: uccelli, fruscii, il rumore della leggera brezza, il freddo del mattino, il ciap ciap delle ciabatte, ma di quello che non c’era.
Niente grida dei vicini, strilli di bimbi, niente schiamazzi di studenti che sciamano verso le scuole, niente campanelli, citofoni, cellulari, decespugliatori, martelli, e -soprattutto- niente auto. Nessun clacson, rombo di motore, accelerate, derapate, frenate, imprecazioni, urti, sirene.
Per carità, non è che la gente sembrasse sparita. Anzi, lo sapevo benissimo d’erano, lo percepivo perfettamente che erano solo addormentati dopo la gran mangiata di ieri. Stamattina era natale. Non è esattamente come la domenica, la gente si alza davvero tardi, c’è poco traffico tutto il giorno.
Dov’erano, mentre io davo da mangiare ai cani e mi sentivo privilegiata per la mezz’ora di silenzio che ho goduto?
Tutti chiusi nelle loro case, serrande abbassate, accucciati nei loro lettini. Addormentati, ma presto pronti ad uscire come serpenti che strisciano fuori dalla loro tana. Tutti chiusi nelle loro case, impilati nelle loro comode scatole. Silenziosi, ma presenti. Chiusi per un po’, ma pronti a venire fuori.

Il mestiere di scrivere, ovvero il blocco dello scrittore

le mie lettere di rifiuto sono anche peggio di così

Oggi mi è capitato di acquistare un simpatico blocchetto per scrivere, si chiama Il blocco dello scrittore, con consigli e “tips” per superare il famigerato momento di grafopausa che prende chiunque scriva, tranne Bruno Vespa.
I consigli sono carini, e sono anche utili, per quanto non originalissimi, niente di non già letto nei mille manuali di script che mi sono letta.
Guarda fuori dalla finestra, dietro l’angolo,scrivi dieci minuti senza fermarti, racconta un segreto, e tutta questa pappa qui, confezionata in graziosa e comoda veste grafica.

Tutti i manuali di script, le agenzie editoriali, gli scrittori, gli editori, le scuole di scrittura creativa, i corsi per scrivere il romanzo del millennio o la sceneggiatura del giubileo, all’inizio di ogni discorso propedeutico alla scrittura vera e propria, antepongono analoga premessa: scrivere è un mestiere, occorre fantasia, talento, genio, passione e lacrime. Ma occorre riscrivere, elaborare, porre attenzione a delle norme, a delle non scritte regole della scrittura.
Stephen King nel suo On writing dice chiaramente che l’ispirazione non è una fatina che battezza lo scrittore di polvere fatata, ma è un orribile nano con cappello a cilindro e sigaro puzzolente con una valigia. In quella valigia ci sono cose meravigliose e stupefacenti. Ma attenzione, quando l’ispirazione passa a trovarvi, dovrà sapere che site seduti alla vostra scrivania dalle dieci a mezzogiorno e dalle tre alle sette.

Scrivere non è solo questione di fantasia a briglia sciolta, ma è una facoltà che possiamo e dovremmo coltivare e curare, esercitare mediante studio e applicazione. I buoni romanzi non sono fatti solo di talento. E il talento senza applicazione è meno del genio senza regole.

Bene.
Abbiamo letto.
Abbiamo riletto.
Abbiamo capito.
Ma la volete la verità?

Scrivere non è un mestiere.

Si può scrivere per mestiere, in quel caso forse è appropriato usare il termine “scrittore”, che inizia a suonarmi un appellativo meno reverenziale di quanto non fosse in passato.

I libri scritti per mestiere non sono dei buoni libri. Mai. Sono libri commerciali, boom economici, blockbuster, fenomeni, ma non sono mai degli amici libri, dei libri in cui ritrovare se stessi e il proprio mithos fondativo.
Saranno ricordati, elogiati, diverranno materia per il cinema e la tv, faranno parlare, ci scriveranno sopra altri libri, parimenti frutto di mestiere, ma se venissero a mancare nessuno lo noterebbe neanche. La storia della letteratura non ne sarebbe turbata di una virgola.

Il mestiere di scrivere aveva una sua dignità all’inizio del secolo, quando scrittori poveri in canna si celavano sotto altisonanti pseudonimi per pubblicare le loro storie su magazine e riviste. Dopo il boom dell’editoria e da quando il libro è divenuto bene d’acquisto, item, regalo, oggetto, cosa, issue, packaging, collectible e feticcio, scrivere è diventato un lavoro, non un mestiere. Un mestiere ha in sè la nobiltà dell’artigiano, ma qua non c’è nessuna nobiltà. Solo vanità, sciocchezze, moda, soldi.

Non scrivete dalle dieci a mezzogiorno e dalle tre alle sette, non scrivete per vendere, semmai scrivete per non vendere, per non essere pubblicati (è l’unico modo essere pubblicati), se avete il blocco tenetevelo, non fate esercizi che vi rovinino lo stile, siate grezzi, genuini, fate errori, siate quello che siete, non quello che vorreste essere o che potreste essere. Non c’è obbligo ad essere il migliore, a scrivere un capolavoro. Diffidate degli insegnanti, delle lezioni, dei compiti, dei corsi on-line, dei master di scrittura, dello zen e l’arte di riparare il romanzo.

