Era da tempo, quanto non so esattamente, che non sentivo un silenzio così puro, originario, ab aeterno, quasi innaturale. Sentivo il cinguettio degli uccelli, leggero, rilassato, non frenetico come di mattina presto, e i miei cani buoni vicino a me ad aspettare la loro colazione.
Non è il senso di quello che c’era: uccelli, fruscii, il rumore della leggera brezza, il freddo del mattino, il ciap ciap delle ciabatte, ma di quello che non c’era.
Niente grida dei vicini, strilli di bimbi, niente schiamazzi di studenti che sciamano verso le scuole, niente campanelli, citofoni, cellulari, decespugliatori, martelli, e -soprattutto- niente auto. Nessun clacson, rombo di motore, accelerate, derapate, frenate, imprecazioni, urti, sirene.
Per carità, non è che la gente sembrasse sparita. Anzi, lo sapevo benissimo d’erano, lo percepivo perfettamente che erano solo addormentati dopo la gran mangiata di ieri. Stamattina era natale. Non è esattamente come la domenica, la gente si alza davvero tardi, c’è poco traffico tutto il giorno.
Dov’erano, mentre io davo da mangiare ai cani e mi sentivo privilegiata per la mezz’ora di silenzio che ho goduto?
Tutti chiusi nelle loro case, serrande abbassate, accucciati nei loro lettini. Addormentati, ma presto pronti ad uscire come serpenti che strisciano fuori dalla loro tana. Tutti chiusi nelle loro case, impilati nelle loro comode scatole. Silenziosi, ma presenti. Chiusi per un po’, ma pronti a venire fuori.
Salve a tutti, il concorso fotografico “Autunno nelle regioni mediterranee” è scaduto. La partecipazione è stata eccellente rispetto alle aspettative, seppure la qualità delle foto non è pienamente convincente.
Di seguito sono impaginate tutte le foto che sono pervenute, complete delle loro descrizioni. Ricordo che il premio è una copia del volume Diario di un viaggio a piedi di Edward Lear, Laruffa editore.
Le foto rimarranno in votazione fino a fine anno, dato che in questo periodo molti hanno altro da fare e non si collegano. Questo post viene quindi messo in evidenza. 'a lapa dei tarocchi a Paternò
E' autunno, c'è neve sull'EtnaSicilia, in fondo..siamo in autunnoCortaderia coi ciuffi al ventoCarpobrotusIl Lucky è uno splendido chiosco sulla Platja des Migjorn, a sud di Formentera.Settembrini e plumerieGatto con Allium tuberosumVetri sporcati dalle prime pioggeCanne in autunnoFoglie d'autunnoLuce d'autunno
Fuori tempo, ma accettata ugualmente è un’ultima foto:
Bibo soverchia di sensi di colpa per aver fatto scappare Bassotto e Andreino George, si getta disperata contro il muro, fissando la strada. Sa di averla combinata grossa.
Quando che il caro dottor D’Alema ci ha privatizzato le Ferrovie, dopo un iniziale momento di tranquillità, si è veleggiato nella direzione di spezzare coscientemente l’italia in due tronconi: il troncone sud, fino a Roma, e il troncone nord, da Roma in su. Roma caput mundi non lo so, ma delle ferrovie italiane certamente sì.
Una settimana dopo che è stato soppresso l’intercity da Rosarno a Roma, hanno inaugurato un Frecciarossa Milano-Torino, e mentre i treni locali (di tutta italia) arrancano, i Frecciarossa, Frecciargento e Freccia-che-te-pare, aumentano come conigli, ma sempre sotto la sindrome da “mancato aeroplano”. Dentro congeli se è estate, sudi se è inverno…perchè i passeggeri devono stare comodi! Intanto al telegiornale ci raccomandano sempre di tenere l’aria condizionata e i riscaldamenti a temperature moderate. Passa il carrello con le bibite liofilizzate da tre euro l’una, e sulla tua poltrona trovi sempre un nauseante giornaletto con i programmi del mese e notizie sul jet set della società.
Il povero capotreno napoletano è costretto a dare l’annuncio sia in italiano che in inglese, ogni tot ti ripetono che i bagni sono particolarmente puliti (?) e se hai bisogno di qualcosa chiedi al personale di bordo (tanto non viene mica nessuno: chiedere non implica che otterrai una risposta).
