Quattro concorsi e un festival del paesaggio (dal 17 al 19 maggio, a Roma)

Sembra promettetente questo evento fieristico. Spero di ricevere i commenti dei lettori romani

Festival del Verde e del Paesaggio
Dal 17 al 19 maggio 2013
Parco Pensile – Auditorium Parco della Musica – Roma

Il verde in tutte le sue declinazioni: non solo architettura del paesaggio e dei giardini, ma anche giardinaggio, vivaismo, manutenzione del verde, letture tematiche, concerti, e poi ancora concorsi amatoriali e per addetti ai lavori, attività ludiche dedicate alla cura e al decoro degli esterni.

Ideata da Gaia Flavia Zadra, la manifestazione intende sfatare i più classici luoghi comuni sul verde.
L’offerta è ampissima: si parte dall’aspetto progettuale con la mostra “Follie d’Autore”, curata da Franco Zagari, in cui sei autori sono chiamati a ideare e realizzare, in piena libertà creativa, sei installazioni di paesaggio.

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Si prosegue con i due concorsi di paesaggio:
Avventure Creative, destinato ad architetti paesaggisti per l’allestimento di giardini temporanei. La commissione per la selezione dei progetti è presieduta da Fabio Di Carlo.
Balconi per Roma, concorso nazionale destinato agli under 30, per la selezione di nove proposte sperimentali di balconi in città. La commissione per la selezione dei progetti è presieduta da Franco Panzini.

… e uno letterario: Racconto breve sotto le foglie, due cartelle per raccontare il proprio giardino interiore.

Una sezione a parte é dedicata ai giardini applicati: veri giardini realizzati da chi per mestiere fa la manutenzione del verde.
Mostra mercato e presentazioni, incontri, iniziative dedicate ai bambini, corsi pratici di giardinaggio, istallazioni di artisti, performance musicali.

INFO: Auditorium Parco della Musica – Via Piero de Coubertin Roma – Dalle ore 10 alle ore 20,30 Ingresso euro 10,00

Festival Del Verde e del Paesaggio

Follie d’Autore

Concorso Avventure creative

Concorso Balconi per Roma

Concorso Racconto breve

Seconda giornata Internazionale del Fascino delle Piante

SPOSTAMENTO DATA
IL PARCO NARRATO, passeggiata d’autore a Villa Olmo con Parolario e Ortofloricola.

l’incontro previsto per sabato 18 maggio è stato spostato al
7 settembre alle 16 nell’ambito di Parolario
il programma rimane invariato


Parolario

Parolario


Sabato 18 maggio Seconda giornata Internazionale del Fascino delle Piante

Ore 10 – Villa OLMO : Il parco narrato
Parolario e Ortofloricola Comense
invitano a una visita guidata al parco di Villa Olmo (Como), a cura di Emilio Trabella.

Ispirandosi al libro per bambini Un lago di Storie (Carthusia edizioni) , un gruppo di alunni del laboratorio della classe Quinta B della Scuola elementare F. Corridoni di Como, accompagnati dalla maestra Mira Bianchi, presenteranno, alla base di 7 alberi del parco da loro scelti, i racconti poetici raccolti nel libretto ‘SfogliAMOilparco’ e metteranno a dimora i relativi cartellini con il nome di ciascuna pianta.

Ritrovo all’ingresso principale del parco
Contributo di partecipazione € 5 per gli adulti

Si ringraziano per la collaborazione Camera di Commercio di Como e GEV Comune di Como

In caso di maltempo la visita sarà rinviata a data da definirsi
Prenotazione obbligatoria a info@parolario.it tel +39.031.301037

