Acacia

Cari amici, dopo tre settimane di abbandono quasi totale riprendo il blog. Avevo in cantiere questo post da giorni, ma se non lo pubblico oggi non lo pubblico più. Anche i post dei blog hanno una data di scadenza. Ecco qui, volevo parlare un po’ dell’acacia, ma proprio come pianta.

L’Acacia dealbata, la mimosa delle donne, è una pianta problematica, che andrebbe utilizzata in maniera oculata.
È problematica per via del suo colore vistoso e per la rapidità della sua fioritura. Il colore in sé non è neanche un problema enorme, ma è l’abbondanza della fioritura che lo rende così impegnativo. Se fiorisse di meno, ma più a lungo e magari ripetutamente durante l’anno, l’Acacia delabata sarebbe certamente una pianta più semplice e sicuramente più collocabile in giardini piccoli.
Ma ovviamente non si possono pretendere i mille miracoli dalle piante: loro sono quel che sono, esattamente come noi siamo quel che siamo, e in più devo confessare una certa simpatia per le piante che si concedono “tutte in una volta”, hanno un che di ostentato che gli dà carattere.

Per il resto l’acacia ha un bel portamento, un fogliame fine e molto soffice, che si muove delicatamente con il vento leggero, e per di più ce ne sono alcune specie di un profumo così soave da essere degne di un dono divino.

Dal mio punto di vista, cioè quello di un abitante in luoghi mediterranei, l’acacia andrebbe utilizzata non già come ornamento di villette a schiera o studi di avvocatesse e ginecologhe, ma in una struttura di verdi ben concepita,in cui il giallo della fioritura sia un valore aggiunto e il bel portamento della pianta sia il punto d’attrazione durante tutto l’arco dell’anno. L’ideale sarebbe un bel muro antico, magari di fattura moresca, delle svettanti palme, un albero di limoni a fruttificazione invernale, e dei verdi molto semplici e misurati, come edera, Senecio angulatus, Thunbergia grandiflora.

Per farla breve, se si ha una buona distanza tra l’edificio e il muro perimetrale, si può pensare ad una mimosa come punto di interesse in marzo, insieme a piante sempreverdi dalla forte copertura, come agrumi, Ficus benjamin, persino Thuia, cipressi e conifere in genere. Ma secondo me il meglio lo dà in contesti mediterranei, che non vuol dire “tropicaleggianti”, ma laddove ci sia una forte presenza scultorea di piante che ben si prestano al clima mediterraneo, come le euforbie a portamento a candelabro (o anche quelle dal portamento rampicante, e anche la vecchia E. milii, purchè sia davvero vetusta). Buone compagne clivia e Chasmanthe, fiori carichi di colore e dal portamento molto strutturato, sufficientemente basse da non stare a diretto contatto con l’allucinato giallo della acacia.
No rose e tutta quella barba romantica.

Sto rivalutando l’uso della Acacia come pianta da viale pubblico. È molto graziosa anche quando non è fiorita e non è ingombrante, in più anche un idiota di giardiniere comunale sa potare un’acacia (in verità sono quelle tipiche piante no-scissors).

Il difetto che ha è che è bella solo da adulta, cioè quando ha dieci anni o giù di lì. Da piccina sembra un pulcino allampanato in mezzo al prato.

Ne ho viste di molto graziose, tra i muri rovinati delle case di campagna, ma purtroppo non sono riuscita ad andare a fotografarle. Solo oggi sono riusita a fotografare un bell’esemplare ancora nel pieno della fioritura.

Un pensiero su “Acacia

  1. Brava, sembra scontato parlar di mimose l’otto marzo, invece no! Non è una pianta molto amata, e la festa snobbata da tanti. Non ho ricevuto, nè visto molte mimose in giro. A Genova dove abitavo ce n’erano molte, fioriscono molto prima dell’otto marzo, in pieno inverno. E’ vero che è molto bello vederle svettare da un vecchio muro di qualche stradina stretta, dalle parti di Albaro, si sente il profumo…è una pianta bella in città, esplode proprio quando fiorisce, illumina il grigio delle case, ce n’è una vicino allo stadio di Marassi, così bella anche la sera, illuminata da un lampione. Ed è bello anche incontrarle in autostrada…

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