A scrivere un romanzo ci si nasce, non si impara: se non siete capaci rassegnatevi o imparate bene le regole della scrittura creativa e diventate scrittori di mestiere, un bel po’ di gradini sotto il livello del romanzo e del saggio. Siatene consapevoli.

Gli unici maestri validi sono gli altri romanzi, quelli che ci hanno colpito, trascinato e sono diventati memorabili per la nostra vita. Gli insegnanti che imboccano lo sciroppino della scrittura creativa sono appena meno criminali degli astrologi e dei chiromanti.

Scrivere può essere un mestiere. Scrivere bene, no.

Prosit.

Sondaggio per il premio del pubblico “Autunno nelle regioni mediterranee”

Salve a tutti, il concorso fotografico “Autunno nelle regioni mediterranee” è scaduto. La partecipazione è stata eccellente rispetto alle aspettative, seppure la qualità delle foto non è pienamente convincente.
Di seguito sono impaginate tutte le foto che sono pervenute, complete delle loro descrizioni. Ricordo che il premio è una copia del volume Diario di un viaggio a piedi di Edward Lear, Laruffa editore.

Le foto rimarranno in votazione fino a fine anno, dato che in questo periodo molti hanno altro da fare e non si collegano. Questo post viene quindi messo in evidenza.

Non ho dubbi nell’affermare  che per un siciliano l’autunno è la stagione di  inizio della “Campagna degli agrumi”. Dunque, foto n. 1:  /‘A lapa/ dei tarocchi  di Paternò;

'a lapa dei tarocchi a Paternò

A parte gli  agrumi, c’è un altro indizio climatico, valido, però,  solo in  quanto “catanese”. L’Etna e la prima neve. Una leggera spolverata in cima  rinfresca le notti e fa cadere le foglie perché, appunto, siamo in autunno.  (Foto n 2:  E’autunno, c’è neve sull’Etna);

E' autunno, c'è neve sull'Etna

Può capitare poi, che durante una magnifica giornata  di sole che mi vede  esplorare “le Forre laviche del fiume Simeto” ed il Ponte Saraceno ad esse  vicino, guardando in fondo, dentro il mio obiettivo distingua colori che mi  facciano dire: Perbacco! Ma allora siamo proprio in autunno! (Foto n.3: Sicilia,  … in fondo, siamo in autunno).Detto questo, per dire chi sono vi rimando alla Presentazione  (http://verdeinsiemeweb.blogspot.com/p/presentazione.html del mio blog “  verdeinsiemeweb” che per ”caso o ventura” scrivo da un po’di tempo, dalla  lontana Sicilia.

Sicilia, in fondo..siamo in autunno

Cortaderia coi ciuffi al vento

Non allego il mio cv e non ritengo questa una vera candidatura. Seguo Giardinaggio Irregolare per cui mi piace dare un contributo fedeltà...tutto qui!   Giusy Aloe, 36 anni. Mi occupo di marketing e comunicazione. Da un anno circa ho un blog, un i-phone e un orto che condivido con Serena.  Il blog Orto47 è nato per caso e su suggerimento, lanciato nei social da amici (molto social) è successo che sono diventata “contadina metropolitana web 2.0”. Ad essere sincera a parte balconi e davanzali, frigorifero e pentola, non ho mai avuto a che fare con gli ortaggi. Non sono cresciuta a contatto con la campagna, ma la flora mi affascina. Orto e blog sono nati per caso. Più ci penso però, più scopro che l’Orto47 è un progetto di relazione perché nasce dalla volontà di coltivare l’amicizia tra me e Serena che condivide con me questa esperienza. Quello relazionale è il punto di partenza della mia esperienza ravvicinata con l'orto, ho trovato così un modo per condividere e trasmettere l’entusiasmo per le cose semplici. Il blog coniuga la volontà di raccontare da una parte e dall’altra lo sperimentare le modalità di comunicazione a nostra disposizione. Raccontarmi in rete si è rivelato un’esperienza affascinante, democratica, divertente, fonte di molte informazioni utili e perfetta per coltivare ed esplorare le relazioni. Interessanti personaggi gravitano attorno al verde urbano, la sostenibilità sta diventando una ragione di vita! Qui parlo del nostro viaggio a Formentera. La ragazza bruna è Serena: http://orto47.wordpress.com/2011/10/28/la-splendida-formentera/

