Midcult

Midcult abbronzante

Come distinguere il masscult dal midcult? Semplice: se le professoresse di Lettere lo difendono ai club di lettura si può star sicuri che è midcult.

27 pensieri riguardo “Midcult

  1. adesso non vorrei scatenare l’inferno: a me non è piaciuto nemmeno il libro degli aquiloni ( se non ricordo il titolo un motivo c’è ),ti riferisci solo alla copertina? ebbene è da vomito.

  2. No no, mi riferisco anche al contenuto. E’ da due vomiti, uno per gli aquiloni, film incluso, e l’altro per i 1000 soli che richiedono un latte abbronzante a protezione +100 e un battaglione di astronomi.
    E mi riferisco a signore (perchè sono sempre donne) insegnanti di Lettere vicine alla pensione, con caviglie ben tornite messe in mostra da una esperto accavallamento di gambe, con foulard di marca, profumate un po’ di acqua di colonia, un po’ di crema antirughe, un po’ di lacca per capelli, con maglione d’angora e super-borsa griffata, tacchi alti che tichettano sul pavimento, che mentre spiegano le loro opinioni sulla letteratura ebraica si agitano sulla sedia, spostando i loro tonici culi e toccandosi ripetutamente la collana di perle.
    Per il 5 -signori miei- ci tocca “Col corpo capisco”…

    1. Ma dai Lidia! Mica son tutte così le prof. d’italiano, per fortuna. La prof. di mia figlia è stata una di quelle che ha fondato il Virginia Woolf. Quella delle medie era una vecchia nostalgica e non avrebbe mai letto nulla di qualcuno non ariano. Quella delle medie di mio figlio insegnava anche il linguaggio dei segni, ma era snob da morire e quella roba lì non l’avrebbe mai coverta. Quella delle superiori era un maschio. Come vedi, anche le prof. d’italiano sono variegate. Anch’io non li ho mai letti e neppure sentito il bisogno di vedere il film. Snob anch’io.

  3. Metodologicamente il criterio di Lidia è sinteticamente perfetto. Questa volta non posso che essere totalmente d’accordo. (Il “toccandosi ripetutamente la collana di perle” è un vero “tocco” di antropologia culturale).
    Io non li ho letti per sospetto da “fiuto” (piuttosto mi leggo Dan Brown) ma nell’elenco ci butterei pure: “L’eleganza del riccio” e “La solitudine dei numeri primi”.

    1. Per Fizzi e Tullix. “L’eleganza del riccio” questo invece l’ho letto. Me l’ha prestato una mia amica insegnante di lettere. Che fico!!! Intanto, ti fa sentire super intelligente e intellettuale, perchè snocciola qui e là rudimenti di semiologia e tu dici:”Ma che ce vò? Facile, queste robe le so anch’io. Dunque…” Poi mette su questo bel triangolino: la rospa portinaia, la fanciulla e il ricco coltissimo giap. Fa andare avanti la storia con il progressivo mutamento della rospa in principessa (anche gli occhi cangiano..), la piccola mano a mano si trasforma in manutengola, il ricco giap. diventa più allegro e osè. Scoperanno? L’autrice ad un certo punto si rende conto che è una storia improponibile e allora che fa? Veste per bene la rospa, ormai mezza principessa, la fa uscire per strada e l’ammazza sotto una macchina. Come succede a tutti i rospi che vogliono uscire dal loro habitat. Fine storia.

      1. oddiomio io ci gioco sempre con le perle,eppure sono lontana anni luce dalla descrizione di Lidia,come la mettiamo? Vabbè che io le chiamo pallette…

        Zanazzi, lei è molto cinica.Poveri rospi.

  4. No ,Dan Brown no, dài!
    Il mio prof di italiano al liceo era bravissimo, tanto che poi ha conquistato la cattedra di Storia medievale. Per lui sento tanta riconoscenza, per la sua serietà e umanità.
    Beh, le signore bene non le frequento più da tanto e sto decisamente bene ugualmente.
    ciao

    1. Almeno Dan Brown è onestamente commerciale e masscult come un serial televisivo, perlomeno nella scrittura e non tira a farti sentire intellettuale a tua insaputa. Per i contenuti certo è meglio Martin Mystère.