Blossomzine

Blossomzine

Blossomzine

I più accorti e gli adepti di Facebook avranno avuto la notizia della nascita di una rivista online diretta da Dana Frigerio, titolata Blossomzine . E’ gratuita e consultabile online presso il sito che vi ho linkato. E’ molto fashion-trendy-lifestyle, un po’ distante dalle tematiche di Giardinaggio Irregolare, ma è stata fatta davvero bene e con grande amore e partecipazione di tante persone che vi hanno lavorato prestando la propria opera per il piacere di farlo. In ultima pagina c’è una intervista anche a muà, se qualcuno vuole darci un’occhiata.
Devo dire che tutte le persone della redazione sono state simpaticissime e si sono rivelate amichevoli, aperte, generose. Sapete, tra i blogger c’è sempre un po’ di competizione per i primi posti del ranking, ma per questo progetto si è lavorato insieme, e di tutte le cose che mi piacciono di Blossomzine, questa è quella che ho apprezzato di più.
Dateci un’occhiata, è una rivista fresca, con belle foto, con un occhio alla domesticità country e shabby, ma senza cadere nel dolciastro e svenevole. Ci sono notizie e informazioni sul giardino. C’è un bell’articolo sull’orto medievale.
Su Facebook potete cliccare il fatidico “mi piace”, o sfogliare la pagina delle foto e leggere l’intero magazine.

Di sotto vi metto una foto mia che è stata utilizzata per il magazine.

Una mia foto sul primo numero di Blossomzine

Una mia foto sul primo numero di Blossomzine

Dall’11 maggio rose su rose

Rosa 'Florence Delattre'

Rosa ‘Florence Delattre’

Ho ricevuto un lungo e molto articolato comunicato per una serie di eventi incentrati sulle rose, che si terranno a Serramazzoni.
La lunghezza del comunicato mi ha sconfortata. Ai rodofili più accaniti lascio il piacere di individuare uno o più eventi, che partiranno dall’11 maggio, che possano fare al caso loro.
Per scaricare il programma clicca qui: programma Serramazzoni città delle rose

Rosa ‘Aloha’

Rosa Aloha (7)Finalmente tra le mie mani la ‘Aloha’, una rosa che ho sempre desiderato.
Acquistata in vaso, si sta comportando bene. Adesso vedremo dopo la fine della prima fioritura cosa farà.
Il fiore è un filino più grossolano di quanto avessi immaginato, anche se ha quella morbidezza pastosa del colore che a me piace tanto, con pagina inferiore del petalo più scuro, e un morbido arricciarsi del margine.
Si apre da un bocciolo tozzo, diventa un bel fiore turbinato, e poi si scompone in un fiorone aperto e con i petali sovrapposti, il centro ben visibile. Non esattamente quel che si definisce “di squisita fattura”.

E’ gradevole come fiore reciso specie se mescolata alle margherite gialle. Col bianco tende a diventare troppo caramellosa, deve mantenere un’aria rustica. Gradevole profumo.
Per il resto stiamo a vedere cosa combina.

Maestri di giardino presenta “Scrivere verde” a Torino

tasini_def1Nell’ambito delle attività di Torino Musei, con biglietto di ingresso ad un euro, vorrei segnalare che l’8 maggio, alle ore 17, Daniele Mongera presenterà la collana “Scrivere Verde”.

I giardinieri scrivono. L’hanno sempre fatto. Tolgono gli stivali, sfilano i guanti, scrollano il pullover e aprono un diario. Potano appunti e vangano; innestano frasi e annaffiano. È un mestiere pratico, terricolo, ma sfugge come le stagioni; obbliga a un lavoro duro, ma effimero. Dove i bilanci sono affidati al tempo di un fiore, o di un frutto, che solo le parole sanno trattenere. Allora scrivono.

Ancora più in là nella stagione, il 26 giugno, sempre alle ore 17 – Diana pace presenterà la Collana “21/34″

Non meno di 21, non oltre 34. Tra questi due numeri interi, la spirale originata dalla successione di Fibonacci prende effettivamente il largo. Graficamente, la sequenza si esprime in una serie di quadrati che aumentano di dimensioni, restando legati al più piccolo, al quadrato di lato 1, da una regola aurea. Prima che ci si allontani troppo, è opportuno rintracciare l’origine, o lasciare traccia.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Se ne raccomanda il consumo smodato (AssoBirra a Orticola)

simpson-birraEssere blogger giardinicole ha dei risvolti inaspettati. Ho saputo che ad Orticola di Lombardia, fine settimana 10- 11 e 12 maggio, ci sarà AssoBirra, una associazione di produttori di birra ecologica.

Ora, dovete sapere che io nutro una sorta di venerazione per la birra. Sì, anche per il vino, ma per un vino che sia bevibile ci vogliono dai 40 euro in su, mentre due bicchieri di ottima birra, tanti quanti me ne servono per mandarmi al tappeto, bastano una dozzina di euro.

