Estragone: E adesso che facciamo?
Vladimiro: Non lo so.
Estragone: Andiamocene.
Vladimiro: Non si può
Estragone: Perchè?
Vladimiro: Aspettiamo Godot.
Estragone: Già, è vero.
Estragone: E adesso che facciamo?
Vladimiro: Non lo so.
Estragone: Andiamocene.
Vladimiro: Non si può
Estragone: Perchè?
Vladimiro: Aspettiamo Godot.
Estragone: Già, è vero.
groggy
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)
Rassegne di Scienze Naturali
Non mettere a dieta la tua identità
va così male?
E lasciargli invece un biglietto tipo: “Caro Godot, è una vita che ti aspettiamo e adesso ci siamo proprio rotti. Ma chi ti credi di essere, ma sai che sei proprio assurdo? Ce ne siamo andati al cinema a vedere quel film di Frank Capra, “It’s a Wonderful Life”, quello con James Stewart da giovane e l’angelo di seconda classe Clarence e il cattivo capitalista Henry Potter e tutto il resto, che magari è un po’ giulebboso, ma almeno ci si commuove. Se vuoi raggiungerci l’indirizzo lo sai, altrimenti continua ad ammirarti l’ombelico. Bye”
Godot non esiste, cosa potrei mai mandargli a dire?
Godot non è Dio, ma magari ne ha solo le sembianze. Godot è quello che aspetti mentre vivi, è la vita stessa. Godot è la quarta parete, Godot è la nostra “cosità” alla quale non arriveremo mai perchè la “cosità” è solo un ideale.
Per quanto ne so io, Godot vive esattamente come Vladimiro, Estragone, Pozzo, Lucky e il Ragazzo, senza sapere di essere Godot. Neanche lui sa dove andare e non sa che ci sono delle persone che lo aspettano.
A questo punto ognuno di noi può essere Godot.
Ci sono persone che hanno guardato oltre Godot, che hanno capito che Godot non sa di essere Godot e non sarebbe mai arrivato, e che se fosse arrivato sarebbe stato troppo tardi. Però non si sono fermate ad aspettarlo, nè si sono impiccate all’albero. Ci sono persone che hanno bucato la quarta parete. Una, per esempio, è Kurtz.
La vita è inutile, la depressione è irrilevante, saremo tutti assimilati dai Borg, oppure il mondo sarà sepolto dalle ostriche, o qualsiasi altra sciocchezza venga in mente. In ogni caso il sole diventerà una supergigante rossa tra circa 5 miliardi di anni, inghiottendo Mercurio, Venere, la Terra e Marte. “E adios muchachos”, Godot compreso.
Comunque io preferisco “La casa dei nostri sogni”, mi piace molto la scena della tintura delle pareti e della vasca da fiori della signora Blandings, del signor Zucca e del resto di dodici dollari e trentasette cents.
Non intendo dargliela vinta, a quel Godot dei miei stivali!
I Borg non mi avranno mai, loro, le loro regine e le loro stronze manie di perfezione. E neppure i Klingon d’antan. Sulle ostriche avrei dei problemi, specie se finissero i limoni. Sulla supergigante rossa poi, in fondo c’è ancora un po’ di tempo. Meglio il cinema, che la quarta parete non ce l’ha, anche se proprio il regista di “Mr. Blandings Builds His Dream House” è quello stesso Henry C. Potter di “Hellzapoppin’ ” che stravolge completamente le regole del cinema narrativo (e anche in “La casa dei nostri sogni” il personaggio di Melvyn Douglas si rivolge ironicamente agli spettatori e nell’ultima scena viene inquadrato il copione del film in mano al protagonista). E’ poi curioso che il nome del regista sia uguale a quello del personaggio del capitalista di “La vita è meravigliosa” di Capra che a sua volta ha ispirato (anche nel simbolo del fulmine) J.K. Rowling per il maghetto Harry.
Brava Lidia!
Darla vinta a Godot? Mai e poi mai.