  5. Fizzi, non sono io cinica con i rospi, ma la scrittrice, che evidentemente ama solo i ricci. Pare che sappiano di porco.

    1. Tullo, con tutto il rispetto, di onesto Dan Brown non ha nemmeno l’alito.La scrittura è onestamente organizzata dal programmino apposito del picì e i contenuti sono lassativi.

    1. Io sul midcult (grazie per le indicazioni sul corsivo) di “Vieni via con me” sarei un po’ più cauto: magari ci sono delle discontinuità e delle cadute di tono, magari qualche elenco è un po’ risaputo, magari in qualche punto si costeggia in maniera imbarazzante il commovente, ma nel complesso non mi sembra un’operazione furba e mistificatrice. Forse “ingenua” nel cercare di parlare a un pubblico vastissimo ma non inautentica.

  6. E brava Lidia! Sottile sei. Quesito a tradimento. Cosa risponderti? L’ho visto il vieni via con me in questione. Parlarne male? Parlarne bene? Sempre un programma televisivo è. Cacchio, se ha fatto i numeri! E’ spettacolo. Canone a parte, non mi è costato niente e non sono neppure dovuta uscire. Se fosse stato in teatro, col cavolo che ci sarei andata. Se voglio consolarmi vado a vedere altro e qualche cosa di nuovo. Sapevo rispondere a tutte le domande, se fosse stato “Lascia o raddoppia” avrei vinto £ 5.000.000. Vuoi che facciamo qualche pettegolezzo su come era vestita la sindacata? Era carina con quella gonnina di panno. Ciao

    1. Sì, l’ho notata anch’io la vezzosa gonnina. Epperò se la Carfagna si veste in maniera austera, perché la Camusso non può andare un po’ più sul frivolo? Basta con i pantaloni di ghisa in stile sovietico!

  7. La cultura sottile di fausto Colombo: vieni via con me

    Non potrei dirmi più d’accordo, gonne a parte.
    Di persona personalmente aggiungo che quello che ha scritto Saviano sarà stato atomico per mezza Italia, per noi si tratta dell’ordinarietà, di fatti ben conosciuti da anni. Anche sulla sua figura da “eroe” Saviano ha giocato molto coi media.

    Per quanto riguarda Fazio invece è un consacratore dei provincialismi e delle frasi fatte da piddino, del tipo “se vince ancora Berlusconi me ne vado dall’Italia” oppure “siamo nel più pieno fascismo”. Invece di sottolineare l’ovvio potrebbe dirci qualcosa che non sappiamo.
    I cantanti e gli autori che arrivano da lui sono già delle macchine per vendere libri e dischi, ci vanno per avere la canonizzazione della cultura eterodossa (eterodossa? ma a chi la racconti?).
    Un esempio della sua totale incapacità e della sua ippopotamica ignoranza è stata l’intervista a Rita Levi Montalcini a cui ha chiesto cose del tipo: “ma lei ha dovuto lavorare di più essendo donna”, e “cosa significa per un’italiana andare in America”. Domande da paginetta culturale della Riviera. E quando lei gli ha spiegato che la guerra non esisterà finchè l’uomo non si evolverà come razza, ti pare che ha capito?
    La Littizzetto non ne parliamo, è un trionfo di midcult comico, solo durante la par condicio, prima delle elezioni, anni fa, riuscì a produrre qualcosa di veramente divertente.
    E non sono d’accordo affatto che il midcult, perlomeno quello di “alta stratificazione” (non certo l’Hemingway del vecchio e il mare, più o meno al livello dei mille splendidi soli)produca il Kitsch: produce il male, la guerra, l’ignoranza, la violenza. Il Kitsch è divertente, il midcult è pericoloso.

