Un po’ di refrigerio al Gran Paradiso (calendario eventi estivi)

E’ iniziato il caldo afoso e già si desidera mare o montagna. Se propendete per quest’ultima, vi passo volentieri un consiglio da un comunicato. Si segnala che gli eventi sono rivolti principalmente ai ragazzi.
E’ una fortuna che ci siano attività legate alla nostra flora alpina, che pochissimi conoscono e quasi nessuno rispetta. Reginald Farrer ne sarebbe contento, e sarebbe ancor più contento di vedere realizzati dei veri giardini rocciosi.

Segue il comunicato:

0169_sfarfallando_fondation2012 1Le attività del Parco Nazionale del Gran Paradiso (PNGP) proseguono naturalmente anche in quota.

Se siete tra coloro che si divertono ad armeggiare con vasi, terriccio e semi, affascinati da insetti e farfalle, se conoscete alberi, fiori e arbusti per nome e amate trascorrere lunghi pomeriggi immersi nella natura, il giardino botanico alpino Paradisa di Valnontey è il vostro paradiso! Nato nel 1955, ospita più di 1000 specie tipiche delle nostre montagne e di altri gruppi montuosi di tutto il mondo.
Oltre a far scoprire fiori e piante, da metà giugno all’inizio dell’autunno, Paradisia offre a turisti e appassionati (sia grandi che piccini!) la possibilità di partecipare a visite guidate e a divertenti laboratori, un’occasione unica per mettere le mani in pasta: imperdibili i corsi che insegnano a costruire giardini rocciosi o a produrre miele, a prendersi cura dei fiori sui nostri balconi o a prelevare una talea di ramo (e a farla sopravvivere!).

In occasione della Festa Europea della Musica il 22 giugno Paradisia ospiterà alle ore 16 il concerto per violino solista e archi “Le 4 stagioni” di Vivaldi. Per il pubblico torinese sarà organizzata una giornata con partenza in pullman da Torino, visita al Giardino, pranzo e concerto.
Per info e prenotazioni: Consorzio Operatori Turistici Valle di Cogne, tel. 0165-74835

Tra le attività proposte da Paradisia, oltre al consueto appuntamento con Floralpe, corso teorico e pratico di giardinaggio alpino organizzato dal PNGP e dalla Fondation Grand Paradis per avvicinare professionisti del settore e semplici appassionati alla conoscenza degli ambienti d’alta quota e alle tecniche di coltivazione delle piante alpine nel proprio giardino, previsto per il 29 e 30 giugno, trovate:

28 giugno e 19 luglio: Sfarfallando (per bambini dai 5 ai 13 anni): alla scoperta della vita delle farfalle, delle piante e dei loro fiori preferiti, che si concluderà in un mare di disegni colorati e sfarfallanti.

5 luglio: Magiche erbe di montagna (per bambini dai 5 ai 13 anni): avvicinamento dei bambini alle piante officinali e spontanee presenti nel Giardino Botanico Alpino Paradisia, alla scoperta delle loro straordinarie proprietà curative e culinarie.

5 luglio: Cosa raccontano le piante officinali (per adulti): esperienza attiva di scoperta delle pratiche tradizionali e degli antichi saperi legati alla conoscenza e all’uso delle piante officinali; l’attività sarà accompagnata dalla degustazione di tisane artigianali.

12 luglio: Musica al parco (per bambini dai 6 agli 11 anni): primo approccio alla musica d’insieme. I bambini scopriranno come ticchettano, suonano, tonfano e frusciano i vari elementi naturali presenti nel bosco (pigne, rami, pietre) e impareranno a suonarli in gruppo in maniera creativa, formando un’orchestrina che si esibirà in un concerto en plein air.

26 luglio: Le api e il miele (per bambini dai 6 agli 11 anni): avvicinamento dei bambini al mondo delle api mellifere attraverso l’osservazione diretta delle piante e dei fiori ricchi di nettare e il riconoscimento delle caratteristiche e delle proprietà del miele. L’attività culminerà nell’ascolto di una fiaba dolce e dorata.

