“Stella Polare”, 10 e 11 dicembre a Bergamo

Ricevo e pubblico un comunicato su Claudio Sottocornola, un amico e una persona di grande spessore culturale e umano. Un acuto indagatore, dotato di sguardo critico e capacità di discernimento, senza mai essere appesantito da pedanteria o faziosità.

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Sottocornola a Siderno: racconta la madre nella luce di un giardino

 Ricevo e pubblico:

Inaugurazione della mostra fotografica
“Il giardino di mia madre e altri luoghi”
del filosofo, artista e performer Claudio Sottocornola,
mercoledì 7 agosto alle ore 18.30, presso la Sala Calliope
della Libreria Mondadori di Siderno (Centro “La Gru”).

La presenza dell’autore sarà un’occasione per riprendere il discorso intrapreso da Sottocornola negli anni passati presso il Salotto Letterario della Mondadori, dove già ha intrattenuto il suo pubblico con eventi a cavallo tra filosofia, musica, letteratura e arti visive. Interdisciplinarietà è infatti il “marchio di fabbrica” che Claudio Sottocornola esprime nella sua ormai lunga attività, ove centrale risulta l’esperienza delle lezioni-concerto sul territorio, recentemente racchiuse nel cofanetto in 5 dvd “Working Class”, in cui utilizza la canzone come strumento di ricostruzione storica e di riflessione filosofica, a partire dalla reinterpretazione rigorosamente live di brani-simbolo della canzone pop, rock e d’autore italiana. Ma questa volta il discorso delle immagini appare più intimista, si svolge fra biografia e condizione umana, riflessione sulla vita e sulla morte, memoria personale e sguardo metafisico.

Central Park

Central Park

Nella nostra società mancano ormai riferimenti collettivi condivisi, che non siano gli effimeri eroi propinati dal mercato e dai media.. Sembrano dileguare i modelli, espressione di valori alti e insieme vicini, che la società, sino a qualche decennio fa, ancora riusciva a proporre. Figure di genitori e di educatori, presenze familiari e professionali, esempi di impegno sociale o politico, che oggi sembrano naufragare a fronte di un dilagante narcisismo collettivo, ove ciò che conta è apparire, esserci, divenire mediatici. Sembra così muoversi decisamente controcorrente la mostra di fotografie “Il giardino di mia madre e altri luoghi”, che Claudio Sottocornola presenta alla Mondadori di Siderno, e che ha già toccato altre città italiane, per ricordare la madre Angela Belloni nel decimo anniversario della scomparsa,  avvenuta anche a seguito di un ritardo diagnostico e di gravi “errori ed omissioni” nella gestione dell’emergenza medica.

È infatti dal contrasto fra i valori di impegno e dedizione rappresentati dalla figura materna e l’incuria con cui vede trattata la vita umana nel momento della malattia e della debolezza anche da quanti dovrebbero tutelarla, che nasce in Sottocornola l’esigenza di recuperare il senso della testimonianza materna, attraverso una serie di foto del giardino di casa (luogo eminentemente archetipico e simbolico), salvato dall’attacco del cemento proprio dalla quotidiana cura della madre, per coglierne tutta la luce, il mistero, e catturarne se possibile le tracce della presenza di lei. Ne escono immagini intense, struggenti e minimaliste: un arbusto di rose contro un muricciolo di cemento, un’azalea in fiore accanto a piccoli pini che si protendono verso il cielo, dei cespugli di ortensie, delle bocche di leone… Colori, profumi, suoni che si immaginano, quelli di una natura una volta riconciliata, in armonia con se stessa e con gli uomini.

Falde dell'Etna

Falde dell’Etna

È subito evidente che non si parla qui del giardino nel modo un po’ calligrafico cui ci hanno abituati le riviste patinate, ma piuttosto come metafora di quella cura che genera bellezza e armonia nel mondo. E infatti gli “altri luoghi” citati nel titolo della mostra e fotografati sono i più vari, dalla periferia di Bergamo innevata ai grattacieli di Manhattan, da Trinità dei Monti a Roma alle casette del New England, dalle spiagge ioniche della Calabria ai siti archeologici di Velia e Pompei. L’idea è che, come armonia e bellezza nel giardino si generano a partire dalla fatica e dall’impegno, così è possibile umanizzare i luoghi del mondo attraverso responsabilità e lavoro.