Vinta dalle difficoltà ferroviarie la gente ha preso a volare. Con tutto che ormai ci sono voli da pochi spiccioli, l’aeroporto di Reggio non va tanto bene. Mia zia dice che partirà solo se troverà un volo per meno di dieci euro. Due miei amici per portarsi il gatto in vacanza devono prendere l’aereo perchè in treno è vietato.
Insomma, tutta una serie di regole e difficoltà costruite a bella posta per costringere l’italia, e soprattutto il Sud, a volare.
E’ recente la notizia che ci hanno già soppresso 22 treni notturni. Non c’è più un treno notturno sulla ionica, se uno si vuole suicidare lo deve fare di giorno, o cambiare metodo. A e mi dice anche bene, togliessero pure tutti i treni, così porto i cani sulla pista ciclabile senza paura che me l’investano.
Se va avanti così la ferrovia ionica diventerà in pochi anni un un binario morto, fornendoci l’occasione di trasformarla in una flowered railroad.
Perchè no, in fondo? Basta eliminare un’altra decina di treni e poi potremo dare sfogo a tutta la nostra creatività. Una fantastica, lunghissima Promenade Plantée ibridata con la Hihg Line di New York!
Già la vedo. Turisti da tutto il mondo, lunghissime passeggiate tra alberi esotici, stazioncine che potrebbero essere sfruttate come orti o giardini comuni, da dare in gestione, guerriglieri verdi all’opera su tutta la linea, punti di ristoro, centri benessere, negozi…tutto da raggiungere rigorosamente a piedi o in auto, naturalmente.
In breve anche la Sea Line 106 Jonica sarebbe veicolo di riqualificazione per il territorio circostante, magari qualcuno verrebbe ad abbattere un paio degli ecomostri che ci ritroviamo sulla Locride, e chissà, se i turisti tedeschi decretassero che è assolutamente indispensabile, si potrebbe pensare a ricostruire un’altra ferrovia. Sea Line 106 Jonica
La dura forza dello screen grab Tulipani su Flickr
Questa bella e delicata foto, trovata su Flickr, mi ha sollecitato una riflessione che vorrei condividere con voi.
Sapete che su Flickr le foto si possono dividere in set e raccolte, no? Ebbene, il set a cui appartiene questa foto si chiama “Beautiful objects”.
In questo set ci sono anche tartine con creme colorate (sapete, quelle che vanno tanto di moda adesso, che sembrano fatte di pasta di sale e perline), piume, uccellini di stoffa, tazzine, cristalli, ricamini, scatole, fiocchi e tante altre cose che fanno sorgere dei dubbi sul concetto di beautiful.
Questi tulipani sono certamente beautiful, ma non mi pare siano objects.
Come si fa a classificare come “oggetto” un fiore, che è vita, vita organica?! Scorretto scientificamente, scorretto filosoficamente, scorretto eticamente, ma -qui ci siamo- scorretto esteticamente?
Non posso non ripensare alle composizioni di fiori recisi che ci mostrano mensilmente le riviste più quotate. I fiori recisi e il fogliame vengono congiunti in insoliti matrimoni che declamano grandi competenze, classe, conoscenza, abilità. Ma proprio in virtù della loro levigatezza, della ricerca della perfezione, risultano artefatti e pretenziosi, ed anche la composizione più semplice, piccola, romantica, suona stucchevole e fuori posto se non in uno studio fotografico. Diventa, per riprendere un’espressione di Trem, stilismo, styling.
Queste composizioni sembrano fatte apposta per essere fotografate, non per la gioia di essere godute (o preparate). Diventano insomma un’immagine, vuota, una superficie, bidimensionali.
Anche i “Beautiful tulips” di miss x sono diventati oggetti attraverso questo processo. Hanno perso la vis vitalis, e si sono trasformati nel loro supporto: una schermata video, una cartolina, una pagina di rivista.
Mi sono un po’ girate quelle che non ho nel sentire che in circolazione ci sono parecchi concorsi di fotografia sull’autunno.
