Al giardiere sfiduciato

Qualche tempo fa mi ha scritto un giovane giardiniere. Purtroppo non ricordo il nome e non ho più la sua lettera, perchè il mio pc ha preso un virus di quelli bomba e la posta in arrivo è stata smaterializzata.

Questo è successo almeno un paio di settimane fa, e quella lettera l’ho letta una sola volta velocemente, quindi non so se sarò fedele nel riproporne il contenuto.

Più o meno era questo: cara Lidia, io di lavoro faccio il giardiniere, ma con i tempi duri della crisi e il fatto che il giardino è sempre più monopolizzato dalla ditte che offrono sconti e meno qualità, io mi trovo a fare i salti mortali per avere una ricompensa materiale e professionale. Confesso di essere sfiduciato. Puoi darmi un consiglio?

Che risposta dare? magari ne avessi una! Ultimamente mi guardo intorno e mi sento attorniata dalla miseria e dallo squallore, sia dentro che fuori i giardini. Ci vuole davvero spirito per riuscire a trovare la bellezza in questo susseguirsi uguale ed amorfo di paesaggi urbani di provincia.
Credo che l’arte sia la nostra sola ancora di salvezza. Se non puoi praticarla in giardino, praticala fuori, secondo le tue inclinazioni.
Essere giardinieri di professione in questo mondo di idee estetiche omologate non dà molte soddisfazioni, e non è che ci sia molto da fare a tal proposito. Solo con la nostra individualità possiamo resistere all’attacco corrosivo dell’apatia.
Non voglio darti consigli “tecnici” e di marketing. Spero che tu sia ancora qui a leggere, in questo caso fatti sentire, ci sono molte persone come noi, sicuramente non illuse, sfiduciate forse, ma ancora testarde e impegnate nel cercare una propria risposta alla domanda: cos’è la bellezza?

Per un nuovo vocabolario del giardinaggio

08/30/08
Per un nuovo vocabolario del giardinaggio
Filed under: Giardinaggio e natura
Posted by: Lidia @ 5:44 pm

Sebbene io non ami molto il modo tradizionale inglese di usare i fiori, non si può negare che l’Inglese abbia un nutrito vocabolario di termini specifici.
Ovviamente noi li superiamo nei termini riguardanti la cucina…anche se non so perché questa vittoria non mi dà molto gusto.
Ad esempio la parola giardiniere. Se consultate il dizionario vedrete che si può usare anche al femminile. Ma giardiniera significa anche un miscuglio di verdure sott’aceto. Almeno fosse stata caponata, la condivisione sarebbe stata più felice.
Non c’è un termine che indichi colui che coltiva da sé il proprio giardino, né colui o colei che conosce bene le piante e le sa usare.
Non c’è neanche un verbo che definisca l’atto di praticare il giardinaggio.

Che miseria culturale!