“Voglio creare una zona a macchia mediterranea”, a sci-fi-garden novel

È stata recentemente data alle stampe un’opera di Isaac Asimov, rimasta inedita e per buona parte della sua esistenza, anche sconosciuta.
Sembra che l’opera sia stata nascosta dallo stesso Asimov nel doppio fondo di un baule e che questo sia stato donato alla sua zia Tatiana Golubevjia, morta tempo addietro all’età di 107 anni. Il balule, danneggiato durante il trasporto, ha rivelato i dattiloscritti nascosti nel sottofondo.
Anni sono occorsi per una revisione totale del testo e per ricomporre l’ordine delle pagine, ma ciò che ne è emerso compone oggi 15 volumi di circa mille pagine l’uno.
Il titolo dell’opera è -appunto- “Voglio la macchia mediterranea in giardino, disse il cliente” ma ancora non sono stati resi noti i titoli dei singoli volumi.
Sembra che il nucleo dell’opera sia il tentativo di garden-forming a “macchia mediterranea, ma quella che dice il cliente, non quella vera”.
Già, perché ogni cliente ha la sua idea di “macchia mediterranea” o “giardino mediterraneo” (che già di loro sono due cose diverse), completamente aliene dai concetti intesi dallo specialista.
I casi più diffusi di garden-forming a “macchia” sono un’ampia distesa di prato alto due cm e una Cycas al centro di un circolo di sassi bianchi.
Altrettanto diffusa l’idea che la macchia mediterranea in giardino consista in un gruppo di alberi di olivo con al piede salvie e lavande, con qualche inserimento occasionale di Strelitzia, agapanti e “ibisco blu” (su cosa sia l’ibisco blu ancora ci si interroga, ma è probabile che sia un’invenzione originale dello stesso Asimov).
L’opera, come nello stile sognante e avventuroso di Asimov, si distanzia quindi dalla hard sci-fi, che avrebbe visto un insieme di piante apparentemente anonime, alberi di quercia, nelle sue varie specie, mirti, corbezzoli, qualche rosa selvatica a scelta tra la sempervirens e la canina, cisti, ginestre e varie specie infestanti più o meno gradevoli.

Beltrade sul sofà – Video

Il Beltrade è chiuso, apre il Beltrade sul sofà

Il Beltrade apre un canale VoD, ma il pensiero va a un progetto di rete per mantenere in vita la filiera indipendente.

In questo momento così complicato, come Barz and Hippo, pensiamo che il nostro ruolo continui ad essere quello di offrire agli spettatori del buon cinema e delle chiacchiere sui film (ovviamente nei modi ora consentiti). Nello stesso tempo abbiamo pensato di mettere in atto azioni volte anche al sostegno, seppure minimo, della nostra realtà e della filiera indipendente.

Partiamo dalle cose piccole, nate per mantenere un filo con il nostro pubblico che in gran parte è a casa: sulla pagina facebook del Beltrade ogni giorno inseriamo brevi video, cortometraggi selezionati per qualche minuto di poesia, di divertimento o di passione cinefila. Analogamente ci muoviamo sulle pagine facebook delle altre due sale da noi gestite e ora chiuse: l’Auditorium Comunale di Rho e il Cineteatro Peppino Impastato di Cologno Monzese. Video, indovinelli sul cinema, dirette (a breve anche in collaborazione con gli spettatori), soprattutto nei giorni e orari in cui erano previsti i turno del cineforum di Rho, ma non solo.

Inoltre abbiamo aperto da pochi giorni una nuova pagina, “Il cinema è di chi lo guarda
(https://www.facebook.com/ilcinemadichiguarda/), un modo per tenere vive le sale che ora sono chiuse attraverso i ricordi degli spettatori e delle persone che nei cinema ci lavorano. Via facebook e via mail, chiediamo a spettatori ed amici di mandarci ricordi e testimonianza per ricreare con l’immaginazione l’atmosfera della sala.
L’iniziativa che va invece a restituirci un ruolo di sala cinematografica benché sui generis è invece l’apertura di un canale VoD. Da qualche giorno esiste infatti un Beltrade virtuale, che abbiamo chiamato IL BELTRADE SUL SOFÀ – VOD. Il progetto è nato un po’ di corsa, in risposta alle richieste di tanti spettatori che desideravano sostenerci nel periodo della chiusura e al tempo stesso poter continuare a vedere alcuni film da noi proposti.
Non sappiamo quanto questa piccola iniziativa possa funzionare, difficilmente potrà dissipare le preoccupazioni per il futuro della nostra attività, ma dopo qualche dubbio iniziale, legato al nostro amore maniacale per il grande schermo e il cinema in sala, ci è parsa la cosa più logica e giusta da fare. Un’esperienza, quella della piattaforma legata a una sala cinematografica reale, che in altri paesi europei è molto sviluppata e oggi fornisce ad alcuni cinema d’essai un salvagente già pronto. Senza contare le iniziative di piattaforme che in Europa stanno mettendo parte delle loro risorse a disposizione delle sale chiuse.


