Cittanova Floreale arriva alla sua quarta edizione (1-2-3 giugno)

Pubblico con gran piacere il comunicato stampa dell’associazione Pro-Fondazione Carlo Ruggiero.
Cittanova Floreale raggiunge la sua quarta edizione. Le auguriamo lunga e prosperosissima vita!

L’ Associazione Pro-Fondazione Carlo Ruggiero di Cittanova presenterà, nei
giorni 1-2-3- giugno 2012, la IV edizione della rassegna di florovivaismo specializzato : “Cittanova Floreale”.

L’evento, che si svolge all’interno della ottocentesca Villa Comunale di Cittanova, coinvolge specialisti del settore florovivaistico provenienti da tutta Italia e rappresenta un’occasione per catalizzare l’attenzione sul territorio calabrese, verso le sue peculiarità storiche, naturalistiche, architettoniche,antropologiche.

Inoltre, nell’ottica di una approfondita promozione e valorizzazione territoriale, si vuole realizzare un “gemellaggio” tra Territorio Tirrenico ed Area Grecanica.

La Villa Comunale “Carlo Ruggiero” di Cittanova, ottocentesco patrimonio botanico, è la sede della manifestazione. Gli stand vengono disposti lungo i suoi vialetti ameni, ombrosi, a tratti lunghi e dritti, a tratti curvi e labirintici: piante rare e particolarità botaniche, specie provenienti dall’intero globo e specie endemiche, erbe ed essenze, frutti e spezie concorrono a creare un inebriante abbraccio di colori e profumi che lascia un ricordo indelebile nel visitatore.

L’evento non prevede soltanto il mero aspetto espositivo ma si espande in una molteplicità di attività quali: allestimento di infiorate nei dintorni della Villa Comunale, attività didattiche (lezioni di giardinaggio, laboratori di Educazione Ambientale), seminari tematici, attività escursionistiche sui sentieri aspromontani o nei territori circostanti, laboratori artigianali, tradizioni locali, spettacoli musicali, convegnistica, eventi editoriali, concorsi d’idee e progettualità,.

Oltre agli specialisti del settore, vi partecipano l’Università Mediterranea di Reggio Calabria con le facoltà di Agraria ed Architettura.

Parteciperà il gruppo musicale “ Cumelca”.

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Bene bene, pubblicato il comunicato (un po’ alleggerito) ho fatto il mio dovere. Ora lasciate che vi dica perchè venire a Cittanova Floreale. Chi legge da Torino o da Lucca non troverà nulla di quello che c’è a Masino o Murabilia, e la mostra ancora non ha questo potere attrattivo, tale da considerarsi qualitativamente a livello nazionale. Ma sta procedendo, non si è spenta dopo le prime esperienze, sta andando avanti, mettendo in mostra alcune selle peculiarità calabresi. Noi duri e crudi non vorremmo il banchetto del miele nè il vedutista, nè i telai per la ginestra, ma questo serve per moltiplicare l’attenzione verso questo evento da parte di un pubblico con media a nulla conoscenza dei fiori.
Ogni volta che sono andata a Cittanova Floreale ho incontrato sempre persone consapevoli, colte e preparate. Ma non tutto il pubblico è così formato, per cui elementi correlati alla vegetazione possono essere nelle prime esperienze un valido supporto per incrementare le visite (l’ingresso è gratuito), ma soprattutto l’interesse e la conoscenza di piante diverse da quelle che comunemente si trovano nei vivaietti di quartiere o ai mercatini rionali.

Quest’anno ci sarà anche Carlo Pagani, un soggetto per il quale non nutro una particolare simpatia, ma che speriamo possa approfondire i temi orticoli con le sue conoscenze tecniche.

Cittanova Floreale è l’unica fiera di giardinaggio in Calabria, dobbiamo coccolarla e aiutarla, il che significa andare, parlarne, scriverne, comprare, piantare e regalare.

QUI c’è il mio pezzo sulla scorsa edizione.

Lavoretti alla cappelletta di papà con digressione sul comunismo russo

In questi giorni ho fatto un po’ d’ordine anche alla cappelletta di papà. Fino a che abbiamo potuto abbiamo portato dei fiori freschi, ma poi anche quella spesa si è rivelata insostenibile. E poi, diciamoci la verità, ho vissuto dei mesi di forte litigio con mio padre e non volevo andare a trovarlo.
Nel 2010 avevo messo dei vasi con delle piante da fiore che ho visto solamente sfiorite, dopo la scorsa estate. Un Crinum nonsocome che mi aveva regalato un amico, che ha fiorito per la sua prima volta lì, alla cappelletta del cimitero, senza che io l’abbia veduto, e degli Agapanthus bianchi e viola. Ho tolto le cime sfiorite, pulito, annaffiato e rimpiazzato qualche pianta stanca o defunta. Tanto sono stata distratta che ho trovato delle orchidee di terra piantate in un grosso vaso, ma non ricordo assolutamente d’averlo fatto. O l’ho fatto in stato di catatonia, o sono stati i custodi, o una ramaglia della mia parentela. Sta di fatto che pensavo di trovarle stecchite, e invece sono salve anche se malconce e non fiorite.
Questa primavera ha portato le rifioriture di alcuni bulbi piantati l’anno prima, muscari, narcisi ‘Tete à Tete’, giacinti rosa e blu. Ovviamente anche di quelli ho perso la fioritura e mi sono limitata a rincalzarli e togliere lo sfiorito.

