Raccoglier funghi e piantar bulbi

E’ da giorni che mi balla in testa di dir qualcosa sui bulbi. Sui funghi mi astengo, ma per chi ha dei dubbi sul periodo in cui piantare i bulbi a fioritura primaverile, può associarvi il periodo della raccolta dei funghi (che a dire il vero è un po’ più esteso).

Spesso si crea molta confusione, soprattutto tra i neofiti (siete mai andati a dormire aggrappandovi alle coperte e spalancando gli occhi nell’oscurità temendo di aver piantato i tulipani troppo profondi/in superficie/vicini/distanti, o che la ditta vi abbia fornito la cultivar del colore sbagliato?). Senza la pretesa di chiarire ogni mistero bulbico, poichè il mio nome è Lidia, non Lilia, vorrei dare qualche suggerimento a chi ha comprato la mega-maxi-confezione-famiglia da 1000 bulbi, e ora non sa come piantarli.

In realtà avere dei bulbi fioriti in primavera non è affatto difficile, comprandoli in autunno da buoni rivenditori.
Il vero problema è non vederli spegnersi anno dopo anno.

Ma andiamo con ordine. Per quella che è la mia esperienza la cattiva riuscita dei bulbi primaverili è da imputarsi principalmente alla cattiva scelta dei bulbi. Non faccio il “tiro” a vivai blasonati come Avon Bulbs, Baumaux, Floriana, Raziel e altri, ma tra un bulbo Bakker e un bulbo di qualità c’è la stessa differenza che passa tra la bigiotteria e l’oro. E lo stesso si applica alle confezioni di bulbi dei supermarket, vendute tra l’altro a prezzi irragionevoli.

Se la Bakker si sente offesa dirò che molte volte ho preso le sue difese in discussioni forumistiche anche accese, chiarendo che i bulbi Bakker sono di buona qualità e danno buoni risultati se prenotati telefonicamente durante l’estate. Piazzare un ordine adesso equivale a comprare le confezioni da supermarket o a fare un acquisto in un Brico.

Cattiva fioritura di un bulbo di scarsa qualità, piantato tardi

Se vi accontentate di una buona qualità anche i consorzi e i garden centre che vendono i bulbi sfusi sono abbastanza affidabili, ma considerate che inevitabilmente i colori non saranno quelli della foto: le persone tastano, contano, contano male, si confondono, gettano i muscari tra le fresie, le fresie gialle tra quelle viola, e così via, per non parlare della superficialità con cui i bulbi vengono disposti, e che già all’origine i colori possono essere confusi.
D’altra parte i bulbi sfusi consentono di scegliere i migliori (tastandoli bene, appunto), e scartare quelli mollicci, già germogliati, privi di tunica, piccoli o troppo secchi.

Un buon bulbo si riconosce dalle dimensioni, dal turgore (non deve essere nè molliccio nè secco), dal fatto che la parte da cui uscirà lo scapo fiorale deve essere ben “serrata”, compatta, protetta dalla tunica, cioè il bulbo deve essere completamente a riposo. Non devono esserci germogli, non ci devono essere macchie o striature e la parte inferiore, quella cioè dove ci sono le radici, deve prensentarsi soda e intatta.

Buono il bulbo, buono il risultato – e questi sono bulbi Bakker

Può capitare di in fiera di vedere dei cartelli del tipo “Bulbo toccato, bulbo acquistato”. Credo che sia un po’ scorretto questo atteggiamento, nonostante sia facilmente comprensibile vista la maleducazione e l’inciviltà di alcuni acquirenti, che infilano le unghie nei bulbi per vedere se “esce la goccia, è Gim”, come per il gorgonzola. Sarebbe più giusto partire da un assortimento che non richede troppi palpeggiamenti oppure che sia il vivaista stesso a scegliere i bulbi, fornendo ovviamente una garanzia di qualità (premesso che botanica fa solo rima con matematica).

I narcisi doppi soffrono il clima asciutto e secco, nel quale stentano ad aprirsi completamente, è bene posizionarli in mezz’ombra. Anche questo è un bulbo Bakker

Il mio consiglio è quello di scegliere molto accuratamente poche varietà di piante, e di quelle scegliere le cultivar che vi piacciono di più. La qualità diventa capitale quando si vogliono inselvatichire le piante, e la selezione deve essere studiata sul micrclima del vostro giardino.
Perciò meglio accontentarsi di poche varietà e di una qualità non buona ma ottima.

