Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.
Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.
Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell’altro politica.
Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.
Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.
Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.
Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche.
In queste ore si è sviluppato un grosso incendio a Siderno, a ridosso della Statale 106, nella zona retrostante il supermercato CONAD.
Da amici vengo a sapere che sarebbe andato a fuoco il deposito di un negozio di arredo per la casa. Sul luogo già da diverso tempo lavorano le Forze dell’Ordine e diverse autobotti dei Vigili del Fuoco. Il timore è l’emissione di sostanze nocive e la possibilità di esplosioni. Il traffico è stato bloccato sulla Statale. Al momento non ho notizia di feriti. Si rimanda a siti di informazione tradizionale per gli aggiornamenti. Ho pubblicato un video perché al momento non c’è nulla di consultabile in rete su questo episodio.
Il primo giorno di autunno non sembra essere di buon auspicio per la piccola cittadina di Siderno, ovunquemente nota per la “sguta”, il capocollo, la siccità, il traffico, la mafia e la massoneria.
Nel primo pomeriggio di oggi sono stati avvertiti dei fenomeni meteorologici insoliti. La popolazione, colta dal panico, si è rifugiata nelle proprie abitazioni e solo in serata è stato possibile raccogliere delle testimonianze. A quanto pare sarebbe caduta quella che i cittadini hanno definito “acqua dal cielo”, un fenomeno climatologico ormai scomparso dalla memoria della cittadinanza noto ad altre popolazioni come “pioggia”.
I dati raccolti dai satelliti NASA concludono che sarebbero cadute sette gocce d’acqua dal cielo. Esattamente sette, nell’arco di circa sessanta secondi. Il fenomeno è ancora al vaglio dei massimi esperti di cambiamento climatico a livello internazionale. Le sette gocce sono cadute addosso a quattro persone, un gatto, un mastello dell’indifferenziata e uno stendino.
Delle quattro persone che hanno ricevuto la goccia d’acqua una non si è accorta di nulla, ma è stata condotta egualmente in ospedale dai passanti che hanno assistito alla scena. Una seconda persona presenta un trauma cranico e una commozione cerebrale, la terza ha avuto un infarto per lo spavento e la sorpresa, e la quarta è un esponente della Chiesa, dunque ha ritenuto la goccia come frutto della benedizione divina.
Il mastello dell’indifferenziata è stato contrassegnato dalle autorità per essere esaminato, e si presenta l’eventualità che per ragioni scientifiche possa anche essere svuotato: fatto che non avviene da oltre tre anni per nessun mastello dell’indifferenziata. Si sa solo che un gruppo di NAS è giunto in loco.
Il felino è stato ricoverato per essere asciugato, operazione che pare abbia richiesto ore, e lo stendino si è mosso in autonomia, portandosi sotto una tettoia. I proprietari l’hanno ringraziato per aver salvato il bucato.
Il fenomeno di caduta di acqua dal cielo è stato accompagnato da un violento abbassamento delle temperature, crollate al di sotto dei 35 gradi Celsius.
Ricordiamo ai nostri fedeli lettori che Siderno, amena cittadina che si avvia alle elezioni dopo dieci anni di commissariamenti per infiltrazioni mafiose, è spesso vittima di fenomeni meteorologici incontrollabili.
Insalvabile. Così mi viene da descrivere Cruella, il buon successo Disney, lodato dalla critica e dai tabloid pinkwashed per essere uno dei nuovi film trend del “femminismo mainstream”.
Niente, neanche la precisa e misuratissima interpretazione di Emma Stone, che tiene le righe senza andarci neanche un millimetro sopra, salva questo film pasticciato. Neppure il superbo, svavillante, incredibile, roboante e originalissimo ventaglio di costumi che la geniale e pluripremiata Jenny Beavan ha messo in scena. Niente, nulla, nix, nada, zippo: il film rimane seduto. Emma Thompson, scaltra e navigata, l’ha capito. In ogni singola scena si percepiva nei suoi occhi una sorta di commiserazione per lo stato dell’arte cinematografica e probabilmente per sé stessa e la sua carriera. Un: “Dio mio, come sono cadute in basso queste due” è scappato anche a me, più volte durante la visione.