Non mi dispiace perdere la fioritura delle piante alla cappelletta di papà: è come un extra di punizione per non essere triste e morta.
Così spero di perdere molte altre fioriture.

Dalla Banca del Seme ho ricevuto tanti fiori che possono sopravvivere con poca acqua, e altri li avevo già.
Ho fatto delle semine selvagge, cercando di sfruttare gli interstizi e l’incuria della cappelletta. Ho seminato violette, bocche di leone, pratoline, trifoglio, violacciocca, miscugli da prato fiorito, Chasmanthe,Chasmanthium, bella di notte e sicuramente molte altre cose che non ricordo. Quando sono andata via il terreno era coperto di semi.
Chissà cosa mi posso aspettare? Pulizia, calpestio, siccità. Ma anche con una bassa percentuale qualcosa dovrebbe uscire fuori, perlomeno la statistica dovrebbe essere dalla mia parte.
In pratica sto garden-guerrigliando la cappelletta di mio padre, è un po’ emozionante, lo confesso. Non ho mai fatto semine selvagge, sono curiosa di vedere cosa mai ne verrà fuori. Ne sono così orgogliona che mi sono pure fatta stampare una targa con un avviso di non rovinare le piante (che ancora non sono nate)…

Sebbene oggi sia stata una giornata lunga (anzi, è già domani, mezzanotte e venti…) devo andare ad annaffiare un po’.
Il tempo è umido e nuvolo e questo maggio per fortuna non ci sta soffocando nè bruciando. Ma quanto durerà? Devo proprio dare un po’ d’acqua e non essere trascurata come l’anno scorso.
Annaffiare al cimitero è faticoso, devi riempire le bottiglie mille e mille volte e per annaffiare sulla terra occorre gettare acqua come si fa con la benzina, mettendo il dito sulla bocca della bottiglia: ma i semi si spostano egualmente. E’ una vera faticaccia ed è noioso da morire.

E poi c’è questa: dato che poi mio padre era fissato che voleva essere portato in chiesa al suono dell’Internazionale, me la sono messa sul cellulare e gliela mando ogni volta che ci vado. Sapete quanto dura l’Internazionale? Roba di dieci minuti. Per fare tutto mi servono tre o quattro internazionali, e se quest’estate sarà afosa mi sa che mi toccherà imparare il cirillico.
Tra l’altro mi è rimasta impostata come suoneria della sveglia. Io non la sento mai perchè abbandono il telefono in ogni dove, ma mia madre, che è mattiniera, la sente quotidianamente. E mi dice che lo fa con la mano sul petto.
Vecchia generazione.

Divagazioni inutili

Quando si hanno pochi soldi e poche piante, pur di mettere le mani nella terra inevitabilmente si cambierà di posto a quelle già presenti. E’ quello che sto facendo io al momento e che fanno tutti, per esigenze simili o differenti. Non credo che molte piante rimangano a lungo nella loro posizione, le rose soprattutto, data la facilità con cui possono essere trapiantate. Le piante che più spesso rimangono al loro posto sono le perenni a breve vita, come le lavande e le salvie. Se non ti piace dove stanno, o le sradichi o aspetti che muoiano. Se invece ti piace le dovrai ricomprare, ergo, sempre opportuno fare delle talee delle perenni che piacciono e che iniziano a comporre l’ossatura del giardino.

Quando si incomincia a tirar fuori le piante dalla terra si capisce se il lavoro degli anni precedenti è stato buono. Il terriccio sarà “consumato” come un copertone d’auto dopo una gara, ma due palate di letame maturo lo rimettono in piedi. A quel punto io lo chiamo terreno “standard” da giardino, umoso e di buona consistenza. In genere io aggiungo sempre sabbia ultralavata (la prendo in spiaggia) e ghiaietto di consistenza medio-piccola, anche quello lavatissimo. In terra come quella, con un po’ di concime chimico e qualche magia degli scaffali dei brico center, il terreno è pronto praticamente per qualsiasi coltivazione, sia per l’orto che per il giardino.

