
Qualche giorno fa è spirato il forum di Brave New Garden, come era nelle previsioni di molti, e nell’ultimo periodo, anche nelle nostre.
Mi sembra un tributo dovuto a questo esperimento coraggioso, malvisto, disprezzato, a volte ridicolizzato.
Io non so che dire: forse l’Italia non è pronta per questo genere di forum, forse ho sbagliato io, forse non c’è stata abbastanza solidarietà, collaborativismo, empatia (sì, quella di certo è mancata), forse, come dice qualche stupido al cubo “il metagiardino non interessa a nessuno” volendo forse dire che non è in grado di capirlo.
Brave New Garden si è preso randellate già da appena nato, durante la sua vita ha visto molti più punti interrogativi che punti fermi, e per motivi che non riesco bene a chiarirmi se non -come ho detto- con una vistosa mancanza di empatia tra i membri- non è riuscito neanche a lambire gli scopi che si era prefisso.
Di una cosa sono sicura: non c’entra niente il dato orticolturale, come invece qualcuno mi ha spiegato. Si può parlare benissimo di metagiardino senza per forza doversi soffermare sulle cure alle piante: per quello esistono forum già ben avviati. Se questo fosse vero vorrebbe dire che la coscienza della natura sarebbe ancora in stato embrionale in Italia, dato smentito da molte pubblicazioni, prima fra tutte Ontologia e teleologia del giardino di Rosario Assunto.
Allora? Allora c’è stato l’errore umano.
Non so se qualcuno abbia voglia di dire qualcosa in epitaffio del forum, ma io voglio dire che il rischio fa parte della cultura e che rischiare e fallire non è un disonore.
Io rischierò ancora, ed ancora, ed ancora, fin quando potrò. Brave New Garden non ha avuto fortuna, ma ha avuto coraggio, cosa che non è da tutti.
Brave New garden, ti ho voluto bene.


