Spam-spazzatura-porno-kitsch-trash-phishing e buonumore

Ogni volta che entro in bacheca devo cancellare sfilze di spam. Me li leggo tutti, almeno quelli non in russo o in cecoslovacco, mi piacciono tantissimo. Adoro lo spam, il kitsch, il trash, la spazzatura: mi mette di buonumore. Mi diverto tantissimo a notare come lo spam cambi a seconda del periodo, delle mode, dei nuovi prodotti lanciati sul mercato. Mi diverte moltissimo il phishing elementare, quello che ti dice “Non è uno scherzo! sono le 19:22 e 7 secondi, e tu sei il decimiliardesimo utente che visita questo sito! hai vinto una Alfa Romeo Giulietta nuova di zecca”, oppure quello che imita le lettere di E-bay che usa caratteri strani per coprire le informazioni che non hanno.

Sono stata attenta alla storia dello spam: da principio c’erano le catene di sant’Antonio con le richieste d’aiuto ai bambini malati, poi i mantra per la fortuna o la salute, poi ancora sono cambiati gli oggetti dei messaggi, e sono spuntate le maledizioni e le sciagure. Qualche anno fa sono iniziate a circolare leggende metropolitane che ti mettevano sull’avviso su prodotti o azioni, con l’avvertenza: fai girare.
Adesso vanno un sacco le blandizie. I complimenti più belli te li fa sempre lo spam. Ma che bel blog, devi essere un esperto in questo settore, lo metto tra i miei preferiti, che bell’avatar, scrivimi, ti risponderò subito, ecc.

Poche volte arriva dello spam puro, con i link a negozi di sostanze stupefacenti, di prodotti dimagranti o di viagra. Dev’essere passato di moda.

E poi confesso una divertimento gaudente e incosciente nel leggere i titoli dei porno amatoriali che qualche volta vengono richiamati da qualche parola nella ricerca su e-mule, vero e proprio mondazzo di film porno.

A volte dentro ci sono delle storie, che se sviluppate potrebbero diventare dei racconti o dei romanzi, non necessariamente a sfondo erotico.
Titoli del tipo: “incontro una mora nella campagna di Frosinone, la ingufo e lei mi regala le sue mutandine”, oppure “Jessica, l’amica di mia sorella, si alza la gonna e mi fa vedere la sua trottolina amorosa depilata”.

Ci vuole fantasia per scrivere questi titoli, anche perchè poi vengono indicizzati a seconda delle parole, perciò spesso ci si ritrova con un titolo seguito da una lunghissima sfilza di parole “oscene”, ma che nel contesto assumono una valenza del tutto surreale e quasi magica.
Io ho sempre considerato l’eros una forma molto potente di arte, e se questi titoli non hanno certo intento artistico, formano delle raccolte che sono uno spaccato non solo di una certa società (giovane, internettara, muscolare, alla ricerca di visibilità, modaiola, che vive l’esperienze sessuali al ritmo veloce dell’ipod), ma sono attrattive di per sè, perlomeno per chi -come me- ha una perversione voyeuristica (il che fa parte della nostra società, basti pensare a “Grande Fratello”). Sono insomma un esatto opposto delle poesie di Garcia Lorca: titoli del tutto prosaici, mirati ad essere individuati tramite un tag, violenti nella loro esplicita concretezza.
Anche la violenza è forte mezzo per la produzione di arte. E in questi titoli si abbinano l’eros e la violenza, un binomio potentissimo.

Be’, questa che era nata come una riflessione a margine e che ritenevo di finire in pochi minuti, mi ha preso mezzo pomeriggio per le continue interruzioni.
In realtà oggi volevo parlare delle erbacce. Ne parlerò domani.

2 pensieri riguardo “Spam-spazzatura-porno-kitsch-trash-phishing e buonumore

  1. Ricordo che lo spam e il phishing era d’uso già quand’ero pre-adolescente. Trent’anni fa. Selezione Reader’s digest era la più infestante degli spam. Ricordo quante volte avevo vinto chissà cosa scoprendo inevitabilmente il quarto asso mancante. Per non parlare poi dei Club degli editori vari con i loro libri del cacchio. Da ultimo, veramente una delusione, un concorso a premi per vincere una macchinetta fotografica in vera plastica abbinato alla rivista ‘Altro consumo’. Ma ci pensi?
    Ogni volta una sorpresa alla quale seguiva una delusione. Magari è proprio questo che ti incuriosisce dello spam. Gocce di sorpresa che svaniscono appena dopo, come delle patatine al formaggio. Metti in bocca e fine.
    Quanto al porno poi e al connesso spam, anche qui trent’anni fa ci giungeva più o meno inconsapevolmente con il catalogo della Vestro. Mamma mia, chi tra i maschi non lo ricorda? E gli occhiali per vedere attraverso i vestiti de L’intrepido. Ragazzi, che spasso!

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