Non so se sia un ‘Titchmarsh’s Favourite’ o qualcosa di totalmente diverso. Ma è bello bello bello. E resistente. Non gli ho dato un goccio d’acqua. Forte come i nasturzi non ibridati. Il signorino mi aggrada.

Non so se sia un ‘Titchmarsh’s Favourite’ o qualcosa di totalmente diverso. Ma è bello bello bello. E resistente. Non gli ho dato un goccio d’acqua. Forte come i nasturzi non ibridati. Il signorino mi aggrada.





Se state cercando un buon manuale di tecniche di giardinaggio, questo è uno dei migliori in lingua italiana. Curato da Christoper Brickell per la RHS, è stato distribuito in Italia da Cairo Editore, associandolo all’abbonamento al mensile “Gardenia”.
Il libro di Cristopher Brickell, edito anni addietro da Zanichelli, è la fonte dalla quale nascono almeno tre edizioni molto simili tra loro.
La prima, in tre volumi, è stata edita da UTET Grandi Opere, la seconda, in cinque volumi hardcover, è stata pubblicata da L’Espresso, la terza da Cairo, in tre volumi con copertina flessibile.
La differenza tra le tre opere:
Il video esplicativo. L’ho filmato in verticale per agevolare chi guarda su cellulare, sarebbe grato un riscontro rispetto ai video girati in orizzontale. Se mi fate sapere con quale vi trovate meglio, mi organizzo.
Se vi interessa l’opera, mandatemi una richiesta tramite modulo di contatto o alla mia mail lidia.zitara@virgilio.it , oppure potete acquistarla su eBay da questo link: https://www.ebay.it/itm/185080317604
È stata recentemente data alle stampe un’opera di Isaac Asimov, rimasta inedita e per buona parte della sua esistenza, anche sconosciuta.
Sembra che l’opera sia stata nascosta dallo stesso Asimov nel doppio fondo di un baule e che questo sia stato donato alla sua zia Tatiana Golubevjia, morta tempo addietro all’età di 107 anni. Il balule, danneggiato durante il trasporto, ha rivelato i dattiloscritti nascosti nel sottofondo.
Anni sono occorsi per una revisione totale del testo e per ricomporre l’ordine delle pagine, ma ciò che ne è emerso compone oggi 15 volumi di circa mille pagine l’uno.
Il titolo dell’opera è -appunto- “Voglio la macchia mediterranea in giardino, disse il cliente” ma ancora non sono stati resi noti i titoli dei singoli volumi.
Sembra che il nucleo dell’opera sia il tentativo di garden-forming a “macchia mediterranea, ma quella che dice il cliente, non quella vera”.
Già, perché ogni cliente ha la sua idea di “macchia mediterranea” o “giardino mediterraneo” (che già di loro sono due cose diverse), completamente aliene dai concetti intesi dallo specialista.
I casi più diffusi di garden-forming a “macchia” sono un’ampia distesa di prato alto due cm e una Cycas al centro di un circolo di sassi bianchi.
Altrettanto diffusa l’idea che la macchia mediterranea in giardino consista in un gruppo di alberi di olivo con al piede salvie e lavande, con qualche inserimento occasionale di Strelitzia, agapanti e “ibisco blu” (su cosa sia l’ibisco blu ancora ci si interroga, ma è probabile che sia un’invenzione originale dello stesso Asimov).
L’opera, come nello stile sognante e avventuroso di Asimov, si distanzia quindi dalla hard sci-fi, che avrebbe visto un insieme di piante apparentemente anonime, alberi di quercia, nelle sue varie specie, mirti, corbezzoli, qualche rosa selvatica a scelta tra la sempervirens e la canina, cisti, ginestre e varie specie infestanti più o meno gradevoli.

Ricevo e pubblico*:
Quarta edizione di Borgo Plantarum
La manifestazione dedicata a fiori e piante rare a Telarolo di Castellarano (RE) il 25 e 26 aprile 2020
Edizione all’insegna della sostenibilità e dell’ambiente per Borgo Plantarum 2020, prevista il 25 e 26 aprile tra le colline di Telarono di Castellarano, Reggio Emilia.
