Rosa ‘Felicia’


Felicia

Pemeberton, Gran Bretagna, 1928
‘Ophelia’ x ‘Trier’

Joseph Pemberton (1852-1926) era un pastore anglicano, che – una volta in pensione – si dedicò all’ibridazione delle rose, cercando di ricreare le rose della sua infanzia, cioè le prime rose tea e cinesi che arrivavano dall’oriente.

In realtà, questa classe di rose da lui creata ha subito tanti incroci che non ha quasi niente a che vedere con la Rosa moschata da cui prende il nome. Spesso ci si confonde anche con le rose muscose, che sono tutt’altra cosa.

‘Felicia’ è considerata una delle sue creature meglio riuscite. Ha un colore delicato eppur non troppo pallido, un rosa che ha mutevoli sfumature di salmone, pesca, albicocca, crema e persino qualche tocco di arancio. I petali sono più chiari all’interno, morbidamente reclinati indietro. I fiori sono in piccoli mazzi portati da peduncoli abbastanza lunghi per il taglio. Non durano molto in acqua ed i boccioli non si aprono se recisi. Il profumo è straordinario, di limone e zagara.

La fioritura primaverile è quella più abbondante, seguono altri fiori sparsi ed una seconda fioritura estivo-autunnale con fiori più grandi ma meno pregevoli, solitamente più chiari e macchiettati. La fioritura primaverile avviene su tutti i rami, mentre quella autunnale solo su quelli che si dipartono dalla parte basale, più vecchi: è bene tenerne conto durante la potatura.

Come molti altri ibridi di moschata avrà bisogno di rimonde generosissime e di tagli frequenti. Anche la potatura invernale dovrà essere piuttosto energica, ma solo dopo i primi tre o quattro anni, quando la pianta inizia a farsi troppo disordinata.

I rami sono verde rossiccio e si prestano alla piegatura, ma crescono naturalmente arcuati come d’abitudine per questa classe, anche se tendono un po’ al disordine. In climi freddi la crescita sarà più ridotta, ma al caldo ‘Felicia’ può raggiungere anche i sei metri di altezza. Il fogliame è rossiccio, lucido, non abbondante. Le spine sono grandi e fastidiose. Ottima resistenza alle malattie, perlomeno in climi caldi.

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