Stamane ho fatto un lavoretto che rimandavo da…boh, forse da più di un anno, spaventata dal peso del contenitore: un grosso vascone in calcestruzzo pieno fino all’orlo di agavi grigie. M’ha preso il tic, e zac, l’ho coricato su un fianco. Con la mia fida palettina dal manico rosso mangiato dai cani, inizio a scavare, immaginandomi un lavoro da egittologo. La terra invece è venuta via in uno zic, perchè era molto drenata, e le agavi praticamente mi sono saltate in braccio. Ho tolto le radici delle agavi e un gruppetto mezzo strangolato di Tulbaghia e di Babiana, e ho rimesso il vaso in posizione. Ora ci devo pulire un po’ sotto e dare via le agavi. Forse qualcuna piccola la tengo, quelle grigie mi piacciono, mentre quelle variegate no.

Troppo spesso penso che i giardinieri non fanno troppo caso al terriccio che usano. Sbagliare terreno equivale a perdere la pianta. No, davvero, non si fa proprio nessuna attenzione alla composizione del terriccio. Sembra che le piante debbano crescere sane e rigogliose invariabilmente in torba o calce viva.
Ora il terriccio di questo vaso è “scarico”, nel senso che è di buona consistenza ma ha poco humus e pochi minerali. era stato concepito così inizialmente perchè il vascone era stato destinato a garofani e agavi, che poi si sono mangiate tutto e l’hanno riempito fino all’orlo.
Può essere usato ad esempio come base per il terriccio per le talee, che non vogliono terreni grassi e ricchi. O per coprire dei buchi nei vasi, per miscelarlo a terreni più ricchi. Non va bene per le semine perchè c’è poca sabbia.
Se viene mescolato al compost è il caso di aggiungere un altro po’ di ghiaietta medio-piccola, perchè spesso il compost ha un aspetto fantastico da pronto, ma tende ad essere troppo pesante e assorbire troppa acqua.

Io so già che lo userò per un melo nano che la follia mi ha fatto comprare. Per il momento lo lascio così, (in realtà per fare le cose per bene dovrei setacciarlo con un setaccio a maglie grandi, ma vabbè), poi lo tolgo tutto via, coricando il vaso (così ci pulisco di sotto), do una sgrullatina al drenaggio e controllo se ne occorre altro, ci metto del letame super vecchio che mi hanno regalato, un po’ di concime chimico e lo ricopro. Lo lascio così fino a dicembre-gennaio, quando ci metterò l’alberetto (che dovrò s-zollare perchè ha molti polloni, quindi bisogna aspettare il riposo vegetativo).
Poi vorrei piantarci sotto dei fiori piccoli, come camomilla, camomilla dorata, garofanini striscianti, qualche bulbetto in azzurro, muscari o anemoni. Cosette così, semplici, alla buona, casuali. Insomma, quello che mi capita al supermarket o al mercato del giovedì.

Rose a castello Quistini

Ricevo e pubblico:

Tour al profumo di rosa in Franciacorta

A Castello Quistini durante il mese di Maggio una straordinaria fioritura con oltre 1500 varietà di rose antiche, moderne e inglesi.

Per l’intero mese di Maggio, il mese delle rose, si potranno ammirare migliaia di varietà di rose fiorite a Castello Quistini, visitabile fino a fine Luglio.
Lo spettacolo del fiore più amato si ripete ogni anno ma stupisce sempre come se fosse la prima fioritura, ma mai come quest’anno i colori e i profumi invadono l’intero spazio dei bellissimi giardini realizzati dalla famiglia
Mazza, e dell’imponente palazzo risalente al 1500.

Il percorso, reso unico dall’affascinante abbinamento tra storia e botanica, leggende e misteri, è un intenso viaggio in natura ed è visitabile tutte le domeniche e festivi dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 fino agli ultimi di Luglio.

Mme Alfred Carriere
E’ difficile immaginare un mondo senza rose. E’ senz’altro il fiore più amato e romantico che si possa trovare in giardino e a Castello Quistini si possono vedere e ammirare varietà splendide come ‘Mme Alfred Carrière’, una magnifica rosa rampicante dai grandi fiori profumati color bianco setato leggermente sfumati di rosa, adatta per ricoprire un gazebo.
‘Lady Hillingdon’, altra bellissima rampicante dal colore giallo oro antico e dai fiori ricadenti dal profumo fruttato.
‘Gertrude Jekyll’, rosa a cespuglio dal colore rosa intenso e tra le più profumate che ha fatto riscoprire agli inglesi la vera essenza di rosa.
Tra centinaia di aiuole di rose presenti tra i giardini spicca il labirinto di rose, che intende rappresentare la storia della rosa, dalle antiche fino alle moderne.
Gertrude Jekyll

La prima distinzione tra rose antiche e moderne risale al 1700, periodo in cui nacquero i primi ibridi di rosa tea, che segnano l’inizio del procedimento di ibridazione e la nascita di tutte le specie create successivamente. La rosa tea
dà infatti alle rose la particolare forma. Le rose antiche sono caratterizzate dal colore pastello e dal forte profumo.

