Il libro che porterei su un’isola deserta

Intendiamoci, con le mie capacità e la mia fortuna è probabile che mi punga un insetto mortale, mi vada in cancrena una gamba, mi cada in testa una noce di cocco, affoghi nel tentativo di pescare, mi mangino gli squali/i caribù/gli orsi polari/le capre/le iguana/i cormorani, muoia semplicemente d’inedia o di ustioni solari.

Ma se mi dovesse capitare una permanenza lunga alla Robinson Crusoe, c’è un libro -più di tutti di tutti- che sono sicura mi terrebbe compagnia per tanti anni.

Qualcuno riesce ad indovinare quale sarebbe?

56 pensieri su “Il libro che porterei su un’isola deserta

  1. Accidenti ma è difficilissimo!!!
    Partendo dai tuoi presupposti, la cosa migliore sarebbe un manuale per sopravvivere in un’isola deserta…
    Qualche pista?
    Sparo a caso… magari il libro dal titolo più lungo del mondo (The Life and Strange Surprizing Adventures of Robinson Crusoe, Of York, Mariner: Who lived Eight and Twenty Years, all alone in an un-inhabited Island on the Coast of America, near the Mouth of the Great River of Oroonoque; Having been cast on Shore by Shipwreck, wherein all the Men perished but himself. With An Account how he was at last as strangely deliver’d by Pyrates) …conosciuto anche come “Le Avventure di Robinson Crusoe” …anche se la lettura non durerebbe molto a lungo…
    Magari la lunga permanenza sarebbe propizia per leggere finalmente l’edizione integrale delle “Mille e una Notte” … che io tra l’altro non ho ancora finito più che altro per la paura della maledizione che nasconde… in fin dei conti perdere la testa in un’isola deserta potrebbe anche andare bene.

    • E’ vero, i libri mi hanno sempre aiutato, forse un manuale di sopravvivenza sarebbe più adatto, ma non è quello che ho pensato.
      In realtà ci penso da anni, da quando la domanda è arrivata alla ribalta dei talk-show italiani.
      Non è Robinson Crusoe, già letto, già molto apprezzato (per fortuna io di piante ne so, di certo se trovassi campi di aloe non la lascerei lì),
      Acqua con le “Mille e una notte”.

  2. Visto che di piante ne sai, non si tratterà nemmeno dei 3 volumoni RHS che mi hai appena consigliato di comprare…
    Dacci un indizio: qual è il genere?
    Non è che stiamo parlando del “Signore degli anelli”?

  3. ‘L’Isola del tesoro’: sento un sacco di persone lo rileggono e ci trovano verità inimmaginabili. Molti di costoro (sebbene non siano proprio vicino a me) dicono di aver riletto anche ‘I Promessi Sposi’ e lo consigliano caldamente. Io ancora non ci riesco.

    • L’isola del tesoro non saprei. L’ho letto sull’onda del cartone animato ma non mi piacciono i racconti di mare. I promessi sposi dovrei effettivamente rileggerlo dopo l’odio che ci ho buttato dentro a scuola. ma uno di questi anni. Certo, se mi potessi portare una intera biblioteca li includerei, ma non se potessi portare UN solo libro.
      Acqua!

    • mah.. io l’isola l’ho riletta da poco (30 anni dopo…) e mi ha un po deluso, mentre mi ha piacevolmente sorpreso la rilettura di Crusoe!

  4. Mah.. riflettendo sul concetto “…mi terrebbe compagnia per tanti anni” secondo me non può essere un classico qualsiasi, giá letto e riletto… spero non sia la Bibbia, ma proverei con “Alla ricerca del tempo perduto”…

  5. “Cent’anni di solitudine”….l’inventore del ghiaccio…Macondo…la poesia…l’America latina infinita, allora? Fuochino?

  6. Niente, niente, acqua su tutti i fronti! Avete pensato al libro più lungo del mondo? Questo è più lungo.
    Certo, vorrei almeno la versione “estesa”.
    In realtà può essere anche molto piccolo, ma me ne basterebbe una versione “media”.
    Può tenere compagnia davvero per tanti anni, potenzialmente per una vita intera. Inoltre, be’, è come una sorta di “programma contenitore”.

  7. ..appunto, parlando del libro di sabbia mi stavo orientando verso un libro di fantasia, perchè non mi riferivo al racconto, ma al vero libro di sabbia, un volume infinito, dove la pagine non si ripetono mai. A questo punto scartando i libri reali la ricerca si fa ancora più complicata… un “ebook”? ..certo che avresti difficoltà a ricaricarlo… mah…??

  8. Sarà un diario giornaliero? Comunque, tra i libri più belli per me c’è “il libro selvaggio”. Juan Villoro conosce bene i lettori.