Il ‘biglietto’ per vedere i film a IL BELTRADE SUL SOFÀ ha vari prezzi: sono gli spettatori a decidere se usare ad esempio il biglietto sostenitore, il più costoso, o accedere a un’altra fascia di prezzo, secondo le loro possibilità. Vogliamo infatti utilizzare questo momento anche per sperimentare il “biglietto responsabile”, qualcosa cui pensiamo da tempo anche per la sala.
Consapevoli delle difficoltà economiche che alcuni stanno attraversando, abbiamo messo a disposizione anche un biglietto molto basso (circa € 1,70) e ogni tanto, quando sarà possibile, metteremo online anche dei contenuti gratuiti.

Anzi, c’è già qualcosa di visibile gratuitamente, il filmetto da noi prodotto come Barz and Hippo su commissione del Comune di Rho, realizzato qualche anno fa insieme ad associazioni e agli spettatori del cineforum che gestiamo solitamente in quella città. Il film s’intitola, manco a dirlo, IL CINEMA È DI CHI LO GUARDA.

I nuovi film saranno circa cinque o sei a settimana, film che abbiamo già proiettato ma anche film che non avevano ancora trovato spazio nella nostra programmazione. I tempi di permanenza di ogni film sul canale possono variare da pochi giorni a molte settimane, secondo gli accordi con i distributori e le scelte di visione degli spettatori.

IL BELTRADE SUL SOFÀ – VOD significa mantenere il filo con lo spettatore, permettergli di vedere dei film selezionati nel panorama della distribuzione italiana indipendente e supportare noi, per le spese ingenti che dobbiamo sostenere anche nelle settimane di chiusura e le difficoltà prevedibili alla riapertura.
Al di là del nostro orto privato, però, c’è anche chi sta dietro al nostro lavoro, i piccoli produttori e distributori che in questo momento sono in sofferenza quanto le sale. il biglietto VoD funzionerà come i biglietti normali: una quota andrà ai distributori, come sempre. I partner con cui abbiamo iniziato (o meglio continuato) a lavorare sono in particolare Cineclub Distribuzione Internazionale, Reading Bloom, Eie Film, Invisibile Film, Zalab, Nefertiti Film, ma altri si aggiungeranno nei prossimi giorni e settimane.
La nostra iniziativa presa a sé non è molto, ma nello stesso tempo stiamo provando a coordinarci con altre sale indipendenti nel resto d’Italia, sale che non ricevono fondi pubblici (se non in misura irrisoria), così come con distributori amici, altrettanto indipendenti e con produttori e registi che si auto-distribuiscono: tutte realtà che formano una parte importante, a nostro parere, del tessuto culturale italiano ed europeo e che in questo momento sono quelle più a rischio.
Il progetto per una piatttaforma di sale cinematografiche indipendenti con un’offerta online è tutto da costruire, ma potrebbe aiutare a preservare anche in futuro l’indipendenza della cultura cinematografica. L’offerta di opere cinematografiche in visione gratuita, molto ampia in questo periodo, è comprensibile, ma
diviene in alcuni casi anche parte di strategie promozionali che vanno ovviamente a rinforzare le grandi piattaforme VoD e streaming. Pensiamo occorra uno sforzo di sensibilizzazione del pubblico affinché si comprenda che altri soggetti più deboli e meno visibili hanno in questo momento più che mai bisogno del
sostegno dei cittadini.
La sala cinematografica può contare solitamente su un pubblico affezionato e consapevole in misura molto maggiore rispetto a un piccolo distributore.
Quello che vale per i cinema vale del resto per le piccole librerie di qualità come per molti altri esercizi commerciali che lavorando su piccole dimensioni cercano di offrire ai loro clienti un’esperienza più complessa del semplice acquisto di un prodotto, e che oggi sono in pericolo.

Milano, 21 marzo 2020
Barz and Hippo
Monica Naldi

Maggiori informazioni:
Cinema Beltrade, Milano Film e informazioni: http://www.cinemabeltrade.net . Monica Naldi: 3474512456
monica.naldi@barzandhippo.com comunicazione@barzandhippo.com

Papà-Inoki colpisce attraverso Diego Fusaro

Papà strikes again.
Stamane telefonata che mi avvisa che Fusaro ha citato papà nel suo ultimo libro Glebalizzazione.
Lì per lì ho pensato: ma papà non l’ha mai seguito il catch giapponese, e Tony Fusaro sono anni che si è ritirato.