Del resto, ciò che caratterizza il percorso sotteso a queste installazioni fotografiche sono i rimandi a successivi livelli di lettura. La madre dell’artista infatti si è dedicata attivamente al volontariato, e l’autore la ricorda nelle sue frequenti visite ad anziani, ammalati, immigrati, nel tentativo di portare aiuto e conforto. Insomma, nei 250 pannelli fotografici, di cui a Siderno si potrà vedere una selezione, ciò che in realtà emerge è la figura di una madre, una presenza forte e amorevole, tenera e discreta, che inonda di consolazione il paesaggio del giardino prima e lo scenario del mondo poi. Per questo “Il giardino di mia madre e altri luoghi” è molte cose: in primis un percorso artistico, ma anche una riflessione filosofica sulla cura e, infine, una testimonianza circa la possibilità, anche entro gli scenari di un mondo alla deriva, di coniugare bellezza e responsabilità, impegno etico e ricerca dell’armonia, chiaramente tematizzati dall’autore nel volumetto “The gift” (“Il dono”) .

Dalla mostra è stato tratto un Dvd multimediale che ne ripropone il percorso, insieme a testi critici e immagini supplementari, disponibile presso la Sala Calliope.
La mostra è totalmente gratuita e resterà aperta fino a martedì 13 agosto.

Velia

Velia


 

 

 

Info:
Il sito di Claudio Sottocornola

http://www.cld-claudeproductions.com

E-mail:info@cld-claudeproductions.com

tel/fax 035-310280

tel. 348-2842247

E-mail:claudio1759@interfree.it

Scarica la locandina in pdf:
locandina C. Sottocornola, Il giardino di mia madre…

locandina1.cdr

I trascendentali traditi

Claudio Sottocornola in Calabria: mercoledì 8 agosto, alle ore 18:30, presso il Salottino Rosso della Libreria Calliope-Mondadori di Siderno (RC), si terrà la presentazione del suo ultimo libro, I trascendentali traditi (Edizioni Velar),incentrata sula tematica “Il sacro e il popular fra tradizione ed eversione nel tempo del pensiero debole”.

Relatori : Rossella Scherl,scrittrice e Antonio Falcone,giornalista e critico cinematografico.

L’autore converserà inoltre con Antonio Falcone nel corso della trasmissione Sunset Boulevard, lunedì 6 agosto, dalle 15:00 alle 16:00, su Radio Gamma Gioiosa (94,500 – 97,000 MHz FM Stereo, Streaming audio su Internet www.gammagioiosa.net).

Claudio Sottocornola, ormai noto ai media come “filosofo del pop”, nella sua ultima fatica I trascendentali traditi ed. Velar, analizza la crisi del sacro e del suo linguaggio iconico e simbolico per ricercare il significato profondo del fenomeno, formulando al contempo ipotesi di recupero e valorizzazione, a partire dal contesto del pensiero debole e dell’ermeneutica contemporanea, nel tentativo di elaborarne una comprensione flessibile,  liberante e gioiosa. In questo orizzonte, Sottocornola propone un accostamento fra “sacro” e “popular” nel nome di un’affinità dalle origini addirittura evangeliche (gli outsiders amati da Gesù), fra la sensibilità iconica della tradizione e le innumerevoli istanze simboliche del pop(ular), da lui indagato attraverso canzone, pubblicità, cinema e televisione.

Claudio Sottocornola, ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, giornalista e scrittore, ha sempre condotto le sue opere sul sentiero di un personale discorso intellettuale, estremamente coerente e lucido, incentrato sulla filosofia per analizzare ed indagare la realtà, i suoi mutamenti nel costume sociale, riuscendo al contempo ad avvalersi efficacemente di strumenti quali musica (L’appuntamento, tre cd e un dvd, in cui interpreta canzoni italiane e straniere) poesia (Giovinezza…addio. Diario di fine ‘900 in versiNugae, nugellae,lampi, entrambi Edizioni Velar) e immagine (80’s/Eighties/Laudes creaturarumIl giardino di mia madre e altri luoghi) nella loro valenza genuinamente pop, diminutivo di popular come ha sempre tenuto a precisare, aggettivo concretizzato nella sua portata estensiva e non certo riduttiva.