Aspettando Godot (che non esiste, ma qualcuno ci crede)si possono fare tante cose divertenti, anche se non hanno un senso finale. Certo non puoi farti una gita in bici sulla ciclabile, che, se non caschi prima sulla staccionata, hai buone probabilità di finire nella cloaca. Accidenti non mi viene in mente nulla di divertente a parte andare a trovare Natale Torre, fare un giro nelle sue serre (il paradiso esiste) e fregargli un pò di frutta esotica che in questo periodo dovrebbe essere matura. Ma perchè hai scelto di fare l’Istituto Europeo di Design, invece che andare a studiare a Villa Mirafiori? Le mura dell’istituto sono bellissime, ma il giardino della bella Rosina, anche se così rovinato, ha un fascino incredibile. Oggi ho passeggiato lì sotto l’acqua. I caki sono rossi e gli avocadi maturi. Mi rendo conto che sto scrivendo cose senza senso. Ma quando arriva ‘sto cavolo di Godot!
Dimenticavo: La casa dei nostri sogni è un film che ho visto qualche volta e mi ha sempre messo ansia. Lui, il bonazzo, è troppo giggione, lei, la Mirna, una delle mie attrici preferite, è troppo casalinga americana senza fascino. Vuoi mettere lei, con quegli abiti meravigliosi, nell’Uomo Ombra, quando passeggiava con Asta fermandosi ad ogni albero (però il cane che pisciava non si vedeva)?
Mi piaceva tanto Harvey, il coniglio. Hai pensato a un coniglio? Basta che poi non lo regali al tuo analista in cambio della normalità.
Il “bonazzo” del film è Cary Grant, mica bruscolini (il fatto che fosse gay mi fa pensare a quanto si deve essere divertito a recitare parti da macho regolare, prendendo in giro un paio di generazioni). La Mirna è la Myrna e il Codice Hays impediva di far vedere un cane che faceva pipì. Con i conigli al cinema bisogna stare attenti: a parte il fatto che quello di “Harvey” in realtà è in Pooka celtico, come la mettiamo col Frank di “Donnie Darko”?
Il bonazzo, che da sempre è stato uno dei miei attori preferiti, era uno che si solazzava parecchio alle spalle degli altri. E si vedeva. Credo che lui si sia divertito come un matto a giggionare con femmene, sapendo che tutti gli avevano attaccato il francobollo gay, mentre non lo era, almeno non del tutto. Pare che una nostra gloria cinematografica se lo sia ripassato per bene. E’ il giochino che fa il quasi nostro Georg, che molto evidentemente, l’ha scelto come padre cinematografico. E se fosse il suo vero padre? No, George non ha il mascellone. Per quanto riguarda la Mirna, se non ci fosse stato quel cavolo di codice che impediva ai cani di far pipì sul cineschermo, mica me la sarei ricordata la scena di lei e Dick che camminavano tre passi sì e uno no cercando di risolvere i delitti più fumosi. Aspetta che vado a cercarmi quella cosaccia che mi hai detto di Harvey e sui conigli in generale! Ma lo sai che anche tu sei un bel giggione (assolutamente con 2g) provocatore? Mo’ me ne devo andare. Aspetti tu?
Per quanto riguarda il mio portone, ti lascio a cercarmi qualche cosa di lacane, dato che era la (s)barra ad essersi rotta.
Qualche notte fa ho sognato che spazzavo il terrazzo ossessivamente, come Antonia, e mi accorgevo di un piccolo buco di scolo nel bel mezzo… Mi dicevo che era pericoloso,che ci si poteva inciampare, ed ecco arrivare una ragazzina che lesta ci si è infilata dentro ed è rimasta fuori con la testa: proprio come Winnie.Abbiamo chiacchierato un sacco, io volevo lasciarle dell’acqua prima di andare a lavorare e mi osno svegliata senza averlo fatto.. Mi è rimasta l’ansia finché la ragazzina, in carne ed ossa, l’ho incontrata davvero.
Io non ho pazienza, non so aspettare neppure un minuto e Beckett, anche certi spettacoli bellissimi che ho visto a teatro, mi riesce difficile sopportarlo…
Però però, aspettando Godot, com’è bello cazzeggiare, non far niente, rimandare, disfare senza fare… dote da adolescenti, che sanno vivere nel qui ed ora!
Ho una curiosità: com’è che da Siderno Calabro questo blog sta prendendo una deriva tutta torinese?
Forse Lidia è il momento di un viaggio giù al Nord…
Ci ho riflettuto:
Godot non arriva mai perché sta aspettando Chuck Norris
Chuck Norris Godot se lo arrotola con due dita e poi se lo fuma
Jude mi fai morire.
