Un consiglio per te, Gilles

Un consiglio amichevole per Gilles.
Brevettati i brand “giardino planetraio” e giardino in movimento”. Qualcuno poterebbe pure rubarteli. Magari meglio se ci fai mettere il copyright sopra, così di fai un tot al mese solo di diritti. Ti ci compri la foresta amazzonica o un’isola tutta per te.

Comunque, vorrei avvisarti che all’incirca dal 1800 (periodo in cui fu coniato il termine “biologia”), la scienza chiama “vita sulla terra” quello che tu chiami “giardino planetario”.

E ora che ci sono con i consigli, smetti di scrivere libri di giardinaggio, ti prego, non è il tuo genere. Datti ai racconti di viaggio e ai travelogues. Quelli ti escono bene. E non pubblicare un libro l’anno, stai diventando come Bruno Vespa. Isomma, datti una calmata. E non farci passare come oro colato quello che in realtà è acqua di fontana.

Il giardino in movimento, ed. Quodlibet

Ricevo dalla casa editrice Quodlibet la notizia che dal 23 marzo sarà disponibile in Italia un altro libro di Clément, autore abbastanza prolifico ma di cui scarseggiano le traduzioni in Italiano.
Il libro è intitolato Il giardino in movimento

Parco Citroen, Parigi

Il giardino in movimento racchiude in sé diversi gradi di leggibilità: è una guida per il giardiniere, è un trattato di filosofia della natura, è un resoconto letterario delle esperienze che Gilles Clément (paesaggista, ingegnere agronomo, botanico ed entomologo) ha fatto interagendo con la natura. E parte non secondaria dell’importanza di questo libro sta nell’imponente apparato di immagini che lo stesso autore ha raccolto a corredo del suo racconto.
Non un manuale o un prontuario, dunque, non si tratta di precetti o prescrizioni, ma un vero e proprio viatico, la scorta di provviste per il viaggio attraverso quello che Clément ama definire – nel quadro di una analisi che spesso mostra anche i limiti dei concetti tradizionali dell’ecologia – il giardino planetario.
Indispensabile, per il giardiniere (come Clément stesso ama farsi definire), è innanzi tutto un’educazione dello sguardo, allo scopo di acquisire la facoltà di rinvenire ciò che nel mondo vegetale è al contempo invisibile e fondamentale. E in tal senso questo libro fa da complemento al Manifesto del terzo paesaggio, pubblicato da Quodlibet nel 2005, integrandone e arricchendone le idee in forma
più estesa e narrativa.
Dall’altro lato vengono descritti e analizzati nel dettaglio una miriade di casi concreti per rendere trasparente cosa significhi dare corpo a un’idea paradossale come quella di «giardino in movimento», spazio in cui la natura non è assoggettata e soffocata dalle briglie di un progetto, di uno schema preconfezionato, e dove spesso è più prezioso sapere cosa non fare piuttosto che intervenire e aggredire. Si apprende l’arte di agevolare, favorire, incoraggiare, e mentre «il gioco delle trasformazioni sconvolge costantemente il disegno del giardino», tanto il giardiniere, ovvero il «guardiano dell’imprevedibile», che ogni eventuale visitatore, possono nutrirsi delle immancabili dosi di sorpresa che la natura riserva loro quando si esprime finalmente nella sua pienezza.

Gilles Clément
Il giardino in movimento
Con 128 tavole a colori fuori testo
Repertorio delle piante citate a cura di Enrico Scarici
Traduzione di Emanuela Borio
«Quaderni Quodlibet»(160×225 mm)
ISBN 978-88-7462-335-8
pp. 320 – euro 28,00
In libreria dal 23 marzo

Note biografiche:
Gilles Clément (1943), docente presso l’École Nationale Supérieure du Paysage de Versailles e scrittore, ha influenzato con le proprie teorie e con le proprie realizzazioni (tra queste il Parc André Citroën e il Musée du quai Branly, entrambi a Parigi) un’intera generazione di paesaggisti europei. Ha pubblicato tra l’altro, Le jardin planétaire(catalogo della mostra alla Villette di Parigi, 1999), La sagesse du jardinier (2004), e due romanzi, Thomas et le voyageur (1997) e La dernière pierre (1999).
In italiano sono stati pubblicati l’antologia Il giardiniere planetario (22 Publishing, 2008) e Elogio delle vagabonde (DeriveApprodi 2010). Quodlibet ha già pubblicato Manifesto del Terzo paesaggio, a cura di Filippo De Pieri, nel 2005.

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