Ficca (la monetina) e fattela (la colazione) – Per il gruppo Facebook “La pubblicità sessita offende tutti”, questo è un titolo e non uno slogan, se non sapete la differenza tra un titolo e uno slogan, vi consiglio di leggere un qualsiasi manuale di auto-aiuto sulla comunicazione pubblicitaria. E ora non rompete più, grazie (spirito di Mukarovsky, dammi la forza!).

La donna vende? Vendi la donna (Calabriamatik)

La donna vende? Vendi la donna (Calabriamatik)

25 pensieri su “Ficca (la monetina) e fattela (la colazione) – Per il gruppo Facebook “La pubblicità sessita offende tutti”, questo è un titolo e non uno slogan, se non sapete la differenza tra un titolo e uno slogan, vi consiglio di leggere un qualsiasi manuale di auto-aiuto sulla comunicazione pubblicitaria. E ora non rompete più, grazie (spirito di Mukarovsky, dammi la forza!).

  1. Buongiorno, posso sapere dove è stata scattata la fotografia?
    “Ficca (la monetina) e fattela (la colazione)” è scritto sotto l’immagine?
    (nella foto non si vede)
    grazie

    • Il titolo è una mia invenzione: era quello che mi suggeriva l’immagine.
      La foto è stata scattata a Siderno. Questo è uno dei numerosi distributori della Calabriamatik, che -come in genere i distributori di cibi e bevande- non si sottrae alla strategia del “la donna vende, vendi la donna”. A onor del vero, la Calabriamatik è una ditta che ha un’ottima qualità di bevande, di gran lunga superiore alla media.

      • Grazie della delucidazione. Ritengo tuttavia che dovrebbe precisare che “Ficca (la monetina) e fattela (la colazione)” è una sua invenzione, seppure suggeritale dall’immagine.
        Anche la didascalia “La donna vende? Vendi la donna (Calabriamatik)” è stata scritta da lei?
        Preciso che mi interesso di contrasto alle pubblicità sessiste, ma proprio per questo ho bisogno di informazioni puntuali.

        • Ciao Nora, mi scuserai se ti do del tu, ma su un blog darsi del lei sfiora il ridicolo.
          “La donna vende, vendi la donna” è una didascalia apposta da me, ma ricavata da principi di marketing di genere che leggo volentieri sul blog
          https://comunicazionedigenere.wordpress.com/
          oppure sull’altro bellissimo e informatissimo
          https://ilricciocornoschiattoso.wordpress.com/
          Il mio è un blog di giardinaggio, seppur irregolare: non mi occupo strettamente di temi legati al femminismo, alla comunicazione sessista e alle discriminazioni. Tratto i temi del femminismo, dell’animalismo e del meridionalismo, che sono quelli a me cari, con i miei metodi (quindi, scusami, se vuoi informazioni precise, io te le do volentieri, ma per favore, non venirmi a dire come mi devo esprimere) che sono quelli della suggestione visiva postmodernista e del frammento narrativo.
          È sul giardino e sul giardinaggio che qui trovi le informazioni precise, i peli, le pulci a tutti.
          Faccio il mio su questo, lascio che altri più competenti si occupino del loro.

  2. Tutto chiarissimo, ora: nè la frase del titolo nè quella della didascalia sono presenti nella pubblicità da te pubblicata.
    Ti ringrazio.

    • Direi che era evidente (era tutto qui quello che ti serviva sapere? Dio mio, come l’hai fatta lunga!): se una scritta del genere fosse apparsa su un qualsiasi distributore di bevande, si sarebbe configurata una seria violazione della normativa vigente.

      La scritta è -appunto- implicita.

      • No, non era affatto evidente (abbiamo infatti frainteso in molti/e).
        Quanto a “scritte” del genere, sono presenti in moltissime pubblicità. E non violano, aihmè, nessuna “normativa vigente”.

        Quello che qui era “implicito”, in centinaia di altri casi è esplicito. Da qui la mia domanda.

