“Parolario”, oggi a Bergamo libri che parlano di giardini

Proseguono gli incontri organizzati da Parolario nell’ambito de I Maestri del Paesaggio a Bergamo.

Obiettivo di GreenBook è quello di porre l’accento sui temi del verde, del giardino, della sostenibilità, del paesaggio dando voce ai libri e ai suoi autori. Quindi, focus sulle novità dell’editoria italiana di settore e incontri con gli scrittori in collaborazione con la Libreria della Natura di Milano.

L’ingresso è libero. Greenbook si tiene a Bergamo – Porta Sant’Agostino nelle date 22/23/24 settembre

Programma:
22 settembre ore 11.30
Giordano Giannini, Cinema e Giardini (Angelo Pontecorboli Editore, 2017)
22 settembre ore 17.30
Dario Fusaro e Camilla Zanarotti presenteranno il loro libro Pietro Porcinai e il paesaggio (edizioni Libreria della Natura 2017)
22 settembre ore 18.30
Laura Pirovano e Silvia Ghirelli presenteranno Disegnare il giardino con le piante (Biblion edizioni – collana Dendron 2017)

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OGGI
23 settembre ore 11.30
Guido Giubbini e Alfredo Tomasetta presentano il libro Il giardino degli equivoci. Per una controstoria del giardino da Babilonia alla Land Art. (Derive&Approdi, 2017)

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24 settembre ore 11.30
Maurizio Dematteis presenta il libro Via dalla città. La rivincita della montagna. (Derive & Approdi, 2017)

Per informazioni
Associazione Culturale Parolario
Tel +39.031301037 – +39.3357059871 – +39.3357835403
http://www.parolario.it

Ho visto cose che voi umani… “Umanesimo e rivolta in Blade Runner. Ridley Scott vs Philip K. Dick” Rubbettino 2016

Blade runner4Alcuni libri capitano come spediti dall’alto, da necessità fatali e apparentemente indistricabili. Mi è accaduto con un saggio Rubbettino, della bella e preziosa collana “Cinema” diretta da Cristian Uva: Umanesimo e rivolta in Blade Runner. Ridley Scott vs Philip K. Dick.
Un libro che non mi aspettavo neanche per sogno, tanto i maledetti professori e patriarchi della cultura italiana hanno indottrinato il povero lettore su quanto miserevole sia la letteratura di fantascienza, e anzi, che tale letteratura sia di serie b, c, o d, e che il genere di fantascienza sia per ragazzini, secchioni, nerd e smanettoni.

Grazie e anatema su di voi, vecchie cariatidi scolorite e intelligenze nozionistiche!

Il blocco del lettore mi aveva colpita duramente, tanto che mi ero trascinata Tito di Gormenghast per tre mesi. Non che Mervyn Peake sia facile da leggere in una roboante traduzione Adelphi che restituisce dignità all’avverbio.
Per mesi ho aperto libri, fissato parole senza leggerle, mi sono addormentata con la luce accesa e la matita in mano, e richiuso il libro esattamente nel punto in cui l’avevo aperto la sera prima.

Revenant mi aveva quasi riportata in vita, nonostante non sia questa magnificenza che ne dicono, ma la “frontiera” per me è irresistibile, e ancora l’orrenda faccia di Leonardo Di Caprio non si era insinuata tra le pagine.

Ma per tirarmi fuori dal “blocco” ci voleva qualcosa che mi facesse sognare, e per me il viaggio tra le stelle è la dimensione narrativa più amata. Dopo la lettura di questo libro ho ripreso i romanzi, che considero meno avvincenti dei saggi, grazie all’aiuto dei validi amici del forum di Ten Forward , in particolare di capitan Siccardi, che mi ha spiegato  perché fa strano quando gli elfi sparano con la Beretta e perché devi sempre sempre sempre dire che fantascienza e fantasy sono due cose diverse, diversissime, pena l’essere banditi dalla galassia.
Così ne ho letti un po’ : Haldeman, Anderson, McMaster Bujold, Heinlein, e altri ancora ne voglio leggere. Mi è rinato l’entusiasmo.

Tutto è partito da questo libro: un confronto sapiente, dotto, speculativo, con punte di raffinata accademia filosofica, su uno dei film più amati nella storia del cinema e il suo padre letterario (Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, Fanucci), che mi ha convinta dell’inconsistenza degli indottrinamenti dei professori: balbuzie culturale e vertiginosa ignoranza su fatti che si fregiano di commentare.
Dentro questo saggio c’è un mondo intero, un modo che passa dall’architettura al design, dall’economia alla dimensione visiva, pittorica, scenica, a quella musicale e sonora, sofisticatissima e unica, di Vangelis, fino all’analisi introspettiva e spirituale (Dick era infatti un teista confuso ma fiducioso).
Non manca l’impatto più verosimilmente artistico, quello del Postmodern, concetto per molti ancora oscuro ma vivo e immersivo come l’aria che respiriamo.
Perciò grazie cari amici. Grazie amici androidi, amiche stelle, amica palta. Grazie ai Bastioni di Orione e ai raggi B.
Grazie amici libri, ora finalmente vi vedo.

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Gabriella Lizza, Sulle tracce di Vita. Maestri di giardino Editore 2015

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I have come to the conclusion, after many years of sometimes sad experience, that you cannot come to any conclusion at all.
Vita Sackville -West, In Your Garden Again (1953)

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