Filo conduttore di questa quarta edizione sono le soluzioni per ridurre l’impatto sul cambiamento climatico e lo spreco d’acqua. La manifestazione, come sempre curata da Carlo Contesso, richiama come ogni anno a Reggio Emilia i migliori vivai d’Italia, con una selezione preziosa di piante e fiori rari e proposte originali e creative per i giardini più asciutti e assolati tipici dei climi padani.
Grande protagonista di questa edizione sarà l’Iris, fiore sorprendente per eleganza e audacia, capace di adattarsi a terreni desertici come a zone stagnanti. E poi rose antiche e moderne, rododendri, lillà, camelie. Non mancheranno i profumi del mediterraneo: cisti, malve ed Helianthenum, tappezzanti resistenti all’aridità, Erysimum e Geum. Particolare attenzione anche alle perenni e agli arbusti da sottobosco e da penombra, alle aromatiche antiche e alle piante acquatiche. E ancora agrumi, frutti e piante officinali, per decorare il giardino e creare in cucina: tanti i momenti per approfondire e scoprire i segreti delle piante, sempre più utilizzate anche come spunto creativo per chi ha voglia di battere nuove strade, dalla pittura alla cucina.
Particolarmente ricco quest’anno il calendario di attività e mostre collaterali: escursioni, laboratori (anche per i più piccoli), corsi e incontri con l’autore faranno da contorno alla mostra mercato, insieme a stand di oggettistica per la casa e il giardino.
GLI ESPOSITORI
Tornano a Borgo Plantarum i Vivai Centroflora con una ricca selezione di annuali e una proposta di erbe e arbusti mediterranei: cisti, malve ed Helianthemum, piante tappezzanti resistenti all’aridità, Erysimum e Geum.
Al consueto lavoro di ricerca di Giardini dell’Indaco è affidato il mondo delle sempre più apprezzate erbacce perenni, delle felci e delle piante da sottobosco, dai rari Disporum megalanthum alle fresche infiorescenze di Filipedula vulgaris ‘Multiplex’, Iris pseudacorus ‘Alba’ fino a una incredibile collezione di Iris sibirica.
Ibridi di rododendro a fioritura tardiva, cultivar nane da vaso, e azalee di tutti i tipi popoleranno lo stand di Vivaio Rhododedron insieme a una parte della loro suggestiva collezione di Antiche Camelie della Lucchesia.
Il Vivaio Hydrophyllus sarà presente con un’ampia di scelta di piante acquatiche e palustri e la consueta, raffinata proposta di composizioni acquatiche realizzate in antichi catini. Qui fior di loto, ninfee e colocasie si intrecciano a splendidi Hemerocallis, per regalare un lungo periodo di fioriture e una straordinaria gamma di colori.
Liviana Nifantani accompagnerà i visitatori in un vero e proprio giro del mondo, con i suoi arbusti insoliti: il Ginko biloba ‘Troll’ nano, l’albero di Giuda a fiore doppio e insoliti lillà, tra cui la gialla Syringa reticulata ssp. perkinensis ‘Jellow Fragrance’, ed altre particolarmente indicate alla coltura in vaso, i suoi viburni dalle generose e profumate fioriture.
Esotismo e stupore anche nella selezione di OrchisMundi, con piante grasse dalla bellezza scultorea, voluttuose orchidee e raffinatissimi ibridi di Paphiopedilum, la scarpetta di Venere, oltre a tante specie botaniche inusuali e pressochè introvabili.
Quest’anno torna un grande classico sia del giardino romantico che della pittura: l’Iris barbata, proposto, insieme ad altre geofite, dal vivaio L’Insolito Giardino.
Il Borgo si riempirà poi delle rose antiche e moderne del vivaio Vivaverde e delle appariscenti e voluttuose peonie – erbacee, arbustive e intersezionali di Itho— dei Vivai delle Commande.
Gli agrumi tornano con i Vivai Ghellere: oltre alle più classiche varietà, il Citrus limon ‘Mellarosa’, un antico limone dal portamento compatto che produce abbondanti frutti piatti e costoluti e lo Yuzu, un profumatissimo ibrido giapponese molto resistente al gelo, eletto dagli chef stellati come il nuovo superfood.
