Ursula K. Le GuinQualcuno su questi schermi ebbe a dire che la mia domanda sul perchè l’arte scaturisca spesso dal dolore era una menata o qualcosa del genere.
Voglio calorosamente ringraziare la signora Ursula K. Le Guin per avere risposto a questa (ed altre) di quelle che tanti chiamano “menate”, sperando che sveglino le loro menti dal torpore soporoso della quiescenza dell’accettazione acritica.
Più lontano si va dentro di sè, più vicino si arriva all’altro. […]Il dolore, la più solitaria delle esperienze, fa nascere la partecipazione, l’amore: il ponte tra l’io e l’altro, il mezzo della comunione [qualcuno direbbe della comunicazione, n.d.c.]. Lo stesso accade con l’arte. L’artista si spinge più profondamente dentro di sè, ed un viaggio doloroso, è l’artista che più ci tocca nell’intimo, che più ci parla in modo chiaro. […]Non troverò un archetipo vivente nella mia libreria o nell’apparecchio televisivo . Lo troverò soltanto in me stessa: in quel nucleo di individualità che si trova nella comune oscurità.
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)