  8. Credo che tutta la TV sia quella cosa là che voi chiamate mildcult. Hanno la storia del targhet. Il GF per.., Vespa per.., Giletti per.., Santoro per.., Fazio per noi, che dovremmo entrare in quella fascia là. Il genio di Fazio sta nel tirare davanti alla televisione gente che non deve vergognarsi di dire che quella TV la guarda. Lui è stato un genio in questo. Gentile, educato, carino, grigietto quanto basta, di sinistra, ma non urlato come Santoro, che non guardo. Inzomma, quando stai davanti a lui te pare de stare nel salotto di qualche famiglia benino. Anche la scelta degli ospiti è strafica. Banalizzati, ma su. E’ la televisione ad essere banale e anche lui fa parte di quella banalità lì. Per Saviano credo che sia diverso. Lui è un ragazzotto che ha scritto un libro sapendo che poteva essere pericoloso, ma se i media non glielo avessero pompato, sarebbe finita lì. A quell’età diventare un eroe, avere sprezzo della vita, è somma aspirazione. Poi è finito negli ingranaggi della grande corruttrice. Quella che ti baca il cervello, che ti da il delirio di onnipotenza, quella che fa in modo che se non stai lì, davanti a tutti, non sei più niente. Io ne so qualche cosa perchè ci sono stata in tele. Nella parte bassa, ma ci sono stata ed ho visto. Basta fine della trasmissione.

  9. Credo che il discorso sul midcult e il kitsch (che ovviamente non sono sinonimi e non sono legati da rapporti rigidi di causa-effetto) abbia bisogno di approfondimenti teorici un po’ più rigorosi e questo non per arrivare a qualche formuletta che permetta di applicare facili e aristocratiche etichette (queste sì midcult). Ci sto riflettendo e raccogliendo un po’ di materiali che vedrò di utilizzare in altra sede. Nel frattempo qualche ulteriore provocazione: i gioielli di Bulgari (anzi BVLGARI) dopo che sono stati scelti da Berlusconi per i regali alle sue bajadere sono diventati irrimediabilmente kitsch o erano midcult già prima? I dolcevita bianchi indossati dal macellaio Silvio Garattini o dal sociologo dell’acqua riscaldata Francesco Alberoni sono un’espressione kitsch di infimo livello o dichiarazioni di cattivo gusto innato e basta? Fenomeni irrimediabilmente e violentemente midcult come i SUV da città sono un’espressione di imbecillità o di pericolosa arroganza? E le crociere su condomini galleggianti?
    Ecco, prima di Fazio e Saviano che, con tutti i limiti del mezzo televisivo, mi sembra comunque tentino di fare un discorso onesto e “divulgativo” (che non sempre significa annacquato o edulcorato: Camilleri ad esempio – che ha introdotto Beckett in Italia – ha encomiabilmente lavorato per tutti gli anni sessanta in RAI a sceneggiati tipo “Laura Storm”, “Il Tenente Sheridan”, il “Maigret” con Gino Cervi e alla messa in scena di varie opere teatrali, specialmente Pirandello), penso che la coda sia ben lunga.