Bellezza e bontà si incontrano anche al Vivaio Veimaro, con varie cultivar di Actinidia arguta —piccola cugina del kiwi senza peluria, più facile da coltivare e più profumata— ma anche fragole, lamponi e mirtilli a frutto grosso, facili da coltivare anche in pianura o in terrazzo.
Per il primo anno sarà presente Fattipomodorituoi che, ma il nome è già una garanzia, porterà più di cento varietà differenti di pomodoro: antichi e moderni, gialli, rossi, rosa, tigrati, neri, bianchi, minuti o giganti, a pera, tondi o allungati. Ampio spazio anche a piante officinali, fiori commestibili ed erbe alimurgiche da utilizzare in cucina per riscoprire i sapori di un tempo, grazie alla costante ricerca dei Fratelli Gramaglia.
ATTIVITA’ COLLATERALI e MOSTRE
Dopo il successo dello scorso anno torna a Borgo Plantarum Simone Ciocca, con un corso di acquerello dedicato al mondo botanico. Per i più avventurosi sono in programma escursioni nella natura alla scoperta delle piante spontanee tenuti da Erboristeria Fresia, mentre per chi vorrà cimentarsi con la cucina ci sarà Elena Zanni a introdurre gli iscritti al mondo della pasta fatta in casa (vegana e non) e all’uso dei coloranti vegetali. Tantissimi anche gli appuntamenti per i bambini, dedicati quest’anno al tema della sensibilità ambientale: il Mondo delle Api, Insetti e Farfalle, tra Fiori e Colori. I laboratori sono possibili grazie alla collaborazione con CEAS Terre Reggiane – Tresinaro Secchia Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità. Non mancheranno le tradizionali mostre, dedicate quest’anno agli acquerelli botanici e alla – difficile ma non impossibile – convivenza tra galline da aia e piante ornamentali.
CONFERENZE E INCONTRI
Come ogni anno la due giorni di Borgo Plantarum sarà scandita da incontri con l’autore, conferenze e momenti di approfondimento dedicati a neofiti e professionisti del giardino. Numerosi gli ospiti e gli eventi cultutrali: potete leggere il programma integrale, con date e luoghi, al sito dell’evento al sito BORGO PLANTARUM
UNA GRANDE NOVITA’: A BORGO PLANTARUM IN NAVETTA
Un piccolo passo nel rispetto dell’ambiente. Quest’anno l’organizzazione metterà a disposizione una navetta per raggiungere Borgo Plantarum. Un piccolo gesto che permetterà di limitare traffico e inquinamento, garantendo un servizio puntuale ai visitatori.
La navetta partirà dalla Stazione AV Mediopadana di Reggio Emilia, fermerà alla stazione centrale (centro Reggio Emilia) per arrivare a Borgo Plantarum. Gli orari verranno pubblicati sul sito della manifestazione. Il servizio, a prenotazione obbligatoria, costerà 7 euro (A/R) e darà diritto a uno sconto per l’ingresso alle mostre.
Borgo Plantarum è patrocinato da: Comune di Castellarano — CEAS Terre Reggiane
INFORMAZIONI UTILI:
Date e orari: sabato 25 e domenica 26 aprile 2020, dalle 9.30 alle 19.00
Luogo: Borgo antico le Viole, Telarolo di Castellarano (RE)
Info: borgoplantarum@gmail.com
Ingresso: intero 6 euro. Ingresso gratuito fino a 12 anni. Parcheggio gratuito.
Servizi: Navetta da e per stazioni di Reggio Emilia
Info e programma dettagliato: http://www.borgoplantarum.com
*ho un po’ accorciato perché l’evento è densissimo di manifestazioni e incontri culturali. E, amici e amiche, andateci, perché in questo momento bisogna seminare fiori, non il panico.
Ciao a tutt* lettori e lettrici del blog,
una signora, tempo addietro mi aveva chiesto dei semi di Acacia farnesiana, che però erano bacati. Da un amico sono riuscita finalmente a recuperarne di nuovi.
Ho purtroppo perduto lo scambio di mail con chi me li aveva chiesti.
La signora interessata spero che legga: ORA LI HO!
RIMANDAMI IL TUO INDIRIZZO COSì TE LI SPEDISCO!
Mi spiace non riuscire a recuperare più le mail, non so davvero dove posso averle archiviate.
Tipico di me.
FATTI SENTIRE!