E poi, la birra. Che mistero.

Il vino è mistico, spirituale, eucaristico, poetico (danzava una sera tra le bottiglie lo spirito del vino diceva forse Verlaine, forse Baudelaire, due che il vino non se lo facevano mancare mai). Il vino è divino, appunto, e prende parte alle cerimonie liturgiche con nonchalance e superiorità. Che spirito miracolistico.

Ma la birra. La birra, è umana (Birra! sei umano, Charlie! Scent of Woman). Un boccale di birra è un viaggio all’interno di se stessi, della propria intimità, del dolore. Il vino non soffre, è distante, etereo, empireo. La birra ci è vicina, materna, protettiva.
Credo che molti ricordino un libro che fece un successone, tanto da consegnare l’autore alla notorietà.
E’ La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri della vita, di Philippe Delerm.

delerm la prima sorsata di birra

E’ l’unica che conta. le altre, sempre più lunghe, sempre più insignificanti, danno solo un appesantimento tiepido, un’abbondanza sprecata. L’ultima, forse, riacquista, con la delusione di finiore, una parvenza di potere…
Ma la prima sorsata!
Comincia ben prima di averla inghiottita. Già sulle labbra un oro spumeggiante, frescura amplificata dalla schiuma, poi lentamente sul palato beatitudine velata di amarezza.
Come sembra lunga la prima sorsata. La beviamo subito, con un’avidità falsamente istintiva. Di fatto, tutto sta scritto: la la quantità, nè troppa nè troppo poca che è l’avvio ideale; il benessere immediato sottolineato da un sospiro, uno schioccar della lingua, o un silenzio altrettanto eloquente; la sensazione ingannevole di un piacere che sboccia all’infinito…Intanto, già lo sappiamo. Abbiamo preso il meglio. Riappoggiamo il bicchiere, lo allontaniamo un po’ sul sottobicchiere di materiale assorbente. Assaporiamo il colore, finto miele, sole freddo.
Con tutto un rituale di circospezione e di attesa vorremmo dominare il miracolo appena avvenuto e già svanito. Leggiamo soddisfatti sulla parete di vetro il nome esatto della birra che avevamo chiesto. Ma contenente e contenuto possono interrogarsi, rispondersi tra loro, nienete si riprodurrà più. Ci piacerebbe conservare il segreto dell’oro puro e racchiuderlo in formule. Invece davanti al tavolino bianco chiazzato di sole, l’alchimista geloso salva solo le apparenze e beve sempre più birra con sempre meno gioia.
E’ un piacere amaro: si beve per dimenticare la prima sorsata.

Quindi se sarete ad Orticola, fermatevi alla “Pergola del luppolo” per una birra. Bevetene una anche per me che non posso venire.
AssoBirra poi vi darà tutti quei tric trac che danno le associazioni, ricettari, depilantes esplicativi. Teneteli se volete, se no gettateli, ma conservate l’indirizzario dove acquistare la birra biologica.

Io concludo dicendo che per me non poter venire è un amaro calice, e vi incollo alcune informazioni interessanti ricevute con il comunicato stampa su come usare gli avanzi di birra in giradino.
Sempre che qualcuno sia così pazzo da lasciar avanzare la birra…

… ma che fare con gli avanzi di bevanda rimasti sul fondo della bottiglia o del bicchiere? Potrebbero essere riutilizzati con successo in giardino o sul terrazzo.
Per esempio, offrire un “sorso di birra” di tanto in tanto farà crescere i gerani più rigogliosi e forti, mentre tamponando le foglie delle piante con un batuffolo di ovatta imbevuta di birra ridarà loro lucentezza. Anche presi singolarmente gli ingredienti di una chiara possono aiutare l’appassionato di giardinaggio: l’aggiunta di lievito di birra all’acqua per annaffiare (in una proporzione di 3 cucchiai per 10 litri di acqua) aiuterà la formazione di nuovi boccioli sulle rose.
E perché non fabbricare in casa un fertilizzante naturale alla birra? Basta mescolare l’equivalente di una lattina di birra con una tazza di ammoniaca, una tazza di sale inglese e due tazze di acqua per ottenere un concime naturale che, spruzzato sulle piante, le farà crescere più forti e vigorose.
Per i più appassionati di giardino la sfida è rimpiazzare edera e glicine con un rampicante alternativo: il luppolo! Una sola avvertenza: il luppolo raggiunge gli 8 metri d’altezza ed è la pianta che in assoluto cresce più in fretta sulla terra, fino a 10 centimetri al giorno…