  9. Acqua, acqua!
    Vi aiuto perchè ormai sarete stufi. Non è un romanzo, non è un saggio. Può essere un ebook ma di solito non lo è, anche se gli ereader ne hanno di diverso tipo. Costa parecchio specie se se ne compra uno “importante”. Può essere tascabile o enorme.

    dai, adesso non ditemi che non avete capito!

    • Sì, adesso io ho capito! Il dizionario! Nel tuo caso immagino della Lingua Italiana. Io non me lo porterei invece, ma se dovessi fare una scelta così radicale avrei dei dubbi e sarei tentato forse da quello spagnolo, più che altro per la grande varietà di parole che arrivano dal Sud America …ma soprattutto dall’arabo! 😀

      • E’ proprio il dizionario! Credo che terrebbe compagnia più di qulsiasi libro. In fondo la gran parte dei libri che leggiamo sono contenuti nel dizionario. Su un dizionario si possono passare ore ed ore a sognare una sola parola.
        Sì, vorrei quello di Italiano, non di un’altra lingua. Vorrei sentirmi a casa, il dizionario mi fa sempre sentire a casa.

      • ..eh! Vabbè … “vinto” …facciamo, indovinato. C’era qualcosa da vincere? Anzi, adesso faccio io una domanda a Lidia. ¿Hai una qualche preferenza sul dizionario?

        • Italiano, italiano! conosco poco le altre lingue, non abbastanza da poter costruire castelli in aria su una sola parola.
          Ci sono quelle sfumature che comprendi solo nella tua lingua madre

        • HAHA… dovevo forse essere più preciso… A differenza di altri paesi.. per esempio per lo spagnolo c’è 1 dizionario, quello della RAE (Real Accademia Española).. da noi (..gli italiani) i dizionari sono tanti, Zingarelli, Garzanti, Treccani etc.. ognuno ha il suo favorito.. non si dovrebbe fare pubblicità, ma con la mia domanda volevo conoscere il tuo favorito (… Right Thoughts, Right Words, Right Action..). Io non so dire perchè ma mi sento sempre più a mio agio con il Garzanti.

        • Ma dai, esistono veramente i manuali di Super Pippo e di Zio Paperone?? Ma che ho vissuto a fare fino ad ora?? E io che mi credevo super-fortunata ad avere anche quello di Nonna Papera oltre naturalmente a quelli delle Giovani Marmotte. In effetti il vocabolario è un bel libro da portarsi sull’isola deserta; io lo accoppierei con un dizionario etimologico, uno ben fatto però, così sai che castelli in aria che vengono fuori? 🙂

  10. quando ero piccola ed eravamo in vacanza in un posto sperduto sullo ionio, l’unico gioco possibile a parte il tressette (non esistevano tablet, cellulari and co.) era il gioco del vocabolario (partecipavano adulti e bambini): si apriva il vocabolario a caso, si sceglieva ad occhi chiusi una parola e avevamo 5 minuti di tempo per scriverne in gran segreto un significato fantasioso (e anche inverosimile) della parola, si vinceva per standing ovation 😀

  11. Allora, rispondendo uno ad uno. Il Garzanti dell’uso (un volume) mi piace molto, è comodo, pulito, preciso. Mi trovo molto bene con il Grande Dizionario UTET (de Mauro), 8+4 volumi. Il Devoto-Oli (vecchia edizione, copertina rossa, più recente di quella con copertina verde, due volumi)è monopolizzato da mia sorella. Questi sono i dizionari che preferisco. Non ho il Sabatini-Coletti però, e lo vorrei, ma con questi chiari di luna…
    Non sapevo che in Spagna esistesse solo un dizionario realmente accreditato, ma quanto è difficile ‘sto spagnolo? Eppure si capisce così bene! Donde esta el azucar? en su la cima de la mesa!

    POI: cerrrto che esiste il manuale di super pippo? E’ tutto sullo sport. Da dove credete che abbia imparato chi è Carlo Pedersoli? Una volta, da ragazzetta, citai Eddy Merckx. Mio padre fece un salto sulla sedia, non aggiungo parola.

    POI ANCORA: ma è il gioco del “gibus”! Si apre il vocabolario, si cerca una parola strana, chessò, tipo “lupanare”, e si scrivono i significati a fantasia, poi i partecipanti devono votare la descrizione più bella e fascinosa, e quella che sembra davvero più calzante. Ad esempio: “lupanare: termine borgognone che descrive le ceste in dotazione della fanteria di Re Luigi (quale Luigi, poi?), dotate di una chiusura efficace a scoraggiare la predazione da parte di bestie selvatiche, quali lupi, orsi, iguane, coccodrilli”.
    poi però si deve leggere la definizione corretta e dare dei voti in percentuale a seconda se si è data la risposta esatta o sbagliata ma molto votata. E’ un gioco molto complicato, da fare con cervelloni, altroché!