26 luglio: I sapori del miele (per adulti): attività alla scoperta delle tecniche di produzione del miele nel territorio del Gran Paradiso.
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Per info e prontazioni: Calendario eventi Gran Paradiso

Se qualcuno ci va, mi dica com’è.

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Giardini rocciosi

09/01/08
Giardini rocciosi
Filed under: Giardinaggio e natura
Posted by: Lidia @ 4:09 pm

Avviso: il tema è trattato solo da un punto di vista sociologico ed estetico: per una trattazione orticolturale leggere l’articolo Come costruire un vero giardino roccioso

I giardino roccioso è forse quell’elemento del giardino da cui con più facilità si possono dedurre il carattere e l’educazione di un giardiniere, la sfera sociale alla quale appartiene, il suo livello culturale (e orticolturale).
I rocciosi sono molto diffusi, hanno visto il loro acme proprio in questi recentissimi anni, anche se hanno perso un po’ di passo in favore dei laghetti.
Se ne vedono spesso nelle villette a schiera, nei cosiddetti quartieri pavillonaire, quelli “ad alto rischio nanetto”. Spesso ne fanno bella mostra le villone di primari ed ingegneri, mentre non mancano mai nei centri commerciali e nei grandi vivai o garden centre.
Ecco quello della “Gru”, il centro commerciale del mio paese, Siderno.
La Gru centro commerciale, Siderno
Lo squallore colpisce dritto al petto: una povera iucca, fallici cactini pelosi, sassi da deserto lunare, ghiaietto cimiteriale. Sullo sfondo un paesaggio cittadino da suicidio.

Il giardino roccioso comunque rimane una dimostrazione di status sociale ed economico. La gente vi elencherà tutte le sue piante, raccontandovi dettagliatamente come ne è entrata in possesso, e da quanti anni ce le ha, perché l’età -per un cactus- significa “soldi-soldi-soldi-soldi”.
Difatti quelli che vedete in foto sono piuttosto giovani. Mi chiedo quanto ci abbia mangiato sopra il vivaio che l’ha allestito.
Più piante ci sono, più vecchie sono, più il possessore del giardino roccioso si sentirà autorizzato a guardarvi dall’alto verso il basso, sentendosi molto “in”.
Non importa che il suo giardino roccioso sia una sorta di scempio estetico, l’importante è che ci sia, comunque sia, poiché “vale”.
Anche le villette più piccole cercano di non farne a meno, magari accatastando i sassi contro il muro perimetrale, dando al tutto un’aria da piramidina egizia in miniatura.
I sassi poi sono da mettersi le mani nei capelli. Non conosco le rocce, non so quindi dire che sorta di pietra si tratti, solo che è molto leggera e che i suoi pregi si fermano qui. Le usano gli acquaristi per dare agio ai pesci di nascondersi nei fori e negli incavi. E’ brutta anche negli acquari, dove ha comunque un senso ed una utilità, ma quando si vede nelle vetrine dei parrucchieri, con veli di tulle, bombolette di lacca spray, retine per pescatori, borsette e foulard, raggiunge la vetta della bruttezza. Quando è composta in questo modo diventa talmente brutta da commuovermi.

Il giardino roccioso con i cactus è un’invenzione recente, perché i veri rocciosi, quelli “originali”, si usavano per coltivare le piante di montagna, come potete vedere in questa foto scattata dai miei amici Lukus e Mex.
Giardino roccioso alpino, Lukus e Mex

Però si usa la roccia locale, mica i sassi da acquario!
Dove c’è poca acqua, nelle regioni mediterranee, i giardinieri si sono invece lanciati su piante a bassa richiesta d’acqua: guardate questo scorcio del giardino La Mortella ad Ischia

Piazzale del museo alla Mortella

E…ooops! Non c’è neanche un cactus!

Se volete coltivare i cactus, fatelo alla “vecchia maniera”: in vasi separati. Oppure, se avete un giardino in Marocco o in Egitto, su un declivio di sabbia rossastra, e lasciate i sassi da acquario ai parrucchieri, che è meglio.