Una breve, obbligatoria, chiosa al consiglio giardinicolo: in molti amano il luppolo come rampicante, specie nella sua variante a foglie dorate (Humulus lupulus ‘Aureum’). E’ vero che è resistente e veloce, stolonifero e quasi inavasivo, ma non è sempreverde, e ne tenga debito conto chi ha bisogno di una copertura anche nei mesi invernali. Personalmente lo accosterei a rose rampicanti e clematis. Il luppolo dà un’aria molto cottagesca al giardino e in climi mediterranei andrebbe cresciuto a pergola, come la vite da uva. Inoltre le sue infiorescenze coniche sono commestibili e hanno un ottimo sapore di asparagi, a quanto ne dice Vita Sackville-West.

Luppolo e Clematis Warsaw Nike

Luppolo e Clematis Warsaw Nike

Segnalo il blog di Federico Gemma

Cercando su Google mi sono imbattuta in questo bellissimo blog di un illustratore romano. Oltre la pulizia e la freschezza dei suoi acquerelli, sono rimasta colpita anche dalla vivacità e dalla nettezza delle linee. Ve lo consiglio, dateci un’occhiata. Io l’ho messo nel blog roll.
federico gemma BBC

Per inacidire il terreno

Non mi spiego come tutti i manualetti e manualoni italiani si imbroglino quando si tratta di dire come si devono concimare, in maniera biologica, le piante acidofile. Girano attorno all’argomento, cambiano paragrafetto, mettono un “tip” e poi scappano. Ma come, perfino un novizio sa che per inacidire il terreno, oltre al succo di limone, l’aceto, il vino, ci sono il tè, il caffè e il tannino in generale.

Basta concimare normalmente, col compost, il letame, le farine di roccia, o quello che è necessario, e se non volete usare la torba (e vi do ben ragione), o i tradizionali acidificanti a base di solfato ferroso, annaffiare con frequenza con tè leggero, caffè e vino molto diluiti, mettere un cucchiaio di aceto nell’acqua delle annaffiature o un mezzo limone spremuto.
Si può benissimo pacciamare tutt’intorno con aghi di pino, che rilasciano tannino e fungono anche da filtro, inacidendo il terreno.

Questo stratagemma vale più o meno per tutti i vasi, i giardini e gli orti. In situazioni estreme di terreno enormemente calcareo, un paio di litri di tè non faranno magicamente diventare acido il terreno, tanto da piantarci azalee.
Un’altra cosa che tende ad inacidire il terreno è lo sfarinato di lupini, che costa un botto, specie se dovete usarlo a piene mani.
Non pensate di farlo in casa: i lupini in salamoia sono salati, per l’appunto, e danneggerebbero le colture.
Ovviamente, se eseguite questa operazione con piante strettamente acidofile, oltre al principale segnale di buona salute (foglie verdi e grandi, regressione di eventuale clorosi), misurate con una cartina tornasole l’acidità del terreno. La trovate facilmente nei negozi di acquari.

RED Edizioni e Vallardi, ora ve lo potete anche copiare.

Seconda giornata di studi ad Orticola di Lombardia

“La cultura delle piante dall’Unità al conflitto mondiale”
a cura di Filippo Pizzoni e Margherita Lombardi

venerdì 19 aprile 2013 ore 9.00
Villa Reale, GAM, via Palestro 16, Milano

Orticola di Lombardia, associazione senza scopo si lucro, è una associazione storica impegnata a favore della cultura delle piante, dell’arte dei giardini e del verde milanese sin dal 1854

Le foto del pieghevole:
Giornata_studio_quartino 2013-bassa1a

Giornata_studio_quartino 2013-bassa1b

In allegato il pieghevole in pdf:
Giornata_studio_quartino 2013-bassa

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