Da Giulia, una antropologa giardiniera, un bellissimo sito sul giardino e sulle cose che attorno ad esso ruotano attratte da una gravità eidetica, del sentimento senza sentimentalismo.
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Da Giulia, una antropologa giardiniera, un bellissimo sito sul giardino e sulle cose che attorno ad esso ruotano attratte da una gravità eidetica, del sentimento senza sentimentalismo.
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groggy
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)
Rassegne di Scienze Naturali
Non mettere a dieta la tua identità
Ti ringrazio davvero tantissimo per quello che hai scritto, spero con tutto il cuore di meritarmelo. E ti ringrazio anche perché mi hai permesso di tornare con il pensiero e gli occhi a un libro di Adriana Zarri (con il quale peraltro non ho mai fatto veramente pace) che, attraverso il concetto di gratuità, racconta a suo modo di giardini poveri e di bellezza.
Adriana Zarri…non la conosco. Avevo un libro di Mancini: Esistenza e gratuità, ma non lo trovo più.
Adriana Zarri è stata un grandissimo personaggio del mondo cattolico “rivoluzionario”. Teologa, di questi della liberazione, ed io che sono sempre stata atea o agnostica, ho sempre avuto una gran ammirazione per lei. Nell’ultimo periodo della sua vita, si è ritirata in una specie di eremo a vivere in compagnia dei suoi amati gatti e tra le erbe del suo giardino. Ha scritto un libro su di loro. Mi hai fatto venire in mente che volevo leggerlo. Lo cercherò.
Mi emoziona parlare e sentire parlare di Adriana Zarri. L’ho sempre ammirata anche io, da lontana, da atea o agnostica o qualcosa del genere. Il libro l’ho preso d’impulso, per la fotografia del gatto grigio o per il titolo e per una mia attrazione contraddittoria verso le forme di eremitaggio e per le prese di posizione forti e scomode, che coinvolgono la vita, in prima persona, sporcandosi le mani di terra e solitudine.
“Era un suo modo di pregare, di lodare Dio, quel seminare e far crescere e guidare con la mano i germogli, incantata dal fiorire dell’universo e dal cambiare delle stagioni” dice Rossana Rossanda nella prefazione bellissima e intensa al libro.