Con la precedente opera in tre volumi, Il pane e i pesci (Edizioni Velar) e il recente I trascendentali traditi, Sottocornola è riuscito a focalizzare il punto estremo di una ricerca sempre in divenire, volta a recuperare memoria e senso della spiritualità, al di là dell’ormai stanca dicotomia dell’ essere o non essere credenti, spingendoci piuttosto ad interrogarci sulla natura della nostra fede, se questa abbia caratteristiche tali da permetterci di superare il più gretto individualismo.

 

 

 

 

 

 

Da ricordare che dal 31 marzo al 31 luglio di quest’anno è stato reso disponibile in rete, ed è tuttora visualizzabile, (www.claudiosottocornola-claude.com) Working Class, coinvolgente web-concert tematico,  ideato e interpretato dal professore lombardo, cinque percorsi scelti fra le famose lezioni-concerto tenute sul territorio fra  Scuole, Terza Università, Centri Culturali e svariati luoghi della vita quotidiana.

Rappresenta una sua nuova sfida, un “laboratorio” che sfrutta le potenzialità della rete, ribadisce l’eclettismo creativo dell’artefice e certifica  un itinerario di animazione culturale del territorio girato in presa diretta, “on the road”, da amici e spettatori che hanno assistito alle sue performance  artistico-musicali, ma anche storico-filosofiche. E’ la canzone d’autore l’ambito  privilegiato da Sottocornola, che affida alla sua visione ermeneutica del canto e della vocalità la rilettura di celebri brani, decisivi nel fotografare l’evoluzione di usi, costumi, sentimento e linguaggio della società italiana.

I trascendentali traditi
(Claudio Sottocornola, pp.164, Editrice Velar)

Una dedica a Pier Paolo Pasolini e nove brevi conversazioni sui trascendentali, ovvero quei “caratteri che appartengono all’essere in tutta la sua estensione”, secondo la rigorosa definizione di Vanni Rovighi, che delinea con chiarezza la portata di quei concetti, come bene, verità, bellezza, unità che i filosofi medievali predicavano di tutto il reale, nel solco di un ottimismo metafisico culminante nel pensiero di Tommaso d’Aquino, che apre sotto forma di citazione, accanto ad altro autore classico o moderno, ogni capitoletto. Questa è la struttura essenziale de I trascendentali traditi di Claudio Sottocornola, filosofo che utilizza musica, poesia e immagine come strumenti di lavoro privilegiati, e qui si attarda fra le derive del contemporaneo, evocato da città in degrado, corpi alterati e famiglie liquide, ad assaporare tutto l’amaro di una civiltà in declino e di un pensiero sempre più debole, sforzandosi di segnalare nel buio minaccioso che sovrasta e avvolge ogni cosa quel valore o universale che potrebbe insospettire il lettore, specie se scettico e disilluso, ma ben presto lo coinvolge invece in una complicità, quella del viaggio, della ricerca appassionata e della speranza di una non inutile meta. Ciò dipende in gran parte dal rispetto e dalla valorizzazione delle soggettività che questo scritto in forma di pamphlet esprime come sua vocazione più intima e accorata per cui, accanto ad una dimensione quasi apocalittica e veemente, di denuncia e amarezza, ove la biografia quale ermeneutica del vero si fa strumento di comprensione profonda del senso e della vita, emerge uno sguardo post moderno che redime le asperità in nome di una situazionalità (storica, personale, naturale) in grado di giustificare le differenze, relativizzare le colpe, promuovere il dialogo ma, soprattutto, innamorarsi dell’ “altro”, a qualsiasi regione – ideologica, culturale, religiosa – appartenga.

