Minigiardini: dal vasetto-orto alla macchina da scrivere (su Houzz)

Il mio articolo sui giardini miniatura (su Houzz) – Continua a leggere

I giardini in miniatura si possono tranquillamente creare anche in piccoli vasi pieni d’acqua (senza foro per il drenaggio). Pistia e qualche altra pianta che tollera bassi fondali, come equiseto, sono ideali. Se il vostro vaso è veramente basso (meno di 20 cm) allora create un bog garden, un giardino con piante da bordo acquatico, come gli iris amanti dell’umidità (Iris ensata ‘Rose Queen’, Iris laevigata, Iris pseeudoacorus, Iris × robusta ‘Gerald Darby’, Iris sibirica, Trollius, Lobelia, Mazus, Lysimachia, Oxalis, Primula vialii, o la bellissima ma rara Gunnera magellanica.

8 Idee (più Una) per Scenografie Aeree di Piante Sospese (su Houzz)

Il mio articolo su come sospendere le piante (su Houzz)

Lo scolapasta: il classico del recupero
Il consumismo ci ha donato un’innumerevole quantità di forme di scolapasta. Anche quelli brutti, di plastica in colori fluo, possono servire come scheletro per delle belle composizioni. Lo scolapasta in acciaio è senza dubbio il più bello e quello che meglio si presta a una coltivazione sospesa. Inoltre è facile forarlo per poterlo appendere, e si può essere sicuri sulla sua tenuta.

Basterà foderare appena il fondo con un foglio di feltro o di fibra di cocco (ma anche plastica, un vecchio tappeto, della moquette morbida, ecc.), per evitare che il terriccio coli via. L’acqua filtrerà e non ci saranno problemi di ristagno. Appesi o appoggiati, gli scolapasta in acciaio sono amatissimi da quei giardinieri che hanno il pallino di riutilizzare e riciclare tutto, dalla vecchia vasca da bagno all’acquaio della nonna, fino alle lavatrici e alle automobili.

Coltivazione dei cavoli e dei broccoli (su Houzz)

Il mio articolo sulla coltivazione dei cavoli su Houzz.

Il cavolo rapa
Sono tra i più piccoli cavoli (bianco in foto) e possono essere agevolmente intercalati tra una coltura e l’altra, benché abbiano bisogno di un certo spazio per allargare la rada rosetta di foglie.
Sono anche meno voraci di cavolfiori, cavolo romanesco, cavolo cappuccio, ecc. Potete quindi coltivarli nel secondo ciclo di una rotazione, purché non nello stesso lotto dove avete precedentemente coltivato cavoli.
Devono essere irrigati molto abbondantemente, ma il terreno deve avere tempo di asciugare. Scalate le semine il più possibile perché il cavolo rapa è buono solo da giovane e tenero, se si lascia invecchiare diventa legnoso e immangiabile. Le varietà più precoci maturano già sotto tunnel. Anche le foglie sono commestibili, ma non a tutti piacciono.

La pelle degli alberi (su Houzz) e buon compleanno, Professore!

Fotogallery: le più belle cortecce (su Houzz) – continua a leggere

Un bosco di betulle dalle cortecce bianche immerse nei toni rossi dell’autunno fa pensare a Lothlórien.

Farewell to Lórien, by Ted Nasmith
Farewell to Lórien, by Ted Nasmith

Alberi per piccoli giardini (su Houzz)

 

Il mio articolo su Houzz sugli alberi per piccoli giardini


Ceanothus

Pianta molto interessante di origine nordamericana. Amatissima in Inghilterra, dove sono state prodotte splendide varietà, e dove peraltro sembra vivere meglio che da noi, forse a causa delle piogge abbondanti.
Eppure il Ceanothus teoricamente non avrebbe bisogno di tanta acqua, poiché è tra le piante che formano un variegato gruppo di elementi della flora americana chiamato chaparral che si insedia in zone povere, aride e sassose. Soffre, infatti, particolarmente il freddo e il vento, e non avendo un apparato radicale molto fitto viene facilmente sradicato.

Per farlo crescere come nella foto, ad alberello, occorre pazienza. Acquistate un cespuglio giovane e vigoroso, e allevatelo ad astone, sostenendolo con tutori e tagliando via tutti i getti laterali. Ci vorrà qualche anno e comunque le dimensioni non saranno mai mastodontiche.

Notazioni botaniche: vuoi saperne di più sul chaparral? Su Wikipedia in lingua inglese puoi trovare informazioni sulla pianta (Larrea) e sulla comunità botanica spontanea. Su Wikipedia in lingua spagnola, invece, trovi la sua curiosa etimologia: “chaparro” sarebbe una giovane quercia.

Piante sempreverdi (su Houzz)

Le sempreverdi sono l’ossatura del giardino (su Houzz)

Scivola_scivola_scivola. Scale e gradini (su Houzz)

Il mio articolo sulle scale in giardino (su Houzz)

Giardini d’inverno

Il mio articolo sui giardini d’inverno (su Houzz)

Indian Summer (su Houzz)

Autunno non mediterraneo (su Houzz)

Falò, bracieri e camini (su Houzz)

Il fuoco era già acceso a metà spiaggia, ardente e profumato di ciocchi di cipresso e pigne. Sprigionava quel buon odore dei pini in estate.
Siediti! Sedetevi! Sediamoci!
Non c’era molto da mangiare, ma tutto buono, fatto in casa: insalata di pomodori, melanzane ripiene, alici marinate e pesce arrostito lì per lì. E poi pane casareccio tagliato in fette sottili.
Gli amici di Cenzino erano affabili, cortesi e simpatici.
Uno di loro, un cinemaniaco svitato, non faceva altro che citare frasi di film (mi preoccupava il fatto che molte le conoscessi
anche io).
Cenzino sedeva vicino a me e ogni tanto mi chiedeva: “Vuoi bere? Ti va un po’ di questo, un po’ di quello?”. Mi puliva il pesce, mi serviva i piatti pieni e me li toglieva quando erano vuoti.
Mi sentivo sorprendentemente bene.
Chiacchieravo senza difficoltà, ridacchiavo e ascoltare era piacevole. Gli amici di Cenzino parlavano di molte cose, della
vita in paese, del lavoro, della disoccupazione, delle belle ragazze, di libri, di musica, di film.