Qualcuno tra gli astanti, gentili signore e signorine, gentili signori e signorini, avrebbe il buon cuore di spiegarmi il senso di questo spot?
Su una cosa non sono d’accordo: l’ostentazione non è affatto morta, è più in forma di Lady Gaga.
Qualcuno tra gli astanti, gentili signore e signorine, gentili signori e signorini, avrebbe il buon cuore di spiegarmi il senso di questo spot?
Su una cosa non sono d’accordo: l’ostentazione non è affatto morta, è più in forma di Lady Gaga.
Un paio di giorni fa, girellando su internet, ho avuto come un’agnizione. Era a dire il vero qualcosa che avevo sotto gli occhi da molto, molto tempo, e che forse mi sono ostinata a non vedere per ragioni personali.
La cosa è questa: chi ha un giardino in genere sta abbastanza bene economicamente.
Parliamo della gente comune, lasciamo stare i vari ricconi assortiti.
Saltellando tra blog e blog, da un sito all’altro, quando qualcuno posta l’immagine di un fiore (di una rosa, solitamente), tutti dietro a sbavare e a dire: “Oh, ma che colore magnifico, la voglio, la voglio, chi la vende?”. Penso che se ognuno comprasse davvero tutte le rose che ha dichiarato di voler “fare sue” durante la primavera, in autunno avrà i suoi bei conti da fare con le bollette e l’affitto.
Un’altra cosa: sempre in giro per internet, ho letto degli appuntamenti che ci si danno non solo per visitare le fiere orticole e per ritirare le piante prenotate, ma che sono parecchie le persone che approfittano del viaggio per vedere qualche mostra artistica, per partecipare a qualche soirée, per vedere altri giardini o per fare semplicemente dello shopping non giardinicolo. Questo implica fermarsi magari una notte, pagare un albergo se non si sta da amici. Addizionando a questo il costo del biglietto e delle numerose piante ordinate, una gitarella al Messer Tulipano può costare dai 500 euro in su.
Tutto questo per il piacere di incontrasi, di far parte di un gruppo (esclusivo o meno), perché le piante basta ritirarle per posta.
Qualche centinaio d’euro speso in più per albergo, biglietti, taxi, viaggio e shopping significa che comunque quella cifra sarà sottratta dal tuo budget per il giardino oppure per altre spese. Evidentemente chi lo fa può farlo (beato lui).
Ne consegue -evidentemente- che un giardino ricco di tutte quelle ricercatezze botaniche che si trovano solo alle fiere, sarà un bene destinato non certo alle masse piccolo-borghesi, che al massimo beneficiano di piante da supermercato e rose in cartone, ma ad una porzione di società più alta e più ristretta (cosa confermata anche dalla predilezione per eventi culturali), anche se non ancora “alto-borghese” .
Quindi per avere un giardino che chiameremo genericamente “bello” (nel senso che qualsiasi visitatore, dai gusti più o meno raffinati dirà: “però, che bel giardino!”) occorrono (anche) soldi. Non solo quelli ovviamente, ma anche quelli.
Le masse meno abbienti invece si dividono sostanzialmente in due categorie: coloro ai quali il giardino interessa poco se non come spazio introduttivo all’abitazione e che quindi viene a stento tenuto pulito e sgombro, oppure coloro i quali non concepiscono neanche l’idea che in Italia possano esservi expo floricoli e che pensano che il mondo delle piante sia la somma di quelle possedute dagli altri e di quelle vendute nei mercati. Non sempre escono bei giardini da queste persone, soprattutto nel momento in cui scimmiottano il giardino dell’avvocato. Ma la maggior parte delle volte, dove il movimento peristaltico del mercato si fa sentire di meno, ne esce il distillato di un luogo e del suo rapporto con la natura, con l’estetica e con il prossimo.
Insomma, per dirla francamente mi sono sentita scollegata da un mondo che credevo fosse anche il mio. Leggo dialoghi che non sembrano appartenermi più, come di persone che si raccontino a vicenda dei loro acquisti di marca.
Una vera e propria agnizione. Ho capito di non aver mai fatto parte di questo mondo, ma di averlo solo sfiorato.
groggy
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)
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