Gianni Vattimo

In realtà ciò che colloca questo scritto così coraggioso e atipico fra Tommaso e Vattimo, è proprio l’esigenza, che l’autore ribadisce e decanta, di un orizzonte di verità o autenticità che orienti il cammino dell’uomo contemporaneo, e nel contempo il rifiuto a identificare ciò con un approccio apodittico e dicotomico che separi troppo facilmente vero e falso, bene e male, bello e brutto, in nome di una concezione ermeneutica della verità (che potrebbe ricordare, per esempio, Kierkegaard, Nietzsche o Heidegger), intesa come interpretazione, ove i concetti, come le note di una musica, evocano nella loro sinfonicità la bellezza dell’intero (di per sé ineffabile, come voleva Eckhart). Così fra Kant e la Scolastica, l’autore sceglie l’Ermeneutica contemporanea come l’ambito che meglio può restituire il desiderio di unità e universalità evocato appunto in altre epoche storiche dalla stessa Scolastica o dal Criticismo, e oggi idoneo ad essere espresso appunto da un visione della conoscenza e del rapporto uomo-mondo come interpretazione, e quindi attraverso la tolleranza, il dialogo, l’incontro, anche per ciò che concerne la spiritualità e le tematiche teologiche, che vanno ormai, come ogni ambito dell’esperienza umana contemporanea, planetarizzandosi, ed esigono quindi una visione olistica ed empatica, mentre necessitano di sprovincializzarsi in nome di una fraternità o amicizia, anche spirituale, più allargata.

Come accadeva per i collage di “Eighties”, ove Sottocornola miscelava cultura alta e bassa, popular e arte sacra, destrutturando per ricostruire secondo armonie e senso del tutto nuovi, anche qui si assiste ad una singolar tenzone fra pensiero debole e pensiero forte, ove alla fine orizzontale e verticale, universale e particolare, verità e dubbio, anarchia e dogma convivono danzando mirabilmente sotto lo stesso cielo. Perché “tutto è grazia”, secondo la celebre affermazione del curato di Bernanos, ma non tutto è uguale e bisogna saper scegliere quale intensità di vita e di valore vogliamo realizzare.

C’è nell’intero percorso un forte richiamo alla responsabilità e all’impegno, e si capisce, perché l’autore, come docente, si è lasciato ispirare dai suoi giovani studenti o, meglio, dai loro bisogni e dalle loro domande, a scrivere di filosofia come un testamento minimo, come una testimonianza e un impegno a orientare nel cammino, quando sembra venire a mancare ogni indizio di stella polare, una generazione che si smarrisce.

I valori e il declino dell’Occidente

di Augusta Dentella

Un’ode al valore, comunque lo si voglia definire e intendere, un invito ad andare “oltre” le istanze del “bisogno” come richiamo immediato e acritico, una appassionata difesa dell’ideale contro ogni atteggiamento utilitaristico e pragmatico: sono solo alcuni dei motivi che compaiono nel pamphlet I trascendentali traditi di Claudio Sottocornola (pp. 164, Editrice Velar), quasi postilla alla sua precedente opera Il pane e i pesci, di natura più enciclopedica e sistematica, già presentato alla Libreria Buona Stampa di Bergamo il 16 dicembre.

Vi compaiono due autori, scelti da Sottocornola a designare un percorso di critica alla civiltà occidentale contemporanea e alle sue derive: Pier Paolo Pasolini, a cui è dedicato il volumetto, visto come l’antesignano di una critica ai valori consumistici e conformistici della civiltà post-industriale contemporanea, e Tommaso d’Aquino, che apre ogni capitolo con una citazione relativa ai trascendentali, che costituiscono il tema del libro.

L’opera, come sottolinea l’autore nell’Introduzione, intende presentare una fenomenologia, una specie di paesaggio dell’attuale declino dell’Occidente, evocato da città in degrado, corpi alterati e famiglie liquide, con il riferimento a una stella polare, i trascendentali della filosofia medievale, termine che designava nell’ ambito della Scolastica i valori più alti ed estesi a ogni ambito della realtà, come verità, bene, bellezza, giustizia, unità… E intende farlo non in modo rigorosamente argomentativo e conseguente, ma per divagazioni, paradossi, provocazioni e malesseri che, quasi come per un lapsus, lascino filtrare lampi di verità, come accade talvolta nella conversazione fra amici al bar, magari davanti a un buon caffè.