        • Scusa Nora, la cosa mi incuriosisce, ormai. Chi sono i molti e le molte che avete frainteso?
          Siete un gruppo, un’associazione? insomma, vorrei capire che cosa effettivamente vi siete detti, anche perché se porto all’attenzione di movimenti femministi anche piccole realtà in cui il corpo della donna è uno strumento per vendere, posso dire di aver fatto qualcosa nel mio piccolo.
          La normativa vigente violata, in questo caso, sarebbe stata la Costituzione Italiana.
          Conosco, appunto per averli letti su blog dedicati, molti casi in cui le allusioni sono molto forti, ma non certo così chiare.
          Inoltre nessun pubblicitario, misogino o meno, userebbe mai una parentesi neanche sotto tortura. Che non fosse uno slogan era fin troppo evidente, in maniera particolare per chi studia la comunicazione.

  3. Salve. Sessualizzare la donna e inventare uno slogan che la riduce a oggetto di sollecitazione erotica è la facile scorciatoia alla quale ricorrono in genere piccole ditte che non possono permettersi dei pubblicitari che abbiano qualche vera idea. Ma è svilente nei confronti della donna, e mi dispiace vedere che sia proprio una donna ad aver inventato una cos così…squallida, è davverro squallida ( ficca il tuo membro e scopati la ragazza, in altre parole). Spero che vorrà eliminare la scritta e non fare più sessismo in futuro. Venga eventualmente a vedere come è ridotta la donna nella pubblicità italiana ( ma ultimamente abbiamo molti successi sia rivolgendoci allo Iap che direttamente alle ditte) e forse non vorrà più contribuire anche lei. https://www.facebook.com/groups/pubblicitasessistaoffende/

  4. Salve. Sessualizzare la donna e inventare uno slogan che la riduce a oggetto di sollecitazione erotica è la facile scorciatoia alla quale ricorrono in genere piccole ditte che non possono permettersi dei pubblicitari che abbiano qualche vera idea. Ma è svilente nei confronti della donna, e mi dispiace vedere che sia proprio una donna ad aver inventato una cos così…squallida, è davverro squallida ( ficca il tuo membro e scopati la ragazza, in altre parole). Spero che vorrà eliminare la scritta e non fare più sessismo in futuro. Venga eventualmente a vedere come è ridotta la donna nella pubblicità italiana ( ma ultimamente abbiamo molti successi sia rivolgendoci allo Iap che direttamente alle ditte) e forse non vorrà più contribuire anche lei. https://www.facebook.com/groups/pubblicitasessistaoffende/

  5. Signora Annamaria, ho letto ora la vostra conversazione su facebook. Premetto che i gruppi Fb lasciano il tempo che trovano e che una azione seria non credo possa essere condotta unicamente attraverso quel canale, e che quindi ho qualche riserva sui vostri, diciamo così “appunti”.
    Se tu e le persone iscritte al gruppo non avete il coraggio di leggere quello che c’è veramente scritto su questo distributore, (ficca e fattela), con quale strumento intellettuale intendete dunque lavorare?
    Io non “faccio sessismo” (il sessismo infatti non si “fa”, ma si utilizza), che questa cosa venga detta a me ha delle connotazioni comiche e vagamente surreali. E se ho la forza di tradurre uno slogan implicito che a voi non sta bene perché non è “perbene”, be’, forse dovreste darvi ad altre attività sociali.
    Tu dici a me “venga a vedere com’è ridotta la donna nella pubblicità italiana”? EHI! Credi che non veda i cucchiaini che finiscono in bocca alle attrici, le auto sportive erotizzate da donne drappeggiate di seta rossa? ma ché, tu credi che questo sia uno slogan? No, davvero, credi che io abbia invento “questo slogan”? ma forse tu vaneggi, perché questo non è uno slogan, ma il titolo esplicito di qualcosa di implicito. Se esplicitarlo è per te un atto di sessisismo,e non non di dissenso nei confronti di chi lo ha usato implicitamente, di una discriminazione, per capirci, allora hai l’intero prodotto internazionale lordo di prosciutto sugli occhi.