Sono anni che aspetto Lidia qui a Torino,altro che Godot!
Ecco fatto! Mi sono documentata sui conigli. Harvey è veramente un pooka, ma buono. Mi sono riletta la trama del film che avrò visto l’ultima volta trenta anni fa e mi sono ricordata assolutamente tutto o almeno credo. Dovrebbe esserci anche una scena in cui lo psichiatra va a cercare su un libro notizie (come ho fatto io, ma in internet). Dicono che in genere il pooka è uno stallone nero bizzoso che si presenta di notte e allora mi è venuto in mente un altro film, “La bestia” anni 70. Bellissimo. Non mi viene in mente il nome del regista, era un polacco forse. Ne ha fatto un altro a episodi, ma meno bello, dove c’è anche un coniglino bianco che gioca molto poco castamente con la sua bella padroncina. Finisce messo in pentola dai genitori di lei. Comunque quello stallone appare di notte, ma c’è anche quello vero atto alla monta che strazia con i suoi nitriti, e la bella castellana sognandolo suda parecchio. Ma c’è anche il nano del circo… Altro che Godot! Darko invece è inquietante. Lo chiederò a mio figlio
Il regista era Walerian Borowczyk (1923-2006) polacco attivo in Francia. Il film con il povero coniglio era “Tre donne immorali?” (1979). “La bestia” era del 1975. Altri film famosi sono stati: “Goto, l’isola dell’amore”(1968), “I racconti immorali” (1974), “Storia di un peccato” (1975) (in cui un’innocente rosa viene utilizzata in maniera impropria, spine escluse), “Il margine” (1976), “interno di un convento” (1978), “Lulù” (1980). In generale il tipo di film che faceva, via via sempre più gratuiti, si inserisce in quel discorso sull’erotismo con alibi intellettuali di cui i francesi menano grande e poco sopportabile vanto, con scivolate midcult da Sade, Bataille, Klossowski a “Histoire d’O”(ri-di-co-lo) ed “Emmanuelle” (con due emme, ché con una siamo già nel campo del trash): pruriginoso softcore kitsch. L’erotismo è un’altra cosa.
@ Lucilla Zanazzi 22/11 at 11:30
Lacan mi ha sempre fatto venire i ver/mi.
Su Cary Grant vedi Kenneth Anger, “Hollywood Babilonia”, Adelphi, 1979, che era uno che se ne intendeva.
Il bello dei codici di censura e di autocensura è che c’è sempre chi si diverte un sacco ad aggirarli.
Continuando la storiaccia del midcult, questa sera ho guardato Fazio e mi sono confermata. Lui invita tutti i personaggi del suo millié (non si scrive così, ma così si pronuncia), pulitini, carini e politicamente corretti. Anche se scrivono robine non importa. Mai lui inviterebbe Pennacchi, per esempio, per me grande scrittore, ma scorretto politicamente, che parla in dialetto veneto romanesco, un pò per celia, un pò per nascita, che facilmente si fa prendere per il culo per ingenuità, che ama provocare, ma non ha capito ancora che “loro” le sue provocazioni se le mangiano il pomeriggio come spuntino e come sputino. Inzomma, da Fazio, se non hai le perle bianche, non verrai mai invitato. Ragazzi, sotto casa mia c’è un grossista… che faccio? Le prenoto? Non posso scrivere nomi, perchè ho scoperto che tutto quello che scrivo va in Internet. Che fregatura! E’ possibile cancellare il mio cognome?
Sì, puoi toglierlo e mettere anche santa Cleopatra, se vuoi.
sarai comunque riconosciuta, solo su questo blog, dalla mail che lasci, e il tuo avatar rimane uguale. Io infatti quando mi loggo sono “Lidia Zitara”, mentre se scrivo da non loggata lascio “Lidia”, ma potrei scrivere “Gloria Swanson”, sarei comunque riconoscibile dall’ip e dalla mail.
Però se vuoi evitare che il tuo nome compaia in lungo e in largo, la prossima volta puoi scrivere semplicemnete “Lucilla”. Dimunuirà un po’ i risultaqti trovati col tuo nome, ma non tantissimo.
Come vedi il mio avatar è uguale: quello dipende dalla mail.