“Flora ferroviaria” di Ernesto Schick, ed. Florette

Ernesto Schick_Flora Ferroviaria (3) Nel 2010 la Edizione Florette di Chiasso ha ripubblicato un testo scritto da Ernesto Schick sulla vegetazione selvatica della stazione ferroviaria di Chiasso e precedentemente pubblicato nel 1980 con il patrocinio del Credito Svizzero di Chiasso.
Schick aveva visto la nascita della stazione ferroviaria, l’ampliamento dei binari, e per anni osservò la flora che spontaneamente tornava a riprendersi parte del terreno sottratto a boscaglie e campagna. Prendeva appunti e disegnava le piante, pur avendo un tratto rigido e poco aggraziato, riproduceva fedelmente i tratti botanici salienti delle piante “pilota”, e delle altre spontanee.
Il suo testo, preso sic est, non è poi diverso da molti libri sull’argomento, Schick era ben lontano anche dall’immaginare che la flora spontanea, per di più “ferroviaria”, quindi in qualche modo “pilota” e “vagabonda”, sarebbe stata di lì a qualche decennio, al centro delle attenzioni mondiali.
Negli anni ’80 un libro sulle piante colonizzatrici doveva apparire un testo ben strano e gradito solo al botanico o all’appassionato.
Ora invece non si parla d’altro, perciò quanto scritto da Schick potrà risultare già noto a molti.

Detto questo, bisogna dire altro: questo libro non è un “libro”, è una scatola magica.
E’ un progetto di ripubblicazione, curato nei minimi dettagli, su cui è stato speso tempo, investito del danaro e soprattutto conoscenza e passione.
Qui ci sono competenze elevatissime, che fanno del libro non solo un omaggio al suo autore e al suo scritto, ma tracciano anche un sottotesto gradevole in sè, e realizzano un prodotto editoriale di fattura decisamente superiore allo standard usuale.

Penso che questo sia dovuto al fatto che le Edizioni Florette abbiano pubblicato solo questo testo. Perlomeno io non sono riuscita a trovarne altri in rete. Ad ogni modo il volume non ha l’ISBN, il che significa che la casa editrice ha pubblicato per il desiderio di riportare alla luce un vecchio libro.

Il libro è un susseguirsi di piaceri: dalla copertina in cartone grigio, con una grafica molto bella per titolo e nome dell’autore, azzeccata la fascetta (di cui faremo sapere ad Alberto Forni), la scelta molto raffinata dei font e dei colori (in pratica bianco, grigio, rosso e nero), l’inserto illustrato in carta lucida, una mappa, e un indice che è un piacere scorrere.
Mi è piaciuta moltissimo, e mi ha commossa, la prefazione di Graziano Papa sulla figura di Schick, che sembra emergere dalle pagine con forza narrativa. Accurata, più scientifica l’introduzione e la revisione del testo, specie per la nomenclatura botanica, di Nicola Schoenenberger. Accettabile la poesia finale di Fabio Pusterla.
Hanno curato l’edizione Simonetta Candolfi e Nicoletta De Carli, che hanno anche supervisionato la distribuzione. In effetti ho fatto molta fatica ad avere questo volume, ma ho ricevuto insieme al libro anche un simpatico biglietto di ringraziamento.
Ehi, sapete, il rapporto umano si sta perdendo, quando assieme al libro ricevi due parole scritte a penna, sai che c’è un umano come te, dietro, ti riconforta. Sono cose importanti.

Il libro è molto curato nei dettagli, dalla pressione dell’incisione dei caratteri, fino alla riga di piegatura vicino al dorso, la scansione delle pagine attraverso delle “bianche” di colore rosso.
Gradevole nelle dimensioni, comodo da tenere in mano, caratteri agevoli per la lettura.
In quarta di copertina la foto su carta lucida contrasta fortemente con l’opaco del fondo grigio.
Senza ricorrere a materiali pregiati o a stranezze tipografiche, un volume che si lascia prendere come fosse un taccuino, per poi scoprire che le annotazioni e i disegni sono già tutti dentro.

Scatola magica con sorpresa.

Flora Ferroviaria: comunicato

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Ricordate il vecchio post sulla Flora ferroviaria? Ebbene il libro scritto da Ernesto Schick negli anni ’80 e poi ristampato dalla Florette è disponibile in Italia alla libreria Hoepli: ecco il comunicato inviatomi

Ora possiamo comunicare che abbiamo raggiunto un accordo con la Libreria Hoepli di Milano, che d’ora in poi sarà la nostra libreria di riferimento per l’Italia. Si potrà quindi trovare “Flora ferroviaria” in Via Hoepli 5 o inoltrare la sua richiesta a: Libreria internazionale Ulrico Hoepli – Milano att. signor Enrico Carraro e-mail: e. carraro@hoepli.it Grazie per il suo interesse, restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento. Cordiali saluti Nicoletta De Carli, Simonetta Candolfi edizioni Florette, Chiasso, Svizzera ndecarli@bluemail.ch simonettacandolfi@bluewin.ch

Io vi ricordo che la Hopli ha anche il suo sito http://www.hoepli.it Buona lettura!

Piante da ferrovia

Chi non conosce le piante da ferrovia e gli orti ferroviari, i giardinetti delle stazioni? Ognuno di noi ha un suo specifico ricordo legato a un piccolo quadrato di terra a ridosso dei binari, coltivato a pomodori o melanzane, o ai giardinetti delle stazioni che ancora negli Anni Settanta non erano caduti in disuso, in cui magari si poteva trovare, come a Siderno, una vasca coi pesci rossi.
Fu il Fascismo a dare i natali a questa operazione di abbellimento delle stazioni, e l’uso di coltivare fiori e ortaggi lungo le ferrovie d’Italia non è mai cessato anche se da molti anni è venuto a diminuire.

Ma una cosa è una pianta coltivata, un conto è la flora spontanea che vive lungo la strada ferrata. Negli anni ’80 Ernesto Schick pubblicò un libro dal titolo Flora ferroviaria: ovvero la rivincita della natura sull’uomo. In questo mese ne è prevista la riedizione per i tipi Florette (una casa editrice a me francamente sconosciuta), di Chiasso.
Io ho già mandato la mia libraia in missione, consiglio di fare altrettanto.
Sul sito di Chiasso Letteraria trovate molte altre informazioni

Campo di moree a ridosso della ferrovia sulla spiaggia del litorale basso ionico (mai dirò il nome del paese). Zona USDA 9b