Come nessuna altra arte il giardino ci induce a un pensiero naturalmente quadridimensionale. Siamo culturalmente avvezzi a definizioni del giardino come di spazio o luogo, ma ognuno di noi è in grado di percepire lo scorrere del tempo all’interno di un giardino. Per quanto riguarda me il giardino è maggiormente un’articolazione del tempo, che si materializza nello spazio tridimensionale.
È solo in quest’ottica che si può comprendere la delicata e potente stratificazione estetica del giardino del Casoncello, di Gabriella Buccioli, nel bolognese.
Di questo giardino abbiamo letto la nascita e l’evoluzione nel libro I giardini venuti dal vento. Un giardino che può variare sensibilmente da un anno all’altro, di cui è impossibile cogliere ogni aspetto, proprio perché mutevole, sfuggente.
Ne racconta alcuni momenti il film di Emilio Tremolada “Il tempo del Casoncello”, un documentario che sia nell’esito che nel procedimento di realizzazione riesce a materializzare l’importanza della quarta dimensione nel giardino.
Girato poco alla volta, senza seguire lo standard dei documentari analoghi, cioè quello del classico fluire stagionale, il film raccoglie momenti, apre porte nella storia di questo bosco giardino, porte che sono ancora aperte, porte chiuse, porte che non portano più dove portavano prima. Porte che possono essere attraversate -oggi- solo in questo film.
“Ho seguito il dipanarsi del filo del giardino per anni, filmando quello che mi piaceva o mi muoveva un emozione, un pensiero. All’inizio non avevo nessun progetto preciso, ma nel tempo -nel mio tempo- il film mi si è materializzato davanti da sé”, dice Tremolada.
Forse perché filmato con uno stile rigoroso, preciso e poco indulgente alle romanticherie, alle ricercatezze di luci dorate o di scene d’effetto, il documentario risulta carico di poesia -come il giardino stesso. Reso ipnotico da un affondo nella ricerca dei suoni della natura, a volte amplificati e resi stranianti, e da una colonna sonora irregolare e aspra, costellata da sonorità metalliche e taglienti: nulla di più distante da ciò che consuetamente immaginiamo per raccontare un giardino.
Il memo delle date e degli orari:
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA, Milano
27 ottobre 2019 ore 10:30
Quando il “paesaggismo” diventa demagogia, abdicando alla sua funzione primaria, diventa ridicolo, così come chi lo “professa” in quasi-odor-di-santità. Accondiscendere alle mode non giova altro che alle tasche di chi lo fa, non certo alla salute del globo, né alla bellezza dei giardini o delle installazioni.
Il “giardino sostenibile” è un ossimoro. Da sempre sappiamo (almeno chi di filosofia estetica si è letto qualche libro) che il giardino è l’esatto opposto della Natura. Non a caso Pizzetti scrisse che il vero luogo dei giardini è la città.
Questo non avalla il vebleniano consumo vistoso o lo sciupìo, e men che meno l’inquinamento o il comportamento predatoriao nei confronti dell’ecosistema.
Ma non raccontiamoci favole: il giardino non sarà mai “a zero manutenzione”, a “impatto zero”, “a irrigazione zero”.
Zero è il numero dei neuroni arttivi in queste speculazioni demagogiche rivolte a un pubblico pigro e culturalmente sciatto.
Tutto ciò ha un nome, si chiama “greenwashing”
On air la carogna mattutina con scialletto da nonna.
#mbuti!
“Un piccolo giardino spettinato”,
così recita il sottotitolo del blog, che racconta, o almeno tratteggia l’evoluzione di un piccolo giardino di città, ereditato, senza “punto zero”.
HORTUS INCOMPTUS
Pochi articoli, ancora: probabilmente, come per il giardino, anche il blog soffre di periodi di abbandono alternati a cure amorevoli (di questo so qualcosa).
E quando un blog così ben fatto dice di non fare uso di cookies e di mantenere uno stile vintage per vezzo, si fa presto a capire di essere ormai dall’altra parte del muro, e avere passato la soglia della vecchiezza senza neanche accorgersene (il mio blog è paleolitico).

Da oggi in blogroll.
groggy
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)
Rassegne di Scienze Naturali
Non mettere a dieta la tua identità