Il Blue Diamond, una versione doppia del mitico Queen of Night, uno dei tulipani neri più apprezzati

Se usate i bulbi da annuali, specie i tulipani da aiuola o da cassetta, non vi servono molte indicazioni: piantateli nella terra, annaffiateli e fotografateli quando fioriranno, dopodichè, senza aspettare che le foglie ingialliscano, svuotate la cassetta e riempitela con altri fiori. Non dovete concimare nè fare nulla, poichè i bulbi sono già “programmati” per fiorire la primavera successiva.

Tutto quello che vedete in un bulbo è accaduto l’anno prima. Perciò le ditte vendono bulbi che sono stati preparati per la fioritura (mi riferisco ai tulipani, in particolar modo) già a partire da uno-due anni prima.
Veder rifiorire i tulipani è assai difficile, che io sappia non sono molti i giardinieri che ci riescono. I tulipani, quindi vanno proprio trattati da annuali, piantati in terra qualunque, purchè ottimamente drenata e non troppo sabbiosa, e irrigati da quando germogliano fino a fioritura terminata, e protetti dalle lumache. Ed è tutto. Perciò li considero un piccolo lusso, perchè bisogna realmente ricomprarli ogni anno.

Giacinto negli anni di fioritura successivo al primo

Differente è la storia dei narcisi, dei crochi, dei muscari, persino dei giacinti, che è vero, si spengono parecchio dopo la prima fioritura ma ricompaiono per molti anni prima di perdersi del tutto.
Alcune bulbose amano climi caldi e asciutti, altri freschi e asciutti (ecco, quelle per me sono off-limits), raramente amano l’umido (l’Iris kaempferi è una di queste), altre amano una certa umidità superficiale e un’ombra tenue, come la deliziosa Fritillaria meleagris, altre il sottobosco, altri ancora terriccio grasso e nutrito, altre terra sciolta e povera.
Perciò controllate su una buona enciclopedia le richieste nutritive dei bulbi/tuberi/rizomi/cormi che acquisterete e assicuratevi di preparare il terreno in maniera adeguata, partendo possibilmente dalla primavera o dall’estate precedente.

Tutti bulbi (a parte rare eccezioni) desiderano un terreno molto drenato. Nulla di più sbagliato è affogare il bulbo nel letame, nel compost o nel concime, sperando di dargli maggiore vigore.
Il terriccio ideale per i comuni bulbi è quello che normalmente avete in giardino, ammendato con sabbia (lavata) se troppo argilloso, o compost e poco letame se è sabbioso (in questi casi scegliete bulbi di alliacee o cormi di Anemone coronaria, che sopportano bene i terreni sabbiosi). I bulbi non amano molto il letame. L’humus può essere introdotto con farine di roccia o bentotamnio.

E’ importante sapere a che profondità piantare il bulbo, e questo manda fuori orbita i neofiti. La regola dice che il bulbo deve essere messo ben profondo, almeno tre volte la sua altezza. Ci sono però bulbi che gradiscono profondità maggiori, come i gladioli, altri che vogliono essere appena coperti, come il Lilium candidum o l’Hymenocallis festalis. I bulbi selvatici devono essere piantati più prodondamente del loro corrispettivo orticolo. Ad esempio i tulipani turkestanica vanno più profondi di un normale tulipano. Anche i Muscari gradiscono una certa profondità. Mentre le Oxalis possono essere piantate anche superficialmente, purchè rincalzate periodicamente. I gigli vogliono una buca grande quasi quanto quella di uan rosa, essere deposti su un letto di ghiaia media, e essere coricati su un fianco. Anche la Fritillaria imperialis desidera essere posta molto in fondo.
La verità è che per ogni pianta dovrete ricercare le informazioni su internet o un buon dizionario delle piante ornamentali.

Una raccomandazione che mi trovo spesso a ripetere è quella di piantare i ranuncoli con le zampe verso il basso. In molti li piantano al contrario (io l’ho fatto per anni, perfino con alcuni risultati) e si scoraggiano perchè la riuscita è ovviamente scarsa.

Per gli Anemone coronaria è un po’ più complicato, trattandosi di cormi pieni di bozzi e avvallamenti, che raramente mostrano piccole “cornicchie” che daranno origine alle zampe.
Non vi scoraggiate, si fa così: si prendono i cormi e si infilano in un vasetto di torba umida, lasciandoveli qualche giorno, una settimana circa. Il cormo, sententosi all’umido, germoglia e “spara” le radichette. A quel punto capire in che verso piantarli è un gioco da ragazzi.

