Breve guida alla coltivazione dei piselli odorosi


Mi riesce difficile scrivere dei piselli odorosi (Lathyrus odoratus) senza emozionarmi profondamente. Ogni volta devo cercare di contenere espressioni di esultanza nella descrizione della loro bellezza, o di passione per la loro mansuetudine, per i loro colori deliziosi e il profumo mielato.

Ma se siete arrivati a questa pagina vuol dire che piacciono anche a voi, oppure che ne avete comprata una bustina e non sapete bene cosa fare. La coltura dei piselli odorosi non è difficile, ma è insidiosa, e richiede cure e attenzione durante tutto in corso dell’anno.

Preparazione del terreno
Il terreno deve essere molto ben preparato. Questa è una conditio sine qua non, perciò fatevi pazienza ed armatevi di vanga e olio di gomito. Il terreno deve essere lavorato preferibilmente con un certo anticipo, incorporando letame maturo o stallatico pellettato, inoltre deve essere aggiunto un concime chimico a base di fosforo e potassio per favorire la fioritura.
Se volete avere dei buoni risultati non illudetevi di poter supplire con qualche irrigazione di fertilizzante in primavera. Fondamentale è il drenaggio, che dovrà essere eccellente.
I piselli odorosi amano molto avere le radici ben umide, ma contemporaneamente odiano il ristagno d’acqua, che li condurrebbe a morte. Se il vostro terreno è molto argilloso incorporate ghiaia e sabbia (lavate), argilla espansa sminuzzata o altro materiale inerte. Al contrario se è sabbioso e sciolto, aggiungete terra di campo, letame e composta.

Esposizione
L’esposizione dovrà rigorosamente essere in pieno sole. I piselli odorosi non amano troppo i climi caldi e siccitosi, dunque qualche eccezione si può fare per i litorali più caldi del meridione, dove è possibile collocarli in un punto dove non ricevano i cocenti raggi del sole di mezzogiorno.

Epoca di semina
I piselli odorosi vanno sempre seminati in autunno, appena declinano i fasti dell’estate. I testi contemplano anche la semina primaverile, che dà buoni risultati, ma non equiparabili alla semina autunnale, e che comunque rimane consigliata solo per le zone a clima rigido.

Procedure per facilitare la germinazione
I piselli odorosi possono essere seminati così come sono, ma dato che il tegumento esterno è duro, si consiglia di ammollarli in acqua tiepida per non più di una notte, e di usare solo i semi che si sono gonfiati.
Alcuni testi però sconsigliano di ammollare i semi, che potrebbero facilmente marcire. In alternativa è possibile passare i semi sulla carta vetrata, oppure inciderli con la lama di un cutter, avendo cura che l’incisione avvenga dalla parte opposta dell'”occhio”, cioè della minuscola escrescenza scura che si trova ad una delle estremità del punto in cui il seme era attaccato al baccello, visibile come una sottile fessura chiara. Dopo l’incisione passare i semi in un fungicida.

Semina
Interrare i semi in contenitori alveolari o vasetti (in questo caso due o tre per vasetto), a mezzo centimetro di profondità. I semi scuri richiedono più acqua di quelli chiari, quindi annaffiateli un po’ più spesso, oppure ponete i vasi o i contenitori in un sottovaso, avendo però cura che il terreno non sia costantemente inzuppato, ma solo umido.

Svernamento e protezione dalle avversità
A germinazione avvenuta la prima cosa che dovrete offrire alle plantule è un sostegno per arrampicarsi, che va dato appena la pianta ha un’altezza di 5 cm, poiché altrimenti stenterebbe a crescere e si accascerebbe per terra diventando preda delle lumache.
Non sottovalutate il pericolo di chiocciole e limacce, sono terribili divoratrici di piantine appena nate e sono ghiotte di piselli odorosi. Se non vi piace d’idea del repellente o del lumachicida, ponete i vasi in punti difficili da raggiungere.
Se vivete in zone a clima mite non sarà necessaria alcuna protezione invernale, al massimo una copertura provvisoria durante le burrasche di maestrale.
In zone a clima freddo le piante vanno tenute riparate, in cassone non riscaldato o in serra fredda. Porre i vasi nel cassone e lasciare ventilare quanto più possibile. Chiudere solo in caso di gelate, pioggia forte o grandine.

Piselli odorosi appena nati

Appena i piselli odorosi hanno messo due paia di foglie vere vanno cimati (prendere le foglioline tra le unghie del pollice e dell’indice e strapparle via). Fatta questa operazione si possono eseguire le legature con la rafia come supporto.

Piselli odorosi cimati e legati. La rafia naturale è un ottimo supporto

Cura e mantenimento
Eliminare tutti i fiori appassiti ed i baccelli, che sottrarrebbero vigore alla pianta. Per far scorta per l’anno dopo basteranno solo due o tre baccelli. Se il terreno è stato ben preparato non è necessaria concimazione, altrimenti somministrate concime liquido una volta a settimana. Le irrigazioni dovranno essere quotidiane ed abbondanti.
Ad un certo punto vedrete la parte bassa delle piante ingiallire impietosamente: non allarmatevi, non c’è rimedio. Per arginare questo problema ci sono solo due sistemi: la semina autunnale e un alto strato di pacciamatura che diminuisca l’evaporazione dell’acqua.
Questo problema è più marcato al Sud. Quando si coltiva la pianta a cespuglio o come rampicante si possono sciogliere alcuni tralci e farli ricadere morbidamente, in modo da coprire i fusti ingialliti.