No vabbé, poi ho capito.

Borgo Plantarum- 25 e 26 aprile 2020 a Reggio Emilia

Ricevo e pubblico*:

Quarta edizione di Borgo Plantarum
La manifestazione dedicata a fiori e piante rare a Telarolo di Castellarano (RE) il 25 e 26 aprile 2020

Edizione all’insegna della sostenibilità e dell’ambiente per Borgo Plantarum 2020, prevista il 25 e 26 aprile tra le colline di Telarono di Castellarano, Reggio Emilia.
Filo conduttore di questa quarta edizione sono le soluzioni per ridurre l’impatto sul cambiamento climatico e lo spreco d’acqua. La manifestazione, come sempre curata da Carlo Contesso, richiama come ogni anno a Reggio Emilia i migliori vivai d’Italia, con una selezione preziosa di piante e fiori rari e proposte originali e creative per i giardini più asciutti e assolati tipici dei climi padani.
Grande protagonista di questa edizione sarà l’Iris, fiore sorprendente per eleganza e audacia, capace di adattarsi a terreni desertici come a zone stagnanti. E poi rose antiche e moderne, rododendri, lillà, camelie. Non mancheranno i profumi del mediterraneo: cisti, malve ed Helianthenum, tappezzanti resistenti all’aridità, Erysimum e Geum. Particolare attenzione anche alle perenni e agli arbusti da sottobosco e da penombra, alle aromatiche antiche e alle piante acquatiche. E ancora agrumi, frutti e piante officinali, per decorare il giardino e creare in cucina: tanti i momenti per approfondire e scoprire i segreti delle piante, sempre più utilizzate anche come spunto creativo per chi ha voglia di battere nuove strade, dalla pittura alla cucina.
Particolarmente ricco quest’anno il calendario di attività e mostre collaterali: escursioni, laboratori (anche per i più piccoli), corsi e incontri con l’autore faranno da contorno alla mostra mercato, insieme a stand di oggettistica per la casa e il giardino.

GLI ESPOSITORI
Tornano a Borgo Plantarum i Vivai Centroflora con una ricca selezione di annuali e una proposta di erbe e arbusti mediterranei: cisti, malve ed Helianthemum, piante tappezzanti resistenti all’aridità, Erysimum e Geum.
Al consueto lavoro di ricerca di Giardini dell’Indaco è affidato il mondo delle sempre più apprezzate erbacce perenni, delle felci e delle piante da sottobosco, dai rari Disporum megalanthum alle fresche infiorescenze di Filipedula vulgaris ‘Multiplex’, Iris pseudacorus ‘Alba’ fino a una incredibile collezione di Iris sibirica.
Ibridi di rododendro a fioritura tardiva, cultivar nane da vaso, e azalee di tutti i tipi popoleranno lo stand di Vivaio Rhododedron insieme a una parte della loro suggestiva collezione di Antiche Camelie della Lucchesia.
Il Vivaio Hydrophyllus sarà presente con un’ampia di scelta di piante acquatiche e palustri e la consueta, raffinata proposta di composizioni acquatiche realizzate in antichi catini. Qui fior di loto, ninfee e colocasie si intrecciano a splendidi Hemerocallis, per regalare un lungo periodo di fioriture e una straordinaria gamma di colori.
Liviana Nifantani accompagnerà i visitatori in un vero e proprio giro del mondo, con i suoi arbusti insoliti: il Ginko biloba ‘Troll’ nano, l’albero di Giuda a fiore doppio e insoliti lillà, tra cui la gialla Syringa reticulata ssp. perkinensis ‘Jellow Fragrance’, ed altre particolarmente indicate alla coltura in vaso, i suoi viburni dalle generose e profumate fioriture.
Esotismo e stupore anche nella selezione di OrchisMundi, con piante grasse dalla bellezza scultorea, voluttuose orchidee e raffinatissimi ibridi di Paphiopedilum, la scarpetta di Venere, oltre a tante specie botaniche inusuali e pressochè introvabili.
Quest’anno torna un grande classico sia del giardino romantico che della pittura: l’Iris barbata, proposto, insieme ad altre geofite, dal vivaio L’Insolito Giardino.
Il Borgo si riempirà poi delle rose antiche e moderne del vivaio Vivaverde e delle appariscenti e voluttuose peonie – erbacee, arbustive e intersezionali di Itho— dei Vivai delle Commande.
Gli agrumi tornano con i Vivai Ghellere: oltre alle più classiche varietà, il Citrus limon ‘Mellarosa’, un antico limone dal portamento compatto che produce abbondanti frutti piatti e costoluti e lo Yuzu, un profumatissimo ibrido giapponese molto resistente al gelo, eletto dagli chef stellati come il nuovo superfood.
Bellezza e bontà si incontrano anche al Vivaio Veimaro, con varie cultivar di Actinidia arguta —piccola cugina del kiwi senza peluria, più facile da coltivare e più profumata— ma anche fragole, lamponi e mirtilli a frutto grosso, facili da coltivare anche in pianura o in terrazzo.
Per il primo anno sarà presente Fattipomodorituoi che, ma il nome è già una garanzia, porterà più di cento varietà differenti di pomodoro: antichi e moderni, gialli, rossi, rosa, tigrati, neri, bianchi, minuti o giganti, a pera, tondi o allungati. Ampio spazio anche a piante officinali, fiori commestibili ed erbe alimurgiche da utilizzare in cucina per riscoprire i sapori di un tempo, grazie alla costante ricerca dei Fratelli Gramaglia.

