Il giardino roccioso asciutto (su Houzz)

Il mio articolo sul giardino roccioso asciutto (Su Houzz) – continua a leggere

Gradoni di roccia
Per contenere i dislivelli, l’essere umano ha concepito una gran quantità di tecniche: dai terrazzamenti ai muri di contenimento. Il roccioso è una via di mezzo che non prevede opere edilizie (fondazioni, gettate di calcestruzzo), e solo scavi parziali, specie se il dislivello è solo su un fianco.
Grossi massi di roccia grigia fungono da gradoni. Negli interstizi si possono piantare dei piccoli cespugli decombenti oppure anche piante ascendenti o arbusti, se lo spazio lo permette.

Annaffiare un giardino roccioso di queste dimensioni è quasi impossibile, perciò se vivete in clima con estati asciutte considerate che potrebbe esserci qualche perdita. Per minimizzare questi problemi scegliete piante a bassa richiesta d’acqua.

Recinzioni da giardino (su Houzz)

Il mio articolo sulle recinzioni da giardino (su Houzz) – continua a leggere

Stile cottage
I giardini di campagna sparsi in tutto il territorio italiano hanno dato un significato di coesione estetica ad un Paese in cui si incrociano e sovrappongono stili e influenze molto diversi tra loro. Si potrebbe dire che il giardino di campagna è il vero collante estetico del giardinaggio italiano.

Se avete un giardino così e vi piace lasciare le piante un po’ arruffate e libere, basterà una recinzione leggera, utile a livello estetico piuttosto che ad evitare intrusi o animali – una recinzione più simbolica che funzionale.

Alcuni paletti confitti in terra con elementi orizzontali come lunghi tralci di salice, o di vite, o persino di glicine, faranno al caso vostro. Anche le canne (Arundo donax) vanno bene, ma tenete conto che conferiscono un aspetto piuttosto rurale.

Pietre e sassi in giardino (su Houzz)

Il mio articolo sull’uso delle pietre e dei sassi in giardino (su Houzz) – continua a leggere

Rainbow di tavelle multicolori
Un’esecuzione particolare della architetto californiana Andrea Hurd può, con un po’ di pazienza e manualità, essere riproposta in ogni giardino.
Partite da un elemento centrale, ad esempio un grosso sasso arrotondato, circondatelo di pietre che si incastrino bene tra loro formando un arco, e poi appoggiate le tavelle. Partite dai lati con tavelle grandi e spesse e congiungetele al centro, avendo cura di scegliere per la sommità delle lastre più sottili e a forma di cuneo.

Non si tratta di un lavoro di poche ore, ma di molti giorni, compreso il tempo necessario per la scelta delle pietre. Trovare i colori giusti, che si alternino e si combinino, non sarà facile, ma il risultato sarà sicuramente sorprendente.

Per facilitarvi e impratichirvi, create il “rainbow” appena sdraiato sul terreno in pendenza. Questo lo sosterrà, anche se le pietre non dovessero essere perfettamente incastrate.

USDA, AHS e zona climatica (su Houzz)

Il mio articolo sulle zone climatiche su Houzz – continua a leggere

La scala USDA
È un sistema messo a punto dal dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, infatti USDA significa “United States Department of Agricolture”.
Dato che l’agricoltura a livello industriale è particolarmente importante per l’economica statunitense, e che il territorio USA è molto vario dal punto di vista climatico, il Dipartimento per l’Agricoltura ha diviso il territorio in zone di rusticità che dovevano servire da linee guida per la scelta delle coltivazioni (ad esempio, non si sarebbero mai coltivate le arance in zona 4).

Il sistema USDA è molto utile agli amanti delle piante tropicali, o ai frutticoltori di piante tropicali, poiché basato sui picchi di minima invernale. Tuttavia non tiene conto di altri fattori, come le medie stagionali, l’umidità dell’aria, le precipitazioni, i venti, ecc.

Minigiardini: dal vasetto-orto alla macchina da scrivere (su Houzz)

Il mio articolo sui giardini miniatura (su Houzz) – Continua a leggere

I giardini in miniatura si possono tranquillamente creare anche in piccoli vasi pieni d’acqua (senza foro per il drenaggio). Pistia e qualche altra pianta che tollera bassi fondali, come equiseto, sono ideali. Se il vostro vaso è veramente basso (meno di 20 cm) allora create un bog garden, un giardino con piante da bordo acquatico, come gli iris amanti dell’umidità (Iris ensata ‘Rose Queen’, Iris laevigata, Iris pseeudoacorus, Iris × robusta ‘Gerald Darby’, Iris sibirica, Trollius, Lobelia, Mazus, Lysimachia, Oxalis, Primula vialii, o la bellissima ma rara Gunnera magellanica.