L’aspetto più suggestivo dell’opera è proprio questo accostare il contemporaneo attraverso la prospettiva straniante del pensiero medievale, non riesumato in forme istituzionali e banalmente erudite, ma riattualizzato e vivificato proprio dal suo confronto con l’attualità e persino la cronaca… All’immagine di città abbruttite da cumuli di sporcizia e scritte sui muri si accostano così esemplificazioni di una corruzione sempre più dilagante, alle caustiche descrizioni di costumi sociali involgariti e barbari si alternano amare considerazioni sulla pessima qualità della cultura mediatica e giornalistica prevalente. Il tutto appare però guardato quasi da un’altra terra, da un’altra dimensione, da un orizzonte di verità, bene e bellezza che continuamente spinge alla critica dell’esistente, alla sua falsificazione, a una lucida rabbia, ma in nome di una possibile salvezza, di un riscatto o almeno di un recupero che, in tale prospettiva, è lecito continuare a cercare e perseguire, realizzando intorno a sé la massima armonia possibile.

“Sottocornola – scrive Agata Salamone – avvalora sia il pensiero debole che il pensiero forte, in una linea che va da Abelardo a Mancuso… Il libro nella sua leggerezza fa il punto su una questione  che è esattamente il tentativo di definire la Bellezza, la Verità, la Giustizia, il Bene, presupponendo la possibilità che si possa superare l’obiezione fondamentale che affiora spontanea sulle labbra di chi si è convinto della impossibilità di ogni universalizzazione concettuale…”. E così si assiste in tutta la trattazione a un singolare e suggestivo accostamento di riferimenti a culture e spiritualità diverse, dall’Islam al Confucianesimo, dai “maestri del sospetto” (Marx, Nietzsche e Freud) al Taoismo, dalla tradizione empiristica inglese al Buddismo, mentre continuo è il riferimento alla vita quotidiana e alle esperienze dell’autore, in un suggestivo mix di teoria e concretezza.

I trascendentali traditi si chiude con un capitoletto sulla “quiddità”, cioè sulla ragione profonda per cui una cosa è se stessa, ove  Sottocornola si rivolge al lettore con un invito che ci sentiamo di riprendere: “Tuo padre. Tua madre. Il tuo quartiere. La tua città.. Questo treno. Questa scuola. Quella telefonata. Quel biglietto d’auguri. Quel messaggio. Il freddo che mi attraversa ora. Il sogno che verrà. L’attesa che mi annoia. Il citofono che squilla. Il PC che si spegne. Questo sonno, questo lutto, questa sveglia. E la giornata, questa giornata che non vorrei, e che devo amare, abbracciare, trasfigurare in un sacramento della gloria di Dio. La quiddità come luogo della gloria. Ne siamo ancora capaci, o stiamo solo aspettando il prossimo volo low-cost?”.

Un invito a rientrare in se stessi, nel respiro profondo di un’esperienza spirituale vitale e autentica.

Immagine della donna nella canzone

Ultimo appuntamento con ‘Working Class’, il suggestivo web-concert tematico ideato e interpretato dal ‘filosofo del pop’ .

Martedì 31 luglio sarà disponibile in rete la quinta sezione del nuovo progetto, dal territorio a internet
Claudio Sottocornola e l’immagine della donna nella canzone

CLD-Claude Productions

Presenta

WORKING CLASS

Martedì 31 luglio 2012:
Immagine della donna nella canzone

Sottocornola omaggia Nannini

Immagine della donna nella canzone, l’evoluzione della femminilità nel costume e nella società attraverso la canzone e le sue interpreti: ecco il tema portante del quinto appuntamento in rete con Claudio Sottocornola. E’ l’ultima originale
iniziativa del professore lombardo, che ha reso disponibili in rete cinque percorsi scelti fra le famose lezioni-concerto tenute sul territorio fra Scuole, Terza Università, Centri Culturali e svariati luoghi del quotidiano. Working Class è la nuova sfida del popolare intellettuale: un “laboratorio” che sfrutta le potenzialità della rete, ribadisce l’eclettismo creativo dell’artefice e certifica un itinerario di animazione culturale del territorio girato in presa diretta, “on the road”, da amici e spettatori che hanno assistito alle performance artistico-musicali, ma anche storico-filosofiche di Sottocornola.
Cinque live antologici che spaziano fra canzoni e dissertazione storica dall’analisi della condizione giovanile all’evoluzione dell’immagine femminile, approfondendo l’evoluzione sociale e del costume nel Secondo Novecento.

