Come disse Gertrude Jekyll…

sissinghurst-_white-garden… “perché rovinare un giardino solo per un puntiglio?”.

Vita Sackville West riprese questa frase spiegando il giardino bianco ai suoi lettori dell’Observer.
All’epoca di Jekyll erano di gran moda le fioriture monocolore, che certamente dovevano qualcosa all’estro di Pückler-Muskau e al tardo eclettismo. Spinte in là dal campo da tennis, le complesse aiole si trasformarono in bordi monospecie, in plate-bande estive. La calceolaria gialla è l’epitome narrativa di questo disastro, se si ricorda Il giardino di Elizabeth di von Arnim.
Jekyll, che conosceva a menadito la psicologia della Gestalt, scrisse che un giardino di fiori della stessa tinta, ma con sfumature differenti, poteva anche esser bello, ma non tanto quanto se il colore scelto fosse stato appena esaltato o contrastato. Facendo l’esempio del giardino blu, come quello di Wallis Simpson, spiegava che i blu e gli azzurri non bastano a creare l’idea del blu, ma che occorre qualche delicata luminescenza bianca o di un giallo appena percettibile. Questo l’ avrebbe esaltato e reso il blu più “blu”, foss’anche se -come spesso accade tra i fiori- il colore fosse stato un malva azzurrato, o un blu “sporco”, tendende al viola, al cenere, al bianco, al rosa.
L’importante non è che sia blu, o rosso, ma che sembri blu o rosso.

Se in un disegno ho bisogno di esaltare un azzurro, mi accerto di avere inserito qualche elemento giallastro. Così se mi dicono “rosso” tendo a evitare il colore #FF0000, inserendo un marrone rossiccio, come un Rosso di Marte, o un Terra di Siena Buciata, che hanno comunque una componente giallo-arancio. Questo mi consente di esaltare la componente blu (ottica o pigmentale) pur utilizzando un malva o un azzurro polvere.

E per tornare a Vita e al suo celebre giardino bianco: basta poco, ma bisogna saperlo vedere, per esaltare un colore che tutti oggi ci attendiamo puro e levigato, digitale. Le macchie dorate alla base del petalo dei cisti, il bottoncino dei cosmos, il colore dei lupini, che non è mai bianco, ma sempre con un piede dentro un’impurità grigio-giallina, la delfinia con le punte verde tenero.

In pittura, in disegno, in grafica e in giardino ancor di più, le luci hanno bisogno delle ombre.

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Foto da:
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http://www.honeykennedy.com/2016/05/sissinghurst/

Rimedi pacifici per allontanare insetti volanti e striscianti (su Houzz)

Jardin Potager, vivere l’orto con charme (su Houzz)

Risparmiare in giardino si può (su Houzz)

Lo diciamo subito per non illudere nessuno: il maggiore risparmio che si può fare in giardino è quello di evitare la manodopera e fare il più possibile da soli. È ovvio che a volte l’aiuto professionale è imprescindibile, ma una risorsa importante per la manutenzione ordinaria potrebbe essere quella di unirsi a gruppi di lavoro, ormai diffusi anche nei piccoli paesi. Facendo a turno per pulire o “fare il grosso” nei rispettivi giardini, si diminuisce il carico di fatica e in più si costruiscono relazioni durature e basate su una passione comune.
Ecco altre idee per recuperare energia, tempo e denaro!

Un caffè al volo (su Houzz)

Il caffè è un rito, un amico, una legalissima sostanza stimolante, ma molto più spesso una scusa per chiacchiere e confidenze. Un tavolo da caffè andrebbe abilmente dislocato in una zona non troppo vicina alla casa, per non essere uditi mentre si parla, e non dovrebbe avere più di due sedute. Solo così l’atmosfera di complicità e di “cospirazione” sarà perfetta.