Malattie
Occasionalmente possono comparire dei fiori con variegature e striature. È il virus del mosaico che portano gli afidi, e non c’è nulla da fare, se non controllare gli afidi (che comunque sono più attratti dai fiori chiari).

Impostazione della pianta
Un wigwam costruito con pochi pezzi di canne: in poco tempo il supporto sarà completamente ricoperto.

Wigwam rustico fatto con canne e rafia

Quando le vostre piantine avranno raggiunto un’altezza di 10 cm, bisogna scegliere in che modo coltivarle, se a cespuglio o in filari.

Nel primo caso dovrete lasciare i tre fusticini più robusti e cimarli per favorire l’accestimento. Questa è un’operazione fondamentale, non dimenticatela!.
Nel secondo caso invece dovrete scegliere un solo fusticino, il più robusto, che non sempre è il più bello o il più lungo, e tagliare via tutti gli altri.

Coltivazione a cespuglio
È quella che si sceglie più frequentemente. Se ben fatta offre la possibilità di avere cespi di piselli odorosi in aiuola, a mo’ di arbusto fiorito. Questa procedura va seguita anche nel caso si vogliano crescere i piselli odorosi come rampicanti su staccionate, recinzioni, cancelletti e pergolati.
È necessario predisporre dei tutori per farli arrampicare. Si possono fare in casa con quello che ci si trova sottomano (reti metalliche o di plastica, canne, bambù, manici di scopa, spago, ramaglie secche, ecc.) oppure comprarli già fatti.
In commercio ne esistono di molto belli, fatti in legno di salice intrecciato, di ogni forma e dimensione, ma quelli più conosciuti sono a spalliera, ad archetto ed a capanna indiana.
Chi avesse un po’ di soldini in più potrebbe pensare di regalare ai propri piselli odorosi dei supporti metallici permanenti, con volute e ghirigori. In Inghilterra si usano molto i bastoni di nocciolo, a cui vengono lasciati i getti laterali, conficcati nel terreno in modo da ottenere un cono con una base molto larga.
Le piantine vanno interrate presto, appena sarà passato il pericolo del gelo, e comunque il prima possibile, alla distanza di 20 cm l’una dall’altra. Vanno incoraggiate ad aggrapparsi quanto più possibile al supporto, e qualora fosse necessario per tenerle in forma, vanno legate e sostenute con paletti ed anelli metallici, che poi saranno coperti dalla vegetazione.

Coltivazione in filari
Questa è la tecnica usata per ottenere fiori da taglio per la casa e per le esposizioni, i concorsi ed i tornei. Coltivando i piselli odorosi in filari si ottengono meno fiori, ma più perfetti e più grandi.
Bisogna costruire un supporto tutto particolare, di cui potete vedere uno schema semplificato. È semplice da costruire anche per chi ha poca pratica con il fai-da-te.

Stendipiselli


Costruite due pali a forma di “T” , alti un paio di metri, e distanziateli a seconda del numero delle piante che avete, considerando che queste andranno a 20 cm. l’una dall’altra. Poi tendete dei robusti fili (quelli per stendere i panni vanno bene) alle estremità dei listelli orizzontali, e sistemate le canne di sostegno, legandole ai fili. Abbiate cura che le canne siano un po’ svasate verso il basso.

Sistemate le piantine e legatele alle canne. Asportate tutti i getti laterali e togliete tutti i cirri che compaiono in cima ad ogni paio di foglioline. Sono infatti i cirri a sottrarre energia alla pianta e a diminuirne la fioritura.
Tuttavia, così facendo, la pianta perderà la capacità di aggrapparsi ed autosostenersi, sarà perciò necessario legarla durante la crescita. Quando iniziano a comparire le gemme, asportare tutte quelle che hanno meno di quattro gemme. Quattro è infatti il numero considerato migliore dai giudici dei tornei e delle esposizioni internazionali.
Quando le piante avranno raggiunto la cima della canna occorre farle “scalare di un posto”, cioè cambiargli la canna di sostegno.

Occorre slegarle tutte insieme e adagiarle delicatamente per terra per tutta la loro lunghezza. Fatelo in un giorno caldo e senza averle annaffiate, in modo che siano un po’ flosce e meno turgide, e dunque corrano meno rischi di spezzarsi.
Poi bisogna legare ogni pianta al sostegno successivo. Non si tratta di una propaggine, semplicemente di un modo per permettere alla pianta di crescere ancora, pur mantenendo l’altezza dei fiori ad altezza d’uomo.
Le quattro piante delle ultime file andranno fatte girare attorno ai pali di sostegno e fissate all’inizio della fila opposta. La nuova vegetazione porterà nuovi fiori.

Accostamenti consigliati
I piselli odorosi esistono in una ampissima gamma di colori, l’unica tinta che ancora esita a saltar fuori è il giallo dorato, anche se ne esistono varietà giallo crema e arancio.

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