Apertura tutte le domeniche e festivi dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 fino a fine Luglio.
Per informazioni: Castello Quistini Quistini
e castello Quistini su Facebook (per leggere occorre essere registrati)

***PER INFO:
*Andrea Mazza*
Ufficio stampa
Castello Quistini
http://www.castelloquistini.com
stampa@castelloquistini.com
+39 3391351913

*Castello Quistini*
http://www.castelloquistini.com
info@castelloquistini.com
Via Sopramura 3/A
25038 Rovato (Bs)
+39 320 8519177

Bando del concorso “Città di Gerace” prima edizione

Prima edizione del premio “Città di Gerace”

Bando emesso dal Comune sulla seguente pagina Facebook (per leggere occorre essere registrati)

PRESENTAZIONE
Il Premio Letterario “Città di Gerace”, è organizzato dal Comune di Gerace e dalla casa editrice “Città del Sole.”
La finalità del Premio è quella di valorizzare l’immagine di Gerace a livello nazionale e internazionale, esaltando la sua natura di centro storico e culturale di altissima valenza, preziosa eredità dei secolari rapporti con le più importanti realtà italiane ed europee. L’ unicità di Gerace e del suo territorio – dove alle bellezze paesaggistiche si uniscono eccezionali testimonianze architettoniche e artistiche – fa sì che la stessa si ponga come perno di un movimento culturale che non solo coinvolge la Locride e la Calabria ma che la identifica come centro di attrazione anche a livello nazionale ed europeo, attraverso una voluta e programmatica ripresa dei contatti culturali e sociali ad ampio raggio.

Gerace è da intendersi, quindi, come luogo dove si attua lo scambio tra esperienze culturali locali e suggestioni di respiro più ampio. La città incarna la felice affermazione di Carl Arnold Willemsen e di Dagmar Odenthal- che individuavano la Calabria come un “terra di transito”, come luogo di incontro positivo tra popoli e culture diverse. La suggestione poetica di Willemsen e Odenthal vuol essere oggetto di ispirazione per un viaggio metafisico volto non solo alla scoperta dei rapporti culturali tra se stessi e l’ altrove ma, principalmente, di tipo interiore e intimista che porta a indagare sulla propria identità.

IL PREMIO

Il Premio, aperto a nuove voci nel campo della narrativa e della saggistica, consiste nella pubblicazione a stampa dell’ opera vincitrice per ogni sezione, curata dalla Casa Editrice “Città del Sole” di Reggio Calabria. I due volumi verranno pubblicati entro la data della manifestazione, da tenersi in Ottobre 2012, quando gli stessi saranno presentati con la presenza degli autori.
Accanto al “Premio” è prevista la consegna di un riconoscimento ad un artista di chiara fama, identificabile nella “Colonna della Città”, consistente in una scultura che risulterà essere anche il logo ufficiale della manifestazione.

TEMA
Il tema proposto per la I edizione del “Premio letterario Città di Gerace”, in base a quanto esposto nella presentazione del concorso è il “Viaggio”.
Per la sezione dedicata alla narrativa esso va inteso sia come spostamento fisico in uno spazio e in un tempo sia come ricerca interiore e intimista.
Per quanto riguarda la saggistica il motivo del viaggio diventa elemento propulsore per una ricerca nel campo della storia e della storia dell’arte, essa sarà volta all’individuazione di elementi culturali eterogenei riconoscibili in eventi storici o storico-artistici inediti.

REGOLAMENTO

Art. 1
PREMIO LETTERARIO

– Sezione n. 1 – NARRATIVA / ROMANZI
La prima sezione, aperta a scrittori di età inferiore ai 35 anni, riguarda un romanzo inedito aderente al tema scelto per il Premio che non sia inferiore alla soglia minima di lunghezza di 180.000 battute di testo (corrispondenti a 60 pagine di 40 righe e 75 battute ciascuna) e non superi – in via tassativa, a pena di decadenza – la soglia massima di lunghezza pari a 330.000 battute (corrispondenti a 110 pagine di 40 righe e 75 battute ciascuna). Sono ammesse tutte le possibili tipologie di romanzo (biografico, storico, fiction, giallo, ecc.).

– Sezione n. 2 – SAGGISTICA
La seconda sessione, per la quale non è previsto un limite di età, si riferisce ad un saggio inedito di tipo storico, o storico/artistico che sia aderente al tema scelto per il Premio che non sia inferiore alla soglia minima di lunghezza di 180.000 battute di testo (corrispondenti a 60 pagine di 40 righe e 75 battute ciascuna) e non superi – in via tassativa, a pena di decadenza – la soglia massima di lunghezza pari a 330.000 battute (corrispondenti a 110 pagine di 40 righe e 75 battute ciascuna). Al testo possono essere associate immagini e fotografie (in formato .jpg), che dovranno essere complete di didascalia, riferimenti bibliografici e, eventualmente, crediti.

