Borragine e oxalis, dal verde giallastro non solare ma bilioso, a un viola livido e cupo, di freddi stagni in grotte solitarie

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Il giardino svelato, Blu Edizioni

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È uscito da poco “Il giardino svelato”, edito da Blu Edizioni (che in molti avranno presente per la collana “Herriot” sugli animali e per il bellissimo libro di Renato Ronco “Il giardino delle regole infrante”).
Per me è più di un libro, è una soddisfazione personale carica di “sommovimenti” delle emozioni.
Il libro nasce infatti nel vasto grembo della comunità del forum di Compagnia del Giardinaggio: i giardinieri che lo hanno scritto si sono conosciuti lì e lì hanno arricchito le loro competenze giardinicole. Alcune di queste storie per noi forumisti sono note, e abbiamo partecipato alla nascita e alla crescita di molti dei giardini raccontati nel libro. Vederli infine pubblicati è come segnare un passaggio, posare una pietra all’interno del loro percorso evolutivo che sarà certamente ancora lungo.
Non riesco ad essere imparziale perché per me CdG è come una madre che genera molti figli, ognuno con le proprie inclinazioni, e la pubblicazione che raccoglie alcune storie di questi figli è per me un motivo di fortissimo orgoglio.

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Passeggiatore solitario

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La ragazza del treno

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Per andare là dove nessun giardino è mai giunto prima

Lo stile country italiano (su Houzz)

Lo stile country, per la sua tendenza all’architettura vernacolare, è quello che meglio si presta ad assorbire le peculiarità di ogni paese. Si può dire che ogni nazione abbia un suo stile country, anche se non viene quasi mai definito tale. In modo un po’ riduttivo è irrimediabilmente associato ai paesi anglofoni, perciò è davvero degno di nota che questo stile trovi in Italia la realizzazione più piena e sincera.

Se questo è vero per gli interni, i giardini non sono da meno. Anzi, è proprio dal paesaggio che trae le mosse la realizzazione dell’arredamento, e quindi anche del giardino.
L’Italia ha una caratterizzazione paesaggistica fortissima, e l’anima del country italiano è – in poche parole – “far entrare il paesaggio dentro casa”. Ecco perché i luoghi prediletti del giardino country sono gli ambienti di transizione, come portici, verande, balconi, terrazzi. In alcuni casi anche scale e ballatoi, specie in corti interne.

In buona sostanza, la casa deve fondersi con il paesaggio, attraverso uno spazio fluido rappresentato dal giardino.
Inoltre in questi punti di passaggio la luce prende forme mutevoli e particolari, e sono proprio i giochi di luce e ombre a rendere plastici gli ambienti.

Il mio articolo sullo stile country italiano (su Houzz)- continua a leggere

Miniterrario fai-da-te (su Houzz)


Un mini-giardino è un regalo unico e irripetibile, ma siate sicuri che sia compreso e apprezzato: non tutti sono capaci di avere a che fare con le piante, curarle e farle prosperare nonostante raccomandazioni e indicazioni. Non c’è niente di peggio che doversi riprendere il proprio regalo, così faticosamente realizzato, per cercare di salvare il salvabile.

Come scegliere il vaso giusto (su Houzz)

Il mio articolo sulla scelta dei contenitori (su Houzz) – continua a leggere

Terracotta semplice, di forme inusuali
I vasetti di terracotta non smaltata che abitualmente ognuno di noi compra al garden center o dall’artigiano locale, sono tra le scelte più comode e più adatte a giardini di campagna o costieri.
Le misure sono innumerevoli, e basta accostarli per creare una bella armonia di forme. Non a tutti piacciono, la grande Vita Sackville-West, raccontava di come una sua vicina di casa si fosse presa la briga di dipingerli tutti di bianco, ottenendo un effetto che oggi chiamiamo “shabby”.
I vasi di terracotta sono ideali per piante che amano un buon drenaggio poiché si asciugano facilmente e il materiale traspira. Non sono la scelta giusta in contesti postmoderni, ma non è neanche detto che debbano essere considerati “di campagna”. Tutto sta nel trovare quelli che sia adattino al vostro giardino e al vostro gusto.

Ispirazione dal bosco (su Houzz)

Nelle zone in cui la neve si sofferma fino a marzo e oltre, bisognerà avere pazienza, ma dove febbraio e marzo sono mesi che regalano autentiche giornate di sole, frizzanti ed energetiche, una passeggiata in montagna, armati di macchina fotografica o del semplice cellulare, vi cambierà la mattinata. Sarete sorpresi di vedere quanti fiorellini costellano il sottobosco già all’inizio dell’anno!

Piccoli, timidi e un po’ sparpagliati: ricordano tanto i dipinti vittoriani delle fate dell’illustratrice Cicley Mary Baker o le assurde follie di Alice nel paese delle meraviglie. La montagna è sempre una ricchezza: chi cerca un po’ di magia, chi un po’ di solitudine, chi qualche rarità botanica. A volte, quando il silenzio è profondo, e si sente il respiro del bosco, ci si immagina che questo inizi a ruotare attorno a noi, e che ci parli.

Una raccomandazione: nel bosco sempre meglio guardare, fotografare, ma non raccogliere e portare a casa!

Tra la le foglie cadute e i residui di neve non è difficile imbattersi, anche a febbraio, nei bucaneve. Timidi all’apparenza, dall’aspetto così fragile e tenero, minuscoli e bianchi. Ma di una rusticità a tutta prova: la loro resistenza deriva da una sorta di foglia protettiva, che come una guaina, gli consente di farsi strada attraverso lo strato di neve.
Da sempre il fiore è simbolo di purezza per via del suo colore virginale, ed è dedicato a Maria.
La loro fioritura è importantissima poiché sono ricchi di nettare che attira le api e consente l’impollinazione.

Il mio articolo sui fiori di bosco (su Houzz) – continua a leggere

Romanzo di fantascienza in due sole frasi, di Lidia Zitara

Grazie ai suoi meriti, un giovane neolaureato trova lavoro equamente remunerato presso una testata giornalistica.
Il giovane neolaureato è italiano.