Se non potete piantare tutto velocemente, tenete i bulbi nella confezione in cui li avete ricevuti, ponendoli in un luogo buio e asciutto, molto ventilato. Naturalmente non pensate che piantando un tulipano a febbraio avrete una ricca fioritura in aprile. I bulbi devono fare il loro corso e passare un certo tempo sotto terra per “elaborare” una buona e copiosa fioritura.

I bulbi da inselvatichire vanno piantati un po’ più profondi del normale

Non tutti i bulbi amano le stesse condizioni, ad esempio gigli e dalie, entrambi a fioritura estiva, vogliono enormi buche, un gran drenaggio, letame extra-fino e molto concime.
Mentre i gladioli (ancora a fioritura estiva) sono molto più parchi, in particolare quelli selvatici.

Gladiolo ibrido orticolo

Gladiolus communis (‘piditati’ in dialetto calbrese)

In climi caldi e ascutti i bulbi a fioritura primaverile non danno molti problemi. Il pericolo maggiore è rappresentato dalle piogge persistenti in inverno, che potrebbero far marcire i bulbi se il drenaggio non è ottimo. Invece una copiosa annaffiatura primaverile è certo apprezzata ma non obbligatoria.
Se coltivare in vaso, evitate i sottovasi. Per non allagare i condomini, semplicemente appoggiate il vaso contenenete i bulbi su un altro vaso più grande (dotato di sottovaso), che beneficierà dell’acqua di scolo.

Fresia rossa

In climi freddi fate attenzione a non scegliere bulbi particolarmente delicati che necessiterebbero di una protezione invernale. Esistono anche molti bulbi il cui habitat naturale sono le zone montuose, che amano il freddo ma non l’umido, e che andrebbero coltivate o in giardini in pendenza, o in aiuole da roccioso.

Tulbaghia violacea, una buona scelta per le zone del giardino meno vicine alle finestre (se strofinata emana un odore di aglio molto penetrante e fastidioso), soprattutto dove l’irrigazione non è costante. Però attenzione, per fiorire in maniera continua e abbondante, la Tulbaghia di acqua ne vuole.

Per quanto riguarda la concimazione, fatta salva la “regola” che il bulbo che avete acquistato è “programmato” dall’anno precedente, dovrete essere voi a “programmare” i vostri bulbi per l’anno successivo.
All’atto dell’impianto la buca o la trincea o l’aiuola dovrebbero essere già drenate e ammendate con sabbia o compost, e fertilizzate con concime a lento rilascio nelle dosi prescritte dalle confezioni. Vanno bene tutte le farine di roccia, possibilmente poco calcaree (la leonardite che si trova facilmente in commercio è molto buona), ma anche la cornunghia o le farine di pesce e ossa. Se usate farine molto calcaree, come le scorie Thomas, derivate dalla produzione del ferro, aggiungete una buona manciata di trinciato di lupini, che tende a riportare il pH in equilibrio.
Le farine vanno leggermente interrate con una forca o un sarchiatore.
Eviate il letame se non i casi particolari (gigli, dalie) o come copertura termica per zone molto fredde.
Ottimi sono i concimi minerali normalmente in commercio, che vanno usati nelle dosi prescritte dalla confezione e sparsi lontano dalle foglie, che brucerebbero. Non è necessario interrarli perchè si sciolgono con le piogge o con le annaffiature.

Il concime va dato in due periodi: prima e dopo la fioritura. Tutto questo a beneficio non della fioritura in corso, ma di quella successiva. La concimazione principale è quella dopo la fioritura, quando il bulbo entra in riposo e accumula le sostanze per la primavera seguente. La concimazione precedente la fioritura, cioè da quando spuntano le foglie fino all’inizio della fioritura, è necessaria perchè le foglie trasferiscono al bulbo le sostanze nutritive catturate. Per questa ragione, se volete, potete associate del concime liquido a cessione veloce, o qualsiasi concime a cessione rapida, purchè rispettiate le dosi e i tempi previsti dalla confezione.
Sempre per la stessa ragione le foglie non vanno mai tagliate finchè non sono completamente secche e non si staccano via da sole. In effetti non andrebbe rimosso neanche lo stelo, ma solo eliminate le capsule di semi che sottraggono vigore alla pianta.
Certo, però, privarsi dei fiori recisi è dura!

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Concorso fotografico “Il tuo territorio” – Anthesterie, Locri

Leggo su Facebook e spero di fare cosa gradita diffondendo:

L’Associazione socio-culturale ANTHESTERIE presenta il concorso fotografico Il Tuo Territorio: Locri Antica/Locri Moderna.

