La Mortella, panchina al Piazzale del Museo

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È oggi

21ottobre2015

A Nicoletta, Gabriele e Roberta, le sculture di Nicola Sacco

Le Grandi Recensioni di Rolandfan – The Martian di Ridley Scott con Matt Damon

Avatar di rolandfanrodocarda

Trama del Film
Ragazzi, questo film inizia alla grandissima!
Pensate, in un futuro prossimo una spedizione terrestre è su Marte per conoscere meglio il pianeta più vicino a noi, quando una tempesta improvvisa costringe i nostri ad una frenetica ritirata, lasciando sul campo il povero Matt Damon creduto morto ma che invece riesce a sopravvivere nonostante un’asta d’acciaio gli abbia trapassato tuta, maglioncino di cachemire, maglietta della salute e perizoma.
Dice: ma che è un film de fantascienza? Sì, stavolta sì quindi non rompete le palle.
Insomma il nostro eroe si salva per una botta de c…per un caso fortuito, e riesce a malapena a sigillarsi nella base spaziale, senza cibo e senza possibilità di comunicare.
A questo punto gli spettatori cominciano ad intonare in coro il riff del “Gladiatore” fregandosi le mani: minchia raga che filmone che ci aspetta!
Ed effettivamente i primi minuti sono densi di avvenimenti, mentre…

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Tutti i fagioli vennero a galla per vedere il Phaseolus caracalla

phaseolus

Il sapiente del tutto, il profeta del nulla (cit.)

cicerone

O fortunatam natam me consule Romam*

*O fortunata Roma, nata sotto il mio consolato!
(Cicerone, 106-43 a.C. in Giovenale, Satire, X, 122)

Il richiamo dell’inverno

gomitolo e tè

Finché l’ipomea va, lasciala andare

Ipomoea coerulea

Orto rialzato: facile e produttivo

Il mio articolo sull’orto rialzato (su Houzz)

La vera Pina

Ieri ho incontrato Pina. La mia Pina. La signora Pina della Piccola Estate.
Era quella vera.
Nella sala d’attesa di fronte ad una porta chiusa dell’Ospedale di Locri.
L’ho salutata. Era da molto che non la vedevo, e ogni volta mi chiedo cosa direbbe se sapesse di essere finita in un romanzo di una sua concittadina. Un romanzo piccolo, modesto, ma -credetemi- anche una cosa così piccola per molta gente ha un enorme significato.
Di certo non si sarebbe riconosciuta: la mia Pina conserva di lei alcuni tratti, ma “la scatola” è quella di un’altra persona, che pure ha dato il suo contributo. Eppoi ci sono le invenzioni che tutti quelli che scrivono ci mettono sempre.
Non sembrava invecchiata da quando “era Pina”, con una giacca di lana pesante, di buona fattura, color verde oliva a quadrati piccoli, marroni, che da lontano la rendeva cangiante. I capelli a posto, castano chiaro, senza ricrescita, e con una piega invidiabile. Una gonna grigia taglia 40 e delle scarpe con un bel tacchetto. Pina, la ventenne che è in te io la vedo.
I denti. I denti di Pina. Di quella Pina, quella vera, insomma. Che denti! Come gettati alla rinfusa nella bocca: una cavità nera, profonda, pericolosa come un gorgo.
Magra, ossuta, il volto incavato, gli occhi fuori dalle orbite. Gridava al telefono come fosse impazzita: chiedeva un ricovero urgente per il nipote.

Mi ha chiesto un passaggio. Avrei voluto darglielo con tutto il cuore, non foss’altro per aver rubato dei pezzi di lei in un frankenstein letterario. Ma davvero non m’era possibile. Ma lei non demordeva, chiedeva con insistenza, al telefono raccontava tutte le sue peripezie per raggiungere l’ospedale, e si lamentava perché non sapeva come tornare, dicendo: “Forse qualcuno s’impietosisce e mi dà un passaggio”. Mi ha mostrato un piede così rosso e marrone che credevo sarebbe caduto da solo.
Mi ha raccontato del suo fegato, e di una vite di qualche metallo particolare per la chirurgia ossea, che le hanno piantato non so dove, perché non la stavo neanche a sentire.

Infine sono andata via, neanche chiedendomi quante probabilità avesse di trovare un passaggio.

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