    … ma cose da pazzi…

  6. Prima di tutto credo che abbiamo avuto più successi noi attraverso un canale non ufficiale ( spot della Huggies cambiato, molte immagini rimosse dalle pagine delle ditte, ultimamente un articolo che accompagnava la réclame del profumo Squared eliminato dopo la mia lettera a Elle.it che denunciava quanto fosse immorale nei confronti delle adolescenti – vieni tra un poco a vedere sulla pagina, racconterò la vicenda) che se aspettavamo l’intervento dello Iap ogni volta. Lo abbiamo comunque sollecitato mandando le segnalazioni di tutte le réclame sessiste che abbiamo incontrato. Poi “si fa del sessismo” secondo me rende più l’idea di “si utilizza il sessismo”, perchè denota il ruolo attivo nel creare una pubblicità offensiva. Ma veniamo al punto principale: mi stai dicendo che sei contraria al sessismo, poi però affermi: “se ho la forza di tradurre uno slogan implicito che a voi non sta bene perché non è “perbene”, be’, forse dovreste darvi ad altre attività sociali.” Uuuh, molto ambigua la tua posizione! Deciditi, mettiamo uno slogan a sfondo sessuale e abbastanza squallido e lo difendiamo o cosa? E di grazia, che significa “non è uno slogan, ma il titolo esplicito di qualcosa di implicito.” Boh? Linguaggio criptico. Insomma, non puoi inventare, ( o “esplicitare”) uno slogan sessista e poi dire che ne sei contraria!

    • Eeeeh? Ma siamo al ridicolo…

      Annamaria, contentissima per i vostri successi che valgono per tutta la comunità e quindi anche per me. Mi consentirai di mantenere le mie riserve sulla qualità delle discussioni su un gruppo FB e quindi di non prendere sul serio neanche una delle obiezioni a me mosse.

      Se tu davvero non riesci a capire che un titolo è un titolo, in questo caso di un frammento di pensiero, non uno slogan (pur dicendo di occuparti di comunicazione), io so davvero cosa farti.

      Personalmente credo che il problema non sia neanche che non riusciate a capire quanto decisa sia la mia presa di posizione contro quell’immagine, proprio utilizzando un linguaggio forte ed esplicitato, ma quanto siate disabituati a cogliere i segnali di menti differenti dalle vostre, segnali di quelle menti che non trattano la materia in modo analitico ma attraverso i metodi utilizzati dall’arte.

      Tu vedi sessismo solo perché non è affrontato nei termini con cui tu/voi affrontate la cosa. Questa è solo ottusità.

      Hai voglia a dire “la bellezza salverà il mondo”.

  7. Ciao Lidia mi spiace che tu debba trovarti ad avere a che fare con questi poveri esaltati. Questo purtroppo è il loro livello di interpretazione delle cose, molto svegli e obettivi no? Sono convinti che un semplice gruppo su facebook (come i migliaia esistenti) stia portando avanti battaglie epocali. Annamaria, ma davvero ci credi? Parli di risultati, ma non risulta che tu o le tue amiche avreste raggiunto(per inciso un gruppo di 5000 persone, ma a scrivere post e cose senza senso sono sempre 4-5 nomi): non mi risulta che abbiate alcun potere, parla di rimozione di spot, ma non penso proprio che un’azienda si piega alle richieste di un gruppo di esaltati. Mi aspetto che ci siano organi preposti a fare una cosa del genere e semmai uno rispetta un provvedimento ufficiale. Basta dare un’occhiata alle assurdità che spesso scrivete sul quel gruppo per rendersi immediatamente conto del livello delle conversazioni!
    Cmq Lidia il tono del tuo post è molto chiaro, almeno per un lettore medio con capacità intellettive nella media!

    • Veramente a me non piace questo tono e non condivido ciò che pensi. Ho pubblicato questo commento, ma sono pronta a chiudere il post e rimuovere ogni commento, se la discussione dovesse degenerare.
      “Gruppo di esaltati” direi che si può più felicemente applicare ad altro genere di persone (e non parlo dell’ISIS, ma -ad esempio- dei fan di Star Trek). Non conosco il gruppo, credo solo di aver firmato qualche petizione lanciata da loro o da analoghi, e non credo neanche che tu ti chiami maria e sia una donna. Tra la loro “stupidità” e le tue accuse gratuite e poco consistenti, scusami, cara, preferisco loro.

  8. Senti Lidia, cerca di capire che senza una spiegazione accanto la tua frase diventa uno slogan, e come tale non è molto bello. Mi fa molto piacere apprendere che la tua posizione sia non tanto distante dalla mia, ma la tua azione è stata ambigua e si presta all’interpretazione che ne ho dato. Riguardo alla qualità di una discussione di un gruppo Fb, dipende dalle persone: se sono intelligenti e hanno qualcosa da dire sarà valida, altrimenti no. Facebook riflette il mondo circostante, dopotutto.