– Sezione Speciale “COLONNA DI GERACE”
Il Comitato organizzativo e la Giuria del Premio, dopo aver esaminato le proposte avanzate da ogni singolo membro, deciderà all’unanimità, in maniera autonoma e inappellabile all’individuazione dell’Artista al quale assegnare la scultura rappresentante la “COLONNA DI GERACE”.
Il riconoscimento onorifico è legato alla produzione del designato, a prescindere dall’aderenza o meno al tema del Premio letterario “Città di Gerace”, alla Città di Gerace stessa, senza tenere conto di nazionalità, appartenenza ideologica o convinzione politica e religiosa e nel pieno rispetto della libertà di pensiero che comunque non leda in alcun modo i più alti valori etico-sociali e la dignità dell’essere umano.

Art. 2
PARTECIPANTI

Possono partecipare al concorso autori di qualsiasi nazionalità. Le opere presentate dovranno essere esclusivamente in lingua italiana e inedite, ossia mai pubblicate presso un editore. Non saranno accettate opere pubblicate, anche solo per estratto, su giornali, riviste o su Internet. Non saranno ammessi, a giudizio insindacabile della Giuria, romanzi o saggi che non siano aderenti al tema rispondente ai criteri indicati nella presentazione.

Art. 3
MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

I partecipanti (per entrambe le sezioni) devono inviare un plico contenente le loro opere redatte in 5 copie dattiloscritte complete di titolo, ognuna chiusa in busta anonima, sulla quale si apporrà solo il numero progressivo da 1 a 5. Nel plico, oltre alle cinque buste si inserirà:
1. dichiarazione in carta libera riportante come proprio dato identificativo SOLTANTO il numero di un documento di identità (no nome e cognome) dell’avvenuto pagamento di 25.00 euro (vedi seguente punto 2/e) per diritti di segreteria, effettuato su Conto Corrente Postale n° 12470894 intestato a “Premio letterario Città di Gerace- Segreteria del Premio, c/o Comune di Gerace, Via Sottoprefettura, 1 – 89040 – Gerace (RC) con causale: Partecipazione Premio Letterario “Città di Gerace;
2. una busta a parte, debitamente chiusa, contenente dichiarazione (come da allegato A) riportante:
a) i dati dell’ autore (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo di residenza, recapiti telefonici e indirizzo di posta elettronica);
b) la dichiarazione dell’autore che confermi la paternità dell’opera;
c) la liberatoria, con firma del dichiarante, relativa ai diritti in materia di privacy così formulata: “Io sottoscritto/a (nome e cognome) autorizzo la Città di Gerace all’uso dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/2003 ai soli fini del concorso”;
d) frontespizio e titolo dell’opera
e) ricevuta del versamento di 25.00 euro per diritti di segreteria, effettuato su Conto Corrente Postale n° 12470894 intestato a “Premio letterario Città di Gerace- Segreteria del Premio, c/o Comune di Gerace, Via Sottoprefettura, 1 – 89040 – Gerace (RC) con causale: Partecipazione Premio Letterario “Città di Gerace”.
f) Fotocopia del documento di identità
g) CD recante il testo del romanzo o/e del saggio in formato .doc,
Sul plico dovrà comparire in evidenza la dicitura: “Premio letterario Città di Gerace”

La predisposizione delle copie dovrà essere effettuata in base alle regole redazionali allegate al presente bando.
È categoricamente vietato inserire nel dattiloscritto dediche e/o ringraziamenti. Sono ammesse le sole note esplicative di carattere storico, o comunque atte a documentare i contenuti dell’ opera, senza che risulti dalle stesse identificabile l’ autore. È invece ammessa, in conclusione, una bibliografia essenziale.
È vietata la partecipazione al presente premio ai componenti degli Organi elettivi della Città di Gerace, ai loro dirigenti, funzionari e dipendenti.
Nella sezione del sito web del Comune di Gerace, dedicata al Premio letterario, a margine della pubblicazione del presente bando, saranno fornite ulteriori indicazioni operative, tra cui:
– Il protocollo di intesa tra il Comune di Gerace e la Casa editrice “Città del Sole”, relativamente al Premio in oggetto;
– La composizione del Comitato organizzativo;
– La composizione delle giurie;
– Eventuali modifiche logistico – organizzative;
– Indicazione di data e luogo della Cerimonia di premiazione;
– Informazioni varie.

Le opere devono pervenire al seguente indirizzo
ENTRO IL 30 giugno 2012 (farà fede il timbro postale):
SEGRETERIA DEL PREMIO LETTERARIO CITTA’ DI GERACE
Via Sottoprefettura n. 1
89040 GERACE (RC)

I dattiloscritti e qualsiasi tipo di elaborato non verranno in nessun caso restituiti. La Città di Gerace non acquisisce alcun diritto d’autore sulle opere inedite pervenute.
La non ottemperanza anche ad una sola delle clausole prima esposte, comporta l’esclusione dal concorso.