Dopo quattro fortunati appuntamenti video mensili, arriva il quinto e ultimo episodio di Working Class, con la sezione tematica Immagine della donna nella canzone: Ma l’amore no (Alida Valli), Meravigliosa creatura (Gianna Nannini), Cuore (Rita Pavone), Acqua e sale (Mina e Celentano), Un’emozione da poco (Anna Oxa) e altre in gran parte riprese dall’Auditorium di Piazza della Libertà a Bergamo, ma con svariati inserti provenienti anche da eventi svoltisi in giro per l’Italia, dalla *Lombardia* alla *Calabria*, dalla *Toscana* al *Veneto*. Testi, melodie e anche interpreti che sono diventate vere icone dell’immaginario collettivo e femminile, cui si sono ispirate donne
di diverse generazioni nel ripensare la propria immagine, il proprio vissuto, il proprio modo di raccontarlo. Ancora una volta è la canzone d’autore l’ambito privillegiato da Sottocornola, che affida alla sua visione ermeneutica del canto
e della vocalità la rilettura di celebri brani, decisivi nel fotografare
l’evoluzione di usi, costumi, sentimento e linguaggio della società italiana.

A differenza di altri “filosofi del pop”, Sottocornola non teme il confronto con la musica leggera, diventandone egli stesso maschera e icona: il filosofo-performer ha intitolato il progetto di archiviazione dei suoi incontri
con il pubblico Working Class proprio per sottolineare il rapporto sul territorio fra musica, didattica, divulgazione ed espressione globale, a contatto con il pubblico vero e vario che affolla i luoghi del quotidiano. La polemica – anche
se velata – contro la dimensione pseudo-istituzionale, e in realtà consumistico-commerciale del fare musica e cultura oggi prevalenti, è evidente tanto che, con moto di orgoglio etico-identitario, il cantante-filosofo dichiara appassionatamente l’utilizzo di tecnologie essenziali come inerenti a un approccio estetico-performativo più “popular”, e perciò autentico e coraggioso, sottolineando il maggior impegno richiesto, per esempio, nell’utilizzo di basi standard, quasi “fogli bianchi su cui scrivere con la propria voce”, senza mimetismi o complicità estetizzanti.

L’iniziativa è supportata da Synpress 44, Terza Università, Scuole in Rete, CDpM, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (Sezione Bergamo), la rivista della scuola Ecole e Moltimedia Fattoria Digitale.
Working Class è l’occasione per sottolineare la rinnovata architettura del sito http://www.claudiosottocornola-claude.com
, che propone sintesi e miscellanee delle varie ricerche fra musica, filosofia, immagini e poesia di Claudio Sottocornola.

Informazioni:

Claudio Sottocornola:
http://www.claudiosottocornola-claude.com

http://www.cld-claudeproductions.com

Donato Zoppo
Viale Martiri d’Ungheria 9,
82100 Benevento
Tel: 349/4352719 – 0824/312966
Donato Zoppo…: http://www.donatozoppo.it
Synpress44 Ufficio stampa: http://www.synpress44.com
Chi va con lo Zoppo… Blog: http://www.donatozoppo.blogspot.com

Claudio Sottocornola in working class dal territorio al web

Claudio Sottocornola

Dal territorio al web, le lezioni-concerto del filosofo del pop arrivano on line: a partire da sabato 31 marzo, ogni ultimo giorno del mese il professore-performer renderà disponibile il suo imponente archivio video dal nuovo sito Claudio Sottocornola