  10. Una volta era diverso. In RAI ha lavorato il fior fiore della nostra intelligenza, non solo Camilleri. Vittorini, Gadda e altri adesso non ricordo. Già nei primi anni 70 è cominciata la piattificazione. Avevo questi amici tutti del giro Carmelo Bene, Leo de Berardinis, come Gianni Menon, Sasà Siniscalchi, Puccinelli, e altri ed erano stati già stritolati. Andsvano a “lavorare “. C’erano ancora delle cose belle, ma già cominciavano a passarle di notte. Ecco c’era il grande Giuliani, che faceva parte del Gruppo 63. Lui credo che ci sia ancora. Gli altri sono tutti morti. E’ anche vero che in quel periodo là io la tele non la guardavo mai, perchè tutte le sere uscivo e spesso andavo a teatro (non ero ricca, avevo i biglietti gratis). Non avevo neanche la tele, ma mai nessuno dei miei amichetti mi ha chiesto se avevo visto il loro programma. Vabbè. Oggi ti chiedono, per produrre uno spettacolo, i numeri perchè devono acchiappare i soldi della pubblicità. Qualche programma antigovernativo te lo fanno passare volentieri perchè bisogna pur far consumare quella fetta (20/30%) che non è berlusconiana, anzi lo odia e si bea di sentirne parlare male. I testi della Litizzetto li fa Serra. Il teatro invece lo passa Costanzo (sig!). Conosco i nuovi autori dei miei stivali. C’era un ragazzetto che conoscevo bene, genietto, laureato in filosofia con 110 e lode, la su mamma (così si entra in tele) l’ha messo a lavorare dentro e prima ha fatto un po’ di Cominciamo Bene e poi è finito come autore a
    Uno Mattina. Lui è diventato Uno mattina, cretino. Se vuoi lavorare in TV devi essere banale, ma saper contare bene. Fazio funziona e funziona molto bene e prende più soldi di tutti gli altri (una marea). Non lo conosco personalmente e non l’ho nemmeno mai visto. Lo conosce un’amica mia architettina che vive a parigi e lì gli ha fatto casa. Dice che è carinissimo. Almeno questo. Ma io non ce l’ho con lui in particolare! Credo che sia in buona fede.
    Giletti è uno che fa un programma televisivo su qualche canale, 1 o 2, di pomeriggio. E’ uno che va sempre a Lourd (come cacchio si scrive?)ad accompagnare i malati. Non è sposato e sta sempre con la sua ricchissima mamma. Pubbliche virtù…poi i suoi programmi sono da vomito, solo strafiche sgallettate e “Signora mia come si sente, adesso che le hanno sgozzato il figlio?”. Scusate.

    1. Comunque, nè Giletti e nemmeno Fazio, scrivono i testi. Sono rigorosamente fatti in redazione e loro devono assolutamente attenersi. Credo che Fazio sia anche autore.

  11. Sono contenta per tante cose: 1) mai avuti tanti commenti e di bella qualità, con molte voci che si alternano e portano una loro esperienza
    2) vi ho portati un po’ dove volevo.

    Midcult. Grazie signor macDonald, che un cognome peggiore non te lo potevi trovare.
    Dove inizia, dove finisce? Ha anche questo i suoi bravi “brows” , high, middle, e low? Per cui potremmo dire che Fazio e Saviano sono highbrow midcult, più difficili da riconoscere, e che mille splendidi soli abbronzanti è un vero e proprio prodotto mediano, un middlebrow midcult?
    MacDonald, mi pare che lo scrisse Eco, avrebbe messo anche il Simenon non-Maigret nel Midcult, e il Simenon-Maigret nel masscult.
    E allora? Che facciamo? Dove stiamo noi? Ci hanno indottrinato sul midcult, siamo stati salvati dal peccato originale del Kitsch dai vari Philippe Stark e compagnia cantante, ma come discriminare la vera cultura da quella inautentica (e il fatto che chi la pratica sia sincero non significa che non sia terribilmente midcult: posso mettermi a strimpellare con sincerità un pianoforte, ma questo non fa di me Beethoven).
    E allora arriviamo alle etichette: come dice Tullozzo, quelle sì midcult.
    Allora che rimane? Non giudicate per non essere giudicati? O giudicate con giudizio, sì ma il giudizio di chi? Cambierà il midcult a seconda dell’individuo e della fascia socio-culturale.
    Midcult, sei come lo spirito santo, ineffabile, uno, trino, treno, carrozza e wagon-lit.
    Alla fine ci resta solo la follia.

    1. Midcult o masscult, va bene tutto. L’importante è riuscire a vedere nelle cose. Il contadino bravo fa un’ottima cultura. L’ha detto anche Zingaretti da Fazio. Ah,Ah, Ah (si ride così?)

      1. grazie per le info; io guardo solo rai3 e in occasioni eccezionali altre reti per Santoro o Il commissario Montalbano.Tutto il resto mai,non so nemmeno che è unomattina Questa estate Tullix ha visto una roba che si chiamava Castle ed era bruttina assai, senza sugo.Ho fatto un po’ finta che mi piacesse

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