L’autunno è facile da fotografare, è come fotografare una cosa bella, ti viene sempre bene, a meno che non inquadri dall’altra parte.
Ovviamente a tutti questi concorsi autunnali io non posso partecipare, e dopo anni che la cosa si ripete immutabile, mi sono veramente infastidita.
Da noi l’autunno è una stagione di cieli tersi, di azzurri limpidi e leggeri. la sera diventano profondi, punteggiati di stelle che se vivi un po’ in campagna e non c’è luna, vedi la Via Lattea, la grande croce del Cigno, Vega, Sirio.
Non abbiamo nebbia, l’unico nebbione che può capitare è la muffonata estiva che viene dal mare.
Non abbiamo foglie che ingialliscono, qui le foglie sono ancora verdi. Le foglie non diventano rosse da noi: diventano marroni e poi cadono. Venature di aranci spenti sui pochi platani cittadini, platani, faggi che virano dal giallo al rosso prugna, susini e cachì che si infuocano. Ma questo è tutto, quanto a foglie, ovviamente: perchè sembra che nei concorsi fotografici l’autunno si debba condensare nell’ingiallimento delle foglie.
Non abbiamo aceri, bacche, meli e l’estate indiana. Niente.
Da noi fioriscono ancora le rose, fioriscono le Bougainvillee con il rinnovato vigore dato dalle prime piogge: saranno in fiore fin oltre febbraio. Da noi iniziano a spegnersi i fiori delle agavi, fioriscono i pancrazi marittimi sulle spiagge, maturano le capsule di quei semi che si attaccano ai vestiti, fanno teatro le graminacee spontanee con le loro infiorescenze. Qui è una seconda primavera, l’autunno, con le prime piogge i fiori guadagnano colori smeraldini e bellezza. Gli Hibiscus sono nel loro periodo di “grassa”, e gli alberi di arancio portano i frutti di quel colore indeciso tra il verde e l’ocra.
Niente aceri da noi. Noi qui ad ottobre abbiamo 35° e stiamo in maniche corte, i paesani vanno ancora a prendere il sole in spiaggia.
Quindi Giardinaggio Irregolare ha deciso di indire un concorso di fotografia.
Il tema è. L’autunno nelle regioni mediterranee.
Ogni concorrente potrà presentare al massimo tre foto in un formato che sia adeguato per un invio per e-mail, oppure indicare il link se la foto è su un sito di photo hosting.
Le foto o i link vanno inviati a gogolis@alice.it a partire da adesso, entro il 15 dicembre 2011
Ogni foto dovrà avere i metadati e possibilmente un geotag. Dovrà essere accompagnata da una breve descrizione e un breve curriculum dell’autore, non in formato europeo.
Astenersi professionisti.
Il primo premio consisterà in una copia del volume “Il significato dell’estetica” di Jan Mukarovsky
Il secondo premio consisterà in una copia del volume “Una passeggiata botanica in Calabria”
Il terzo premio consisterà in una copia del volume “Voglia di Campagna” di Valerio Merlo
Premio di consolazione: una copia del volume “Giardiniere per diletto”
Premio del Pubblico: una copia del volume “Diario di un viaggio a piedi”
Le foto premiate saranno pubblicate sul Blog Giardinaggio Irregolare per la durata di 7 giorni durante i quali sarà proposto un sondaggio per il voto del pubblico.
Avvertiamo sin d’ora che le selezioni saranno molto dure e che i premi potrebbero anche non essere assegnati.
"Quando guardiamo il cielo di notte ci soffermiamo ad ammirare le stelle a caso senza seguire uno schema.. lasciamo che la nostra fantasia si perda in questo immenso soffitto brulicante di luci... una stella grande.. qualcuna piccola.. un'altra azzurra ed una rossa! Luci lontane che forse ora non esistono neanche più.. eppure sono lì le guardiamo ogni sera quando le nuvole ce lo permettono.. luci che continuano a brillare .. a vivere.. che continuano a farci sognare! Questo BLOG vuole essere uno spazio semplice, senza pretese, uno spazio dove antichi sorrisi e sguardi continuano a brillare come stelle... semplicemente continuano a vivere nell'immenso cielo della rete." (Domenico Nardozza)