Chelsea Fringe di Grosseto -2019

Benvenuti! In questa parola c’è tutto il Chelsea fringe festival.

Tutti conoscete il Chelsea Flower Show, da otto anni esistono anche le note a margine, il contorno e cioè il “Fringe”.
Una festa di giardinieri più che per esibire giardini, un posto dove andare a trovare le persone dal pollice verde e dal cuore aperto che fanno questo festival, come dice Tim Richardson il direttore del Chelsea Fringe.
Il festival nasce a Londra e presto ha raggiunto tutto il mondo contagiando 15 paesi, dal Giappone all’Italia. Quest’anno la quirkitudine ha colpito anche Grosseto e l’ ISIS Leopoldo di Lorena. L’Istituto è grande, tra allievi e personale coinvolge un migliaio di persone, con un Istituto tecnico agrario, professionale per l’agricoltura, Biotecnologico, Scuola di estetica, Enogastronomico. Grazie alla sua anima agricola la scuola ha a disposizione diverse aree verdi che si prestano ad ospitare un progetto per il Chelsea Fringe.

La pattuglia di giardinieri entra in attività a dicembre diffondendo il fringe-pensiero, trovati i soci per portare avanti l’avventura si comincia a ipotizzare dove e cosa fare in giardino, cercando di coinvolgere più persone possibili dentro la scuola. Prima decisione: i cereali abiteranno il giardino. Siamo in Maremma dove i nostri nonni braccianti andavano a faticare per la trebbia, cotti dal sole e per cipria la polvere.
Più specificamente pensiamo di utilizzare “grani antichi” che fortunatamente stanno tornando in coltivazione e si meritano di essere esibiti. Insieme al grano altre graminacee completeranno le aiole: orzo, avena, sorgo da scope, grano saraceno.

Otteniamo i semi dal Dipartimento e dalle collezioni dei professori della scuola che lavorano al progetto. A febbraio le classi coinvolte nel progetto seminano in vaso in serra, mentre i semi germinano e le plantule cominciano a crescere accudite dagli studenti, è ora di pensare agli incontri in giardino che coinvolgeranno cultori della biodiversità, amanti del suolo, chimici, giardinieri planetari, fornelli pirolitici e soprattutto massaggi ed essenze.

Aprile è il momento del travaso, le piante passano dai contenitori alveolari ai nostri “vasi”. Una delle caratteristiche del nostro giardino è il basso costo. Substrato offerto dall’impianto di compostaggio, contenitori realizzati con cassette da frutta recuperate al supermercato e bustoni usati di pellet.
Dopo il travaso tutto viene trasferito in ombrario, nel frattempo come per ogni giardino che si rispetti sono arrivate altre piante, ché il giardino è accogliente per definizione.
Ora insieme ai grani antichi abbiamo pomodorini da serbo, zucche dell’Amiata, cece rugoso della Maremma, cicerchia, papaveri, gladioli, lino, fiordalisi, inseparabili compagni del grano, una aiuola di piante aromatiche e una duna costiera!

A due settimane dal Dday comincia l’allestimento con la “saga del palo da piantare” per realizzare la spalliera dove si avvinghieranno le nostre zucche e i rampicanti in materiale di recupero costruiti dal gruppo H di Noè. Poi piazziamo le aiole di cereali e la parete di sorgo, in fine il tocco artistico con le sculture di Tony Scarduzio.

Arriva sabato 18 maggio e si apre il giardino al pubblico – siccome è un festival british, piove- foto di apertura incappucciati e con gli ombrelli aperti. La giornata si trascorre in serra a discutere di mondo delle api, gruppi di acquisto, mercati di filiera corta.
Raccontare tutta la settimana Fringe non rende quanto andarsi a vedere le foto che trovate sui social
FB Cerere Fringe Garden #fringegrosseto
La nostra festa di giardinieri credo abbia svolto il suo compito di essere un momento di discussione e di riflessione, di ispirazione per progetti, di scelte di futuro.
Un pizzico di cultura botanica è stato sparso qua e là. Il sorgo del nostro Fringe andrà nei giardini dei visitatori che lo hanno richiesto, così come le zucche e poi ci sono le prenotazioni per i semi dei pomodorini da serbo. Infine aspettiamo la maturazione dei cereali per mietere e il giardino chiuderà trasformandosi in una pagnotta da condividere.

Dipartimento scienze e tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI)

Foto su concessione di Alessandro Cardarelli

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