Nove piante che hanno cambiato la storia (su Houzz)


Una trentina di anni fa c’era una teoria sul perché l’emisfero Sud fosse povero: si diceva che non crescesse il grano in modo abbondante. All’epoca non potevo saperlo, ma chiunque conosca un po’ di storia delle piante sa che ci sono tanti altri cereali oltre al grano, e che in America Latina si costruirono imperi sul mais.
Le piante utili sono migliaia, tanto che non si sa bene se siamo noi a usare le piante, o le piante ad averci addomesticati (Michel Pollan).

Giardini e terrazze per attirare gli uccellini (su Houzz)


Non solo i birdwatcher desiderano la compagnia degli uccellini selvatici, anzi, molti giardinieri progettano fioriture e scelgono le piante in funzione di quanto possano essere attrattive per l’avifauna.
Con l’aiuto di cassette-nido, posatoi e altri piccoli stratagemmi, davvero poco costosi, ogni giardino o terrazza può trasformarsi in un rifugio gradito per passerotti, cinciallegre e altri piccoli uccelli europei.
Creare un ambiente gradito agli uccelli non è difficile, bastano poche cose: acqua, cibo e riparo. Ma soprattutto bisogna lasciarli indisturbati e avere alcune accortezze nella manutenzione del giardino e del terrazzo.

Piante striscianti e tappezzanti (su Houzz)

Chi ama il giardino selvatico dove la forza della Natura sia costantemente visibile, solitamente preferisce avere un lastricato irregolare, tra le cui piastrelle si possano infilare delle piante. Da questa piccola mania è sorta una vera categoria di piante, cioè quelle “calpestabili”, striscianti o tappezzanti.
Escludendo le graminacee da prato, che sono comunque una buona soluzione che non va scartata a priori e che possono essere usate in combinazione con altre piante, ce ne sono alcune che sono più raccomandabili per il “buon carattere”, l’ampio range di condizioni di coltivazione, i profumi sprigionati se calpestate.
Alcune sono così piccole e “carine” in esemplari isolati, da potersi usare in vasetti singoli come piante da compagnia o per la decorazione di davanzali. Le piante da compagnia sono un uso piuttosto recente in Italia, ma noto fin dall’antichità in Giappone, legato all’arte dei bonsai.
Si tratta di piante di taglia minuscola, destinate ad esaltare e accompagnare il bonsai. Si denominano, a seconda dell’uso kusamono o shitakusa. Naturalmente qui sono state prese in considerazione solo quelle coltivabili in Italia e a portamento strisciante.

“Filler effect”, l’effetto trasparenza con nuvole di fiori (su Houzz)



È una delle “magie” del giardinaggio che si acquisiscono con più difficoltà e lentezza, non diversamente dalla pittura: è la trasparenza ottenuta attraverso piante dal portamento verticale e aperto, non compatto, con fogliame fine e fiori (se ci sono) piccoli e radi.
Non sempre è possibile ottenere l’“effetto nebbia”, perché sia veramente riuscito occorrono spazi ampi e prospettive lunghe e aperte. La stessa pianta, infatti, collocata singolarmente dona un certo effetto, ma quando è piantata in lunghe pennellate produce questa sorta di nuvola che però lascia passare lo sguardo oltre.

Potare le rose: consigli per non sbagliare troppo (su Houzz)

Non mentiremo: le rose sarebbero delle piante a bassissima manutenzione se non fosse per la loro propensione a prendere malattie e per la necessità di potarle. Alcune vanno potate quasi in continuazione (come la Gallica, che fanno sfrondate spesso), altre annualmente, altre ancora due volte l’anno, alcune al contrario solo di rado o il meno possibile (come le botaniche, che in genere non amano le forbici).
Dovete quindi conoscere il nome e la Classe di appartenenza della rosa prima di potarla: di solito tutte le rose che condividono la Classe (Alba, Ibridi di Moschata, Noisette, e così via) hanno le medesime preferenze in fatto di potatura.

Il mio articolo sulla potatura delle rose (su Houzz) – continua a leggere