    • No, Facebook è l’inferno in terra, tira fuori il peggio di ogni essere umano.

      Non puoi assolutamente dire che -su un blog- il titolo del post corrisponda allo slogan dell’immagine (semmai, lo slogan sarebbe stato: “la donna vende, vendi la donna”, cioè la didascalia). Ma cazzo, i principi della comunicazione li conoscete o no???
      Ma vi pare mai possibile che questo potesse essere uno solgan di una qualsiasi pubblicità? Con quattro parentesi? E per giunta così violento, duro, maschile e anche un po’ “porco”, esattamente come il mondo maschilista che noi dobbiamo affrontare ogni santo giorno?
      Avrebbe indignato anche un uomo! Fatto passare la voglia di prendere il caffé, vomitare il cappuccino!
      Ed era esattamente questo che io volevo ottenere. Solo con altri mezzi rispetto a quelli dell’analisi verbale.

      Quindi cerca tu di capire che mi avete ricoperta di insulti quando il nostro obiettivo è il medesimo.
      Ora dimmi se quest’immagine, associata alla frase in alto, non ti ha fatto aggrovigliare lo stomaco. È questo il linguaggio del Postmodernismo e delle arti. Nessuno è Cartier-Bresson, ma esercito il mio piccolo talento come so e riesco.
      Puoi avere da ridire sulla qualità del rapporto immagine-testo, ma non ascriverlo ad un’altra categoria. Chiaro?

  9. E sarei io quella aggressiva? Hai dato loro degli ottusi e concordi con me che la gente su Facebook crede di avere poteri che non ha. Nonchè che le persone in questione abbiano qualche difficoltà di comprensione… Bah.
    Buona vita

  10. Sì, ma tu hai detto che sono “povere esaltate”.
    Vedi, dare dell’ottusa ad una persona che evidentemente si arrocca su una posizione, è una cosa.
    Dire “povere esaltate” rivela non solo una mancata condivisione degli intenti e degli obiettivi per cui queste persone si spendono, coi loro mezzi che sarnno grandi o piccoli, non sta a me dirlo, ma comprende anche un tono derisorio che non accetto.
    Non accetto perché non ti conosco, non ti sei mai fatta vedere qui e compari con un commento denigratorio (denigratorio, non aggressivo). Non sono sicura della tua identità e non accolgo bene questi commenti perché in questo modo ti comporti esattamente come quegli sciocchi che su FB o su un blog, tastiera tra le mani, scrivono quel che gli passa per la testa senza spiegare un accidente di niente.
    “Povere esaltate” mi fa pensare che tu sia un uomo, poiché solo una donna “esaltata” potrebbe opporsi ad una pubblictà sessita e lottare per la sua eguaglianza.
    da ultimo, io mi posso permettere di essere aggressiva, perché qui c’è a)la mia faccia b)il mio nome c)la mia mail. Insomma c’è la mia identità, e se qualcuno vuole raggiungermi o discitere con me, lo può fare.
    Io su questo blog ci metto la faccia, il cuore e la testa, e sono capace si sostenere le mie opinioni, quando sono convinta che siano buone, e a ripensarci, se penso che non lo siano.

    Apri il vocabolario, Maria, e cerca la differenza tra “denigratorio” e “aggressivo”.

  11. Veramente ho parlato di “poveri esaltati”. Mi sa che ne fai parte pure tu. Oltre a non saper leggere, mi sa che anche tu hai qualche problema di comprensione e soffri di qualche mania di onnipotenza, che credi ti sia data dalla possibilità di scrivere qualunque cosa sul web. Sulla questione uomo/donna onestamente non capisco dove vuoi andare a parare, ma letta la confusione delle tue idee non mi sorprende!

    • fantastico come la gente non abbia davvero niente da fare, poi si lamentano di essere disoccupati.
      “Maria”, sappi che ho bloccato il tuo ip e il tuo indirizzo mail.
      A proposito, mailnesia offre “mail gratuita in pochi secondi” e questo la dice tutta. Sappiamo anche che spammi da Milano e che il tuo gestore è Fastweb.
      Posso anche aggiungere le cordinate geografiche del luogo da cui spammi, ma non voglio esagerare.

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