    • …buha! Mr. H.M.Plesux (..e chi è?¿) …si capisce poi che così alla fine i suoi adepti facciano una figura di merda… io che per fortuna ho ancora il vocabolario integro (Grande Dizionario Garzanti ed. 1987) posso comprovare che a pagina 352 …in italiano si scrive carta “igienica”…

      • nella vita per fortuna nn conta solo la grammatica.il male intellettuale italiano è q uesto si guarda la forma(stile vecchia professoressa o professore del classico) poco la sostanza.io me ne frego del congiuntivo o di un errrore che puo essere anche di battuta .avere la curiosita di un sasso non è bello .si informi plexus è un bel lbro .e la merda piero manzoni lo insegna è un opera d arte.

        • be’, su questo ho molto da ridire. la parola fa parte della cosa. La cosa è descritta dalla parola. Non conoscere la parola implica una conoscenza parziale della cosa. Inoltre dato che l’uomo è un animale sociale, per comunicare idee sulla “cosità” di una cosa, dobbiamo sapre con la maggiore accuratezza possibile a che “cosa” ci stiamo riferendo, altrimenti comunichiamo una “cosità” sbagliata. E gli errori di comunicazione sono alla base di grandi tormenti e infelicità della razza umana.

          Ad ogni modo, anche le parole stupiscono. Ci puoi costruire sopra intere storie, immaginare e lasciarsi trasportare. Un dizionario racconta. e per ogni parola che c’è, ci sono tantissimi modi di usarla, e quindi tantissime storie da raccontare.

          • carta igenica o igienica il concetto si capisce lo stesso ,specialmente se scriviamo in leggerezza sul blog di Lidia .certo in tribunale starei piu attento .potrei anche attivare il correttore automatico,cio mi darebbe noiae mi riporterebbe alla mente le inutili ore spese seduti ed in silenzio mentre l insegnante corregge gli accenti o la punteggiatura.il purismo letterario l ipercorretismo ,spengono le menti

            • mah, mah, mah…ipercorrettismo? Mi sembra che sia già tanto trovare qualcuno che scrive decentemente. Mi piacciono le cose ben scritte, accenti compresi, e non penso che spenga la mente. Insomma, se c’è qualcosa che spegne la mente non sarà certo la punteggiatura intransigente ma l’idea dell’ intransigenza. E comunque non c’è niente di così elastico in Italiano come la punteggiatura.

        • Beh, sí …ora almeno capisco e si evitano malintesi e sí, Miller l’ho letto tutto, nella prima adolescenza, ma non ricordavo quella frase, probabilmente non l’ho considerata importante a differenza di tante altre che trascrivo nelle mie agendine. E comunque a fare le cose male sono capaci tutti… e anche rompere le regole non è qualcosa che si improvvisa, Joyce non è imitabile e Cormac McCarthy ha impiegato 60 anni a scrivere come scrive…
          ..e poi, HAHA!! …in quanto a merde vi consiglio quelle di Cesar Martienz http://martinezsilva.com/index.php?/performancenas/como-luego-existo-existo-luego-como/ ..che almeno si possono mangiare!! E poi… chi l’ha mai aperta una scatoletta del Manzoni? 😀

  12. Oh, proprio ieri, ascoltanto a Radio tre “La lingua batte…”, ho scoperto che hai un illustre compagno, Gesualdo Bufalino. Non so cosa ne pensi come scrittore, ma anche lui in una tale situazione si sarebbe portato un dizionario… Intermezzo personale; negli anni belli dell’adolescenza, mi sganasciavo leggendo i lemmi dal vocabolario Fanfani dell’Ottocento, maledettamente toscano e sarcastico (c’erano un sacco di “parolacce” introvabili nei testi consigliati agli studenti moderni!).

    • Bufalino a dire il vero mi scoraggia un po’. Ha uno stile molto elborato, ma lo apprezzo più come saggista che come narratore. però confesso che ho letto in tutto cento pagine, non potrei sbilanciarmi. ma ora che me lo nomini dovrei approfondire. ma dovrei approfondire tante di quelle cose, e ci sono nuove cose che aspettano!

      Io vorrei il dizionario del dialetto calabrese, il Rohlfs. Mio padre lo regalò, e dunque nisba.

  13. Arghh sono arrivato tardissimo a questo post.
    La mia risposta istintiva appena ho letto il post è stata “Dizionario”!
    E’ il libro che da sempre ho considerato bellissimo e per anni me lo sono letto, qualche volta in modo metodico, qualche volta saltellando qua e là seguendo un filo di ragionamento.
    Tra l’altro è bello leggere un dizionario contemporaneo, ma ancor più entusiasmante leggerne uno vecchio di almeno una settantina di anni!

    • E’ vero, è vero!
      Io sono una quizzarola schifosa, lo sapete, ve l’ho detto mille volte, no? bene, allora penso sempre che se mi dovessero telefonare a me per il milionario, e dovessi cercare la mitica parola sul dizionario, non la troverei mai perchè quando cerco una parola e lo sfoglio, poi mi soffermo qui e lì, e mi dimentico di quello che cercavo!

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