Piccolo compendio sulla storia e la coltivazione dei nasturzi


Nasturzi arancio e Tanacetum parthenium Golden Moss

I nasturzi (Tropaeolum majus) sono considerati piante molto semplici da coltivare, di poche esigenze e molto facili da riprodurre da seme. Anzi, spesso libri e riviste consigliano di farli seminare ai bambini per avvicinarli al giardinaggio, poiché la semina è elementare e dal successo sicuro.
La semplicità della coltivazione, la sua facile riproducibilità, unite ai colori sgargianti dei suoi fiori, nel tempo hanno fatto del nasturzio una pianta ideale per le villette in stile rustico, i cottage inglesi e per gli orti di campagna, tagliandolo fuori dal novero delle piante eleganti e raffinate. Ed è in questa veste che viene tutt’ora usato, non si può dire se a torto o ragione.
Il nasturzi sono anche delicatamente profumati. Se è vero che le foglie schiacciate o stropicciate tra le mani rilasciano un sentore speziato, i fiori sono eccellenti per i bouquet ed hanno un timido profumo di miele. Sono anche piuttosto amati dalle api.

Storia
Il nasturzio è originario del Perù, e come molte piante native del Sud America, arrivò in Europa attraverso la Spagna, spedito a Nicholas Monardes, il quale provvide a farlo introdurre in Francia e nei Paesi Bassi, infine in Inghilterra, dove pervenne a John Gerard.

Ma quello non era il nasturzio che oggi conosciamo, il Tropaeolum majus, ma il Tropaeolum minus, molto simile e praticamente indistinguibile al profano. Il T. minus si è poi perduto, per essere reintrodotto in Europa solo sul finire del 1700. A tutt’oggi non è molto semplice trovarlo, e spesso i cataloghi non fanno distinzione tra T. majus e T. minus (ad esempio il ‘Peach Melba’, dai colori tipici della specie minus, viene spesso offerto come T. majus).

Nasturzi e fresie lilla

Linneo lo battezzò prendendo spunto dalla parola greca tropaion, che significa “trofeo”. Anticamente questo era infatti un palo sulla cui cima si legavano elmi e spade dei nemici uccisi. Linneo probabilmente pensava alle foglie rotonde come a degli scudi, ed agli speroni del fiore come elmi insanguinati. Non a caso Parkinson in Inghilterra lo chiamò “Yellow Larkes Spurr”, cioè “speronella gialla”. Anche il termine comune francese, “capucine”, rimanda ad un copricapo.

In Italia, ma anche in Inghilterra, viene chiamato nasturzio, confondendolo spesso con il crescione d’acqua (Nasturtium officinale). Probabilmente l’errore deriva dal sapore pepato delle foglie del nasturzio, difatti tutta la pianta è commestibile e di ottimo sapore, agro e piccante. I fiori possono venire uniti alle insalate fresche, e i semi non maturi si usano in salamoia o sotto sale come i capperi. Le foglie contengono molta vitamina C, come “qualsiasi millepiedi potrebbe dirvi” (cit. John Evelyn).

Sulla confusione tra tropeoli, nasturzi e crescione, non si può non riportare una deliziosa curiosità riguardante J.R.R. Tolkien. Nel ’54, durante la correzione delle bozze per “Il Signore degli Anelli”, Tolkien si lamentò per il fatto che il suo inglese venisse spesso rettificato a sproposito.

Tra le altre cose, la parola nasturtians venne corretta in nasturtium, il che suscitò le furie di Tolkien, che riportò alla Casa Editrice Allen & Unwin la seguente conversazione avuta con il giardiniere dell’Oxford College:
[blockquote]“Come chiama queste cose, giardiniere?”
“Le chiamo tropaeolum, sir”
“Ma quando ne parla con i professori?”
“Dico nasturtians, sir”
“Non nasturtium?”
“No, sir, quello è il crescione d’acqua” [/blockquote]

Caratteristiche e varietà

Whirlybird Cherry

Il nasturzio ha per sua natura un portamento decombente o rampicante. Non possiede però viticci o uncini, ma solo una ridotta capacità di avvolgersi attorno a dei supporti, e di gettare lunghi tralci erbacei con i quali raggiungere altre piante alle quali sostenersi. Quindi se volete usare i nasturzi come rampicanti, è necessario dotarli di adeguati supporti ed eventualmente provvedere a legature. Le varietà più esuberanti, in condizioni ottimali, possono arrivare a coprire muri o pergole di qualche metro d’altezza.

