Torino-Milano, andata e ritorno

Sub specie provincialis: Torino batte Milano un sacco a zero.
Torino è una vera gran signora, una dama dell’Ottocento con i guanti lunghi, la crinolina e le scarpette di raso. Il parco del Valentino è in bellissima posizione, vicino al Po, che è di quel colore verde opaco che hanno i fiumi delle città, attorniato da una cinta di collinette, su cui la foschia si attarda facendo galleggiare alberi e castelli.
I suoi porticati e le strade larghe e alberate ne fanno una madama generosa, che ama la vita notturna ma che non indulge nelle trasgressioni.
Milano, se la bevi ti strozzi. La Galleria, sì, ma è corta, persino più corta del Lungomare di Siderno. La periferia, anche quella non degradata, è costellata da reti arancio da cantiere, lavori in corso e transenne. Andando dall’indiano sembrava di camminare per Reggio Calabria.
La stazione, poi, non ne parliamo: su e giù per le scale mobili alla ricerca di una cabina telefonica, i panini del bar sapevano di cartone e una biro costa settanta centesimi, la gente che ti dà indicazioni frettolose e incomplete. Il meglio è stato il colore rosato del tramonto che si depositava sugli specchi del grattacielo Pirelli.
Alla fine bisogna ben dire: viva Roma!

5 pensieri riguardo “Torino-Milano, andata e ritorno

  1. d’accordo su Torino
    d’accordo che a Milano ci hanno fregato e fa schifo
    d’accordo sul primato di Roma (ormai è sprofondato il mito di Milano come capitale morale come si diceva negli anni ’60) ma NON è vero che Roma sia più vivibile accogliente cordiale ecc ecc

  2. ok allora tolgo vivibile, NON è vero che Roma sia più accogliente cordiale ecc ecc
    per me ci sono tre città che sono assolutely off limits: Venezia, Roma, Napoli.

  3. ti acciungo una perla milanese, la sindaca sciura Moratti per far la gran figa ha mandato a casa di tutti i residenti un depliants pieno di numero positivi, e sa cume lé il titolo?
    ecco è trilingue
    el nost milan
    la nostra milano
    our milan

    dialetto milanese
    italiano
    inglese
    ecco così son contenti tutti, un po’ vernacolo, un po’ nazionalpop, un po’ very internescional.

  4. Venezia a me è piaciuta, ma certo in visita così. Napoli mi fa paura, ma la zona che ho visto dalla stazione al porto sembra Torino, molto austera, nobile, proprio “da signora”.
    Roma io la trovo abbastanza vivibile. Perlomeno da studentessa non ci stavo male. Certo, di notte sognavo il paesello mio, ma era abbordabile.

    La triglossia della sciura Moratti è un bieco pronismo politico a ordini che le vengono da chi la cavalca.
    A me ‘sta cosa del dialetto nordico dà un po’ fastidio. La nostra politica meridionale, meno originale e più supina, si vedrà costretta a copiare l’idea e a fare i tg in dialetto napoletano o lucano. Una cosa abbastanza pietosa, direi. Come dire: mi recinto il mio orticello e quel che deve succedere altrove, succeda pure.
    Sì, più che infastiditi bisognerebbe essere impietositi davanti a questo dépilantes…

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