Cittanova Floreale 2013, la “quattro giorni” calabrese (31 maggio, 1-2-3 giugno)

Cittanova Floreale 2013
Cittanova Floreale 2013

Anche quest’anno si riconferma la presenza di Cittanova Floreale, l’unico evento floral-fieristico-giardinicolo della regione Calabria. E già il fatto che continui ad esistere è un gran successo. Cittanova Floreale ha una strada tutta in salita: pochi soldi, poca la conoscenza delle piante da parte del pubblico, buoni vivaisti che però non riescono a vendere che gerani e rosai ricadenti della serie Fairy.
E’ molto dura, durissima.
Le liste dei vivaisti spesso non arrivano neanche o si sanno all’ultimo momento: non puoi prenotare una pianta perchè non sai chi ci sarà. I prezzi non sono certo quelli di Masino, e se per un Geranium maderense ben cresciuto te la cavi con una ventina di euro, devi sopportare l’infestazione di dalie nane, gerani policromi, annuali da brodura, cactacee di dozzina, per non parlare di unguenti contro i dolori articolati.
Ognuno saluti col cappello che porta: a noi i dolori articolati, ingenui e un po’ villici, a Murabilia le sedie finto-invecchiate, i cappelli in paglia finto-ecologica, la saponetta con olio finto-exrtravergine, e tutto quel contorno di addiditivi e polisaccaridi del giardino che amano tanto le belle signore impiallacciate.

In definitiva andare a Cittanova Floreale è per me vicino, piacevole e non troppo dispendioso. Con 100 euro riempio il bagagliaio. E’ un po’ come tornare a respirare aria pulita, trovarsi a casa, instaurare quel rapporto con le piante in cui ci si guarda a vicenda e tutto intorno si annulla. Si rincontrano amori di gioventù, o l’innamoramento si inventa lì per lì, davanti a un vaso.
E’ bello, è dannatamente bello. E quando sono lì mi mancano le fiere più blasonate e le passeggiate con gli amici del forum. In effetti mi sento un po’ sola a Cittanova. Sì, in modo autoreferenziale mi sono autoeletta l’unica che capisce cosa compra, quando ci va. L’unica, tra tutti quelli che ci vanno. Non so se sia del tutto vero, forse qualche altro buon diavolo c’è, ma anche con uno sforzo di fantasia e di coraggio non credo che si arrivi a coprire le dita di una mano.
E mi dispero, perchè è ingiusto. Vorrei avere migliaia di euro, a volte solo per dare giustizia alla “rarità” di una pianta. Mi intrattengo ore coi vivaisti, cerco di incoraggiarli, li ringrazio e gli chiedo se torneranno. Ricevo dépliant e biglietti, qualche catalogo e torno a pensare che mi spiace non avere la possibilità di acquistare da tutti.
perchè questa gente se lo merita davvero. Lo fa per lavoro, vero, ma anche perchè ci mette un pizzico di speranza e di follia. Non tutti sono pronti ad investire tempo e fatica in fiere dall’esito incerto, e per di più in una regione remota come la Calabria.

Merenda didattica
Merenda didattica

Di solito vengono Mimma Pallavicini e Carlo Pagani. Sono una grande attrattiva mediatica per la fiera, che però non riesce davvero a trovare un’anima, una via, a staccarsi dal suolo.
Occorrerebbe penso affidarsi soprattutto ad una maggiore specializzazione delle piante proposte e limitare l’assortimento di chincaglieria. In questo modo il pubblico si seleziona da sè, e chissà, ci potrebbe essere qualcuno che invece di andare alla Minerva, decide di venire a Cittanova.
Per adesso mi sa che nulla di tutto ciò si avvererà. A dire il vero non so se ci andrò io stessa quest’anno, afflitta da penuria locomotionis.
Però io ci spero che Cittanova Floreale diventi importante. Perchè se lo merita.

Il palco visto dalla parte opposta dell'entrata. Lì c'era l'esposizione di quaderni d'appunti e manuali delle Edizioni del Baldo
Il palco visto dalla parte opposta dell’entrata. Lì c’era l’esposizione di quaderni d’appunti e manuali delle Edizioni del Baldo

La veccia selvatica (Vicia cracca)

Vicia cracca Vicia cracca

La veccia è un po’ il simbolo della primavera tarda, qui da noi. Fiorisce abbondantemente, in nuvolaglie di azzurro intenso e violetto porporino sparse per i residui di campagna, ai margini degli incolti. A farle compagnia i margheritoni, le altre piccole leguminose spontanee, le graminacee spavalde che prendono dominio d’ogni cosa. Guardo il vecchio pioppo nero, l’ultimo rimasto sul vialone che prima ne era costellato: si può dire che ha messo le foglie da poco. Il gelso ha fatto fiori e frutti contemporaneamente, il gelsomino sta fiorendo poco e male, in terribile ritardo, la Petrea non cresce e si brucia col sole.
Tra un po’ la veccia sfiorirà, e rimarranno gli stoppioni secchi, sarà il turno degli incendi e ricomincerà la danza dei canadair.

Bisognerebbe spiegare a qualcuno con un tempo così certe domeniche non sono di sabato, ma di venerdì.

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Trattieni il fiato e tieni la mano ferma per un secondo (tramonto)

locri tramonto estivo

Ardore al tramonto

riflesso by Lidia Zitara
riflesso, a photo by Lidia Zitara on Flickr.

Ardore marina, tramonto.

Dal Circolo Cabret: Poetry Slam – modulo di adesione.