8 Idee (più Una) per Scenografie Aeree di Piante Sospese (su Houzz)

Il mio articolo su come sospendere le piante (su Houzz)

Lo scolapasta: il classico del recupero
Il consumismo ci ha donato un’innumerevole quantità di forme di scolapasta. Anche quelli brutti, di plastica in colori fluo, possono servire come scheletro per delle belle composizioni. Lo scolapasta in acciaio è senza dubbio il più bello e quello che meglio si presta a una coltivazione sospesa. Inoltre è facile forarlo per poterlo appendere, e si può essere sicuri sulla sua tenuta.

Basterà foderare appena il fondo con un foglio di feltro o di fibra di cocco (ma anche plastica, un vecchio tappeto, della moquette morbida, ecc.), per evitare che il terriccio coli via. L’acqua filtrerà e non ci saranno problemi di ristagno. Appesi o appoggiati, gli scolapasta in acciaio sono amatissimi da quei giardinieri che hanno il pallino di riutilizzare e riciclare tutto, dalla vecchia vasca da bagno all’acquaio della nonna, fino alle lavatrici e alle automobili.

Coltivazione dei cavoli e dei broccoli (su Houzz)

Il mio articolo sulla coltivazione dei cavoli su Houzz.

Il cavolo rapa
Sono tra i più piccoli cavoli (bianco in foto) e possono essere agevolmente intercalati tra una coltura e l’altra, benché abbiano bisogno di un certo spazio per allargare la rada rosetta di foglie.
Sono anche meno voraci di cavolfiori, cavolo romanesco, cavolo cappuccio, ecc. Potete quindi coltivarli nel secondo ciclo di una rotazione, purché non nello stesso lotto dove avete precedentemente coltivato cavoli.
Devono essere irrigati molto abbondantemente, ma il terreno deve avere tempo di asciugare. Scalate le semine il più possibile perché il cavolo rapa è buono solo da giovane e tenero, se si lascia invecchiare diventa legnoso e immangiabile. Le varietà più precoci maturano già sotto tunnel. Anche le foglie sono commestibili, ma non a tutti piacciono.

La pelle degli alberi (su Houzz) e buon compleanno, Professore!

Fotogallery: le più belle cortecce (su Houzz) – continua a leggere

Un bosco di betulle dalle cortecce bianche immerse nei toni rossi dell’autunno fa pensare a Lothlórien.

Farewell to Lórien, by Ted Nasmith
Farewell to Lórien, by Ted Nasmith

Alberi per piccoli giardini (su Houzz)

 

Il mio articolo su Houzz sugli alberi per piccoli giardini


Ceanothus

Pianta molto interessante di origine nordamericana. Amatissima in Inghilterra, dove sono state prodotte splendide varietà, e dove peraltro sembra vivere meglio che da noi, forse a causa delle piogge abbondanti.
Eppure il Ceanothus teoricamente non avrebbe bisogno di tanta acqua, poiché è tra le piante che formano un variegato gruppo di elementi della flora americana chiamato chaparral che si insedia in zone povere, aride e sassose. Soffre, infatti, particolarmente il freddo e il vento, e non avendo un apparato radicale molto fitto viene facilmente sradicato.

Per farlo crescere come nella foto, ad alberello, occorre pazienza. Acquistate un cespuglio giovane e vigoroso, e allevatelo ad astone, sostenendolo con tutori e tagliando via tutti i getti laterali. Ci vorrà qualche anno e comunque le dimensioni non saranno mai mastodontiche.

Notazioni botaniche: vuoi saperne di più sul chaparral? Su Wikipedia in lingua inglese puoi trovare informazioni sulla pianta (Larrea) e sulla comunità botanica spontanea. Su Wikipedia in lingua spagnola, invece, trovi la sua curiosa etimologia: “chaparro” sarebbe una giovane quercia.

Report annuale 2015 “Giardinaggio Irregolare”

Guarda le scoregge generate da WordPress sul mio blog per il quale pago oltre cento euro l’anno per tenerlo pulito da immondizia pubblicitaria, ma mi devo tenere i loro schifidi cookie. Dai un occhio al suo rapporto annuale 2015, e poi dai un occhio anche ad una grammatica, perché “dai un occhio” non esiste neanche nel linguaggio parlato (semmai “dacci un occhio”, o meglio, “un’occhiata”).

Sorgente: Guarda i fuochi d’artificio che ho creato sul blog #WordPressDotCom. Il mio 2015 rapporto annuale.