Art. 4
SVOLGIMENTO

Compito della Giuria sarà quello di esaminare gli elaborati.
La Giuria nomina un vincitore assoluto per ogni sezione secondo un giudizio insindacabile e inappellabile. La Giuria si riunirà per la designazione delle opere vincitrici entro il 10 settembre. La busta contenente i dati anagrafici dell’autore sarà aperta solo in seguito all’assegnazione del premio. Farà così seguito la comunicazione personale agli autori delle opere premiate e meritevoli di menzione.
Per quanto non previsto dal presente regolamento, le decisioni spettano autonomamente all’Ente promotore.
L’eventuale slittamento dei termini di cui al presente articolo, dovuto a cause indipendenti dalla volontà dell’ Ente, sarà comunicato con avviso sul sito internet comunale.
La premiazione (la pubblicazione e la prima presentazione nazionale a Gerace del romanzo e del saggio vincitore), si terrà in una data da fissarsi nel mese di Ottobre 2012.

Art. 5
GIURIA.

La Giuria sarà costituita successivamente alla pubblicazione del presente bando e sarà data relativa comunicazione sul sito web del Comune di Gerace.
I componenti (nr. 5) della Giuria per ogni sezione saranno individuati tra personalità di chiara fama a livello nazionale operanti nel campo della Letteratura, della Storia e della Storia dell’Arte.
Della Giuria farà parte un rappresentante della Casa Editrice che pubblicherà il romanzo vincitore.

Art. 6
PREMI

– SEZIONE N. 1
Pubblicazione a stampa del romanzo risultato vincitore con la casa editrice “Città del Sole”.
Resta inteso che la pubblicazione si limiterà alla prima edizione dell’opera con tiratura di max 1000 copie (di cui 20 copie saranno consegnate all’autore e 15 copie alla biblioteca comunale). Viene riservata alla Giuria la facoltà di riconoscere eventuali segnalazioni di romanzi ritenuti significativi.

– SEZIONE N. 2
Pubblicazione a stampa del saggio risultato vincitore con la casa editrice “Città del Sole”
Resta inteso che la pubblicazione si limiterà alla prima edizione dell’opera con tiratura di max 1000 copie (di cui 20 copie saranno consegnate all’autore e 15 copie alla biblioteca comunale). Viene riservata alla Giuria la facoltà di riconoscere eventuali segnalazioni di saggi ritenuti significativi.

– PREMIO “COLONNA DI GERACE”
In occasione del conferimento del Premio “Città di Gerace”, si procederà alla consegna della “Colonna di Gerace” all’Artista individuato all’unanimità dal Comitato promotore del Premio “Città di Gerace” e dalla Giuria.

Art. 7
ADEMPIMENTI A CARICO DEL PRIMO CLASSIFICATO

Il vincitore del primo premio, a pena di decadenza, accetta e sottoscrive il contratto di edizione con la Casa Editrice nazionale per il solo romanzo/saggio inedito con il quale ha partecipato alla presente edizione del premio letterario Città di Gerace. Inoltre, sempre a pena di decadenza, accetta sin d’ora:
a) che il dattiloscritto venga sottoposto all’editing redazionale, necessario per la sua pubblicazione; che il titolo del romanzo e del saggio possano essere sostituiti, per scelta editoriale;
b) le condizioni generali di contratto, relativamente alle quali non è richiesto all’autore alcun tipo di compartecipazione economica;
c) di garantire lo svolgimento della prima presentazione, in anteprima nazionale, nella città di Gerace. Si sottolinea che le spese di viaggio, vitto e alloggio presso la Città di Gerace saranno tutte a carico del Comitato organizzativo del Premio.
d) depositare la propria opera presso la SIAE.
Il libro verrà pubblicato con diffusione sul territorio nazionale, e conterrà la seguente menzione: “Primo classificato – Premio letterario Città di Gerace – I edizione, con il sostegno del Comune di Gerace.” Il presente bando sarà pubblicato all’albo pretorio della Città di Gerace e sul sito internet comunale, nonché inviato in copia a tutte le Biblioteche Civiche della Calabria e a mezzo e-mail ai siti web di informazione libraria operanti in Italia.

Per ogni eventuale informazione in merito al presente bando contattare l’indirizzo mail: premiolett.gerace@libero.it

Norme redazionali
Formato del testo
Carattere: Times New Roman.
Corpo: 12.
Interlinea: 1,5:
Riferimento alle note prima del segno di punteggiatura.
Riferimento alle immagini immediatamente dopo il segno di punteggiatura in grassetto e inserito tra parentesi: es: (Fig. 1), oppure (Figg. 1, 2, 3), o ancora (Figg. 1-5)

Citazioni
a) le citazioni brevi (2-3 righe) vanno tra virgolette caporali (« ») con il rinvio alla fonte; le citazioni più lunghe (infratesto) vanno separate dal testo, in corpo minore e senza virgolette;
b) eventuali citazioni contenute in detti brani vanno contraddistinte con virgolette doppie in alto (“ ”);
c) eventuali omissioni vanno indicate con tre puntini tra parentesi quadre […];
d) per facilitare la lettura è preferibile sciogliere le abbreviazioni contenute nei brani riportati nonché modificare l’accentazione secondo l’uso moderno.