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Scrittori di tutto il mondo unitevi!
Dopo il successo del Poetry Slam organizzato dal Circolo nell’ultima settimana di Novembre, si è deciso che la cosa potrebbe ripetersi nel 2013 con una veste migliorata.
Per l’occasione abbiamo pensato di fare un bando allargato, neanche troppo formale, col quale reclutiamo scrittori di poesie o di racconti o di aforismi o di Haiku, per mettere su un torneo con un certo livello di agonismo.

Le regolette son semplici semplici.
1) I duelli saranno fatti davanti a un pubblico che deciderà per alzata di mano il vostro destino.
2) L’arma la scegliete voi: qualcosa che avete nel cassetto, qualcosa che scriverete per l’occasione, non importa, basta che sia farina del vostro sacco.
3) Nessuna censura. Siete autori, artisti e quindi liberi. Sfogatevi pure basta che abbiate con voi almeno tre scritti da leggere e che ognuno non superi una pagina di lunghezza (non possiamo mica stare ad ascoltare solo voi).

Come si diceva, stiamo reclutando impavidi.

Confermate la vostra adesione, semplicemente rispondendo a questa mail (eventi@circolocabret.com) con i vostri dati entro il 22 dicembre.
Daremo priorità ai più veloci a rispondere a questa “chiamata”, perciò una volta raggiunto il numero, per gli altri ci sarà da aspettare.

Abbiamo detto che l’iscrizione è gratuita e che per i vincitori ci saranno ricchi premi e cotillon? No? Ok, allora lo diciamo.

“Voglio te per l’esercito degli Stati Uniti”
Zio Sam

Circolo Cabret – Associazione d’idee

Segreteria:
Via Isonzo 63 – 87100 Cosenza
tel. 0984 1933300
dal lun al ven 10-13 | lun-mer-giov 16-18

http://www.circolocabret.com

Lettera aperta agli assessori Pugliano e Gentile (Regione Calabria)

Egregi Assessori Pugliano (delega all’Ambiente) e Gentile (delega alle Infrastrutture e i Lavori Pubblici),

senza farvi perdere tempo, vista la preziosità del tempo politico, vengo subito al punto.
La Regione ha emesso nel 2007 un rapporto di fattibilità delle piste ciclabili nella zona ionica tra Roccella e Palizzi.

Studio di fattibilità piste ciclabili -download in pdf

La scheda prevede ponti di una certa dimensione per poter superare le varie fiumare e le decine di piccoli rii di acque “bianche” che caratterizzano le nostre coste.

Secondo le indicazioni di questo studio di fattibilità, le piste ciclabili dovrebbero correre parallele ai binari, con un conseguente aggravio di costi per una recinzione di sicurezza –che ad ogni buon conto è sempre illecitamente aperta in alcuni punti per consentire l’accesso alla spiaggia, visto che nessuno si è degnato di costruire dei sottopassi. In tal modo la rete di piste ciclabili locridee trincerebbe la spiaggia, che è uno degli ultimi relitti ambientali della nostra regione.

Uso la parola relitto perché ormai di una spiaggia ricca di vegetazione mediterranea (come in Croazia, Corsica e Sardegna, tutte regioni dal noto appeal turistico) non si può proprio parlare, e le poche piante psammofile che vi crescono sono ormai dei relitti di ben altra –splendida- vegetazione originaria.
Tuttavia questi relitti dovrebbero essere preservati come bene comune, invece gli si pianta sul groppone una pista ciclabile. Loro pensano che questo sia coerente con le nuove tematiche ambientaliste di novello interesse mondiale?

Non pensano piuttosto che si dovrebbero smantellare, laddove possibile, come a Siderno, queste prese in giro che chiamano “piste ciclabili” e più consoni lochi vengano individuati all’interno del tessuto urbano cittadino?
Cosa ne pensano della “pista ciclabile” di Gioiosa Marina, collocata in malo modo sul ponte, sulla cui ridicolaggine e soprattutto pericolosità non c’è bisogno che alcuno si dilunghi, essendo sotto gli occhi di tutta la cittadinanza?

Intanto chiariamoci: perché tutta questa mania delle piste ciclabili fino al punto di collocarle in posizioni escheriane(come quella di Gioiosa)?
Se la Locride non è in grado di integrarle nel tessuto urbano, perché colpire un ecosistema già a rischio come quello psammofilo?
Perché –secondo loro- i comuni si affidano (o sono costretti a farlo) a personale incompetente o con conoscenze agronomiche limitate per eseguire le piantumazioni delle piste ciclabili e in generale della manutenzione del verde pubblico?
Da ultimo vi chiedo, come uomini politici, perché sviluppare a tutti i costi la linea ionica senza intervenire nei tracciati che sarebbero i denti del pettine della nostra struttura viaria, cioè le strade che vanno verso i paesini pedecollinari?
Non rischiamo di smarrire le nostre origini storiche, sociali, economiche per convertirci ad un sistema che ci vuole in moto perpetuo per acquistare borse di lusso e mangiare hamburger?

Hanno qualcosa da evidenziare in merito all’argomento?

Grazie,

Lidia Zitara

Lupinus angustifolius

lupinus angustifolius by Lidia Zitara
lupinus angustifolius, a photo by Lidia Zitara on Flickr.

Tempo d’estate, io vado al mare non mi aspettare

capofilico estate 2012 by Lidia Zitara
capofilico estate 2012, a photo by Lidia Zitara on Flickr.

Filo spinato

Filo spinato

e i sogni nel cassetto
quasi quasi
ce li rimetto
i battiti accelerati
per un nuvola di fumo

Poesia di Karen Lo Jelo

Flanando (o planando?) per Caulonia, avec en postille, l’immancable hommage à Rotellà