OBIETTIVI DEL CONCORSO:

OT

• Incentivare la conoscenza del nostro territorio;
• Stimolare una maggiore cura ed attenzione verso l’ambiente che ci circonda;
• Diffondere la conoscenza delle risorse antiche e moderne del nostro territorio;
• Incrementare il flusso di visitatori e frequentatori nel territorio comunale di Locri;

TEMA DEL CONCORSO
Le bellezze e le risorse del territorio, anche marino, di Locri. Aspetti caratteristici, elementi storici, naturali, e in generale tutto quello che stimoli l’artista alla realizzazione di uno scatto d’autore.
Soggetti non ammessi sono quelli che evidenziano volgarità, razzismo o discriminazioni, incitazione alla violenza di qualsiasi genere.

PRESENTAZIONE DELLE OPERE.
Le fotografie non devono corrispondere ad alcun tipo di misura.Il formato di presentazione è scelto liberamente dall’artista, considerando la dimensione parte integrante della buona riuscita della presentazione di una qualsiasi opera d’arte.
La stampa delle fotografie finaliste è a carico dei partecipanti.
Le fotografie possono pervenire anche complete di un installazione artistica che funga da supporto. Le installazioni pervenute sono premiate con un premio speciale della giuria.

I partecipanti al concorso sono divisi in due categorie:
BAMBINI: Partecipanti di età compresa tra 2 e 12 anni.
TUTTI GLI ALTRI: Partecipanti di età compresa da i 12 anni in poi.

Il concorso parte il 29 Ottobre 2012 e termina il 7 Dicembre 2012.
Tra le fotografie pervenute saranno selezionate, di entrambi le categorie, 30 fotografie e tra queste verranno determinati i tre vincitori del concorso. Per la categoria bambini è prevista un’ ulteriore selezione, fuori concorso, per 10 fotografie, quali riceveranno un premio speciale della giuria.
Le 40 fotografie selezionate dalla giuria, tra cui le vincitrice del concorso, saranno visibili in una mostra durante i tre gironi del Mercatino Natalizio di palazzo Nieddu del Rio, Locri il 7, 8, e 9 Dicembre ed esposte nelle tappe de “Il Tuo Mercatino”.

La partecipazione al concorso è gratuita.

L’Associazione si riserva di chiedere ai 30 finalisti, esclusi i bambini selezionati, un contributo volontario.

Ogni partecipante potrà inviare massimo tre fotografie a sezione.

Le fotografie possono essere inviate via mail all’indirizzo anthesterie@yahoo.it o spedite presso:
SEVEN di Stefania Fiumanò contrada Sant’Anna, snc
89044 Locri (RC)
entro e non oltre la data del 30 Novembre 2012.

Le fotografie pervenute sia in forma digitale che cartacea saranno visionate da un responsabile dell’Associazione che si occuperà di sottoporre alla giuria il materiale pervenuto in forma anonima.
I risultati saranno resi noti ai partecipanti via mezzo privato.

La cerimonia di premiazione si terrà presso il Palazzo Nieddu del Rio il 7 Dicembre 2012.
Le opere saranno valutate da un commissione di esperti formata da un/una giornalista, un/una fotografo/a, un/una rappresentante del comune, un insegnante del liceo artistico, un insegnante dell’istituto d’arte sezione fotografia e dal presidente di giuria un regista.

Le 40 opere selezionate saranno tenute in esposizione durante la serata di premiazione ed esposte a livello permanente all’interno del Palazzo comunale o Biblioteca o uffici comunali e tutte pubblicate nel sito e riferimenti digitali dell’Associazione e del Comune di Locri.

Le installazioni pervenute come supporto delle opere fotografie saranno oggetto di un premio speciale della giuria quale sarà reso noto la sera stessa della premiazione. Le stesse saranno tenute in esposizione.

PREMI
Terzo classificato: decoder digitale terrestre “Digiquest”;
Secondo classificato: una fotocamera digitale “Fuji Film”;
Primo classificato: Alcatel “Android 3”.

I 30 finalisti saranno omaggiati di una scheda SIM VODAFONE e di un piatto artistico decorato a mano, in ricordo del concorso. I premi sono offerti dallo sponsor unico del concorso: PROMETEO SERVICE Via Firenze n.69 – 89044 Locri (rc). Nel caso che i vincitori risiedano fuori regione i premi saranno spediti o tenuti in consegna presso la sede dell’Associazione sino almomento del ritirio del vincitore.

CONTATTI
anthesterie@yahoo.it – stefaniafiumano@yahoo.it
Contatto Facebook: Anthesterie Locri.
Recapito telefonico 3468500775