Maiuscole
Le maiuscole vanno usate il meno possibile attenendosi alla massima uniformità in tutto il contributo:
a) vanno lasciate quando una denominazione fa corpo con il nome proprio cui si accompagna (nel caso di Istituto e di toponimo);
b) Santo, San, Santi vanno maiuscoli nella denominazione di chiese, basiliche, ecc. e quando accompagnano il nome proprio, e vanno comunque citati sempre per esteso;
c) le denominazioni di magistrature, enti, fondazioni, istituzioni, accademie, ecc. vanno maiuscole, in tondo anche se straniere, in tutte le iniziali delle parole che le compongono;
d) le sigle vanno maiuscole e senza punto (BNL, INPS, CEE, ecc.);
e) le parole: chiesa, basilica, monastero, tempio, porta, palazzo ecc. vanno minuscole (ad eccezione di: Porta Pia, Basilica Vaticana, Acquedotto Felice, ecc.);
f) Vanno maiuscoli:
– Paesi nel senso di nazionalità, Stato e Chiesa intesi come istituzione, Regione, Provincia, Comune intesi come autorità; così pure Codice e Raccolta, quando sono seguiti da nome proprio;
– i secoli come Cinquecento, Ottocento, ecc., e anni Venti, anni Quaranta, ecc.;
– i periodi storici come Rinascimento, Risorgimento, Rivoluzione francese, ecc.

Corsivi
L’uso del corsivo è riservato ai termini stranieri o alle parole che l’autore vuole evidenziare in maniera particolare. I nomi di associazioni e istituzioni varie, anche se straniere, vanno in tondo e non in corsivo.

Note a piè di pagina:
Carattere: Times New Roman
Corpo: 9
Interlinea: singolo.

Norme per la compilazione delle note a piè di pagina:
Monografia:
Autore: Iniziale del nome di battesimo, cognome in maiuscoletto
Testo: In corsivo e completo alla prima nota seguito dall’indicazione delle pagine; nelle note successive le prime due parole del titolo, quindi puntini sospensivi e quindi l’indicazione delle pagine di riferimento seguito da cit. in corsivo:
Esempio: G. BARONE, Da frate Elia agli Spirituali, Milano 1999, pp. 23-45 e quindi: G. BARONE, Da frate Elia… cit., pp. 1-35

Opere in più volumi:
Dopo il titolo si indicherà il numero dei volumi (in numeri arabi seguiti da voll.), quindi,il luogo e l’anno (o gli anni) di pubblicazione, l’indicazione specifica del volume (in numeri romani) e delle pagine cui si intende fare riferimento. Con l’eccezione di dizionari, enciclopedie, ecc. per i quali si darà solo l’indicazione bibliografica del volume citato
Esempio: M. FIRPO-D. MARCATTO, Il processo inquisitoriale del cardinal Giovanni Morone, 6 voll.,Roma, Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, 1981-1995, II, pp. 809-812.

Articolo inserito in opere collettive:
Autore: Iniziale del nome di battesimo, cognome in maiuscoletto
Testo: Titolo del testo in corsivo e completo alla prima nota, indicazione del volume (in corsivo) dove si trova l’articolo seguito dal nome del curatore (iniziale nome di battesimo e cognome in maiuscoletto), preceduto da “a cura di”, quindi luogo e data di pubblicazione e indicazione delle pagine di riferimento. Nelle note successive si metteranno solo i dati relativi all’autore, le prime due parole del titolo, quindi puntini sospensivi e p. o pp.
Esempio:Esempio: C. DELL’AQUILA – E. LENTI, Fonti per la storia di Laterza. Regesti e fonti edite ed inedite (fino al 1501), in Per la storia di Laterza, a cura di C. DELL’AQUILA, Galatina 1993, pp. 353-445; quindi C. DELL’AQUILA – E. LENTI, Fonti per la storia di Laterza…cit, pp. 353-445.