Quando piantate il nasturzio tenete a mente che è estremamente invadente e che si riproduce facilmente per semina spontanea e per propaggine. Nel tardo XVI secolo furono introdotti i nasturzi doppi, proprio qui in Italia. I nasturzi stradoppi sono difficili da trovare, mentre più diffusi sono i semidoppi o appena poco più che semplici, cioè la cosiddetta ‘Serie Gleam’, dal portamento vigoroso. Esistono anche delle varietà nane da vaso che vengono chiamate ‘Tom Thumb’ (o ‘Tip Top’ in Francia), ed anche a foglie variegate di bianco crema, ‘Alaska’ e ‘Jewel of Africa’.

Milkmaid

I colori variano attorno alla gamma degli aranci caldi: i nasturzi hanno per loro natura una ristretta gamma di colori, ciò stimola gli ibridatori a ricercare nuove tonalità cromatiche. I cataloghi (specie in Francia, dove “la capucine” è stata una protagonista dell’Art Nouveau) offrono una gran varietà di colori e portamenti, quindi segnaleremo solo quelle degne di maggiore nota.

* ‘Emperess of India’ ( ‘Impératrice des Indes’ in Francia), di colore rosso scuro vellutato, famosa anche per il suo fogliame molto scuro, che ha anche una forma di taglia più ridotta (‘Princess of India’), che mantiene fogliame minuto e fiore scuro.
* ‘Black Velvet’, che dovrebbe essere a fiore rosso scurissimo, ma che è invece scuro solo in boccio ed appena aperto, e poi vira decisamente verso un rosa scuro grigiastro non esattamente attraente.
* ‘Whirlybird Cherry’, a fiore appena semidoppio, dal colore rosa geranio
* ‘Apricor Gleam’ una delle migliori varietà, a fiore color arancio albicocca chiarissimo, tendente al crema. I colori dei fiori morbidamente sfumati e variabili sulla stessa pianta, il che aggiunge gradevolezza e delicatezza. Fioritura profusa.
* ‘Mahogany Jewel’, dal colore rosso mattone, che schiarisce con l’età. Un’ottima varietà.
* ‘Milkmaid’, ‘Primrose Jewel’ e ‘Whirlybird Cream’, sono tutte ottime varietà a fiore giallo crema, quasi bianco (il ‘Milkmaid’ dovrebbe essere il più chiaro, mentre ‘Primrose Jewel’ e ‘Whirlybird Cream’ sono semidoppi), sono molto apprezzati da chi non ama troppo le tonalità accese degli aranci e dei gialli dorati.

Black Velvet

Coltivazione
I nasturzi sono piante perenni, che in zone ad inverni rigidi vengono però coltivate come annuali. Dove in inverno non gela possono durare molti anni. Coltivarli non è affatto difficile, a patto di assicurargli una buona posizione d’impianto. Si dice che il nasturzio prosperi in qualsiasi terreno ed esposizione, il che non è perfettamente vero, ma non si può neanche dire che non si possa coltivare con successo anche in zone caratterizzate da estati molto calde e secche.

Nasturzio Apricot Gleam

Whirlybird Cherry

Innanzitutto la terra dovrà essere molto sciolta, drenata, non troppo ricca di sostanza organica azotata, ma comunque fertile. Una eccessiva quantità di humus e azoto produce foglie molto grandi e pochi fiori, che finiscono per essere travolti dal fogliame; ma un terriccio troppo secco e sabbioso rende la pianta spoglia alla base, tentacolare e disordinata. Quindi evitate di mettere i nasturzi là dove sapete già che concimerete frequentemente, come vicino alle rose.

Per quanto riguarda l’esposizione bisogna dire che il nasturzio preferisce un’insolazione di mediamente intensa, un’ombra luminosa sarebbe l’ideale, o l’ombra gettata da alberi dalla chioma aperta e non troppo fitta. Al sole pieno possono imbruttirsi in estate, specie dove le estati sono calde, spogliandosi al piede. In questo caso tagliateli corti, anche raso terra: spunterà nuovo fogliame in autunno, accompagnato da un’ulteriore fioritura, anche se meno abbondante di quella primaverile.
Se invece siete interessati solo al fogliame – il che non sarebbe una stravaganza – potete tranquillamente piantarli in ombra. Anche se il nasturzio è una pianta che ama stare in qualche modo vicino all’acqua, non si può dire che non riesca a cavarsela anche senza.
In piena terra l’irrigazione è necessaria solo nei climi caldi, alla bisogna dalla primavera inoltrata in poi, in vaso con una maggiore frequenza. La concimazione dovrà essere liquida possibilmente di solo fosforo e potassio; solo qualora si ravvisasse un effettivo calo del numero e della dimensione delle foglie si potrà somministrare un concime organico azotato, come sangue di bue, humus di lombrico o di alga.