ATTIVITA’ COLLATERALI e MOSTRE
Dopo il successo dello scorso anno torna a Borgo Plantarum Simone Ciocca, con un corso di acquerello dedicato al mondo botanico. Per i più avventurosi sono in programma escursioni nella natura alla scoperta delle piante spontanee tenuti da Erboristeria Fresia, mentre per chi vorrà cimentarsi con la cucina ci sarà Elena Zanni a introdurre gli iscritti al mondo della pasta fatta in casa (vegana e non) e all’uso dei coloranti vegetali. Tantissimi anche gli appuntamenti per i bambini, dedicati quest’anno al tema della sensibilità ambientale: il Mondo delle Api, Insetti e Farfalle, tra Fiori e Colori. I laboratori sono possibili grazie alla collaborazione con CEAS Terre Reggiane – Tresinaro Secchia Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità. Non mancheranno le tradizionali mostre, dedicate quest’anno agli acquerelli botanici e alla – difficile ma non impossibile – convivenza tra galline da aia e piante ornamentali.

CONFERENZE E INCONTRI
Come ogni anno la due giorni di Borgo Plantarum sarà scandita da incontri con l’autore, conferenze e momenti di approfondimento dedicati a neofiti e professionisti del giardino. Numerosi gli ospiti e gli eventi cultutrali: potete leggere il programma integrale, con date e luoghi, al sito dell’evento al sito BORGO PLANTARUM

UNA GRANDE NOVITA’: A BORGO PLANTARUM IN NAVETTA
Un piccolo passo nel rispetto dell’ambiente. Quest’anno l’organizzazione metterà a disposizione una navetta per raggiungere Borgo Plantarum. Un piccolo gesto che permetterà di limitare traffico e inquinamento, garantendo un servizio puntuale ai visitatori.
La navetta partirà dalla Stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia, fermerà alla stazione centrale (centro Reggio Emilia) per arrivare a Borgo Plantarum. Gli orari verranno pubblicati sul sito della manifestazione. Il servizio, a prenotazione obbligatoria, costerà 7 euro (A/R) e darà diritto a uno sconto per l’ingresso alle mostre.

Borgo Plantarum è patrocinato da: Comune di Castellarano — CEAS Terre Reggiane

INFORMAZIONI UTILI:
Date e orari: sabato 25 e domenica 26 aprile 2020, dalle 9.30 alle 19.00
Luogo: Borgo antico le Viole, Telarolo di Castellarano (RE)
Info: borgoplantarum@gmail.com
Ingresso: intero 6 euro. Ingresso gratuito fino a 12 anni. Parcheggio gratuito.
Servizi: Navetta da e per stazioni di Reggio Emilia
Info e programma dettagliato: http://www.borgoplantarum.com

*ho un po’ accorciato perché l’evento è densissimo di manifestazioni e incontri culturali. E, amici e amiche, andateci, perché in questo momento bisogna seminare fiori, non il panico.

Chi mi aveva chiesto i semi di Acacia farnesiana?

Ciao a tutt* lettori e lettrici del blog,
una signora, tempo addietro mi aveva chiesto dei semi di Acacia farnesiana, che però erano bacati. Da un amico sono riuscita finalmente a recuperarne di nuovi.
Ho purtroppo perduto lo scambio di mail con chi me li aveva chiesti.
La signora interessata spero che legga: ORA LI HO!

RIMANDAMI IL TUO INDIRIZZO COSì TE LI SPEDISCO!

Mi spiace non riuscire a recuperare più le mail, non so davvero dove posso averle archiviate.
Tipico di me.

FATTI SENTIRE!

Giallo lavastoviglie