Carpobrotus

Nei giorni successivi al lancio del concorso indetto da Lidia, sono andata a fare un viaggio naturale con 2 amiche, Serena e Stefania, le quali rispettivamente nella mia vita rappresentano orto e yoga. L'isola è stupenda ed era ancora estate...19 ottobre!  Non allego il mio cv e non ritengo questa una vera candidatura. Seguo Giardinaggio Irregolare per cui mi piace dare un contributo fedeltà...tutto qui!   Giusy Aloe, 36 anni. Mi occupo di marketing e comunicazione. Da un anno circa ho un blog, un i-phone e un orto che condivido con Serena.  Il blog Orto47 è nato per caso e su suggerimento, lanciato nei social da amici (molto social) è successo che sono diventata “contadina metropolitana web 2.0”. Ad essere sincera a parte balconi e davanzali, frigorifero e pentola, non ho mai avuto a che fare con gli ortaggi. Non sono cresciuta a contatto con la campagna, ma la flora mi affascina. Orto e blog sono nati per caso. Più ci penso però, più scopro che l’Orto47 è un progetto di relazione perché nasce dalla volontà di coltivare l’amicizia tra me e Serena che condivide con me questa esperienza. Quello relazionale è il punto di partenza della mia esperienza ravvicinata con l'orto, ho trovato così un modo per condividere e trasmettere l’entusiasmo per le cose semplici. Il blog coniuga la volontà di raccontare da una parte e dall’altra lo sperimentare le modalità di comunicazione a nostra disposizione. Raccontarmi in rete si è rivelato un’esperienza affascinante, democratica, divertente, fonte di molte informazioni utili e perfetta per coltivare ed esplorare le relazioni. Interessanti personaggi gravitano attorno al verde urbano, la sostenibilità sta diventando una ragione di vita! Qui parlo del nostro viaggio a Formentera. La ragazza bruna è Serena: http://orto47.wordpress.com/2011/10/28/la-splendida-formentera/

Il Lucky è uno splendido chiosco sulla Platja des Migjorn, a sud di Formentera.

le ho allegate...andrà bene?  be' mi vergogno, la fotografia non è proprio cosa mia, ma sti cavoli !!!  nella  prima l'autunno si vede dai vetri sporchi delle prime piogge, il  mediterraneo si vede dal fatto che col cavolo che apro le finestre ai primi  pseudo freddi( e' quella che non e' piaciuta manco al gatto , ma a me e' l'unica  che piace delle montagne che ne ho fatte!) nella seconda l'autunno si vede dagli allium tuberosum che spenzolano pieni di  semi e il mediterraneo dall'agave attenuata nella terza autunno settembrini mediterraneo plumerie  il fatto e' che sarei dovuta andare in vacanza a casa dei miei nel cilento ,  c'avrei avuto foto piu' giuste.  Vabbe', provo a spedire che so' pippa  se non va questo e' il link all'album su picasa e le foto sono le prime tre. https://picasaweb.google.com/ritafino/Concorso?authuser=0&feat=directlink  Talofa!

Settembrini e plumerie

Gatto con Allium tuberosum

le ho allegate...andrà bene?  be' mi vergogno, la fotografia non è proprio cosa mia, ma sti cavoli !!!  nella  prima l'autunno si vede dai vetri sporchi delle prime piogge, il  mediterraneo si vede dal fatto che col cavolo che apro le finestre ai primi  pseudo freddi( e' quella che non e' piaciuta manco al gatto , ma a me e' l'unica  che piace delle montagne che ne ho fatte!) nella seconda l'autunno si vede dagli allium tuberosum che spenzolano pieni di  semi e il mediterraneo dall'agave attenuata nella terza autunno settembrini mediterraneo plumerie  il fatto e' che sarei dovuta andare in vacanza a casa dei miei nel cilento ,  c'avrei avuto foto piu' giuste.  Vabbe', provo a spedire che so' pippa  se non va questo e' il link all'album su picasa e le foto sono le prime tre. https://picasaweb.google.com/ritafino/Concorso?authuser=0&feat=directlink  Talofa!

Vetri sporcati dalle prime piogge

Invio le tre foto richieste per partecipare al concorso "autunno nelle regioni mediterranee". Di  Luce d'autunno invio anche il link della foto su Flickr > http://www.flickr.com/photos/45997315@N03/5161361015/in/photostream  grazia zitara

Canne in autunno

Invio le tre foto richieste per partecipare al concorso "autunno nelle regioni mediterranee". Di  Luce d'autunno invio anche il link della foto su Flickr > http://www.flickr.com/photos/45997315@N03/5161361015/in/photostream  grazia zitara

Foglie d'autunno

Invio le tre foto richieste per partecipare al concorso "autunno nelle regioni mediterranee". Di  Luce d'autunno invio anche il link della foto su Flickr > http://www.flickr.com/photos/45997315@N03/5161361015/in/photostream  grazia zitara

Luce d'autunno

Fuori tempo, ma accettata ugualmente è un’ultima foto:

o so, lo s... sono fuori tempo massimo ma l'ultima settimana è volata via  trascinandomi da un incombenza all'altra senza neanche lasciarmi un attimo di  respiro e mi sono accorta che il 15 era ieri!!!!  mannaggia...  ti invio ugualmente la mia foto autunnale, o meglio...ciò che x me rappresenta  l'autunno, per raccontarti con un' immagine che anche nel mio bosco-giardino  l'autunno è molto normale, niente fiamme rossastre o romantici quadri  impressionisti.   Solo un'amaca che riposa dopo le fatiche estive coperta da una fitta coltre di  foglie di carpino ( che ho subito raccolto e messo nel compost!!!)

Amaca