Il problema è che non c’è più un “alto” dove tentare di andarsi a collocare. Questo è quanto offre il cinema statunitense. Vuoi lavorare? C’è Cruella da fare, se ti piace bene, se no cercati un pulcioso produttore coreano indipendente e vai a fare la fame.
Dopo Maleficient, Cruella è il secondo live action ripreso dai classici film animati, dove si assiste a un ribaltamento dei ruoli che trasfoma la villain in protagonista. L’operazione si presenta con le sembianze di un approccio innovativo, progressista e incline all’introspezione emotiva dei personaggi, lontano dai cliché abusati dalla Disney, di cui ormai anche le persone meno informate hanno notizia. Tuttavia siamo distanti da mutamenti realmente emancipatori, sia cinematograficamente che socialmente.
Considerando solo il linguaggio cinematografico, si sono semplicemente formati nuovi cliché narrativi, adatti alla società attuale, su cui poggiano questi film. Socialmente non c’è nulla di innovativo, ma tutto di accomodante. Viene data la rappresentazione di una donna che appare malvagia, e a tratti lo è, ma questa sua malvagità è spiegata con dei traumi vissuti in giovane età. La “risultante” è una figura fuori dall’ordinario, dotata di genialità o di sensibilità tradita, emarginata a causa delle sue qualità che la società non riconosce. Il film insomma fornisce una backstory alle spettarici totalmente ordinarie, che hanno traumi ordinari per quanto drammatici (padri violenti, mariti abusanti, famiglie prevaricatrici, per esempio), lasciando spazio alla costruzione di un’idea socialmente distruttiva, cioè che l’emarginazione sociale e la mancata comprensione nei nostri confronti sia dovuta alla individuale genialità e all’invidia del mondo.
Quanto di più sbagliato! Non veniamo rigettate dalla società poiché “siamo troppo splendide”, ma perché la società non è strutturata in modo inclusivo (per tutti e tutte). Sposta il demerito della mancata inclusione ai singoli individui.
Questo -lo dico chiaro- è un pensiero malato, e se non lo è, è un pensiero che produce malati.
Un pensiero che sostiene il regime patriarcale in cui vige il “divide et impera”. Le donne non si vedono tra loro come amiche, sorelle, non collaborano, non fanno squadra per ottenere ognuna qualcosa: sono nemiche tra loro. Ne deriva una legittimazione di odio verso le altre donne con una pretestuosa pretesa di essere migliori, più geniali, più sensibili e più meritevoli rispetto alle altre. Se siamo indietro è colpa delle altre donne, è perché noi valiamo troppo per questo mondo e le altre ci boicottano, è perché siamo invidiate per il nostro intrinseco valore. Non è mai perché la società è deliberatamente strutturata in modo da limitare le capacità espressive e l’accesso alle possibilità delle donne. No, la colpa è di altre donne, a cascata.
Cruella molto più di Maleficient, trascina spettatori e spettatrici in questo loop di errata percezione del sé e del mondo in cui viviamo, rafforzando un nuovo stereotipo, che la donna possa anche essere geniale, ma se lo è diventa perfida e la società ha il diritto di isolarla, o -in qualche modo- solo le donne traumatizzate possono essere geniali. Cruella assolve il patriarcato e tutti i suoi errori perché sottilmente invita a pensare che una donna non traumatizzata non possa essere davvero geniale. No, vi assicuro, le donne possiamo essere geniali con e senza traumi, come i maschi, e francamente preferiremmo essere geniali (ma anche mediocri) SENZA alcun trauma. Questo Cruella è davvero la rappresentazione fatta e finita di una auto-assoluzione sociale, più impalpabile dell’evidente e smaccato dualismo standard dei film animati Disney, che si avvia ad essere il nuovo e sottile “cliché principessa”, con la differenza che quello lo avevamo già sgamato, questo ancora no.
Non so se sia un ‘Titchmarsh’s Favourite’ o qualcosa di totalmente diverso. Ma è bello bello bello. E resistente. Non gli ho dato un goccio d’acqua. Forte come i nasturzi non ibridati. Il signorino mi aggrada.
-Sì, va e viene. Oggi non prende. Hai tolto il vivavoce?
