Mia madre mi fa paura.
Ha passo felpato e urla potentissime.
Odia il gelso e l’avocado: sporcano.
Oddio, ora non immaginatevi la solita signora che litiga coi vicini se l’albero di confine fa foglie. Mia madre è molto passionale, ama la natura, è pittrice e poetessa, ha intuito, istinto, fuoco, arte, amore.
Però detesta l’avocado.
Questo periodo è una nemesi per lei: l’avocado fa la cascola naturale dei fiorellini, verdi e poco significativi se presi singolarmente, ma che sull’albero, quand’è tutto fiorito, fanno un effetto “verde giovane” molto intenso.

I fiori dell’avocado cascano in masse da soli e al primo soffio di vento. E’ una gran bella pioggia. Se avete la fortuna di avere un tetto in lamiera o in coibentato sotto cui stare, il rumore della pioggia di fiori di avocado caduti sul metallo è persino più bello di quello dell’acqua. E’ qualcosa di zen, di mistico. Se non esistessero i cellulari, si potrebbe stare ad ascoltare gli avocadi per ore.
Una volta caduti in terra, fanno un tappeto color verde mela di una delicatezza insospettabile, un tappeto su cui viene voglia di toglierti le scarpe per passeggiare a piedi scalzi.
E’ contro questo tappeto che mia madre ingaggia la sua lotta più che quotidiana. Dalle tre alle sette volte al giorno esce a ramazzare il giardino. Non riesco bene a capire se lo faccia perchè consideri sporcizia quel tappeto o se lo faccia per non essere additata come una cattiva padrona di casa. O entrambe le cose.
A volte esco io a pulire il cortile, anche se mi dispiace spostare quel tappeto.
Ecco cosa esce fuori dopo una buona ramazzata.

Dato che ne abbiamo tanto, io lo uso come pacciamatura e lo getto ai piedi di una Thunbergia lì accanto, che mi viene proprio vicina vicina, e che negli anni ha molto beneficiato di questo trattamento.

L’avocado, poi, ha un’altra qualità: quella di essere profumato. Non profuma tanto “di fiore”, quanto “di foglia”. Ha un profumo d’erba che si sente particolarmente forte nelle sere tiepide ed invitanti.
Un profumo che forse si dovrebbe meglio classificare come “odore”, ma cos’è un profumo se non un tipo particolare di odore?
