Salviamoci!


Ultimamente anche da noi è arrivata la Salvia farinacea, che tra un pò toglierà il primato alla Salvia splendens

Arriva sempre, prima o poi, nella vita del giardiniere, il momento di scoprire le salvie. Le salvie in verità non sono molto conosciute, e non ne capisco bene i motivi, dato che sono piante semplici da coltivare, belle e resistenti come poche altre. Il genere Salvia, oltre alla comune salvia da cucina (S. officinalis) comprende più di 900 specie: un vero pianeta all’interno della galassia del giardinaggio.
Se facciamo un paragone pensiamo al nutrito genere delle rose, che comprende “solo” un paio di centinaia di specie. Inoltre di salvia esistono infiniti ibridi orticoli e varietà coltivate: conoscerli tutti è praticamente impossibile. Altrettanto impossibile è possederli tutti, a meno di non avere un giardino botanico; senza contare che molti non si trovano neanche in commercio. A mio parere è proprio il numero delle specie e delle varietà il principale ostacolo alla diffusione della salvia: è qualcosa di immenso che lascia sconfortati e senza fiato. Ciò non giustifica la miopia dei commerciati locali che limitano la scelta dell’acquirente esclusivamente alla tipica salvia da cucina, tant’è che quando se ne trovano le sue varietà più conosciute, la ‘Purpurascens’ a foglia porpora, e la ‘Tricolor’ a foglia variegata, sembra quasi di avere ricevuto un miracolo. Purtroppo da noi è praticamente impossibile avere altri tipi di salvia, e bisogna ordinare dai cataloghi per corrispondenza.
Ogni volta che consiglio l’acquisto da un catalogo vengo assalita dai dubbi: in quanti seguiranno il mio consiglio? In quanti richiederanno il catalogo? E di questi, quanti ordineranno qualcosa? Perciò vi dico: abbiate un po’ di fiducia, conosco questi vivai e vi ho acquistato diverse volte, sempre con ottimi risultati. Certo, la tasca ne soffre, più che altro per le spese di spedizione, perché i prezzi sono più che decenti (molti commercianti locali non fanno prezzi migliori). Le salvie si riproducono molto facilmente per talea o divisione del cespo, perciò non costano care. Richiedete questi cataloghi: Priola via delle Acquette 4, 31100 Treviso; 0422/304096) e Le Essenze di Lea, fornitissimo, più caro ma con ottima qualità (Le Essenze di Lea 0583/20646). Fate una prova con salvie differenti da quella officinalis: ne sarete a dir poco entusiasti e vorrete collezionarne quante più possibile. La salvia produce spighe in una gran varietà di toni dell’azzurro e del viola, che sono colori così rari in giardino! Vengono usate soprattutto come compagnia delle rose, ma sono splendide accostate a qualsiasi altra pianta. Non hanno mania di protagonismo, e non rubano la scena: la loro forza è nel colore puro del fiore e nel portamento aperto e espanso. Sono perfette compagne delle rose rifiorenti moderne, specie di colore rosa chiaro, bianco o giallo. Bellissime anche vicino alle graminacee ornamentali o a piante perenni come margherite bianche o gerani.
Prendete la S. uliginosa e la S. pratensis, che hanno un colore celeste chiaro che sembra rubato al cielo di primavera. Per un colore più scuro prendete invece la Salvia x superba ‘Blaukonigin’ (che significa “Regina Azzurra”). Non voglio consigliarvi altro per non confondervi le idee, perché se mettete anche solo un piede sul pianeta Salvia, siate pur sicuri che non vorrete più ripartire, e che vi verrà da sola la voglia di saperne di più. A tal proposito consiglio il volumetto di Edagricole “Salvie” di Maria Luisa Sotti (10 euro).
Di salvie non ne esistono solo blu e viola, ma anche una specie endemica della Calabria a fiore giallo, la S. verticillata. Ne esistono anche rosse, come la non troppo rara S. coccinea e la conosciutissima S. splendens. La S. splendens merita un discorso a parte: è quella piantina nana con foglie piuttosto larghe ed anonime e un ciuffetto rosso in cima. Ne esistono varietà a fiore violetto, bianco crema e rosa scuro, ma quella a fiore rosso sembra sia la sola pianta conosciuta dalle amministrazioni comunali per la decorazione delle aiuole, sicché piazze famose, come Piazza Venezia a Roma (e anche molte anonime piazzette comunali) sono deturpate da insignificanti e piatte distese di Salvia splendens. Il fatto che in molti casi non ci sia proprio niente da deturpare non è una giustificazione. C’è da dire che per fortuna da noi l’ignoranza prevale, e la moda della S. splendens non si è ancora diffusa.

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