-Sì.
-E dimmi, ché stavamo in pensiero.
-No, poi non era niente, me so’ preso de paura, ma n’era gnente.
-Cioè, cos’era?
-Allora, no, praticamente t’ho uozzappato che ero caduto mentre stavo com Mario e l’altri a giocà a calcetto. N’è stata colpa de nessuno, so’ caduto per i fatti miei come un fesso, non ti dico. Però un dolore che non puoi sape’. Allora l’altri se so’ spaventati, e io appresso a loro, e tutti a dirmi che dovevo andare in ospedale.
-Ma se era domenica sera?
-Anfatti, però lo sai benissimo che la guardia medica mica ti viene con questa situazione qui, manco se hai avuto il Covid du’ vorte e te sei fatto Pfizer, Astrazeneca e Johnson&Johnson come fossero degli Spritz.
-E che avete fatto?
-E che abbiamo fatto? Scartata l’ipotesi d’a guardia medica notturna, me so’ fatto chiamà quelli dell’assistenza medica, tanto se sa che l’autombulanza non viene per cose come quella. Arriviamo al Pronto Soccorso, mi mettono in fila per il tampone, cacciano via tutti gli altri… giusto Mario è potuto rimanere… Dopo che ho compilato autodichiarazione, gli ho dato la tessera sanitaria, ho detto che avrei eventualmente potuto presentare la ricetta medica, me fanno entrà. Non ti dico la sporcizia della sala medica che ho pensato che se non moro de colera è già tanto, entra ‘na donna, pure bella, biondina, sai, piccoletta, come piacciono a me.
-Va bene, dai, sei sempre lo stesso. E che t’ha detto?
-E niente, dopo du’ ore me fa ‘sta visita medica, e mi ha prescritto pure due settimane de riposo, sai, per l’assicurazione la diaria medica è una bella cifretta. Ma me l’ha date perché le ho fatto l’occhiolino, cioè, si vedeva che le piacevo. Però di carattere stronza, pure mezza che non ce sta de testa proprio.
-Tipo come?
-Tipo che dopo che le ho fatto l’occhiolino s’è po’ infastidita, come non fosse un complimento. Io le ho detto: “Dai Chiara, vi vediamo appena sto meglio, mi lasci il tuo numero?”.
-E lei?
-Sempre più isterica: ha detto che non dà appuntamenti ai pazienti, di chiamarla “dottoressa” e di darle del lei! Senti ché me sbellico proprio… mi ha detto “Oppure, se gradisce può chiamarmi medicA”. Cioè “MEDICA”! Hai capito? Ma ‘ste donne so’ pazze da non dire…
-Davero… medicA nun se po’ sentì proprio. Ah, ma poi per l’assicurazione medica come hai risolto?
Se state cercando un buon manuale di tecniche di giardinaggio, questo è uno dei migliori in lingua italiana. Curato da Christoper Brickell per la RHS, è stato distribuito in Italia da Cairo Editore, associandolo all’abbonamento al mensile “Gardenia”.
Il libro di Cristopher Brickell, edito anni addietro da Zanichelli, è la fonte dalla quale nascono almeno tre edizioni molto simili tra loro.
La prima, in tre volumi, è stata edita da UTET Grandi Opere, la seconda, in cinque volumi hardcover, è stata pubblicata da L’Espresso, la terza da Cairo, in tre volumi con copertina flessibile.
La differenza tra le tre opere:
i tre volumi UTET contengono un manuale di tecniche e due enciclopedici in ordine alfabetico
i cinque volumi L’Espresso contengono tre volumi di tecniche e due enciclopedici, ma con le piante raggruppate per tipologia, e informazioni meno ampie rispetto all’edizione UTET
i tre volumi con copertina flessibile editi da Cairo sono solo di tecniche, non hanno quindi alcun volume sulle piante (Cairo ha pubblicato a parte altri volumi tematici su progettazione, rose, erbacee da fiore ecc.).
Il video esplicativo. L’ho filmato in verticale per agevolare chi guarda su cellulare, sarebbe grato un riscontro rispetto ai video girati in orizzontale. Se mi fate sapere con quale vi trovate meglio, mi organizzo.
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)