Black Velvet

Semina
Dopo aver fiorito i nasturzi formano gruppi di tre semi, che si possono raccogliere appena sono ben gonfi e verdi, e lasciati asciugare e rinsecchire in una busta di carta. Diminuiranno molto il loro volume e probabilmente perderanno la loro cuticola sugherosa. In tale stato si possono conservare e seminare successivamente.

Se invece comprate delle bustine di semi pronti, la cuticola sugherosa non sarà staccata. C’è chi consiglia di inciderli o ammollarli nell’acqua, ma sono pratiche che servono più che altro ad accelerare il processo di germinazione, non tanto per assicurarsi una maggiore percentuale di successo.
La semina dei nasturzi è veramente elementare: basta affondarli con il pollice dentro la terra, direttamente a dimora, tra marzo e maggio. Se li volete piantare in vasetto, mettetene uno o due per vaso da 10 cm di diametro, al sole pieno. Rinvasate o trapiantate quando il pane di terra si sarà formato.

Spesso viene detto che i nasturzi non sopportano il trapianto. Questo è vero per esemplari adulti, le plantule possono essere maneggiate con tranquillità. Inoltre il nasturzio si riproduce molto facilmente da talea ed ancora più facilmente per propaggine (spesso troverete delle radici aeree sui rami più prossimi al terreno).
Suggerimenti per l’uso

Fordhook Finest

I nasturzi si possono usare in moltissimi modi. Generalmente i libri li relegano a comprimari in bordure dai colori aranciati, per dare morbidezza a piante dal portamento eretto, come le dalie o la Crocosmia. Spesso le forme variegate vengono accostate ad altre piante dal fogliame marmorizzato di bianco, per avere un effetto freddo.

È celebre l’uso che ne fece Monet nel suo giardino di Giverny: un doppio filare contiguo usato secondo le teorie cromatiche di Chevreul (quando l’occhio passa da un colore caldo, fissato abbastanza a lungo, ad uno freddo, questo sarà percepito molto più freddo di quanto non sia in realtà, accentuando il contrasto di temperatura cromatica).

Personalmente, penso che le piante siano inscindibili dalla loro storia: consiglio di usare il nasturzio nell’orto, specie le varietà meno esuberanti, al piede dei tralicci dei fagioli o dei piselli, e perché no, anche dei pomodori. Inoltre, se avete la fortuna di avere un orto che abbia dei dislivelli, piantate dei nasturzi vicino ai cetrioli o alle zucchine, con cui condividono il colore caldo dei fiori e un fogliame che non passa inosservato.

Lasciateli scivolare giù per dislivelli, gradinate o muretti. Possono essere usati anche in pieno campo, nel frutteto o al margine del bosco. Se invece vivete in una villetta cittadina potete riservargli uno spazio in una bordura o contro il perimetro, oppure coltivarli in cesti appesi.

Coltivare i nasturzi in cesti pensili è un uso ormai consolidatissimo in Inghilterra. Purtroppo qui in Italia si fa molta fatica a trovare proprio la struttura metallica che serve da contenitore. Si può ovviare utilizzando i vasi di plastica a tenuta d’acqua che sono spesso usati per le piante da interno, oppure con un po’ di pazienza e manualità, si possono praticare dei fori in un vaso di terracotta e sospenderlo con delle catene.

Si possono anche usare quei contenitori di acciaio per il pane e le uova, o dei vecchi colapasta. In caso usiate dei contenitori a maglie larghe dovrete foderarne l’interno con un foglio di sisal compresso, del cartone pesante, o un foglio di moquette a cui avrete praticato dei buchi. Per coprire eventuali inestetismi usate della fibra di cocco oppure quei sottili trucioli usati per fare le confezioni di Natale. Comunque sia, aspettatevi che i vostri cesti pensili vi diano molto da fare perché hanno bisogno di molta manutenzione e nutrimento.

Galleria fotografica

Un pensiero su “Piccolo compendio sulla storia e la coltivazione dei nasturzi

  1. Bell’articolo, ne sono riconoscente in quanto ho appena scoperto il nasturzio da due piante ho ricavato tanti semi e ora ho venti piante, se va bene l’anno prossimo avro’ tanto nasturzio da camparci visto che nell’insalata e’ megilo della rucola 🙂

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