Articolo inserito in Rivista:
Autore: Iniziale del nome di battesimo, cognome in maiuscoletto
Testo: Titolo del testo in corsivo e completo alla prima nota, indicazione della rivista (in tondo tra virgolette caporali) dove si trova l’articolo, indicazione delle pagine di riferimento. Nelle note successive si metteranno solo le prime due parole del titolo, quindi puntini sospensivi e p. o pp. Esempio: L. PELLEGRINI, Gli insediamenti degli ordini mendicanti e la loro tipologia. Considerazioni metodologiche e piste di ricerca, in «Mèlanges de l’Ecolefrançaise de Rome, Moyenage–Tempsmodernes MEFRM», tome 89, 2, 1977, pp. 563-573; e quindi: L. PELLEGRINI, Gli insediamenti degli ordini … cit, pp. 563-573

Articolo inserito in Atti di Convegni
Autore: Iniziale del nome di battesimo, cognome in maiuscoletto
Testo: Titolo del testo in corsivo e completo alla prima nota, con indicazione delle pagine. Se esiste un titolo degli Atti, questo va indicato in corsivo, mentre la dicitura “Atti… eccecc” oppure “Convegno Internazionale … ecc ecc. va messa in modo normale. Nelle note successive si mettono solo le prime due parole del titolo, quindi puntini sospensivi, cit. e p. o pp.
Esempio: C. D. FONSECA, Federico II e le istituzioni francescane della Sicilia, in Francescanesimo e cultura in Sicilia (secoli XIII e XIV), Convegno Internazionale di studio, Palermo, 7-12 marzo 1982, Palermo 1984, pp. 1-9, e quindi: C. D. FONSECA, Federico II…cit, pp. 1-9
L. PELLEGRINI, Insediamenti rurali e insediamenti urbani dei Francescani nell’Italia del secolo XIII, in San Bonaventura maestro di vita francescana e di sapienza cristiana. Atti del Congresso Internazionale per il VII centenario di San Bonaventura da Bagnoregio, Roma, 19-26 settembre 1974, Roma 1976, pp. 198-200, e quindi: L. PELLEGRINI, Insediamenti rurali…cit, pp. 198-200.

Considerazioni sfuse su una primavera locridea

E’ da molto tempo che sto alla larga dai mercati, per non essere indotta in tentazione, ma qualche capatina ai vivai si fa sempre: c’è sempre un’occasione per fermarsi a guardare.
Così abbiamo visto l’introduzione di molte piante nuove, l’arrivo dei rampicanti esotici, delle rose cartellinate Meilland o Austin, della ‘Pierre de Ronsard’.

sfocato perchè scattata di nascosto
Quest’anno è l’anno del Convolvolus cneorum. Ne avevo avvistati tre o quattro esemplari nella “zona piante” di un centro commerciale, tra i vini e la frutta sciroppata. Erano malmessi, strappazzati e schiacciati, infilati in vasetti col cellophane intorno e una bella etichettona in plastica. Una cosa da far piangere. Io che di solito in giardino sono razionale e metodica, immune alle emozioni e alle intemperanze come l’inverno artico, mi sono commossa. E ne ho comprato uno. E mal me ne incolse.

Il Convolvolus cneorum è una pianta di cui non ne posso più. Bianco e grigio, gola leggermente gialla, ah ahaaahhh, il tripudio di quando andavano di moda le piante a foglia grigia, di quando eravamo pischelletti influenzati dalla Jekyll e dalla Hobhouse! Comprato due volte alla Landriana, due volte morto. Adesso sta benone, una pasqua, bello felice nel suo vaso-pentolaccia. Insipido come la pasta scondita, bisogna assolutamente metterci qualcosa vicino.
E lì iniziano i problemi: mica ho Priola sotto casa. Per ora ho risolto con un po’ di bocche di leone color giallo ramato, e cercavo una Callibrachoa con delle tinte simili. “Roba da ragazzi”, pensavo, di callibrachoe è pieno il mondo.
E invece niente.

dalie a tutto andare, gerani, surfinie quasi zero, lavande a dieci euro, hippeastrum e altra roba andante
Non solo Callibracoa, ma anche petunie e surfinie sono diminuite. Al più ci sono quelle minuscole, nel vaso da 8 cm, col fiorone grande quanto un piattino da dolci, che starebbero bene solo su un davanzale messe in scatole da tè.
Dopo essermi autocongratulata per quello che immaginavo il salvataggio di una pianta che sarebbe stata ignorata da tutti, me ne trovo ettari nei vivai. Una marea di gerani, e non dei soliti colori! Ma soprattutto, e dico, soprattutto, le perenni arbustive o semi-arbustive. Roba andante, non crediate, ma fino a qualche anno fa c’erano solo gli Hibiscus.

E’ una grande novità e un passo importante.La diminuzione delle annuali e l’aumento delle perenni implica una maggiore coscienza di ciò che è la struttura di un giardino, la sua impalcatura. E’ evidente che questo si deve alla gran mole di informazioni gratuite reperibili su internet, alla velocità con cui si scambiano e all’immenso numero di manuali pubblicati negli ultimi anni, alcuni anche buoni. Le riviste sono ancora ferme sulla linea di partenza, ma questa non è una novità.
Occorrerà fare attenzione all’evoluzione dei giardinetti pavillionaires, questa primavera, e a fine estate fare un bel po’ di ispezioni alla Fiera di Portosalvo.

Quindi niente zinnie,ma convolvoli.
Chissà quanto tocca aspettare per avere le graminacee.