Si comincia con Teen-agers di ieri e di oggi
Working Class: approda in rete il nuovo progetto di Claudio Sottocornola
CLD-Claude Productions
Presenta
WORKING CLASS
Lezioni-concerto sul territorio
(archivio)

A partire da sabato 31 marzo 2012, con una scansione mensile che durerà fino a martedì 31 luglio, Claudio Sottocornola inaugura il nuovo progetto web Working Class, rendendo disponibili in rete cinque percorsi scelti fra le famose lezioni-concerto tenute sul territorio fra Scuole, Terza Università, Centri Culturali e svariati luoghi del quotidiano. Working Class è la nuova iniziativa del popolare intellettuale lombardo: un “laboratorio” che sfrutta le potenzialità della rete, ribadisce l’eclettismo creativo dell’artefice e certifica un itinerario di animazione culturale del territorio girato in presa
diretta,“on the road”, da amici e spettatori che hanno assistito alle performance artistico-musicali, ma anche storico-filosofiche di Sottocornola. La prima tranche prevede cinque live antologici che spaziano fra canzoni e dissertazione storica dall’analisi della condizione giovanile (il primo) all’evoluzione dell’immagine femminile (l’ultimo), passando per i cantautori, gli anni ’60, l’evoluzione sociale e del costume nei decenni del secondo Novecento.

A differenza di altri “filosofi del pop”, Sottocornola accetta di contaminarsi con i generi e gli ambiti espressivi come la musica leggera, diventandone egli stesso maschera e icona, come testimoniano i live che ora regala al web. Non senza una punta di ironia, il filosofo-performer ha voluto intitolare l’intero progetto di archiviazione dei suoi incontri con il pubblico Working Class, a rappresentare la condizione di chi – come lui – si muove sul territorio fra musica, didattica, divulgazione ed espressione globale, a contatto con il pubblico vero e vario che affolla i luoghi del quotidiano.

La polemica – anche se velata – contro la dimensione pseudo-istituzionale, e in realtà consumistico-commerciale del fare musica e cultura oggi prevalenti, è evidente tanto che, con moto di orgoglio etico-identitario, il cantante-filosofo dichiara appassionatamente l’utilizzo di tecnologie essenziali come inerenti a un approccio estetico-performativo più “popular”, e perciò autentico e coraggioso, sottolineando il maggior impegno richiesto, per esempio, nell’utilizzo di basi standard, quasi “fogli bianchi su cui scrivere con la propria voce”, senza mimetismi o complicità estetizzanti.

Da Mina a Ben E. King, da Battiato alla Pavone, da Battisti a Vasco, il repertorio dell’interprete-filosofo è vasto e riletto con una voce dalle timbriche personalissime, a volte dissonanti e antinaturalistiche, altre più struggenti e intimistiche, ma sempre capaci di toccare le corde delle emozioni.

Sottocornola si appropria di canzoni-simbolo del repertorio italiano (e qualche volta anglosassone) fornendone una nuova interpretazione, non alla maniera un po’ intellettualistica degli interpreti decostruttivi ma con una partecipazione
emotiva e viscerale, che cerca di scavare a fondo nell’esprimibile, e in genere corrisponde a una forte, intensa interiorizzazione del brano.
L’iniziativa è supportata da Synpress 44, Terza Università, Scuole in Rete, CDpM, Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (Sezione Bergamo), la rivista della scuola Ecole e Moltimedia Fattoria Digitale.
Working Class è l’occasione per rilanciare l’architettura del nuovo sito , che propone sintesi e miscellanee delle varie ricerche fra musica, filosofia, immagini e poesia di Claudio
Sottocornola.

Working Class: il programma

Sabato 31 marzo 2012: Teen-agers di ieri e di oggi
Lunedì 30 aprile 2012: Decenni
Giovedì 31 maggio 2012: Anni ’60
Sabato 30 giugno 2012: Cantautori
Martedì 31 luglio 2012: Immagine della donna e canzone

Informazioni:

Claudio Sottocornola:

http://www.claudiosottocornola-claude.com

http://www.cld-claudeproductions.com

Ufficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com

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Com.Stampa Working Class
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Copia di Nuovi testi critici Claudio Sottocornola
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Intro Working Clas
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